Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » I fuochi del cielo
I fuochi del cielo - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

I fuochi del cielo

Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:

I fuochi del cielo
1 ... 69 70 71 72 73 74 75 76 77 ... 264
Перейти на страницу:

Lo studio della maestra delle novizie era vicino alla loro residenza e gli ampi corridoi coperti di mattonelle riflettevano il movimento occasionale degli arazzi, l’immagine delle lampade da terra spente e i rapidi passaggi di ragazze spaventate vestite col tipico abito bianco. Sheriam era presente in molti degli incubi delle novizie. Li ignorò mentre passava velocemente, le ragazze non si trovavano abbastanza a lungo nel Mondo dei Sogni per vederla, o, se lo facevano, avrebbero pensato che era parte del loro sogno.

Per giungere allo studio dell’Amyrlin c’era solo da salire una breve rampa di ampi gradini. Mentre si avvicinava si trovò improvvisamente di fronte Elaida, il viso imperlato di sudore, vestita di un abito rosso sangue e la stola dell’Amyrlin Seat attorno alle spalle. Qualcosa mancava alla stola dell’Amyrlin; la striscia azzurra era assente.

Quegli occhi severi e scuri si focalizzarono su Nynaeve. «Sono l’Amyrlin Seat, ragazza! Non sai come si mostra rispetto? Ti farò...» a metà della frase scomparve.

Nynaeve sospirò di sollievo. Elaida come Amyrlin, quello era davvero un incubo. Probabilmente il suo sogno più caro, si disse. Nevicherà a Tear prima che venga eletta Amyrlin.

L’anticamera era come se la ricordava, con una grande scrivania e una sedia per la Custode degli Annali. Altre sedie erano addossate al muro per le Aes Sedai che aspettavano di parlare con l’Amyrlin. Le novizie e le Ammesse stavano in piedi. Le carte sistemate in ordine sul tavolo, rotoli di pergamena e lettere sigillate non sembravano disposti nello stile di Leane. Non che fosse disordinata, piuttosto il contrario, ma Nynaeve credeva che la notte mettesse tutto via.

Aprì la porta della stanza interna ma rallentò il passo mentre entrava. Non si meravigliava di non essere stata in grado di sognarsi qui. La stanza non era affatto come se la ricordava. Quel tavolo intagliato e quell’alta sedia che assomigliava a un trono. Gli sgabelli decorati con i viticci disposti a formare una curva perfetta davanti al tavolo, nessuno fuori posto. A Siuan Sanche piacevano i mobili semplici, come se pretendesse di essere considerata ancora la figlia di un pescatore, e aveva solo una sedia in più, che non sempre lasciava usare ai visitatori. E quel vaso bianco pieno di rose rosse, sistemato su un piedistallo come un monumento. A Siuan piacevano i fiori, ma preferiva mazzi di tutti i colori, come la miniatura di un campo di fiori selvatici. Sopra al camino aveva appeso un semplice dipinto che rappresentava una barca di pescatori in un canneto. Adesso vi erano due dipinti, uno dei quali fu riconosciuto da Nynaeve. Rand, che combatteva il Reietto che si faceva chiamare Ba’alzamon, fra le nuvole sopra Falme. L’altro, su tre pannelli di legno, riportava scene che non si collegavano a nulla che potesse ricordare.

La porta si aprì e Nynaeve si ritrovò con il cuore in gola. Un’Ammessa con i capelli rossi che non aveva mai visto prima entrò nella stanza e la fissò. Non scomparve. Proprio mentre Nynaeve stava preparandosi a tornare nello studio di Sheriam, la donna con i capelli rossi disse: «Nynaeve, se Melaine sapesse che stai usando il suo viso ti infliggerebbe un castigo più grande che farti indossare un vestito da bambina.» Improvvisamente la ragazza si trasformò in Egwene con l’abito aiel.

«Mi hai tolto quasi dieci anni di vita per lo spavento» mormorò Nynaeve. «Allora le Sapienti hanno deciso di lasciarti libera di andare e venire come credi? O hai Melaine alle tue...»

«Dovresti avere paura» scattò Egwene, con le guance che le diventavano rosse. «Sei una sciocca, Nynaeve. Una bambina che gioca con una candela nel fienile.»

Nynaeve rimase a bocca aperta. Egwene che la rimproverava? «Stammi a sentire, Egwene al’Vere. Non l’ho accettato da Melaine, e non lo accet...»

«Farai bene ad accettarlo da qualcuno prima di farti ammazzare.»

«Io...»

«Non avrei dovuto lasciarti quell’anello di pietra. Avrei dovuto darlo a Elayne e dirle di non fartelo mai usare.»

