Il battello del delirio [Fevre Dream - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Fanucci Editore
- ISBN: 978-88-347-0400-4
- Переводчик: Ornella Ranieri Davide
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il battello del delirio [Fevre Dream - it]». Краткое содержание книги:
Gli occhi verdi di Dunne si strinsero pericolosamente ed il bastone schioccò nel palmo della mano ancora più forte di prima. Fece velocemente due passi avanti, in pieno bagliore della fornace, e restò lì, nello splendore infernale, scrutando il cadavere che stava bruciando. «C’è soltanto lui e questo è a tuo vantaggio. Se fosse stato il Capitano o Jeffers, ti avrei rotto ogni osso prima di ucciderti. Ora ti ucciderò e basta.»
«No,» intervenne Joshua York. Si mise di nuovo di fronte all’ufficiale. «Andate via dal mio battello. Siete licenziato.»
Mike Dunne il Peloso lo spinse da una parte. «Statene fuori, Capitano. Sarà uno scontro leale, soltanto io e lui. Se mi batte, sarà lui l’ufficiale. Aspettate soltanto che gli abbia fatto a pezzi la testa e poi noi due andremo a cercare il Capitano Marsh per vedere chi lascerà questo battello.»
Billy la Serpe allungò la mano dietro la schiena e tirò fuori il coltello.
Joshua York guardò ora l’uno, ora l’altro, disperato. Gli altri erano tutti indietreggiati, e stavano incitando Mike il Peloso. Kurt si mosse con scioltezza e spinse da parte York, per impedirgli di interferire.
Inondato dalla cascata di luce della fornace, Mike Dunne il Peloso sembrava una creatura venuta dritta dall’inferno. Il fumo gli danzava intorno, la pelle era arrossata, l’acqua sui capelli si stava asciugando e la mazza batteva ritmicamente contro il palmo mentre avanzava. Sorrise. «Ho lottato con canaglie armate di coltello prima d’ora,» disse, sottolineando ogni frase con un colpo della spranga. «E tutti giocavano sporco.» Uno schiocco.
«Sono anche stato ferito in passato.» Thunk. «Le ferite guariscono, Billy la Serpe.» Thunk.
«Le teste rotte, beh, questa è un’altra faccenda.» Thunk. Thunk. Thunk.
Billy era nuovamente indietreggiato, finché la schiena aveva colpito duramente un mucchio di casse. La mano impugnava il coltello senza stringerne fermamente il corto manico. Mike il Peloso vide il suo avversario alle corde, inchiodato in un angolo, sogghignò e levò alta la mazza di ferro sulla testa. Si lanciò in avanti ruggendo. E Billy Tipton la Serpe rigirò il coltello nella mano e lo lanciò saettando nell’aria. Colpì Mike il Peloso sotto il mento, trapassò i baffi e penetrò nella testa dell’ufficiale. Questi cadde sulle ginocchia e il sangue sprizzò fuori dalla bocca. Un istante ancora, e Dunne si abbatté sul ponte.
«Bene, bene,» disse Billy camminando boriosamente verso il cadavere. Gli sferrò un calcio alla testa e sorrise, per i negri, gli stranieri, e per Kurt, ma soprattutto per Joshua York. «Bene, bene,» ripeté. «Presumo che questo mi abbia fatto guadagnare il titolo di ufficiale in seconda.»
CAPITOLO VENTUNESIMO
Abner Marsh sbatté la porta dietro di sé, quando entrò à grandi passi nell’ufficio della Fevre River Packet Company in Pine Street. «Dov’è?» chiese Marsh, attraversando la stanza e appoggiandosi alla scrivania per fissare dall’alto in basso l’impiegato visibilmente spaventato. Una mosca volò intorno alla sua testa, e Marsh la scacciò via, spazientito. «Ho detto dov’è?»
L’agente era un giovane dalla carnagione scura, magro, in camicia a righe e visiera verde. Era davvero nervoso. «Diamine,» disse. «Capitano Marsh, diavolo è un piacere, non avrei mai pensato, cioè, non vi aspettavamo, nossignore, affatto. Il Fevre Dream è arrivato?»
Abner Marsh sbuffò sprezzante, si radrizzò, e batté il bastone sul pavimento di legno nudo, disgustato. «Mister Green, smettetela di blaterare e fate attenzione adesso. Vi ho chiesto, dov’è? Ora, di cosa credete stessi parlando, Mister Green?»
L’agente deglutì. «Credo di non saperlo, Capitano.»
«Del Fevre Dream!» Marsh muggì, rosso in viso. «Voglio sapere dove si trova! Non è attraccato e questo lo so bene perché ci vedo e non l’ho visto in nessun posto lungo il dannato fiume. È arrivato e ripartito di nuovo? Ha fatto rotta per St. Louis o il Missouri? L’Ohio? Non fate quella faccia dannatamente meravigliata, ditemelo e basta. Dove si trova il mio dannatissimo battello?»
