La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
Si spostò di lato, per poter vedere Lan con chiarezza. Era ancora immobile, tanto che si sarebbe detto non respirasse nemmeno. Nicola, che sembrava avesse dimenticato il vino, si era seduta a terra a gambe incrociate e lo fissava. Areina si era accovacciata vicino a lei, con la treccia dietro le spalle, e lo fissava con avidità persino maggiore. Assai maggiore, visto che almeno Nicola di tanto di tanto lanciava occhiate furtive a Egwene e le altre. Gli altri Custodi si erano raggruppati e facevano finta di guardare Lan, ma in realtà controllavano le loro Aes Sedai.
Le donne furono carezzate da un vento caldo, che sollevò le foglie morte sul terreno e, con velocità impressionante, Lan si mosse, passando da una posizione all’altra, con la lama che vorticava fra le sue mani, sempre più veloce, fino a quando sembrò che passasse senza soluzione di continuità da una posizione all’altra, tutte precise come i movimenti di un orologio. Egwene attese invano che si fermasse o che almeno rallentasse. Lan invece andava sempre più veloce. Areina e Nicola rimasero a bocca aperta, con gli occhi sgranati per l’ammirazione. Si erano sporte in avanti, due bambine che guardavano il caramello messo a freddare sul tavolo da cucina. Anche gli altri Custodi adesso dividevano la loro attenzione fra Lan e le Aes Sedai, ma loro sembrava che osservassero un leone che avrebbe potuto attaccare in qualsiasi momento.
«Vedo che lo stai facendo lavorare sodo» osservò Egwene. Quello era uno dei metodi per salvare un Custode. Erano poche le Sorelle disposte a tentare una simile impresa, visto l’alto tasso di fallimenti e le conseguenze per loro. Un altro modo per salvarlo era tenerlo lontano dai pericoli. Legarlo di nuovo era stato il primo passo. Senza dubbio Myrelle si era presa cura di quel piccolo dettaglio. Povera Nynaeve. Con ogni probabilità avrebbe strangolato Myrelle una volta scoperta la verità. Ma forse avrebbe anche sopportato qualsiasi cosa in grado di tenere Lan in vita. Forse. Lan, da parte sua, meritava il peggio che potesse succedergli, avendo permesso a un’altra donna di legarlo quando sapeva che Nynaeve si struggeva per lui.
Egwene era convinta di aver parlato con voce serena, ma qualcosa di ciò che provava doveva essere trapelato perché Myrelle cercò di nuovo di spiegarle tutto. «Madre, passarsi un legame non è così sbagliato. Per la verità, è come se una donna decidesse chi deve sposare suo marito dopo la sua morte, per essere sicura che finisca in buone mani.»
Egwene la guardò con tale durezza che Myrelle arretrò di un passo, quasi inciampando nella gonna. Ma Egwene non era adirata, solo stupita. Ogni volta che pensava di aver sentito la cosa più strana mai udita, ne sentiva un’altra.
«Non siamo di Ebou Dar, Myrelle,» intervenne acida Siuan «e un Custode non è un marito. Per la maggior parte di noi.» Myrelle sollevò il capo in atteggiamento di sfida. Alcune Sorelle sposavano il proprio Custode, ma la maggior parte non si sposava affatto. Nessuna faceva troppe domande, ma in giro si diceva che Myrelle li avesse sposati tutti e tre, cosa che di sicuro violava tutte le usanze e le leggi, anche quelle di Ebou Dar.
«‘Non è così sbagliato’, Myrelle? Ne sei proprio sicura?» L’espressione di Siuan rispecchiava il tono della voce; sembrava che avesse addentato qualcosa di particolarmente disgustoso:
«Non ci sono leggi che lo impediscono» protestò Nisao, e rivolta a Egwene, non a Siuan. «Nessuna legge vieta di passare il legame.» Siuan ricevette un’occhiata che avrebbe dovuto farle fare un passo indietro e zittirla, ma non sortì quell’effetto.
«Ma questo non è il punto, giusto?» domandò l’Amyrlin deposta. «Anche se non succedeva da... quanto? Quattrocento anni? Anche se le usanze sono cambiate, te la saresti cavata con qualche sguardo torvo e una lavata di capo, se tu e Moiraine vi foste limitate a passarvi il legame. Ma a lui non l’avete chiesto, vero? Non gli è stata data alcuna scelta. È come se lo aveste legato contro la sua volontà, dannazione!»
Finalmente, Egwene aveva trovato la soluzione di quell’enigma. Sapeva che avrebbe dovuto provare lo stesso disgusto di Siuan. Per le Aes Sedai, legare un uomo contro la sua volontà era un crimine paragonabile allo stupro. Il futuro Custode aveva le stesse possibilità di resistere di una contadina contro un uomo grosso come Lan che l’avesse chiusa nell’angolo di un fienile. Contro tre uomini grossi come Lan. Le Sorelle però non erano sempre state così corrette — mille anni prima, una questione del genere non sarebbe stata quasi neppure degna di nota — e ancora oggi valeva la pena chiedersi se davvero un uomo sapeva cosa accettava acconsentendo al legame. L’ipocrisia era un’arte raffinata fra le Aes Sedai, come complottare o nascondere segreti.
