Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » I fuochi del cielo
I fuochi del cielo - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

I fuochi del cielo

Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:

I fuochi del cielo
1 ... 87 88 89 90 91 92 93 94 95 ... 264
Перейти на страницу:

Le ginocchia di Morgase cedettero e se Lini non le avesse velocemente messo una sedia sotto si sarebbe accosciata in terra. Alteima. L’immagine di lui che le osservava mentre parlavano assumeva adesso un nuovo significato. Un uomo che guardava con affetto due dei suoi gatti che giocavano. E altre sei! La rabbia la colmò, una rabbia che non aveva provato nemmeno quando pensava che volesse rubarle il trono. Quel fatto lo aveva considerato in maniera distaccata, con chiarezza. Con la stessa lucidità con cui di recente riusciva a pensare a qualsiasi cosa. Era un pericolo che doveva studiare con l’ausilio della fredda ragione. Ma questo! L’uomo aveva nascosto le sue giade nel palazzo. Aveva fatto di lei solo un’altra delle sue pupazze. Adesso Morgase voleva la sua testa. Voleva che fosse scuoiato vivo. Che la Luce l’aiutasse, aveva voglia che la toccasse. Forse sto impazzendo! pensò.

«Lo risolverò insieme a tutto il resto» disse gelidamente. Molto dipendeva da chi si trovava a Caemlyn e chi invece nelle residenze di campagna. «Dov’è lord Pelivar? Lord Abelle? Lady Arathelle?» Capeggiavano casate forti e avevano molti seguaci.

«Esiliati» rispose lentamente Lini, guardandola stranamente. «Li hai esiliati tutti dalla città la scorsa primavera.»

Morgase ricambiò lo sguardo. Non ricordava nulla di tutto ciò. Solo adesso, molto vagamente, cominciava a farlo. «Lady Ellorien?» chiese lentamente. «Lady Aemlyn e lord Luan?» casate ancora più forti. L’avevano sostenuta quando era salita al trono.

«Esiliati» rispose Lini altrettanto lentamente. «Hai fatto frustare Ellorien per averne chiesto il motivo.» Lini si chinò per allontanare i capelli dal viso di Morgase, le dita contorte si soffermarono sulle guance della donna come quando le controllava la temperatura. «Stai bene, ragazza?»

Morgase annuì intontita, ma solo perché rammentava l’accaduto in maniera nebulosa. Ellorien che gridava oltraggiata mentre le strappavano l’abito sulla schiena. La casata Traemane era stata la prima a offrire il proprio supporto ai Trakand, annunciato da una donna graziosa e paffuta solo di qualche anno più grande di Morgase. Da Ellorien, una delle sue amiche più care. Almeno, lo era stata. Aveva dato a Elayne il nome della nonna di Ellorien. Riusciva vagamente a ricordare di altri che avevano lasciato la città, prendendo le distanze da lei, adesso le sembrava chiaro. E quelli che erano rimasti? Casate troppo deboli per qualsiasi scopo, oppure degli adulatori. Le sembrava di aver firmato molti documenti che Gaebril le aveva messo davanti, creando nuovi titoli. I leccapiedi di Gaebril e suoi nemici. Erano tutto ciò su cui poteva contare per affermare la propria forza a Caemlyn.

«Non mi importa cosa dici» affermò Lini. «Non hai la febbre, ma c’è qualcosa che non va. Hai bisogno di una guaritrice Aes Sedai, ecco di cosa hai bisogno.»

«Non voglio Aes Sedai.» La voce di Morgase divenne anche più dura. Toccò di nuovo l’anello. Sapeva che la rabbia forse irragionevole nei confronti della Torre era recente, eppure non poteva più fidarsi di una Torre Bianca che sembrava volesse nasconderle la figlia. La sua lettera alla nuova Amyrlin per chiedere che la ragazza venisse rimandata a casa — nessuno chiedeva niente all’Amyrlin Seat, ma lei lo aveva fatto — ancora non aveva ricevuto risposta. Era a malapena riuscita a raggiungere Tar Valon. In ogni caso di certo non avrebbe avuto un’Aes Sedai vicino a sé. Eppure, oltre a ciò, non poteva fare a meno di pensare a Elayne senza sentirsi orgogliosa. Promossa al rango di Ammessa dopo un breve periodo. Elayne avrebbe potuto essere la prima donna a sedere sul trono di Andor come Aes Sedai, non solo una addestrata alla Torre. Non aveva senso che provasse entrambi i sentimenti allo stesso tempo, ma molto poco in quel momento aveva senso per lei. E sua figlia non avrebbe mai ottenuto il trono del Leone se Morgase non lo avesse protetto.

