Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Космическая фантастика » Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]
Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]

Электронная книга - «Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]». Краткое содержание книги:

Ogni 76 anni ritorna uno dei più affascinanti e misteriosi visitatori che l’umanità ricordi: la Cometa di Halley. Il suo passaggio più recente è ancora fresco nella memoria, ma questo straordinario romanzo ci parla del prossimo appuntamento, e della spedizione di un gruppo di scienziati su Halley, non solo per scoprirne i misteri, ma per trasformarla in un luogo adatto alla vita. Tra meraviglie tecnologiche e sforzi sovrumani di adattamento, i segreti sepolti nel cuore della cometa (tutt’altro che priva di forme di vita) trasformano un immane progetto di colonizzazione in una spietata lotta per la sopravvivenza. Tuttavia, le minacce non vengono solo da un ambiente irriducibile, ma anche dagli stessi membri della spedizione, un complesso microcosmo che riproduce tensioni, conflitti e pregiudizi che hanno portato la Terra sull’orlo della catastrofe; ma soprattutto c’è il drammatico confronto tra due “forme” umane, quella naturale degli Orthos, e quella manipolata geneticamente dei Perceli. Uno sfondo da cui emergono tre grandi protagonisti, dai quali dipende il futuro della missione: Carl Osborn, Saul Lintz e, soprattutto, Virginia Kaninamanu Herbert, impegnata ad esplorare le frontiere fra l’intelligenza umana e quella artificiale. E il lungo viaggio della cometa nelle profondità dello spazio procede fra eventi memorabili e tremende avversità, in un alternarsi di trionfi e delusioni. Esperienze però che ogni volta lasciano appena intuire le incredibili prospettive che ancora attendono la colonia di Halley. Un grandioso affresco, che ha pochi eguali per ricchezza d’idee ed efficacia narrativa, dove si ritrovano tutti i più grandi temi della fantascienza.
1 ... 94 95 96 97 98 99 100 101 102 ... 161
Перейти на страницу:

Virginia si sentì arrossire, e fu lieta che fuori in superficie non si potesse notare niente. — Hai sempre avuto il dono di dire delle grandi scioc…

D'un tratto Virginia fu interrotta da un suono orrendo. Era l'ululo raggricciante d'una tuta lacerata, il quale, interrompendo ogni canale, si sovrappose ai festeggiamenti, mozzando a metà ogni altra voce.

— Oh, cielo, dove…? — Virginia fece girare di scatto il mech per vedere. Già alcuni dei mech più sofisticati si stavano precipitando verso un assembramento di spettatori, i quali adesso si stavano radunando vicino ad una delle agrocupole.

— Non so… — cominciò a dire a Carl, ma poi si rese conto che lui era già partito, lanciandosi con uno spruzzo di propellente verso il centro dell'agitazione.

Il segnale d'allarme interruppe di colpo il suo rauco grido, riducendosi a un basso e mesto ronzio, il quale segnalava la cessazione delle funzioni vitali.

Qualcuno era morto.

Virginia fece per dirigersi verso la folla, poi si fermò, sentendosi sciocca. Naturalmente non c'era bisogno che conducesse quel particolare mech fin sul luogo per dare un'occhiata da vicino. Con uno schiocco della lingua e l'impulso di un ordine subvocalistico, trasferì il suo punto di vista ad un alto fuco affusolato che si ergeva sopra il grappolo vociante degli umani.

Allora guardò in basso. Carl e Jeffers erano chini su una figura in tuta spaziale stesa bocconi sul terreno. La tuta era lacerata fino all'osso. Una schiuma rossa si riversava ancora fuori dallo squarcio, come una macabra nebbia.

Arrivarono Keori Anuenue e alcuni dei suoi corpulenti hawaiani. Cominciarono a spingere indietro la folla, ordinando ai mech di nessuna utilità di allontanarsi. La folla, d'un tratto silenziosa, si allontanò, tutto il loro umore festivaliero si era spento come un ruscello rumoroso trasformato in ghiaccio duro come la roccia.

— He kiai — trasmise Virginia al polinesiano dalla faccia scura che stava cercando di allontanare il mech che lei stava usando come punto d'osservazione. L'uomo sbatté gli occhi per la sorpresa. Poi scrollò le spalle.

— Ua make oia, wahine.

Virginia non aveva bisogno che le dicessero che la figura distesa sul ghiaccio era morta. Ovviamente, era anche inutile pensare a colombarizzarla.

Sentì la bocca che le si inaridiva quando vide il vibrocoltello dalla lama sottile che giaceva accanto al corpo. Chiunque l'avesse fatto, approfittando della confusione e dell'eccitazione causata da lei e da Jeffers, aveva lasciato il suo biglietto da visita accanto al proprio lavoro manuale.

Fece scorrere automaticamente lo sguardo sul comunicatore, alla ricerca del canale e del codice crittografico usato da Carl e Jeff. Alla fine trovò la combinazione giusta.

— Ci sarà un inferno da pagare per questo. È sicuro che Quiverian e Ould-Harrad lo useranno a loro vantaggio.