Egwene sapeva che Lan si era rifiutato di vivere il suo amore per Nynaeve. Aveva accampato come scusa il fatto che era destinato a una morte prematura e non voleva lasciarla vedova; gli uomini tiravano fuori le peggiori stupidaggini quando credevano di essere logici e pratici. Se Nynaeve avesse potuto legarlo a sé, all’epoca, lo avrebbe lasciato andare via libero? E lei avrebbe lasciato andare Gawyn? Gawyn le aveva detto che avrebbe accettato di essere suo Custode, ma se avesse cambiato idea?
Nisao aprì la bocca, ma non riuscì a trovare le parole che cercava. Lanciò un’occhiata a Siuan come se la colpa fosse sua, ma quando guardò Myrelle i suoi occhi si accesero di una rabbia assai più forte. «Non avrei mai dovuto darti ascolto» gridò. «Devo essere impazzita!»
Myrelle riuscì inspiegabilmente a restare inespressiva, ma vacillò appena, come se le si fossero indebolite le ginocchia. «Non l’ho fatto per me, Madre. Devi credermi. L’ho fatto solo per salvarlo. Non appena starà bene lo passerò a Nynaeve, come voleva Moiraine. Non appena Nynaeve sarà...»
Egwene sollevò una mano e Myrelle smise di parlare come se gliela avesse premuta sulla bocca. «Intendi passare questo legame a Nynaeve?»
Myrelle annuì incerta, Nisao con molto più vigore. Siuan assunse un’espressione torva e mormorò qualcosa su un’azione due volte sbagliata che veniva resa tre volte pessima. Lan non aveva ancora rallentato. Dalle foglie dietro di lui saltarono fuori due cavallette e il Custode si voltò di colpo, colpendole e facendole volare via senza fermarsi.
«I tuoi sforzi stanno avendo successo? Sta meglio? Da quanto tempo è con te?»
«Poco meno di tre settimane» rispose Myrelle. «Oggi è il ventesimo giorno. Madre, potrebbero volerci mesi, e non c’è alcuna certezza.»
«Forse è il momento di tentare qualcosa di diverso» rispose Egwene, parlando più che altro a sé stessa. Per convincersi. In quelle condizioni, Lan non era un compito semplice per nessuna ma, legame o meno, apparteneva a Nynaeve più di quanto non sarebbe mai appartenuto a Myrelle.
Quando Egwene attraversò la conca per dirigersi verso di lui, cominciarono a sorgerle dei dubbi. Lan si girò di scatto ritrovandosela davanti durante la sua danza, con la spada che scendeva verso di lei. Qualcuno ansimò nel vedere che la lama si era fermata a soli pochi centimetri dalla testa di Egwene, che fu fiera di non essere stata lei a emettere quel suono.
Gli occhi azzurri e lucenti di Lan la guardarono con grande attenzione da sotto le sopracciglia aggrottate, su un volto spigoloso che sembrava fosse stato scolpito nella roccia. Il Custode abbassò lentamente la spada. Era coperto di sudore, eppure non aveva il respiro affannoso. «Così adesso sei tu l’Amyrlin. Myrelle mi aveva detto che ne era stata eletta una, ma non chi. A quanto pare io e te abbiamo molte cose in comune.» Il sorriso di Lan era freddo come la sua voce e il suo sguardo.
Egwene smise di aggiustarsi la stola, ripetendosi che lei era Amyrlin e Aes Sedai. Voleva abbracciare saidar. Fino a questo momento non si era accorta di quanto fosse pericoloso Lan. «Anche Nynaeve adesso è un’Aes Sedai, Lan. Ha bisogno di un buon Custode.» Una delle altre donne emise un verso soffocato, ma Egwene tenne lo sguardo fisso sul Gaidin.
«Spero che trovi un eroe leggendario.» Lan rise. «Ci vuole uno di loro per sopportare il suo caratteraccio.» Quella risata la convinse, anche se era fredda. «Nynaeve si trova a Ebou Dar, Lan. Sai quanto è pericolosa quella città. Sta cercando qualcosa di cui abbiamo un disperato bisogno. Se quelle dell’Ajah Nera lo vengono a sapere, la uccideranno per toglierle quell’oggetto. E se lo scoprono i Reietti...» Certo, l’espressione di Lan era fredda, ma il dolore che gli riempì gli occhi al pensiero di Nynaeve in pericolo confermò l’opinione di Egwene: era Nynaeve ad avere il diritto di averlo, non Myrelle. «Ti manderò da lei per agire come suo Custode.»