I giorni del cervo [Hart's Hope - it]
- Автор: Кард Орсон Скотт
- Год: 1988
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-95127-08-0
- Переводчик: Delio Zinoni
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I giorni del cervo [Hart's Hope - it]». Краткое содержание книги:
Troppo tardi. Il bambino morì. Il sangue era inutile. Tutta la sua magia era svanita. Tutta l’energia vitale che aveva messo nel bambino, perché tornasse a lei più forte. Persa. Cambiò sotto i loro occhi; perse la sua faccia rubata, raggrinzì e invecchiò mentre la guardavano, poi si afflosciò sul corpo di Giovane.
La sua morte cancellò tutto. La lealtà delle guardie svanì; non fecero alcun tentativo di fermare Orem, mentre correva a baciare il corpo ancora caldo di suo figlio, piangendo. Alcuni guardarono il Piccolo Re. Altri guardarono Urubugala, i cui occhi erano diventati rosa e la pelle bianca, e la statura alta, come le storie raccontavano di Sleeve.
O Coniglio, che d’improvviso aveva riempito la sua armatura, un uomo forte con il fuoco della guerra negli occhi. Ma d’improvviso tutti gli occhi si volsero a Donnola. Perché davanti a loro, c’era di nuovo Bella.
Il viso di Bella, il corpo di Bella. Li aveva giocati ancora una volta; era sopravvissuta; era viva e si sarebbe vendicata.
Si ritrassero da lei, tutti tranne Zymas e Sleeve.
— Sciocchi — disse Zymas. — La Regina Bella è morta. Questa è la vera e legittima moglie di Re Palicrovol, Enziquelvinisensee Evelvenin. Non avete nulla da temere da lei.
Fu allora che Orem sollevò la faccia insanguinata e piangente dall’altare, e si rese conto che i Compagni della Regina non erano morti. Noi vedemmo la consapevolezza farsi strada in lui; lo vedemmo ricordare che Sleeve gli aveva detto che tutti avrebbero pagato un prezzo. Una bugia. Un trucco per indurlo a fare la sua parte.
— No. Non è stata una bugia — disse Sleeve. — Dipendeva tutto dal fatto se sarei riuscito o meno a fare un incantesimo con il sangue della tua mano. Sono riuscito a sostituire i suoi incantesimi quel tanto sufficiente a riportarci all’età che avevamo quando ci ha legati… Non ero sicuro di farcela.
Ma Orem non disse nulla. Guardò solo da Zymas a Sleeve, da Sleeve a Zymas.
Enziquelvinisensee Evelvenin, provando pietà per lui, corse da lui per chiedergli perdono per la bugia a cui aveva involontariamente, contribuito. Ma Orem vide la sua faccia e urlò, cercò di saltarle addosso e di colpire quel viso che non aveva diritto di essere vivo.
Forse pensò che fosse Bella… era fuori di sé. Lo portarono via da lei; immediatamente smise di lottare, si prese la testa fra le mani e pianse.
Fu allora che il Cervo arrivò dal Parco e camminò tranquillamente verso l’altare. Infilò le corna sotto i due cadaveri e li sollevò. Fu una cosa curiosa: i corpi si sollevarono, eppure rimasero, come se il Cervo avesse scoperto la verità della madre e del figlio e l’avesse sollevata, lasciando indietro la carne vuota.
Li sollevò e li portò via esultando; e i due corpi vennero portati via, in alto fra le cento punte luminose delle corna del Cervo.
Orem li guardò sparire fra gli alberi. Poi si scosse come un cane bagnato; e fece come per andarsene. Le guardie lo trattennero finché Zymas non disse: — Lasciatelo andare. Dobbiamo affrettarci a restituire la città al Re, prima che un’altra sola vita sia persa! — Fu sufficiente, per le guardie. Seguirono Zymas di corsa fino alle porte del palazzo, affrettandosi verso l’Angolo del Castello per issare la bandiera di pace, per abbassare e stracciare il vessillo di ermellino di Bella.
Enziquelvinisensee si volse a guardare Orem Fianchi-Magri, non più Piccolo Re, mentre si allontanava dal posto dove aveva perso tutti i suoi amori e la sua fiducia. Quasi lo chiamò. Quasi corse da lui chiedendogli perdono. Ma questo l’avrebbe ingannato. Avrebbe potuto pensare che lo amava. Avrebbe potuto dimenticare che lei apparteneva a Palicrovol. Avrebbe potuto cercare di gettare un ponte sui secoli. Ma Palicrovol, tua moglie non era così sciocca. L’amore non fa miracoli; non poteva accadere.
