L'anno del contagio [Doomsday Book - it]
- Автор: Уиллис Конни
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0772-3
- Переводчик: Annarita Guarnieri
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:
— Pensavo che se vedessi il posto forse mi ricorderei chi sono e da dove vengo — spiegò Kivrin.
— Ti porterò là — promise Roche, porgendole il ramo in modo che potesse prenderlo senza pungersi.
— Non avete ancora finito? — domandò Rosemund, raggiungendoli e trascinandosi dietro nella neve il suo sacco già pieno.
Il prete prese anche il proprio sacco e li legò entrambi sul dorso del mulo, poi Kivrin mise in sella Agnes e aiutò Rosemund a montare, quindi Padre Roche s'inginocchiò e formò una staffa con le sue grosse mani in modo che potesse montare a sua volta.
Come l'aveva aiutata a rimontare sul cavallo bianco quando era caduta… ricordava quelle grosse mani che la sostenevano. Questo era però accaduto molto lontano dal sito della transizione, e perché Gawyn avrebbe dovuto tornare indietro fin là con Roche? Lei non ricordava che lo avessero fatto, ma era tutto così vago e confuso, e nel delirio la strada doveva esserle sembrata più lunga di quanto in realtà non fosse.
Roche guidò di nuovo l'asino fra gli abeti nella direzione da cui erano venuti.
— Dove stiamo andando? — chiese Rosemund, in un tono identico a quello di Imeyne, dopo averlo lasciato passare avanti. — L'edera non è da quella parte.
— Stiamo andando nel posto dove Lady Katherine è stata aggredita — spiegò Agnes.
— Perché vorresti andarci? — chiese Rosemund, scrutando Kivrin con sospetto. — Le tue cose sono già state portate al maniero.
— Pensa che vedendo il posto riuscirà forse a ricordare qualcosa — spiegò Agnes. — Lady Kivrin, se ricorderai chi sei dovrai tornare a casa?
— Certo che lo farà — ribatté Rosemund. — Deve tornare dalla sua famiglia e non può restare con noi per sempre.
Naturalmente voleva soltanto provocare la sorella, e la cosa funzionò alla perfezione.
— Può restare — protestò Agnes. — Sarà la nostra bambinaia.
— Pensi forse che lei voglia restare con una neonata piagnucolante? — ritorse Rosemund, spingendo il cavallo al trotto.
— Non sono una neonata! — le gridò dietro Agnes. — Tu lo sei! E non voglio che tu mi lasci — aggiunse, avvicinando il pony al cavallo di Kivrin.
— Non ti lascerò — replicò lei. — Ora vieni, Padre Roche ci sta aspettando.
Il prete era già arrivato alla strada e non appena lo ebbero raggiunto s'incamminò su di essa, con Rosemund che li precedeva al galoppo lungo il sentiero pieno di neve sollevandone spruzzi da tutte le parti.
Attraversato un ruscelletto arrivarono ad un bivio dove il sentiero su cui erano piegava a destra e un altro continuava dritto per un centinaio di metri prima di compiere una brusca curva verso sinistra. Rosemund era ferma al bivio e lasciava che il cavallo esprimesse l'impazienza che lei stessa provava agitando la testa e battendo uno zoccolo contro il terreno.
Sono caduta dal cavallo bianco ad un bivio della strada, rifletté Kivrin, cercando di ricordare gli alberi, la strada, il ruscello, qualcosa. C'erano dozzine di bivi sui sentieri che attraversavano come un labirinto la Foresta di Wychwood e non c'era ragione di pensare che questo fosse quello giusto, ma a quanto pareva lo era perché Padre Roche girò a destra e dopo pochi metri si addentrò nel bosco tirandosi dietro l'asino.
Lo seguirono fra gli alberi, Rosemund per ultima, e quasi subito dovettero smontare di sella e condurre le cavalcature a mano. Per quanto Kivrin poteva vedere, Roche non stava seguendo nessun sentiero e sceglieva il percorso fra gli alberi apparentemente a casaccio, abbassandosi per evitare i rami più bassi che gli facevano piovere la neve nel collo e aggirando qua e là una spinosa macchia di rovi.
