La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
In una fattoria vide alcuni dei foraggieri di lord Bryne con un carro. Che fossero i suoi uomini era chiaro sia per come li aveva guardati salutandoli con un cenno del capo, sia per la mancanza del vessillo bianco che la Banda ostentava sempre. A parte questo stendardo, alcuni di recente avevano cominciato a portare una fascia rossa attorno a un braccio. Cinque o sei bovini e forse una ventina di pecore muggivano e belavano sotto il controllo di uomini a cavallo, e altri uomini portavano a spalla dei sacchi dal granaio ai carri, passando davanti a un contadino dalle spalle ricurve e la sua famiglia, un gruppo triste che indossava vestiti rozzi di lana scura. Una delle bambine, che portava una cuffia come le altre, aveva infilato la faccia nella gonna della madre e sembrava stesse piangendo. Alcuni dei ragazzini invece avevano i pugni chiusi, come se volessero lottare. Il contadino sarebbe stato pagato, ma se anche non poteva fare a meno di ciò che i soldati stavano prendendo, o se aveva in mente di opporre resistenza contro venti uomini in armatura, quelle fattorie incendiate lo avrebbero scoraggiato dal farlo. I soldati di Bryne trovavano spesso corpi carbonizzati fra le rovine, uomini, donne e bambini che avevano cercato di fuggire. Alcune di quelle case date alle fiamme avevano porte e finestre sigillate dall’esterno.
Egwene si chiese se c’era modo di convincere i contadini e gli abitanti dei villaggi che i soldati non erano briganti. Lo desiderava molto, ma non sapeva come fare, se non lasciando morire di fame i soldati fino a quando non avessero disertato. Se le Sorelle non riuscivano a vedere la differenza fra i briganti e la Banda, ancor più difficile sarebbe stato far cambiare idea ai contadini. Mentre le fattorie diventavano sempre più piccole alle loro spalle, Egwene non cedette al bisogno di voltarsi a guardare indietro. Non avrebbe cambiato nulla.
Lord Bryne era stato di parola. A forse tre o quattro chilometri dall’accampamento — in linea d’aria; il doppio, visto il loro percorso — girarono intorno a una collina punteggiata da cespugli e alberi e si fermarono. Il sole era quasi a picco. Sotto di loro si dipanava un’altra strada, stretta e molto più tortuosa di quella che attraversava l’accampamento. «Hanno pensato che viaggiando di notte sarebbero stati al sicuro dai banditi» disse Bryne. «Non una cattiva idea, o forse hanno solo avuto la fortuna del Tenebroso. Arrivano da Caemlyn.»
La strada era occupata da una carovana di mercanti, circa cinquanta carri con tiri di dieci cavalli, fermi sotto gli occhi vigili degli uomini di Bryne. Alcuni soldati erano a piedi e controllavano il trasferimento di barili e sacchi dai carri dei commercianti a quelli dell’esercito. Una donna con un semplice abito scuro agitava le braccia e indicava uno o l’altro oggetto, protestando o cercando di alzare il prezzo, ma i suoi compagni erano cupi e silenziosi. Poco più oltre, dei frutti tetri pendevano dai rami di una quercia; uomini impiccati. I corvi erano ovunque, talmente numerosi da sembrare la chioma nera dell’albero. Questi avevano ben altro che un misero pesce di cui nutrirsi. Anche da lontano, quello spettacolo non aiutò certo a calmare il mal di testa di Egwene.
«Era questo che volevi mostrarmi? I commercianti o i banditi?» Non riusciva a vedere dei vestiti sui quei corpi appesi, se fossero stati i banditi a impiccarli ci sarebbero stati anche donne e bambini. Chiunque poteva aver giustiziato quei banditi. I soldati di Bryne, la Banda — le Sorelle sembravano ignorare il fatto che la Banda impiccava tutti i cosiddetti fautori del Drago che riusciva a catturare — o anche qualche lord o lady locali. Se i nobili del Murandy si fossero coalizzati, ormai tutti i briganti sarebbero finiti a penzolare da un ramo, ma era come chiedere a un gatto di ballare. Tuttavia... Bryne aveva parlato di Caemlyn. «Ha a che fare con Rand? O con gli Asha’man?»
Stavolta il capitano guardò apertamente da lei a Myrelle, per tornare di nuovo su Egwene. Il cappello di Myrelle le teneva il viso in ombra. La donna sembrava immersa nella malinconia, accasciata sulla sella, e non pareva affatto la cavallerizza sicura di poco prima. Bryne sembrò aver preso una decisione. «Pensavo che tu dovessi sentire questa notizia prima di chiunque altro, ma forse ho frainteso...» Guardò di nuovo Myrelle.
