Il battello del delirio [Fevre Dream - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Fanucci Editore
- ISBN: 978-88-347-0400-4
- Переводчик: Ornella Ranieri Davide
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il battello del delirio [Fevre Dream - it]». Краткое содержание книги:
«Non ha senso,» si lamentò ad alta voce Marsh con gli ufficiali dell’Eli Reynolds, una settimana prima della partenza. «È lungo più di cento metri, nuovo di zecca, veloce abbastanza per attirare l’attenzione di un qualunque battelliere. Un battello come quella deve essere notato.»
«A meno che non sia affondato,» suggerì Cat Grove, il forte e basso ufficiale in seconda dell’Eli Reynolds. «Ci sono posti nel fiume abbastanza profondi per inghiottire intere città. Potrebbe essere affondato con tutto l’equipaggio. «
«No,» disse Marsh, ostinato. Non aveva raccontato loro tutta la storia. Nessuno di loro era stato a bordo del Fevre Dream; non gli avrebbero mai creduto. «No, non è affondato. È lì da qualche parte, nascosto. Ma io lo troverò.»
«E come?» chiese Yoerger, il capitano dell’Eli Reynolds.
«Il fiume è infinitamente lungo,» ammise Marsh, «e possiede molte insenature, diramazioni più piccole, affluenti, bracci, rapide, anse, e ogni genere di posti dove un battello può nascondersi facilmente se non vuole essere avvistato. Ma non è così lungo da non poter essere setacciato. Possiamo cominciare ad un’estremità e poi continuare a quella opposta e fare domande lungo il tragitto. E se raggiungiamo New Orleans e non l’abbiamo ancora trovato, allora possiamo fare la stessa cosa sull’Ohio e il Missouri e l’Illinois e il Yazoo e il Red River e dovunque il diavolo ci porti a cercare quel dannato battello.»
«Potremmo impiegarci parecchio tempo,» puntualizzò Yoerger.
«E se fosse?»
Yoerger scrollò le spalle, e gli ufficiali dell’Eli Reynolds si scambiarono sguardi incerti. Abner Marsh aggrottò la fronte. «Non arrovellatevi la testa pensando a quanto tempo impiegheremo,» scattò. «Tenete soltanto pronto il mio battello, intesi?»
«Sì, signor Capitano,» disse Yoerger. Era un ufficiale alto, magro, vecchio e ricurvo, con una voce calma e aveva lavorato sui battelli fin da quando essi esistevano, dunque nulla poteva più sorprenderlo, e il suo tono lo faceva capire chiaramente. Quando fu giorno, Abner Marsh indossò la sua giacca di capitano bianca con la doppia fila di bottoni d’argento. In un certo qual modo, gli sembrava appropriato. Consumò una cena abbondante al Planter’s House — le provviste sull’Eli Reynolds non erano granché, e il cuoco era a malapena buono per strofinare le padelle di Toby — e raggiunse a piedi il molo. L’Eli Reynolds aveva le caldaie sotto pressione, notò Marsh con approvazione. Eppure, non era ancora pronto. Era una nave d’alto fiume, piccola, stretta e bassa, adatta per i corsi d’acqua angusti e con acque molto profonde, dove era solita navigare. Misurava meno di un quarto della lunghezza dello scomparso Fevre Dream, e circa la metà in larghezza, e a pieno carico poteva probabilmente trasportare 150 tonnellate, contro le mille tonnellate di un battello più largo. Il Reynolds aveva soltanto due ponti; non c’era il ponte del Texas, e l’equipaggio occupava le cabine anteriori sul ponte di coperta. Ad ogni buon conto, era raro che ospitasse dei passeggeri. Una sola caldaia ad alta pressione azionava la ruota di poppa, ed il battello era ovviamente pronto per salpare. In quel momento era quasi privo di carico, e così Marsh vedeva la caldaia, disposta sul davanti. File di pilastri di legno imbiancati sostenevano i ponti di coperta, simili a trampoli malfermi, e le colonne che sostenevano il pavimento logoro della passeggiata erano squadrate e semplici, come una normale palizzata. Il tamburo della ruota poppiera era un grande vano di legno quadrato, la ruota era simile ad un triste rimpianto, con la sua tinta rossa sbiadita e rigata per il troppo uso. Altrove la pittura si stava sfaldando. La cabina di pilotaggio era una dannata tettoia di legno e vetro disposta sulla sommità del battello, e i tozzi fumaioli erano di ferro nero e privi di qualsiasi ornamento. L’Eli Reynolds dimostrava tutta la sua età, stando lì immobile nell’acqua; appariva terribilmente stanco e un po’ inclinato, come se fosse sul punto di capovolgersi e affondare.
