Il battello del delirio [Fevre Dream - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Fanucci Editore
- ISBN: 978-88-347-0400-4
- Переводчик: Ornella Ranieri Davide
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il battello del delirio [Fevre Dream - it]». Краткое содержание книги:
«Per l’inferno, no,» rispose Billy la Serpe. «Diamine, lo bruceremo. Proprio in una delle vostre fornaci lì sotto, Capitano. E non ci nasconderemo neppure. Passeremo per il salone, e poi scenderemo per la scala di coperta.»
«Perché, Billy?» gli chiese York con voce fredda.
«Fatelo e basta!» sbottò Billy. «E poi, per voi, io sono il Signor Tipton, Capitano.»
Avvolsero il corpo di Jean in un lenzuolo, affinché non si potesse riconoscerlo. York andò ad aiutare Kurt a sollevarlo, ma Billy la Serpe lo scostò e prese lui stesso l’altra estremità del lenzuolo. «Non sembrereste un vero armatore né un vero capitano, se vi metteste a trasportare un morto. Camminate al nostro fianco e assumete un atteggiamento preoccupato.»
York non ebbe problemi a recitare la parte richiesta. Aprirono la porta che conduceva al salone e uscirono, il corpo avvolto di Jean tra Billy e Kurt. Il tavolo della cena era occupato per metà. Qualcuno inspirò sonoramente e tutte le conversazioni cessarono.
«Posso esservi d’aiuto, Capitano York?» chiese un omino dai baffi bianchi e macchie d’olio sul panciotto. «Cos’è successo? È morto qualcuno?»
«State alla larga!» urlò Billy la Serpe quando l’uomo fece un passo verso di loro.
«Fate come vi dice, Whitey,» disse York.
L’uomo si fermò. «Certo, ma…»
«È soltanto un uomo morto,» continuò Billy. «Morto nella sua cabina. L’ha trovato Mister Jeffers. È salito a New Orleans, doveva essere malato. Era febbricitante quando Jeffers lo ha sentito lamentarsi.»
Tutti quelli che erano al tavolo sembrarono preoccupati. Un uomo diventò molto pallido e fuggì verso la sua cabina. Billy la Serpe si sforzò di non sorridere.
«Dov’è Mister Jeffers?» chiese Albright, il compito pilota.
«È andato nella sua cabina,» rispose in fretta Billy. «Non si sentiva bene. Marsh è con lui. Mister Jeffers stava diventando giallastro, immagino che l’aver assistito alla morte di un uomo lo abbia sconvolto.»
Le sue parole ebbero l’effetto che aveva immaginato, specialmente quando Armand, tra i tavoli, si rivolse a Vincent e, eseguendo le istruzioni di Billy, gli disse, «John il giallo.» Poi i due si alzarono e andarono via. Lasciando la cena a metà.
«Non è John il giallo!» esclamò a voce alta Billy. Dovette dirlo ad alta voce poiché improvvisamente, molti di quelli che erano al tavolo avevano iniziato a parlare e metà di essi si erano alzati in piedi. «Dobbiamo andare a bruciare questo cadavere, venite adesso,» aggiunse, e Kurt e lui ricominciarono a trascinare il corpo verso lo scalone. Joshua York si attardò indietro, con le mani alzate, cercando di parare centinaia di domande poste da persone spaventate. Passeggeri ed equipaggio si tennero alla larga da Kurt, Billy e il loro carico. Una coppia di stranieri dall’aspetto malmesso, che avevano ottenuto un passaggio sul ponte, erano gli unici a trovarsi sul ponte di coperta, eccetto gli scaricatori che entravano e uscivano con legna da ardere e casse. Le fornaci erano state chiuse, ma erano ancora calde, e Billy la Serpe si scottò le dita quando insieme a Kurt sistemò il corpo avvolto nel lenzuolo in quella più vicina. Stava ancora imprecando e agitando la mano in aria quando Joshua York venne giù per raggiungerli.
«Se ne stanno andando,» i pallidi tratti del volto di York erano confusi. «Quasi tutti i passeggeri hanno già preparato i bagagli e metà dell’equipaggio mi ha chiesto di venir su a parlarmi per ricevere lo stipendio. Macchinisti, camerieri, perfino Jack Ely, l’ingegnere in seconda. Non capisco.»
«John il giallo si è preso un passaggio sulla sua Barca,» spiegò Billy Tipton. «O almeno, questo è quello che pensano.»
Joshua York aggrottò la fronte. «John il giallo?»