«Sentire cosa, brutta massa di peli?» gridò Siuan spronando la giumenta per raggiungerlo.
Egwene fece un gesto verso di lei per farla calmare. «Myrelle può sentire tutto ciò che sento io, lord Bryne. Mi fido ciecamente di lei.» La Sorella Verde si voltò. La sua sorpresa parve quasi smentire le parole di Egwene, ma dopo un momento Bryne annuì.
«Vedo che la situazione è... cambiata. Sì, Madre.» Bryne si tolse Telmo e lo poggiò sul pomello della sella. Sembrava ancora riluttante, e scelse le parole con cautela: «I mercanti portano con sé le dicerie come i cani trasportano le pulci, e quelli laggiù ne hanno un bel raccolto. Non credo che sia tutto vero, certo, ma...» Era strano vederlo tanto esitante, «Madre, una delle voci che hanno sentito per strada è che Rand al’Thor si è recato alla Torre Bianca e ha giurato fedeltà ad Elaida.»
Per un momento Myrelle e Siuan assunsero la stessa espressione, volti esangui come al cospetto di una catastrofe. Myrelle vacillò addirittura sulla sella. Per un momento Egwene riuscì solo a fissare Gareth Bryne, poi stupì sé stessa e le altre scoppiando a ridere. Daishar scalpitò per la sorpresa, e placare l’animale calmò anche i nervi di Egwene. «Lord Bryne,» disse carezzando il collo del castrone «non è così, credimi. Lo so per certo, dalla scorsa notte.»
Stavolta Siuan sospirò, e quasi subito anche Myrelle fece lo stesso. Egwene quasi rise di nuovo, quando notò le loro espressioni. Così incredibilmente sollevate ma ancora con gli occhi sgranati. Bambine alle quali era stato detto che il Senza-occhi non era nascosto sotto il loro letto. Davvero un bell’esempio della proverbiale serenità da Aes Sedai.
«È un buona notizia,» rispose calmo Bryne «ma anche se mandassi via tutti gli uomini che si trovano là sotto quella voce raggiungerebbe comunque i miei soldati. Si propagherebbe fra le fila dell’esercito come un fuoco incontrollato su queste colline.» Quell’osservazione le spense ogni gioia. Lasciata circolare liberamente, quella notizia avrebbe causato un disastro.
«Farò in modo che le Sorelle annuncino la verità ai tuoi soldati domani stesso. Saranno sufficienti sei Aes Sedai di loro conoscenza? La nostra Myrelle e Sheriam. Carlinya, Beonin, Anaiya e Morvrin.» Alle sei donne non sarebbe piaciuto incontrare le Sapienti, ma non potevano rifiutare. Non ci avrebbero neppure pensato, a rifiutare, perché anche loro sapevano che era necessario zittire quella voce. Il piccolo sussulto di Myrelle fu seguito da un’espressione di rassegnazione.
Bryne si appoggiò con un gomito sull’elmo e studiò Egwene e Myrelle. Non degnò Siuan nemmeno di uno sguardo. Il suo cavallo batté uno zoccolo a terra e una covata di uccelli simili a colombe, con le ali di un bell’azzurro, volò in aria uscendo da un cespuglio a pochi passi di distanza, facendo innervosire i cavalli di Egwene e Myrelle. Quello di Bryne non si mosse. L’uomo aveva senza dubbio sentito parlare dei passaggi ma di sicuro non sapeva cosa fossero: le Aes Sedai erano abituate a mantenere i segreti, e di sicuro speravano di non condividere questo con Elaida. Né Bryne poteva conoscere il tel’aran’rhiod, un segreto vitale che però era facile da serbare, visto che non c’erano manifestazioni visibili. Eppure, l’uomo non si chiese come faceva Egwene a essere così sicura di Rand. Forse ormai si era abituato alle Aes Sedai e ai loro segreti.
«Purché parlino apertamente» rispose alla fine. «Se cercano di nascondere anche un solo pelo...» Il suo sguardo fisso non era un tentativo di intimidazione, ma solo di rendere chiaro il concetto. Sembrò soddisfatto di ciò che vide sul volto di Egwene. «Pare che tu te la cavi molto bene, Madre. Ti auguro di continuare nei tuoi successi. Decidi un orario per questo pomeriggio, e io ci sarò. Dovremmo incontrarci regolarmente. Verrò ogni volta che mi manderai a chiamare. Bisogna cominciare a delineare dei piani precisi per metterti sullo scranno dell’Amyrlin una volta raggiunta Tar Valon.»