I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
«Se non fossi stata troppo spaventata per pensarci» ribatté secca Egwene. «Togliti quello sguardo imbronciato dal viso. Su di te sembra sciocco.»
Nynaeve guardò torva l’amica, ma stavolta non funzionò come aveva sempre fatto: invece di dar luogo a una lite, Egwene si limitò a sollevare un sopracciglio. «Niente di tutto questo sembra tipico di Siuan Sanche» disse Nynaeve per cambiare argomento. Che cosa era successo alla ragazza?
«No, non lo sembra» concordò Egwene, guardandosi attorno. «Adesso capisco perché sono dovuta andare nella mia vecchia stanza nell’ala delle novizie. Ma immagino che le persone a volte decidano di provare qualcosa di nuovo.»
«Era quello che intendevo dire» rispose impaziente Nynaeve. Non aveva il tono di voce offeso né l’espressione imbronciata. Era ridicolo. «La donna che ha arredato questa stanza non vede il mondo come quella che aveva scelto il precedente mobilio. Guarda i dipinti. Non so cosa sia quello diviso in tre parti, ma l’altro lo conosci bene come me.» Entrambe avevano assistito al fatto.
«Direi che si tratta di Bonwhin» disse Egwene pensierosa. «Non hai mai seguito le lezioni come avresti dovuto. Si tratta di un trittico.»
«Qualunque cosa sia, è l’altro che è importante.» Aveva ascoltato le Gialle con molta attenzione. Il più delle volte, il resto erano solo cose senza senso. «Mi pare che la donna che lo ha appeso voglia tenere bene in mente quanto sia pericoloso Rand. Se Siuan Sanche adesso è contro Rand per qualche motivo... Egwene, questo potrebbe essere molto peggio che volere Elayne di nuovo alla Torre.»
«Forse» rispose saggiamente Egwene. «Forse le carte ci diranno qualcosa. Tu cerca qui. Appena finisco con la scrivania di Leane vengo ad aiutarti.» Nynaeve fissò indignata la schiena di Egwene mentre se ne andava. Cerca qui, davvero! pensò. Egwene non aveva alcun diritto di darle ordini. Avrebbe dovuto andarle appresso e farglielo presente senza mezzi termini. Allora perché te ne stai qui in piedi come un sacco? si chiese arrabbiata. Cercare fra le carte era una buona idea qui dentro come fuori. In realtà era più facile trovare qualcosa di importante nello studio dell’Amyrlin. Borbottando fra sé riguardo a quanto avrebbe fatto a Egwene per rimetterla in riga, si avviò verso il tavolo intagliato scalciando la gonna a ogni passo.
Su questo non c’era nulla tranne delle scatole di legno laccato sistemate con estrema precisione. Ricordando il tipo di trappole che potevano essere attivate da qualcuno che volesse assicurarsi la segretezza, creò un lungo bastoncino per sollevare il coperchio della prima, un oggetto d’oro e verde decorato con degli aironi al guado. Conteneva il necessario per scrivere, con penne, inchiostro e sabbia. La scatola larga, decorata con rose che si avvitavano su delle spirali dorate, conteneva venti e forse più miniature di avorio e turchese, raffiguranti animali e persone, tutte su velluto grigio chiaro.
Quando aprì il coperchio della terza — falchi dorati che combattevano fra nuvole bianche in un cielo azzurro — notò che le prime due erano di nuovo chiuse. Cose simili accadevano nel Mondo dei Sogni, sembrava che tutto dovesse rimanere come era nel mondo reale, inoltre se distoglievi lo sguardo per un momento, i dettagli potevano essere differenti quando ti voltavi di nuovo.
Nella terza scatola c’erano dei documenti. Il bastoncino svanì e la donna sollevò circospetta il primo foglio. Firmato formalmente ‘Joline Aes Sedai’, era un’umile richiesta di compiere una serie di penitenze che fecero inorridire Nynaeve solo osservandole. Nulla di importante, tranne per Joline. Uno scarabocchio in calce riportava la parola ‘approvato’ scritta con una calligrafia spigolosa. Quando cercò di rimettere a posto il foglio, scomparve. La scatola adesso era chiusa.