«Dirle di non...!»

«Credi che Melaine stesse esagerando?» le rispose severa Egwene, agitando il dito proprio come aveva fatto Melaine. «Non lo stava facendo, Nynaeve. Le Sapienti ti hanno detto semplicemente la verità sul tel’aran’rhiod, ma tu sembri pensare che siano delle sciocche che fischiano al vento. Dovresti comportarti da donna adulta, non da bambina sciocca. Mi pare che quel poco di senno che avevi sia svanito come una nuvola di fumo. Be’, ritrovalo, Nynaeve!» La donna tirò su con il naso, sistemandosi lo scialle sulle spalle. «Proprio in questo momento stai cercando di giocare con quella fiamma nel fienile, troppo sciocca per accorgerti che potresti cadere.»

Nynaeve la fissava colma di stupore. Discutevano spesso, ma Egwene non si era mai permessa di trattarla come una bambina colta con le dita nella marmellata. Mai! Il vestito. Aveva un abito da Ammessa e il viso di qualcun’altra. Tornò a essere se stessa, indossando un abito di buona lana blu che aveva spesso usato per gli incontri della Cerchia e per raddrizzare il Consiglio. Adesso si sentiva investita di tutta la sua autorità di Sapiente. «Sono ben consapevole di quanto non so» le rispose a tono, «ma quelle Aiel...»

«Ti rendi conto che potresti sognarti in qualcosa dalla quale non sapresti come uscire? I sogni qui sono reali. Se ti lasci andare in un sogno sciocco, potrebbe intrappolarti. Fino a quando morirai.»

«Vuoi...?»

«Ci sono incubi ambulanti nel tel’aran’rhiod, Nynaeve.»

«Vuoi lasciarmi parlare?» gridò Nynaeve. O almeno ci provò. Suonava troppo come una supplica per soddisfarla. Anche se non fosse stata una supplica, sarebbe stato ancora troppo.

«No, non lo farò.» rispose Egwene con fermezza. «Non fino a quando dirai qualcosa che valga la pena di essere ascoltata. Ho parlato di incubi, e dico sul serio, Nynaeve. Quando qualcuno ha un incubo trovandosi in tel’aran’rhiod, è reale. A volte sopravvive dopo che il sogno è scomparso. Non te ne rendi conto, vero?»

Di colpo delle mani energiche afferrarono Nynaeve. La donna girò la testa da un lato all’altro con gli occhi sgranati. Due uomini enormi con abiti logori la sollevarono in aria, i volti erano segnati e ruvidi, le bocche schiumose di bava erano piene di denti acuminati e gialli. Cercò di farli svanire — se poteva farlo una Sapiente camminatrice dei sogni, poteva riuscirci anche lei — e uno dei due le strappò il vestito sul davanti come la busta di una lettera. L’altro le afferrò il mento con la mano callosa e la costrinse a voltare il viso verso di lui, abbassando il capo su di lei con la bocca aperta. Se per baciarla o morderla, non lo sapeva, ma Nynaeve avrebbe preferito morire piuttosto che una delle due alternative. Cercò di attingere a saidar e non trovò nulla, era terrorizzata, non arrabbiata. Delle spesse unghie le affondarono nelle guance tenendole saldamente il capo. Era stata Egwene a fare questo, lo sapeva. «Ti prego, Egwene!» Era un grido stridulo ma era troppo spaventata perché le importasse. «Ti prego!»

Gli uomini — le creature — svanirono e la donna ricadde al suolo. Per un po’ tutto quello che riuscì a fare fu tremare e piangere. Velocemente riparò i danni al vestito, ma i graffi di quelle lunghe unghie le rimasero sul collo e sul petto. Gli abiti potevano essere aggiustati facilmente in tel’aran’rhiod, ma qualunque cosa accadesse a un essere umano... Le ginocchia le tremavano così forte che riusciva appena a stare in piedi.

Si aspettava che Egwene sarebbe andata da lei per confortarla e, per una volta, lo avrebbe accettato volentieri. Ma l’altra donna disse solamente, «Ci sono cose peggiori qui, ma gli incubi sono già abbastanza brutti. Questi li ho creati e disfatti, ma anche io ho problemi con quelli che trovo. E non cerco di controllarli, Nynaeve. Se avessi saputo come disfarli, avresti potuto farlo.»

Nynaeve scosse il capo furiosa rifiutando di asciugarsi le lacrime sul viso. «Avrei potuto sognarmi altrove. Nello studio di Sheriam o nel mio letto.» Non parlava come una bambina capricciosa, per niente.

1 ... 69 70 71 72 73 74 75 76 77 ... 264
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)