La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
«Non c’è bisogno che mi strappiate la giubba» ringhiò Mat, cercando di liberarsi. «Lasciatemi.» Non era certo che lo avessero sentito. Anche con il medaglione al collo, non era pronto a spingersi fino ad aprire le loro mani con la forza — a meno che non fosse stato proprio necessario.
Adeleas o Vandene che fosse, era accompagnata da altre due Aes Sedai. Una di loro, però, una donna scura e robusta con gli occhi penetranti, sembrava una Sorella solo perché aveva il Grande Serpente e lo scialle con le frange marroni e la Fiamma di Tar Valon fra i viticci: il volto invece mostrava un’età appena superiore a quella di Nynaeve. Si trattava quindi di Sareitha Toranes, eletta Aes Sedai da appena due anni.
«Adesso ti metti a sequestrare uomini nei corridoi, Teslyn?» disse l’altra. «Un uomo che non può incanalare di sicuro non dovrebbe interessarti.» Bassa e chiara di carnagione, con un abito grigio screziato d’azzurro e coi bordi di merletto, era fredda ed elegante, con il volto dall’età indefinibile e un sorriso sicuro. Il suo accento cairhienese la identificò. Thom non era sicuro su chi tra Joline e Teslyn era al comando dell’ambasciata di Elaida, ma Merilille era senza dubbio alla guida del gruppo di folli che avevano ingannato Egwene eleggendola Amyrlin.
Mat avrebbe potuto radersi con il sorriso di Teslyn. «Non fingere con me, Merilille. Mat Cauthon può essere di considerevole interesse. Non dovrebbe andarsene in giro da solo.» Parlavano come se non fosse lì con loro a sentirle!
«Non litigate per me» disse. Per quanto provasse a tirar via la giubba, non riusciva a far mollare la presa a nessuna delle due donne. «Ce n’è abbastanza per tutte.»
Cinque paia d’occhi lo fecero pentire di aver aperto bocca. Le Aes Sedai non avevano senso dell’umorismo. Tirò un po’ più forte e Vandene — o Adeleas — tirò a sua volta abbastanza forte da far mollare la presa a lui. Decise che si trattava di Vandene. Era una Verde e Mat aveva sempre pensato che volesse metterlo a testa in giù e scuoterlo fino a fargli cascare via il segreto del medaglione. Chiunque delle due fosse, la donna sorrise, un’espressione in parte astuta, in parte divertita. Lui non vide nulla di divertente. Le altre non lo guardarono a lungo. Era come se fosse svanito.
«Ciò di cui ha bisogno» osservò Joline con fermezza «è essere preso in custodia. Per la sua stessa protezione, e non solo. Tre ta’veren che provengono dallo stesso villaggio. E uno di loro è il Drago Rinato. Il giovane Cauthon dovrebbe essere inviato immediatamente alla Torre.» E lui l’aveva anche considerata carina...
Merilille scosse il capo. «Sopravvaluti la vostra posizione, Joline, se pensi che ti permetterò di prendere il ragazzo.»
«E tu sopravvaluti la tua, Merilille.» Joline si avvicinò, fino a torreggiare sull’altra donna. Aveva un sorriso superiore e condiscendente. «Non ti rendi che è solo il desiderio di non offendere Tylin a fermarci dal mettervi tutte a pane e acqua fino a quando non potrete essere riportate alla Torre?»
Mat si aspettava che Merilille reagisse con una forte risata, e invece la donna mosse appena il capo, come se volesse davvero distogliere lo sguardo da quello di Joline.
«Non osereste.» Sareitha era tranquilla come avrebbe dovuto esserlo un’Aes Sedai, e si aggiustava con calma lo scialle conservando un’espressione serena, ma l’ansia nella sua voce diceva con chiarezza che quella era solo una facciata.
«Questi sono giochi infantili, Joline» mormorò Vandene secca. Era di sicuro lei. Tra le due, era quella che pareva sempre imperturbabile.
Le guance di Merilille si arrossarono leggermente, come se la donna con i capelli bianchi si fosse rivolta a lei, ma lo sguardo divenne più fermo. «Non puoi certo aspettarti che ce ne andiamo miti come pecore» disse con fermezza a Joline. «E poi siamo in cinque; sette, se conti anche Nynaeve ed Elayne.» L’ultima aggiunta, fatta con riluttanza, era un chiaro ripensamento.
