La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
«Non mi ricordo» rispose lei con un tono tranquillo che era in contrasto con il sorriso bellicoso che aveva in volto. Non aveva ancora abbracciato saidar. «Io mi chiamo Nynaeve Sedai. Nynaeve Aes Sedai, non ragazza.»
Dopo aver appoggiato le mani sul tavolo, Nesta din Reas le rivolse uno sguardo che ad Aviendha fece venire in mente Sorilea. «Forse è così, ma scoprirò chi ha rivelato i nostri segreti. E le impartirò una lezione sul silenzio.»
«Una vela spaccata è una vela spaccata, Nesta» disse di colpo il vecchio, con una voce profonda molto più forte di quanto suggerisse il suo aspetto ossuto. Aviendha lo aveva scambiato per una guardia, ma il tono di voce che aveva usato era quello di un capo. «Sarebbe meglio chiedere quale aiuto vorranno da noi le Aes Sedai nei giorni della venuta del Coramoor, quando nei mari imperverseranno tempeste infinite e il destino della Profezia veleggerà sull’oceano. Sempre che queste siano Aes Sedai» aggiunse infine guardando la Cercavento.
La donna rispose con calma e in tono di grande rispetto. «Tre di loro possono incanalare, inclusa lei.» Indicò Aviendha. «Non ho mai incontrato donne così forti. Devono essere davvero Aes Sedai. Chi altri oserebbe portare quegli anelli?»
Nesta din Reas le fece cenno di tacere e si rivolse all’uomo conservando la sua espressione dura. «Le Aes Sedai non chiedono mai aiuto, Baroc» ringhiò. «Le Aes Sedai non chiedono mai nulla.» L’uomo sostenne il suo esame senza problemi, ma dopo un momento lei sospirò come se l’avesse costretta ad abbassare lo sguardo. L’occhiata che rivolse a Elayne non fu però più dolce. «Che cosa vorrebbe da noi...» esitò «...l’erede al trono di Andor?» Anche pronunciando questo titolo era sembrata scettica.
Nynaeve, che si stava preparando a sferrare un attacco — Aviendha aveva dovuto ascoltare più di una tirata quando le altre Aes Sedai nel palazzo di Tarasin dimenticavano che anche lei ed Elayne erano Sorelle. Ora che quel reato era stato commesso da una donna che non era neppure Aes Sedai, si rischiava lo spargimento di sangue —, aprì la bocca e... Elayne la fece tacere toccandole un braccio e sussurrandole qualcosa a voce troppo bassa perché Aviendha potesse sentire. Il volto di Nynaeve era ancora paonazzo e la donna si tirava la treccia così forte che sembrava volesse staccarsela dalla testa, ma rimase in silenzio. Forse Elayne sarebbe davvero riuscita a riappacificare un antagonismo d’acqua.
Di sicuro però non era felice, visto che era stato messo in discussione non solo il suo diritto di essere chiamata Aes Sedai ma anche il diritto a erede al trono di Andor. Molti avrebbero pensato che fosse calma, ma Aviendha aveva imparato a riconoscere i segnali. Il mento sollevato esprimeva rabbia, gli occhi sgranati indicavano invece che era un torcia pronta a divampare fino a superare la furia di Nynaeve; inoltre, Birgitte era tesa, con il volto pietrificato e gli occhi in fiamme. Di solito subiva Elayne solo quando erano molto forti. Aviendha strinse l’elsa del pugnale e abbracciò saidar. Avrebbe ucciso per prima la Cercavento; la donna non era debole nel Potere e poteva essere pericolosa. Ne avrebbero trovate altre, con tutte quelle imbarcazioni lì intorno.
«Siamo alla ricerca di un ter’angreal.» A parte il gelo della voce, chiunque non la conoscesse avrebbe pensato che Elayne era assolutamente serena. Era di fronte a Nesta din reas, ma si rivolse a tutti, forse soprattutto alla Cercavento. «Con quello pensiamo di poter rimettere a posto il clima. Credo che stia creando problemi anche a voi, oltre che alla terraferma. Baroc ha parlato di tempeste infinite. Penso che abbia scorto il tocco del Tenebroso, il tocco del Padre delle Tempeste, sui mari come sulla terra. Con questo ter’angreal possiamo cambiare la situazione, ma non da sole. Ci vorranno molte donne tutte insieme, forse un intero circolo di tredici eleménti. Noi pensiamo che dovrebbero esserci anche delle Cercavento. Nessuno conosce meglio il clima, nessuna Aes Sedai vivente. Questo è l’aiuto che chiediamo.»
