L'anno del contagio [Doomsday Book - it]
- Автор: Уиллис Конни
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0772-3
- Переводчик: Annarita Guarnieri
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:
Il pavimento era freddo e anche la chiesa era fredda, nonostante tutte le luci. Per lo più si trattava di lanterne di metallo disposte lungo le pareti e ai piedi della statua decorata di agrifoglio di Santa Caterina, e anche se un'alta candela giallastra era disposta fra la verzura su ciascuna finestra, l'effetto non era probabilmente quello che Padre Roche aveva voluto ottenere, perché le fiamme vivaci servivano soltanto a far apparire ancora più cupi e quasi neri i pannelli di vetro colorato.
Altre candele giallastre erano infilate nei candelabri d'argento su ciascun lato dell'altare e l'agrifoglio era stato ammucchiato davanti ad esse e lungo la sommità della parete divisoria, dove Padre Roche aveva disposto le candele di cera d'api di Lady Imeyne fra le piccole foglie spinose.
Pensando che la meticolosità con cui il prete aveva decorato la chiesa era tale che anche Lady Imeyne doveva essere soddisfatta dei risultati, Kivrin scoccò un'occhiata in direzione della vecchia.
Imeyne teneva il reliquiario fra le mani giunte ma i suoi occhi erano aperti e lei stava fissando la sommità della parete divisoria con la bocca serrata per la disapprovazione… Kivrin suppose che non era lì che lei avrebbe voluto fossero messe le candele, anche se era il posto più adatto perché in questo modo evidenziavano il crocifisso e l'affresco del Giudizio Universale, oltre a illuminare quasi tutta la navata.
Quelle candele avevano l'effetto di far apparire la chiesa diversa, più accogliente e più familiare, come quella di St. Mary la Vigilia di Natale. Il Natale precedente Dunworthy l'aveva portata ad assistere al servizio ecumenico. La sua intenzione era stata quella di andare alla messa di mezzanotte della Santa Chiesa Riformata per poter sentire la funzione in latino, ma aveva scoperto che la messa di mezzanotte era stata abolita perché al prete era stato chiesto di leggere il vangelo nel corso del servizio ecumenico ed aveva quindi anticipato la messa notturna alle quattro del pomeriggio.
Agnes aveva ricominciato ad armeggiare con la sua campanella e Lady Imeyne si girò a scoccarle un'occhiata rovente da sopra le mani piamente congiunte mentre Rosemund si protese oltre Kivrin per ingiungerle di fare silenzio.
— Non devi suonare la campanella fino alla fine della messa — mormorò Kivrin, chinandosi verso Agnes in modo che nessun altro potesse sentirla.
— Non l'ho suonata — sussurrò di rimando Agnes, in maniera tale da essere sentita per tutta la chiesa. — Il nastro è troppo stretto, vedi?
Kivrin non vedeva nulla del genere. In effetti, se si fosse concessa il tempo di legarla più stretta, la campanella non avrebbe tintinnato ad ogni movimento, ma era impossibile discutere con una bambina stanchissima proprio quando la messa di Natale stava per cominciare da un momento all'altro, quindi allungò le mani verso il nodo.
Agnes doveva aver cercato di sfilarsi la campanella dal polso perché il nastro già sfilacciato si era serrato in un nodo piccolo e compatto che Kivrin tentò di allentare con le unghie, tenendo al tempo stesso d'occhio la gente alle sue spalle. Il servizio avrebbe infatti avuto inizio con una processione durante la quale Padre Roche e i suoi accoliti, se ne aveva, sarebbero avanzati lungo la navata portando l'acqua santa e intonando l'Asperges.
Alla fine Kivrin si arrese e tirò energicamente sui due lati del nodo, stringendolo in maniera tale da annullare ogni speranza di poterlo sciogliere senza tagliarlo ma ottenendo di allargare un poco la circonferenza del nastro… tuttavia non abbastanza da poterlo sfilare. Scoccò un'occhiata in direzione delle porte della chiesa: la campana aveva smesso di suonare, ma ancora non si vedeva traccia di Padre Roche e neppure uno spazio che gli permettesse di avanzare lungo la navata, perché la gente del villaggio si era accalcata nella chiesa e ne aveva riempito la parte posteriore. Qualcuno aveva addirittura issato un bambino sulla tomba del marito di Imeyne e lo stava tenendo in equilibrio su di essa perché potesse vedere… ma ancora non c'era nulla da vedere. Kivrin ricominciò a lavorare per togliere la campanella, infilando due dita sotto il nastro e tirando verso l'alto nel tentativo di allargarlo.