Joline inarcò un sopracciglio. Le dita ossute di Teslyn non allentarono la presa, come non lo fecero quelle di Vandene, e la donna studiò Joline e Merilille con uno sguardo ermetico. Le Aes Sedai erano come una nazione piena di stranieri; non si sapeva mai cosa aspettarsi fino a quando non era troppo tardi. Si muovevano in acque profonde e con forti correnti. E le correnti attorno a delle Aes Sedai avrebbero potuto trascinare un uomo sul fondo e ucciderlo senza che loro nemmeno lo notassero. Forse era giunto il momento di aprire quelle mani con la forza.
L’improvvisa apparizione di Laren gli risparmiò la fatica. La donna si fermò a riprendere fiato, come se avesse corso, quindi allargò la gonna in una riverenza molto più profonda di quella che aveva riservato a lui. «Perdonatemi per l’interruzione, Aes Sedai, ma la regina desidera vedere lord Cauthon. Chiedo scusa. Il prezzo sarà più caro del valore delle mie orecchie se non lo porto subito da lei.»
Le Aes Sedai la guardarono, tutte, fino a quando lei non iniziò ad agitarsi, poi i due gruppi si fissarono a vicenda per vedere quale Aes Sedai avrebbe ceduto per prima. Infine posarono gli occhi su di lui, e Mat si chiese se qualcuna si sarebbe mossa.
«Be’, non posso far aspettare la regina, vi pare?» disse lui con voce spensierata. Dal modo in cui quelle donne sbuffarono, sembrò quasi che Mat avesse pizzicato il sedere a una di loro. Anche Laren lo guardò torva. «Lascialo andare, Adeleas» disse Merilille alla fine.
Mat aggrottò le sopracciglia mentre la donna eseguiva l’ordine. Quelle due sorelle avrebbero dovuto portare una targhetta col nome, oppure tingersi i capelli di colore diverso o mettere dei nastri colorati. Adeleas gli rivolse un altro di quei sorrisi divertiti e saccenti. Mat li odiava. Erano un trucco femminile, non solo delle Aes Sedai, e di solito chi lo usava non sapeva in realtà nulla di ciò che voleva far credere agli uomini di sapere. «Teslyn?» disse Mat. La Rossa lo teneva ancora per la giubba, con entrambe le mani. Lo guardò, ignorando tutte le altre. «La regina?»
Merilille aprì la bocca ed esitò, valutando se dire qualcosa di diverso da quanto aveva pensato. «Quanto tempo intendi rimanere qui a tenerlo per un braccio, Teslyn? Lo spiegherai tu a Tylin perché un suo ordine è stato ignorato?»
«Considera bene a chi ti stai legando, giovane Cauthon» disse Teslyn, sempre guardandolo negli occhi. «Le scelte sbagliate possono portare a un futuro sgradevole, anche per un ta’veren. Pensaci bene.» Alla fine lo lasciò andare.
Mentre seguiva Laren, Mat non lasciò trapelare la sua impazienza di andare via, ma gli sarebbe piaciuto se la donna avesse camminato un po’ più veloce. Lei invece avanzava piano, regale come una regina. Regale come un’Aes Sedai. Alla prima svolta del corridoio, Mat si girò indietro a guardare. Le cinque Aes Sedai erano ancora lì, e lo fissavano. Come se la sua occhiata fosse un segnale, si scambiarono sguardi silenziosi e andarono via, ognuna in una direzione diversa. Adeleas si avviò verso di lui, ma prima di raggiungerlo sorrise di nuovo e sparì oltre una porta. Correnti profonde. Mat preferiva nuotare dove poteva toccare il fondo.
Laren aspettava dietro l’angolo, con le mani sugli ampi fianchi e il volto troppo sereno. Mat sospettava che sotto quelle gonne lunghe stesse battendo il piede a terra con impazienza. Le rivolse il suo sorriso migliore. Ragazzine ridacchianti o nonne dai capelli grigi, di solito le donne si addolcivano davanti a quel sorriso; lo aveva più volte aiutato a conquistare baci ed evitare prediche. Funzionava bene quasi quanto i fiori. «Molto ben fatto, grazie. Sono sicuro che la regina non vuole vedermi davvero.» E se anche non era così, lui non aveva alcuna voglia di incontrarla. Il suo disprezzo per i nobili era triplicato nei confronti dei reali. Nulla di ciò che aveva trovato in quelle memorie antiche cambiava la sua opinione, e alcuni di quei ricordi appartenevano a persone che avevano trascorso molto tempo intorno a re e regine. «Adesso, se per favore vuoi mostrarmi le stanze di Nynaeve ed Elayne...»