Billy la Serpe sorrise. «La febbre gialla, Capitano. È chiaro che non siete mai stato a New Orleans, quando John il giallo vi ha fatto capolino. Nessuno resterà su questo battello più a lungo di quanto deve, né si avvicinerà a questo cadavere, né andrà a parlare con Jeffers o Marsh. Ho lasciato credere loro che hanno preso la febbre, capite. La febbre è davvero contagiosa. Anche troppo. Diventi giallo, vomiti della roba nera, ti senti bruciare come il diavolo e infine muori. Solo che ora faremmo meglio a bruciare il vecchio Jean qui presente, così penseranno che stiamo facendo sul serio.»
Impiegarono dieci minuti per riaccendere la fornace, e infine furono costretti a chiamare un massiccio fuochista svedese perché li aiutasse, ma non ebbero problemi. Billy la Serpe vide con i suoi occhi quando il fuochista spiò il corpo dentro con la legna, e sorrise nel vedere quanto in fretta sparì. Molto presto Jean non sarebbe stato che un ricordo. Billy la Serpe lo osservò ridursi in cenere e poi distolse lo sguardo, annoiato. Notò dei barili di lardo a portata di mano. «Usate questo per le gare, è vero?» chiese a Joshua York. York assentì. Billy la Serpe sputò. «Da queste parti, quando un capitano fa una gara e ha bisogno di più vapore, ordina di gettare nelle caldaie un bel negro grasso. Il lardo è troppo caro. Vedete, so anch’io qualcosa sui battelli. Che peccato non aver potuto conservare Jean per una gara.» Kurt sorrise, ma Joshua York si limitò a incenerire Billy con lo sguardo. Billy la Serpe non gradì quello sguardo, nemmeno un po’, ma prima che potesse dire qualcosa udì la voce che attendeva.»
«Tu!» Mike Dunne il Peloso stava arrivando dal castello di prua, ondeggiando in tutti i suoi quasi due metri d’altezza. La pioggia gocciolava dall’ampia tesa del suo cappello di feltro nero. L’acqua imperlava i baffi neri e gli abiti gli si erano attaccati addosso. Gli occhi erano granelli di duro marmo verde e teneva in mano il suo bastone di ferro, battendolo sul palmo con fare minaccioso. Dietro di lui c’erano una dozzina di mozzi, magazzinieri e scaricatori. Il grosso svedese era con lui e c’era un negro anche più grosso con un solo orecchio, e un robusto mulatto con un fucile e una coppia di ragazzi, armati di coltelli. L’ufficiale si fece più vicino e gli altri lo seguirono. «Chi state bruciando lì dentro, ragazzo?» ruggì. «Cos’è questa storia della febbre gialla? Non c’è febbre gialla su questa nave.»
«Fate come vi ho detto,» disse Billy la Serpe a York con una voce allarmata. Si allontanò dalla fornace mentre l’ufficiale avanzava.
Joshua York si frappose tra loro e sollevò le mani. «Alt. Mister Dunne vi sto sollevando dal vostro incarico, seduta stante. Voi non siete più l’ufficiale in seconda del Fevre Dream.»
Dunne lo guardò con sospetto. «Non lo sono?» Poi fece una smorfia. «Per l’inferno, non starete mica licenziandomi!»
«Io sono il padrone e il capitano, qui.»
«Voi? Bene, io prendo ordini dal Capitano Marsh. Se mi dice di andarmene, lo farò. Ma fino ad allora, io rimango. E non mi raccontate frottole sul fatto che ha acquistato la vostra quota. Già stamattina ho sentito questa menzogna.» Fece un altro passo avanti. «Ora, vi farete da parte, Capitano. Ho bisogno di avere alcune risposte da Mister Billy la Serpe qui presente.»
«Signor Dunne, a bordo di questo battello si è manifestato un grave morbo. Vi sto congedando per la vostra stessa sicurezza.» Joshua mentiva con sincerità davvero invidiabile, pensò Billy. «Il Signor Tipton sarà il nuovo ufficiale in seconda. Egli si è già messo in evidenza.»
«Lui? La mazza di ferro schioccò contro il palmo dell’ufficiale. «Non è mai stato un marinaio.»
«Sono stato un sorvegliante, posso badare ai negri.»
Ricominciò ad avanzare. Mike Dunne il Peloso scoppiò a ridere. Billy la Serpe si sentì gelare. Se c’era una cosa al mondo che non poteva sopportare, ebbene, era l’esser deriso. In quel momento decise di non far impaurire Dunne per libersi di lui. Ucciderlo sarebbe stato più piacevole. «Avete portato con voi tutta quella feccia, negri e bianchi,» disse all’ufficiale. «A quanto pare avete avuto paura di affrontarmi da solo.»