— Merda. Malcolm potrà anche essere stato un bastardo prepotente, e uno sciovinista ortho. Ma per lo meno non era un archista. Con lui potevo lavorare. Sai chi verrà incolpato di questo, naturalmente…

Girarono il corpo della vittima. Il povero Malcolm la fissò, il volto gonfio e gli occhi strabuzzati a causa della decompressione.

Virginia si affrettò a interrompere il collegamento e si tirò fuori dal mech. Aprì i suoi veri occhi e si ritrovò nel suo piccolo, sicuro regno, nel profondo del ghiaccio. Si tolse il connettore neurale e gemette mentre si rizzava a sedere, sfregandosi l'area escoriata sulla nuca.

Oh, sì pensò. Ci sarà un inferno da pagare per questo. Si alzò in piedi e andò al minuscolo rubinetto incappucciato per inzuppare un asciugamano e pulirsi il viso.

Il cuoio capelluto le faceva ancora male. Sollevò i propri capelli e si chinò tra le superfici a specchio delle due olovasche per esaminare l'area di contatto del connettore neurale. Una rabbiosa infiammazione rossa si stava già allargando, e questa volta il trattamento standard pareva non funzionare. Saul le aveva detto che riteneva di poter trovare un modo nuovo di affrontare il problema, ma non era stato capace di nasconderle la sua ansiosa incertezza.

Non ci voleva un genio per capire che stavano morendo tutti.

Pensò a quegli sconsiderati festeggiamenti, lassù in superficie, così brevi, interrotti così all'improvviso…

È bello provare una speranza, almeno per pochi minuti. Un colore lampeggiò sopra di lei. Sollevò lo sguardo mentre delle lettere si coagulavano nella principale vasca display del computer. Oh, no. Era un'altra delle bizzarrie di JonVon, uno dei suoi tentativi spontanei di scrivere versi… un altro segno che il deterioramento non era limitato agli uomini e alle macchine articolate.

Perduto fra le lotte, celato in ritmi gergali. La beneficienza alberga ancora, esiliata da una casa dimenticata.

— Oh, JonVon — bisbigliò Virginia. — Sei malato anche tu?

Le figure si muovevano in fila per uno lungo quel passaggio butterato, legate insieme da una corda annodata. Avanzavano con cautela, lentamente, mentre spingevano o trascinavano i loro fardelli sopra i poggi e i bordi dei crateri.

Era un esodo silenzioso, forme avvolte in tute spaziali insudiciate e costellate di rattoppi, che lottavano ad ogni passo con enormi fagotti, quasi privi di peso ma ingombranti a causa dell'inerzia, forme che si aiutavano a vicenda a superare i tratti scivolosi e i pericolosi campi di ghiaccio amorfo ed esplosivo.

Dall'angolo di visuale di Virginia, da una delle alture equatoriali più elevate di Halley, l'orizzonte del loro minuscolo mondo era un arco ad un miglio, o poco più, di distanza… tanto vicino da poterlo quasi toccare. Quelli più sotto avrebbero dovuto coprire soltanto otto chilometri, all'incirca, fra la base settentrionale e le caverne che si trovavano all'altro polo della cometa. Eppure, nell'osservare la migrazione degli archisti, Virginia aveva la sensazione di assistere a qualcosa di biblico. Quei sedicenti profughi si trascinavano, si sollevavano e si voltavano per aiutarsi fra loro, mentre trasportavano i propri averi verso le nuove case che i loro capi avevano promesso.

Erano stati loro offerti dei mech, che li aiutassero nel tragitto, ma era ben noto che i sofisticati roboidi erano stati rimontati da Jeffers e resi funzionanti da lei, Virginia, tutti e due percell. La natura sospettosa degli archisti l'aveva vinta sulla convenienza, ragione per cui avevano rifiutato ogni cosa, salvo le macchine più semplici.

Tre uomini in tuta spaziale erano in piedi, immobili, sull'altura, accanto al nuovo mech di Virginia, anch'essi intenti ad osservare la partenza degli archisti. Carl e Jeffers tenevano a contatto diretto i caschi, parlando fra loro in privato, indicando con dei gesti la fila delle figure che stavano avanzando con passo strascicato. Sull'altro lato, Saul era appoggiato contro il fianco del mech, intento a canticchiare a bocca chiusa e con espressione assente un motivetto scarsamente espressivo.

Il sapore biblico di quella scena era ancor più rafforzato dalla figura che conduceva quella carovana in fila indiana. Là, davanti a tutti, usando un bastone mentre procedeva a passi lunghi e lenti, c'era Suleiman Ould-Harrad, un tempo tenente colonnello del Servizio Spaziale, adesso consigliere mistico e spirituale del clan degli archisti. Quell'alto nero aveva tinto la propria tuta d'un cupo azzurro mezzanotte, e la sua cotta era bianca con una singola stella nera.

Dietro di lui, trasportando giganteschi fardelli, o trascinando immense slitte fluttuanti, venivano dozzine e dozzine di altri esseri umani: da quelli più vecchi, da troppo tempo usciti dai colombari, ai bambini dagli occhi sbarrati, spettralmente magri, i quali fissavano la scena intorno a loro dall'interno di bolle di plastica per la sopravvivenza.

1 ... 94 95 96 97 98 99 100 101 102 ... 161
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)