— Non lo rompere! — avvertì Agnes, con quel suo sussurro che tutti potevano sentire. Kivrin afferrò la campanella e la girò in fretta in modo che si venisse a trovare contro il palmo della bambina.
— Tienila in questo modo — sussurrò, chiudendo le dita di Agnes intorno ad essa, — e stringi.
Obbediente, Agnes serrò il pugnetto, poi Kivrin le fece piegare l'altra mano intorno al pugno in un'imitazione della posizione di preghiera.
— Continua a tenere stretta la campanella e non suonerà — disse, con un filo di voce.
Immediatamente Agnes si premette le mani contro la fronte in un atteggiamento di angelica devozione.
— Brava ragazza — approvò Kivrin, circondandola con un braccio e guardando di nuovo verso le porte della chiesa. Accorgendosi che erano ancora chiuse, trasse un sospiro di sollievo e si girò verso l'altare.
Padre Roche era fermo là, in piedi, vestito con una stola bianca ricamata e con un'alba di un bianco ingiallito con il bordo ancora più logoro del nastro di Agnes, e aveva in mano un libro. Era ovvio che aveva aspettato che lei finisse le sue manovre, così come era ovvio che era rimasto lì a guardare per tutto il tempo in cui lei si era occupata di Agnes, ma il suo volto non esprimeva rimprovero né impazienza. La sua espressione era del tutto diversa, e in qualche modo le ricordò d'un tratto quella del Signor Dunworthy, quando la stava guardando attraverso la sottile partizione di vetro.
Lady Imeyne si schiarì la gola con un suono che era quasi un ringhio e il prete parve riscuotersi. Consegnato il libro a Cob, che indossava un saio sporco e un paio di scarpe di cuoio troppo grandi per lui, si inginocchiò davanti all'altare, poi riprese il libro e cominciò la funzione.
Kivrin recitò le parole fra sé insieme a lui, pensandole in latino e sentendo l'eco della versione fornita dal traduttore.
— 'Cosa voi dite, O Pastori?' — recitò Padre Roche, cominciando il salmo responsoriale. — 'Parlate: diteci chi è apparso sulla terra.'
S'interruppe e si accigliò, guardando in direzione di Kivrin.
Ha dimenticato cosa deve dire, pensò lei, e scoccò un'occhiata ansiosa a Imeyne nella speranza che lei non si fosse resa conto che il brano non era finito, ma la vecchia aveva sollevato la testa e stava trapassando il prete con lo sguardo, la mascella serrata sotto la cuffia di seta.
Roche stava ancora fissando Kivrin con aria accigliata.
— 'Parlate, cosa avete visto?' — proseguì, e Kivrin esalò un sospiro di sollievo. — 'Diteci chi è apparso.'
Questo non era esatto, e Kivrin recitò silenziosamente il verso successivo, cercando di comunicarlo al prete con la forza della volontà.
— 'Abbiamo visto il Bambino appena nato…'
Roche non mostrò di aver notato il movimento delle sue labbra, anche se la stava guardando in piena faccia.
— 'Ho visto… — cominciò, e s'interruppe ancora.
— 'Abbiamo visto il Bambino appena nato' sussurrò Kivrin, e si accorse che Lady Imeyne si era girata verso di lei.
— 'E gli Angeli che cantano le lodi del Signore' — continuò Roche. Anche quella frase non era esatta, e subito Lady Imeyne tornò a concentrare sul prete il proprio sguardo carico di disapprovazione.
Senza dubbio il vescovo sarebbe stato informato di questo, come anche delle candele e dell'alba dal bordo logoro, e di chissà quali altri errori e infrazioni che il prete stava commettendo.