«Ho detto nessuna Aes Sedai, Lini, per cui puoi smettere di guardarmi a quel modo. Questa è una di quelle volte che non riuscirai a somministrarmi una medicina cattiva. Inoltre, dubito che ci sia un’Aes Sedai di qualsiasi colore reperibile a Caemlyn.» I suoi vecchi sostenitori erano andati via, esiliati per suo esplicito volere e forse suoi nemici per sempre dopo quello che aveva fatto a Ellorien. Adesso, al loro posto, al palazzo c’erano nuovi lord e nuove dame. Nuovi volti fra le guardie. Chi era rimasto di leale? «Saresti in grado di riconoscere un luogotenente di nome Tallanvor, Lini?» Quando l’altra donna annuì subito, proseguì. «Trovalo e portalo qui da me. Ma non dirgli che lo stai conducendo da me. Anzi, rispondi a tutti nell’area dei pensionati, se dovessero chiedertelo, che non sono qui.»

«C’è dell’altro oltre Gaebril e le sue donne, vero?»

«Limitati ad andare, Lini, e veloce. Non ho molto tempo.» A giudicare dalle ombre che poteva vedere dalla finestra nel giardino pieno di alberi, il sole non era più al culmine. La sera sarebbe giunta anche troppo presto. La sera, quando Gaebril sarebbe andato a cercarla.

Dopo che Lini fu andata via, Morgase rimase seduta, per niente rilassata. Non osava alzarsi. Adesso le ginocchia erano forti, ma temeva che se avesse iniziato a muoversi non si sarebbe fermata prima di aver raggiunto lo studiolo, in attesa di Gaebril. Il bisogno era intenso, specialmente adesso che era sola. Se l’uomo l’avesse guardata o toccata, era sicura che gli avrebbe perdonato tutto. O forse si sarebbe dimenticata tutto, visto quanto erano nebulosi e incompleti i suoi ricordi. Per quel che ne sapeva, l’uomo poteva aver usato l’Unico Potere su di lei in qualche modo, ma nessuno in grado di incanalare sarebbe sopravvissuto fino alla sua età.

Lini le aveva detto spesso che al mondo c’era sempre un uomo per cui una donna si sarebbe ritrovata a comportarsi come una sciocca senza cervello, ma Morgase non aveva mai creduto che sarebbe potuto capitare a lei. Era anche vero però che le sue scelte in fatto di uomini non erano mai state opportune, anche se al momento in cui le faceva le sembravano giuste.

Taringail Damodred lo aveva sposato per ragioni politiche. Era stato il marito di Tigraine, l’erede al trono la cui scomparsa aveva dato l’avvio alla Successione, alla morte di Modrellein. Quel matrimonio aveva creato un legame con la vecchia regina, attenuando i dubbi di molti oppositori e, cosa più importante, aveva mantenuto l’alleanza che era riuscita a bloccare le guerre infinite con Cairhien. Le regine sceglievano i loro sposi a questo modo. Taringail era un uomo freddo e distante e non c’era stato amore, anche se avevano avuto due figli meravigliosi. Fu quasi un sollievo quando morì in un incidente di caccia.

Thomdril Merrilin, bardo della casata e poi bardo di corte, all’inizio le aveva regalato momenti di gioia; intelligente e sagace, un uomo dal carattere allegro che usava i trucchi del Gioco delle Casate per aiutarla a gestire il regno e a rinforzare Andor una volta vinta la Successione. Aveva il doppio dei suoi anni, ma lo avrebbe sposato — i matrimoni con la gente comune non erano insoliti in Andor — solo che era svanito senza dire una parola e il cattivo carattere di Morgase era prevalso. Non aveva mai saputo la ragione per cui era andato via, ma non importava. Al suo ritorno avrebbe certamente fatto revocare il mandato di arresto; ma stavolta, invece di sopportare la reazione rabbiosa della donna e cercare di non darle peso, Thom aveva risposto alle sue parole dure con altrettanta aridità, dicendole cose che non poteva perdonargli. Le orecchie ancora le bruciavano al ricordo di essersi sentita chiamare ragazzina viziata e marionetta di Tar Valon. L’aveva trattata in quel modo, la sua regina!

Poi c’era stato Gareth Bryne; forte e capace, schietto come il viso suggeriva e ostinato quanto lei, alla fine si era rivelato un traditore. Adesso era fuori dalla sua esistenza. Le sembrava che fossero trascorsi anni dall’ultima volta che lo aveva visto, invece che pochi mesi.

E in ultimo Gaebril. La peggiore delle sue scelte sbagliate. Almeno gli altri non avevano cercato di soppiantarla.

1 ... 87 88 89 90 91 92 93 94 95 ... 264
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)