Kivrin cercò di memorizzare quanto la circondava in modo da poter trovare da sola la strada per venire fin lì ma tutto era uguale in maniera sgomentante. Certo, finché ci fosse stata la neve avrebbe potuto seguire le impronte degli zoccoli e delle scarpe, ma questo voleva dire che sarebbe dovuta tornare lì al più presto, prima che la neve si sciogliesse, e contrassegnare il tragitto con tacche nel legno o strisce di stoffa legate ai rami o qualcosa del genere. O con molliche di pane, come Hansel e Gretel.
Adesso era facile capire come loro due, ed anche Biancaneve e tutti quei principi si fossero perduti nel bosco: avevano percorso appena poche centinaia di metri, eppure nel guardarsi indietro lei non era più certa della direzione in cui si trovava la strada, e questo nonostante le impronte che avevano lasciato. In quel posto Hansel e Gretel avrebbero potuto vagare per mesi senza mai trovare la strada di casa, o anche quella che portava alla capanna della strega.
L'asino di Padre Roche si fermò.
— Cosa c'è? — domandò Kivrin.
— Il posto è questo — spiegò Padre Roche, guidando l'asino da un lato e legandolo ad un ontano.
Non era il sito della transizione. Quella non poteva quasi essere definita una radura, era soltanto uno spazio su cui una quercia aveva allargato i propri rami impedendo ad altre piante di crescerle accanto: era quasi una tenda naturale, sotto la quale il terreno era coperto da uno strato pressoché inesistente di neve.
— Possiamo accendere un fuoco? — domandò Agnes, addentrandosi sotto i rami e avvicinandosi ai resti di un fuoco da campo. Un tronco caduto era stato trascinato vicino ad esso, e Agnes vi sedette sopra.
— Ho freddo — disse, urtando i rami anneriti con un piede.
Il fuoco non aveva bruciato a lungo, come dimostrava il fatto che la legna era appena annerita: qualcuno vi aveva spinto sopra a calci della terra per spegnere le fiamme. Qui Padre Roche si era accoccolato davanti a lei con la luce del fuoco che gli tremolava sul viso.
— Allora? — domandò Rosemund, con impazienza. — Ricordi qualcosa?
Era stata qui. Rammentava il fuoco e come avesse pensato che stessero per bruciarla sul rogo, ma non poteva essere il posto giusto. Roche era stato con lei al sito, ricordava che si era chinato su di lei mentre sedeva appoggiata alla ruota del carro.
— Sei certo che sia questo il posto dove Gawyn mi ha trovata?
— Sì — confermò il prete, accigliandosi.
— Se dovesse venire l'uomo cattivo lo combatterò con il mio stiletto — dichiarò Agnes, tirando fuori dal fuoco uno dei rami anneriti e brandendolo in aria, L'estremità carbonizzata si spezzò e subito Agnes si accoccolò accanto al fuoco per tirare fuori un secondo ramo, poi sedette per terra con la schiena appoggiata al tronco e batté i due rami uno contro l'altro, facendo volare tutt'intorno pezzi di legna carbonizzata.
Guardando la bambina, Kivrin ricordò di essere stata seduta con la schiena contro il tronco mentre accendevano il fuoco, e che Gawyn si era chinato su di lei con i capelli che apparivano rossi al chiarore delle fiamme, dicendo qualcosa che non era riuscita a capire. Poi lui aveva spento il fuoco, disperdendo la legna con i suoi stivali, e il fumo era salito ad accecarla.
— Hai ricordato qualcosa? — domandò Agnes, gettando di nuovo fra le pietre i due rami anneriti.
— Ti senti male, Lady Katherine? — chiese Roche, che la stava ancora fissando con espressione accigliata.
— No — lo tranquillizzò lei, cercando di sorridere. — È solo che… speravo che se avessi visto il posto dov'ero stata assalita avrei ricordato.
Il prete la guardò solennemente per un momento, come già aveva fatto in chiesa, poi si girò e andò a prendere l'asino.
— Vieni — disse soltanto.
— Hai ricordato? — insistette Agnes, sbattendo uno contro l'altro i guanti di pelo che erano sporchi di fuliggine.
— Agnes! — esclamò Rosemund, tirando rudemente in piedi la sorella. — Guarda come hai sporcato i tuoi guanti! Ed hai anche rovinato il mantello sedendoti sulla neve. Bambina cattiva!