Sospirando l’apri di nuovo. Le carte al suo interno sembravano diverse. Mantenendo il coperchio sollevato le afferrò una per una e le lesse velocemente. Almeno ci provò. A volte le lettere e i rapporti svanivano mentre li stava ancora prendendo fra le mani, a volte quando era a metà della pagina. Se c’erano dei saluti riportavano solo, ‘Madre, con rispetto’. Alcuni erano firmati dalle Aes Sedai, altri da donne con titoli diversi, nobili o non onorifici. Nessuno sembrava essere importante. Il maresciallo generale di Saldea e il suo esercito non potevano essere trovati e la regina Tenobia si rifiutava di cooperare. Riuscì a leggere tutto quel rapporto, ma dava per scontato che il lettore sapesse perché l’uomo non fosse in Saldea e cosa avrebbe dovuto fare la sovrana per cooperare. Nessun rapporto era arrivato dagli occhi e dalle orecchie delle Ajah a Tanchico in tre settimane, ma poté cogliere un solo fatto. Alcuni problemi fra Illian da una parte e il Murandy dall’altra si stavano risolvendo e Pedron Niall se ne attribuiva il merito. Anche in quelle poche righe che riuscì a leggere poteva sentire il digrignare di denti della scrittrice. Le lettere erano tutte importanti, quelle che aveva potuto vedere e quelle che erano svanite sotto ai suoi occhi, ma di nessuna utilità per lei. Aveva appena iniziato a leggere quello che sembrava un rapporto su una sospetta — era quella la parola usata — riunione di Sorelle Azzurre, quando dalla stanza precedente provenne un grido pietoso, «Oh, Luce, no!»
Scaraventandosi verso la porta Nynaeve fece apparire un robusto randello di legno con la testa coperta di spuntoni. Ma quando entrò aspettandosi di trovare Egwene che si difendeva, la donna stava in piedi dietro la scrivania della Custode fissando nel vuoto. Con un’espressione terrorizzata, ma non ferita o minacciata da qualcosa che Nynaeve potesse vedere.
Egwene sussultò all’ingresso dell’amica, quindi si riprese visibilmente. «Nynaeve, Elaida è l’Amyrlin Seat.»
«Non comportarti da oca» la derise Nynaeve. Eppure l’altra stanza così lontana dallo stile di Siuan Sanche... «Ti stai immaginando delle cose. Deve essere così.»
«Avevo uno scritto fra le mani, Nynaeve, firmato da Elaida do Avriny a’Roihan, Sorvegliante dei Sigilli Fiamma di Tar Valon, l’Amyrlin Seat e sigillato con il sigillo dell’Amyrlin.»
Lo stomaco di Nynaeve le balzò in petto. «Ma come? Cosa è accaduto a Siuan Sanche? Egwene, la Torre non depone un’Amyrlin tranne per motivi estremamente seri. È successo solo due volte in circa duemila anni.»
«Forse Rand era abbastanza serio.» La voce di Egwene era ferma, anche se aveva ancora gli occhi sgranati. «Forse si è ammalata di qualcosa che le Gialle non sono riuscite a guarire o è caduta per le scale spezzandosi il collo. Quello che importa è che Elaida adesso è l’Amyrlin. Non credo che sosterrà Rand come faceva Siuan.»
«Moiraine» mormorò Nynaeve. «Era così sicura che Siuan avrebbe messo la Torre alle spalle di Rand.» Non riusciva a immaginarsi Siuan Sanche morta. Aveva spesso odiato la donna, a volte in alcune occasioni l’aveva anche temuta — adesso poteva ammetterlo, almeno a se stessa — ma l’aveva anche rispettata. Credeva che Siuan avrebbe vissuto per sempre. «Elaida, Luce! È cattiva come un serpente e crudele come un gatto. È imprevedibile cosa potrebbe fare.»
«Temo di averne un’idea.» Egwene premette entrambe le mani sullo stomaco come a calmare l’agitazione. «Era un documento molto breve. Sono riuscita a leggerlo tutto. Tutte le Sorelle fedeli devono riferire la presenza della donna Moiraine Damodred. Se possibile dovrebbe essere trattenuta, con qualsiasi sistema, e riconsegnata alla Torre Bianca per essere processata con l’accusa di tradimento. Lo stesso tipo di linguaggio adoperato per Elayne.»
«Se Elaida vuole far arrestare Moiraine significa che sa che sta aiutando Rand e non le piace.» Parlare era un bene, le impediva di rimettere. Tradimento. Per quest’accusa quietavano le donne. Lei voleva creare problemi a Moiraine. Adesso Elaida lo avrebbe fatto al posto suo. «Di sicuro non agevolerà Rand.»
«Esattamente.»
«Sorelle leali. Coincide con quel messaggio di comare Macura. Qualsiasi cosa sia accaduta a Siuan le Ajah si sono divise sull’elezione di Elaida come Amyrlin. Deve essere così.»