L'anno del contagio [Doomsday Book - it]
- Автор: Уиллис Конни
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0772-3
- Переводчик: Annarita Guarnieri
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:
— Sono il Signor Dunworthy — disse, poi esitò e fornì il numero della propria stanza aggiungendo: — Le devo parlare immediatamente. È importante.
Riattaccato il ricevitore, mise in tasca il dischetto con le informazioni dei contatti, prese l'ombrello e il crostino di Colin e uscì nel cortile.
Il ragazzo era raggomitolato sotto il riparo offerto dalle porte e stava guardando con ansia lungo la strada in direzione di Carfax.
— Sto andando all'Infermeria per vedere il mio tecnico e la tua prozia — lo informò Dunworthy, porgendogli il crostino. — Vuoi venire con me?
— No, grazie, voglio aspettare il postino — rifiutò Colin.
— D'accordo, ma per l'amor del cielo va' a prendere la tua giacca prima che la Signora Gaddson capiti qui e cominci a rimproverarti.
— L'Arpia è già stata qui — replicò Colin, — e ha cercato di costringermi a mettermi una sciarpa. Una sciarpa! — ripeté, scoccando un'altra occhiata ansiosa lungo la strada. — Io l'ho ignorata.
— Non ci avevo pensato — ammise Dunworthy. — Dovrei essere a casa per pranzo. Se ti serve qualcosa, rivolgiti a Finch.
— D'accordo — rispose Colin, ma era chiaro che non stava sentendo… Dunworthy si chiese quale regalo potesse mandargli sua madre per causare tanta ansia. Di certo non una sciarpa, rifletté mentre si avvolgeva la propria intorno al collo e si incamminava verso l'Infermeria sotto la pioggia. Per strada c'era poca gente e i rari passanti si tenevano alla larga gli uni dagli altri… una donna scese addirittura dal marciapiede per evitare Dunworthy.
Se non ci fosse stato il carillon che imperterrito scandiva le note di «Giunse a Mezzanotte Limpida…» non si sarebbe mai supposto che quella fosse la Vigilia di Natale, perché nessuno portava pacchi o rami di agrifoglio. Sembrava che la quarantena avesse allontanato completamente l'idea del Natale dalla mente della gente.
E non era forse così? Lui stesso non aveva minimamente pensato a comprare doni o anche solo un albero da decorare. Pensò a Colin, raggomitolato sotto i cancelli di Balliol, e si augurò che sua madre non si fosse dimenticata di spedirgli i doni, decidendo al tempo stesso che nel tornare a casa si sarebbe fermato in un negozio per comprare al ragazzo un piccolo regalo… un giocattolo o un video o qualche altra cosa che non fosse una sciarpa.
Arrivato in Infermeria venne scortato all'istante nella corsia di isolamento e a interrogare i nuovi casi.
— È essenziale stabilire un collegamento con il virus americano — spiegò Mary, — perché al CMI c'è stato un intoppo: a causa delle festività non c'è in servizio nessuno che possa analizzare la struttura del virus. Naturalmente si suppone che al Centro dovrebbero essere sempre pronti a qualsiasi emergenza, ma a quanto pare di solito i problemi arrivano sempre soltanto dopo il Natale… avvelenamenti da cibo ed eccessi di alcoolici che sembrano sintomi di virus… quindi danno al loro personale alcuni giorni di vacanza nei giorni che lo precedono. In ogni caso, il CDC di Atlanta ha acconsentito a mandare il prototipo del vaccino al CMI anche senza un'identificazione positiva sicura, però non possono cominciarne la fabbricazione se non si stabilisce un collegamento preciso.
'Questi — proseguì, accompagnandolo in un corridoio con divieto di accesso, — sono tutti casi che seguono il profilo del virus del Sud Carolina… febbre alta, dolori al corpo, complicazioni polmonari secondarie… ma sfortunatamente tali sintomi non sono una prova sufficiente. Non sei riuscito a trovare nessun collegamento fra Badri e qualche Americano, vero? — chiese poi, fermandosi fuori della corsia.
— No, ma ci sono ancora parecchi buchi nei suoi movimenti. Vuoi che provi a interrogarlo?
Mary esitò.
— È peggiorato — intuì Dunworthy.