Paragonarlo all’enorme, possente Fevre Dream era impossibile, ma era tutto quello che possedeva in quel momento, rifletté Abner Marsh, e bisognava accontentarsi. Raggiunse la barca e salì a bordo, attraverso una passarella che era stata malamente consumata dai passi di innumerevoli stivali. Cat Grove gli venne incontro sul castelletto. «Tutto è pronto, Capitano.»
«Dite al pilota di portarlo fuori.» Grove urlò l’ordine, e l’Eli Reynolds fece sentire il suo fischio. Il vapore che ne uscì era sottile e malinconico, e disperatamente coraggioso, pensò Marsh. Montò per le ripide e strette scale che portavano al salone, che era buio e stretto, a stento lungo dodici metri piedi. Il tappeto era spelacchiato in alcuni punti e i paesaggi dipinti sulle porte delle cabine di lusso erano da tempo tristemente scoloriti. All’interno del battello c’era un odore come di cibo stantio e di vino inacidito e di olio e di fumo e di sudore. Faceva anche spiacevolmente caldo e l’unico, disadorno osteriggio era troppo sudicio per far entrare più luce. Quando Marsh entrò, Yoerger e il pilota fuori servizio stavano bevendo tazze di caffè nero intorno ad un tavolo rotondo. «Il lardo è a bordo?» chiese Marsh. Yoerger assentì. «Non c’è molto altro a bordo, per quel che ho potuto vedere,» commentò Marsh.
Yoerger aggrottò la fronte. «Immaginavo che voleste così, Capitano. Carichi, saremmo stati più lenti, e ci sarebbero stati anche più scali da fare.»
Abner Marsh rifletté e assentì con approvazione. «Bene. L’altro mio pacco è stato consegnato?»
«È nella vostra cabina,» rispose Yoerger.
Marsh si accomiatò e si ritirò in cabina. La cuccetta scricchiolò sotto di lui quando si sedette sul bordo, aprì il pacco e tirò fuori il fucile e le cartucce. Li esaminò attentamente, soppesandoli, scrutando la canna. Si sentì meglio. Forse il colpo di una normale pistola o di un fucile era inutile contro il popolo della notte, ma quel fucile era diverso, l’aveva fatto fare su ordinazione dal miglior armaiolo di St. Louis. Era un fucile da bisonte, con una canna corta, larga, ottagonale, disegnata per far fuoco da cavallo e fermare un bisonte alla carica. Le cinquanta cartucce ordinate erano più grandi di quelle che qualsiasi armaiolo avesse mai costruito prima. «Per l’inferno,» si era lamentato l’uomo, «Queste ridurranno la vostra preda a pezzi, non ne resterà un bel nulla.» Abner Marsh si era limitato ad annuire. Il fucile non sarebbe stato granché preciso, specialmente nelle mani di Marsh, ma non era necessario che lo fosse. A breve distanza, avrebbe cancellato dal suo volto il sorriso di Damon Julian e fatto schizzare via la sua dannata testa dalle spalle per buona misura. Marsh lo caricò con cura e lo appese sul muro, sopra il letto, di modo che poteva con un sol gesto tirarsi su e afferrarlo. Soltanto allora si sdraiò. Ed il viaggio ebbe inizio. Giorno dopo giorno, l’Eli Reynolds navigò lungo il fiume, attraverso nebbia e pioggia, attraverso sole e nuvole, fermandosi ad ogni città e ad ogni approdo e molo per fare una domanda o due. Abner Marsh sedeva sul ponte di coperta, su una sedia di legno a fianco della vecchia campana crepata del battello, e osservava il fiume per ore. Qualche volta consumava persino i suoi pasti lassù. Quando doveva dormire, il Capitano Yoerger o Cat Grove o il commissario prendevano il suo posto, e la vigilanza continuava. Quando zattere e chiatte e altri battelli gli scivolavano accanto, Marsh li chiamava. «Ehi, voi della barca! Avete visto un battello chiamato Fevre Dream?» Ma la risposta, quando riceveva una risposta, era sempre la stessa, «No, Capitano, siamo sicuri di no,» e la gente agli approdi e sui moli non gli aveva detto nulla, e il fiume era pieno di battelli, battelli giorno e notte, battelli grandi e piccoli, che risalivano e discendevano il fiume, o che giacevano semi affondati sulle sue sponde, ma nessuno di loro era il Fevre Dream.