Il suo discorso fu accolto da un silenzio mortale, fino a quando Dorile din Eiran rispose con cautela: «Come si chiama questo ter’angreal, Aes Sedai? Che aspetto ha?»
«Che io sappia non ha alcun nome» le rispose Elayne. «È una grossa scodella di cristallo, poco profonda ma larga almeno sessanta centimetri, e all’interno ci sono delle decorazioni che riproducono delle nuvole. Quando il Potere viene incanalato in essa, le nuvole si muovono...»
«La Scodella dei Venti» l’interruppe la Cercavento eccitata, avvicinandosi a Elayne soprappensiero. «Hanno la Scodella dei Venti.»
«Ce l’avete davvero?» Gli occhi della Maestra delle Onde erano fissi su Elayne, e la donna fece un passo verso l’Aes Sedai.
«La stiamo cercando,» rispose Elayne «ma sappiamo che si trova a Ebou Dar. Se è la stessa...»
«Deve esserlo» esclamò Malin din Toral. «Da come l’hai descritta, lo è di sicuro!»
«La Scodella dei Venti» sospirò Dorile din Eiran. «Chi avrebbe mai detto che dopo duemila anni l’avremmo ritrovata! Dev’essere opera del Coramoor. Deve aver...»
Nesta din Raes fece schioccare le dita. «Ho davanti a me una Maestra delle Onde e una Cercavento o due mozzi al primo imbarco?» Le guance di Malin din T’orai divennero rosse dalla rabbia e la donna piegò la testa rigidamente, infondendo nel gesto tutto il proprio orgoglio. Dorile din Eiran, ancora più rossa, s’inchinò portandosi le dita alla fronte, poi sulle labbra e infine sul cuore.
La Maestra della Nave aggrottò le sopracciglia prima di proseguire. «Baroc, convoca le altre Maestre delle Onde che si trovano in questo porto e anche le Prime Dodicesime con le loro Cercavento, e fai sapere a tutte che le appenderò per le dita dei piedi se non si sbrigano.» Mentre l’uomo si alzava, lei aggiunse: «Oh, facci portare del tè. Trovare un’intesa sui termini di quest’accordo ci metterà sete.»
Il vecchio annuì. Aveva accettato entrambi gli ordini, appendere le Maestre delle Onde per le dita dei piedi e far portare il tè, dando loro la stessa importanza. Guardò Aviendha e le altre, quindi si allontanò con l’andatura ondeggiante tipica di quel popolo. Aviendha cambiò opinione quando vide da vicino i suoi occhi. Forse sarebbe stato un errore fatale uccidere prima la Cercavento.
Qualcuno doveva essersi aspettato ordini simili, perché Baroc era andato via da poco quando un giovane snello e di bell’aspetto con un solo anello per ogni orecchio entrò portando un vassoio di legno con una teiera squadrata di colore blu dal manico dorato e grandi tazze di ceramica resistente dello stesso colore. Nesta din Reas fece un cenno al giovane per mandarlo via — «Metterà in giro abbastanza voci già così, senza dover ascoltare ciò che non dovrebbe» disse quando fu andato via — e diede istruzioni a Birgitte di servirle, cosa che la donna fece, sorprendendo Aviendha e forse anche sé stessa.
La Maestra della Nave fece accomodare Elayne e Nynaeve su due sedie di fronte alla sua, ovviamente per dare il via alla negoziazione. Aviendha rifiutò la sedia — dall’altro lato del tavolo — ma Birgitte accettò. Si sedette sollevando un bracciolo, quindi lo fece abbassare di nuovo una volta preso posto. La Maestra delle Onde e la Cercavento furono escluse dalla discussione, se poteva definirsi tale. Stavano parlando a voce troppo bassa per essere sentite, ma Nesta din Reas enfatizzava tutto ciò che diceva agitando un dito come fosse una lancia. Il mento di Elayne era talmente sollevato che sembrava guardare tutti dall’alto in basso e Nynaeve per una volta era riuscita a mantenere un’espressione calma, anche se sembrava volesse arrampicarsi sulla propria treccia.
«Se la Luce lo vuole, parlerò anche con voi due» disse Malin din Toral, guardando da Aviendha a Birgitte. «Ma prima penso di dover sentire la vostra storia.» Birgitte sembrava allarmata quando la donna si accomodò davanti a lei.