— Gli è venuta la polmonite. Non credo che sia in grado di dirti nulla perché ha la febbre ancora molto alta, il che coincide con il profilo del virus. Lo stiamo aiutando con antimicrobici e coadiuvanti che hanno avuto effetto sul virus del Sud Carolina — replicò Mary, — aprendo la porta della corsia. — Questo schema indica tutti i casi che sono stati ricoverati… chiedi all'infermiera di turno di indicarti in quale letto si trovano — aggiunse, dattiloscrivendo qualcosa sulla tastiera della consolle del primo letto, che si accese e mostrò uno schema che si diramava e s'intrecciava come le fronde della grossa betula nel cortile di Balliol. — Non ti secca tenere Colin con te per un'altra notte, vero? — domandò poi.
— Non mi secca affatto.
— Oh, bene. Dubito moltissimo che riuscirò ad essere a casa prima di domani e mi preoccupa saperlo solo nell'appartamento, anche se pare che io sia l'unica a preoccuparmi — dichiarò in tono irritato. — Finalmente sono riuscita a parlare con Deirdre, nel Kent, e lei non era neppure lontanamente in ansia. 'Oh, c'è una quarantena?' ha detto. 'Ho avuto tanto da fare che non ho sentito i notiziari.' E poi ha proceduto a illustrarmi ciò che lei e il suo convivente hanno in progetto di fare, con l'evidente sottinteso che non aveva tempo per Colin ed era contenta di essersi liberata di lui. Ci sono dei momenti in cui sono convinta che non sia mia nipote.
— Sai se ha spedito a Colin i suoi regali di Natale? Lui ha detto che doveva mandarglieli per posta.
— Certo ha avuto troppo da fare per ricordarsi di comperarli e tanto meno di spedirli. L'ultima volta che Colin ha passato il Natale da me i suoi regali sono arrivati soltanto all'Epifania… a proposito di regali, sai che fine abbia fatto la mia borsa della spesa? Dentro ci sono i regali per Colin.
— L'ho portata io a Balliol.
— Oh, bene. Non ho finito i miei acquisti, ma se impacchetti la sciarpa e le altre cose almeno lui avrà qualcosa sotto l'albero, giusto? — commentò Mary, alzandosi in piedi. — Se dovessi scoprire qualche possibile collegamento mandami a chiamare all'istante. Come vedi, siamo già riusciti a far risalire a Badri parecchi contatti secondari, però si potrebbe trattare di incroci casuali e il vero collegamento potrebbe essere qualcun altro.
Poi se ne andò, e Dunworthy sedette accanto al letto della donna con l'ombrello lavanda.
— Signora Breen? — chiamò. — Temo di doverle fare qualche domanda.
La donna era rossa in volto e il suo respiro appariva affaticato quanto quello di Badri, ma rispose alle domande con prontezza e in modo chiaro. No, non era stata in America nell'ultimo mese e non conosceva nessun Americano o qualcuno che fosse stato di recente negli Stati Uniti. Però aveva preso la metropolitana da Londra per venire a fare delle compere.
— Da Blackwell, sa — precisò, spiegando che era poi andata in giro per tutta Oxford per i suoi acquisti prima di tornare alla stazione della metropolitana. Questo significava che aveva avuto contatti almeno con cinquecento persone, ciascuna delle quali poteva essere il collegamento che Mary stava cercando.
Impiegò fino alle due per interrogare tutti i contatti primari e inserire nello schema i nuovi dati su di essi, nessuno dei quali era il collegamento americano cercato da Mary, anche se aveva individuato altre due persone che erano state a quella festa ad Headington.
Sebbene non avesse molte speranze che Badri fosse in grado di rispondere alle sue domande, si recò quindi nel Reparto Isolamento. Il tecnico sembrava però stare molto meglio: al suo arrivo era addormentato, ma non appena gli toccò la mano aprì gli occhi e mise a fuoco lo sguardo su di lui.
— Signor Dunworthy — disse, con voce debole e rauca. — Cosa ci fa qui?
— Come ti senti? — domandò Dunworthy, sedendosi.
— Capita di sognare cose strane. Credevo… la testa mi doleva così tanto…
— Devo farti alcune domande, Badri. Ricordi chi hai visto a quella festa a cui sei stato, a Headington?