Guardò Orem sparire alla vista, poi andò a guardare il ritorno del Re, per darsi a colui che aveva amato perfettamente lungo i secoli. Era ancora vergine, dopo tutto; c’era un matrimonio da consumare. Avrebbero iniziato nuovamente ciò che era stato solo rimandato. Ma non gioì nel suo cuore. Provò dolore sapendo che Orem Fianchi-Magri l’odiava; e provò ancora più dolore sapendo che aveva ragione.
26
L’IRA DEL RE
Ordinasti ai soldati di abbassare le armi quando vedesti il cambiamento della bandiera. O Bella aveva la forza di distruggerti, o sarebbe morta. Sapevi che non avrebbe fatto ricorso ai trucchi. I tuoi uomini abbassarono le armi e la città fu tua. La gente si riversò nelle strade per accoglierti, anche se in verità non ti aveva desiderato quando avevi ritardato il tuo arrivo. Tu indossasti la Corona delle Corna, nelle strade.
Abbracciasti Zymas; salutasti Sleeve con un inchino; guardasti Enziquelvinisensee Evelvenin e dicesti: — Sì, ti conosco.
Tutti i soldati di Bella, tutti i cortigiani che l’avevano adulata, tutti i mercanti che avevano profittato del suo regno, tutti i servitori che l’avevano amorosamente accudita, tutti i magistrati che avevano applicato le sue leggi… tu li perdonasti tutti.
Trovasti il suo corpo sull’altare, e il bambino sotto di lei. Li facesti portare sulla riva del fiume. Li facesti bruciare, e le loro ceneri spargere sul fiume. Era la stessa acqua dove avevi fatto spargere un milione di fiori per accogliere la Principessa dei Fiori. Era la stessa acqua che avevi attraversato, benché fosse rapida e fredda, per dare un figlio alla moglie di un contadino.
Adesso con le tue truppe attendi alla base della ridotta sulla montagna, neppure un castello vero e proprio. Dentro di essa, sai che attende Orem Fianchi-Magri, e con lui, immagini, un esercito, o un mago di terribile potenza. Ti dirò chi attende:
Un ragazzo senza orecchie, capace di rubare una borsa di denari o maneggiare un Querulo; potrà ferire un soldato o due, prima di essere ucciso;
un uomo di nobile famiglia, un cortigiano, il migliore di quelli che erano al seguito della Regina Bella. Ne ferirà a morte cinque, prima di morire;
una donna di alto rango, che serve il Piccolo Re perche Orem Fianchi-Magri le ha insegnato a valutare più la pietà della giustizia, più la virtù del rango;
un giovane uomo di diciott’anni, dai capelli scuri e dalla carnagione pallida, con il sangue di un Re nelle vene e il peso del mondo nel cuore. Fugge da te solo perché i suoi amici glielo comandano. Non gli importa nulla di te. Ha pena solo per le ceneri che hai sparso sul fiume.
Dio non è con lui. Le Dolci Sorelle non sono con lui. Il Cervo non è con lui. Ha portato a termine il compito per il quale lo avevano allevato; non hanno più bisogno di lui.
Scrivo questo di mia mano. Scrivo questo nella tua tenda. Te lo darò questa sera; quando tornerai nella tenda lo troverai. Se ora l’hai letto sai che è la verità.
Credevi che solo maghi e streghe avessero dei poteri? Mi sono punta un dito e ho premuto il sangue vivo sulla pagina. Ho scritto due benedizioni, che nessuno tranne te può leggere. Se sei il genere d’uomo che mantiene strettamente fede al suo giuramento e uccide l’usurpatore chiamato Orem Fianchi-Magri, chiamato Piccolo Re, allora vedrai solo la benedizione che ti darà la forza per finire il tuo lavoro in fretta e ucciderlo domattina.
Ma se sei un uomo che è misericordioso anche malgrado se stesso, allora vedrai solo la benedizione che guarirà il tuo cuore e ti riconcilierà con tuo figlio. Io ti amerò in qualsiasi modo tu sarai, e in verità non so quale fine Orem preferirebbe fare, se potesse scegliere.