«Non lo so Capitano. Se non siete stato voi a portarlo fin qui, non ne ho idea. Non è mai arrivato a St. Louis, non da quando l’avete fatto discendere il fiume a luglio. Ma abbiamo sentito dire… noi…»
«Sì? Cosa?»
«La febbre, signore. Abbiamo sentito dire che la febbre gialla è scoppiata sul Fevre Dream a Bayou Sara. E che la gente moriva come mosche, proprio come mosche. Abbiamo sentito dire che Mister Jeffers e anche voi eravate morti. Ecco perché non mi sarei mai aspettato… con tutti quei morti e il resto, abbiamo pensato che l’avessero bruciato Capitano. Il battello.» Si sfilò la visiera e si grattò la testa. «Immagino che voi abbiate superato la malattia, Capitano. Sono lieto di saperlo. Soltanto… se il Fevre Dream non è con voi, dove si trova? Siete sicuro che non siete arrivato fin qui con il battello e poi, forse, l’avete dimenticato? Ho sentito che la febbre può rendere un uomo orribilmente smemorato.»
Abner Marsh aggrottò la fronte. «Non ho mai preso la febbre e sono sicuro come l’inferno, sono in grado di distinguere un battello da un altro, Mister Green. Sono arrivato sul Princess. Sono stato malato per una settimana circa, va bene, ma non si trattava di febbre. Ho preso un’infreddatura come conseguenza del fatto di essere caduto nel dannato fiume ed essere quasi annegato. Ecco come ho perso il Fevre Dream, ed ora il mio scopo è ritrovarlo, mi sentite?» Sbuffò. «Dove avete sentito tutte queste storie sulla febbre gialla?»
«L’equipaggio, Capitano, quelli che sono sbarcati a Bayou Sara. Alcuni di loro sono venuti qui quando sono arrivati a St. Louis, oh, una settimana fa circa. Alcuni tra essi hanno chiesto del lavoro sull’Eli Reynolds, Capitano, ma naturalmente era al completo, e così ho dovuto lasciarli andare. Spero di aver fatto bene. Voi non eravate qui, naturalmente, né c’era Mister Jeffers e ho pensato che forse eravate morti entrambi, così non potevo avere istruzioni.»
«Non vi proccupate di questo.» Quelle notizie, in un certo senso, rincuorarono Marsh. Se Julian e il suo gruppo avevano preso posseso del suo battello, almeno alcuni membri del suo equipaggio si erano messi in salvo. «Chi c’era qui?»
«Beh, ho visto Jack Ely, il secondo ufficiale di macchina, alcuni camerieri e un paio di macchinisti — si trattava di Sam Kline e Sam Thompson. E pochi altri.»
«Qualcuno di loro è ancora in giro?»
Green scrollò le spalle. «Non avendoli potuti assumere, sono andati a cercare lavoro altrove, Capitano. Non so.»
«Dannazione.»
«Aspettate!» l’agente sollevò un dito. «Ci sono. Mister Albright, il pilota, era uno di loro, mi ha parlato della febbre. Era qui cinque giorni fa circa e non voleva nessun lavoro — è un pilota adatto per il percorso inferiore del fiume, sapete, e così l’Eli Reynolds non faceva per lui. Disse che avrebbe preso una stanza al Planter’s House fin quando non avesse trovato un posto su una delle navi di certo livello, un grande battello a ruota per esempio.»
«Albright, eh. E che mi dite di Karl Framm? L’avete visto?» Se Framm e Albright avevano lasciato entrambi il Fevre Dream, non sarebbe stato difficile scovare il battello. Senza piloti qualificati, non poteva muoversi. Ma Green scosse la testa. «No, non ho visto Mister Framm.» Le speranze di Marsh subirono un duro colpo. Se Karl Framm era ancora a bordo, il Fevre Dream poteva essere dovunque lungo il fiume. Poteva aver imboccato uno qualsiasi degli innumerevoli affluenti, o forse era perfino ritornato a New Orleans, mentre lui si trovava in quell’attracco a sud di Bayou Sara. «Andrò a cercare Dan Albright,» disse all’agente. «Mentre sono via, voglio che scriviate alcune lettere. Ad agenti, piloti, a chiunque altro conosciate sul fiume, da qui a New Orleans. Chiedete del Fevre Dream. Qualcuno deve averlo visto. Battelli come quello non possono svanire. Scrivete queste lettere entro il pomeriggio, mi avete capito, portatele all’imbarco e impostatele sulla nave più rapida che vedete. Ho intenzione di trovare il mio battello.»