Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » I giorni del cervo [Hart's Hope - it]
I giorni del cervo [Hart's Hope - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

I giorni del cervo [Hart's Hope - it]

Электронная книга - «I giorni del cervo [Hart's Hope - it]». Краткое содержание книги:

Sinistri presagi indicano che da Antiqua è salpata una flotta di navi: navi nere, cariche di neri guerrieri, di strani animali capelluti e di armi che portano una morte senza volto. La guerra è imminente. Il Bene e il Male, come nel più epico dei racconti, esploderanno in una battaglia cruenta alla quale parteciperanno anche forze soprannaturali e magiche. Tutti i popoli del continente, superate le antiche divisioni, si uniranno a combattere con l’esercito del Cervo, guidato dal valoroso Dulkancellin. Gli uomini di pace si trasformeranno in guerrieri, e i guerrieri in eroi. La salvezza del continente dipende dal loro coraggio
1 ... 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72
Перейти на страницу:

— Orem — sussurrò Pulce.

— Mio signore Piccolo Re — disse Timias.

Orem si toccò la gola. La ferita era sparita; la cicatrice era sparita; il suo collo era intatto e nuovo, come era stato prima che avesse avuto la visione del Cervo.

— Ho portato la vera corona — disse. Poteva ancora sentire le corna circondargli la testa, anche se non erano più lì.

— Sei vivo.

I tre guardarono il Cervo battere gli zoccoli sulla roccia. La testa si abbassò; solo allora si resero conto che intendeva caricarli.

— In nome di Dio, non lo sa che gli abbiamo salvato la vita? — gridò Timias.

Non c’era tempo per rispondere. Corsero verso il sentiero che scendeva lungo il fiume, e si voltarono a guardare solo quando furono all’inizio della fenditura nella roccia. Il Cervo era chiaramente visibile, che camminava su e giù sulla piattaforma di roccia, scuotendo la testa.

— Come uscirà? — chiese Pulce.

— Conosce la strada — disse Orem, anche se non sapeva come mai ne fosse così sicuro.

Orem lasciò che Pulce li guidasse, dal momento che aveva già percorso quella strada due volte. Ma come Orem, anche gli altri pensavano più al futuro che a uscire dalla caverna sotto il palazzo. — Cosa si aspettano che facciamo, ora? — chiese Timias.

— Non noi — disse Orem. — Ma sono felice che vogliate condividere il fardello.

— Volevano davvero dire che sei il figlio di Palicrovol? — chiese Pulce.

Orem annuì. — Mi hanno mostrato… come avvenne.

— Lei non sta facendo nulla che non abbia già fatto prima — disse Timias. — Chi non sta facendo nulla?

— Bella — disse Orem. — Intende rinnovarsi. Uccidendomi e usando il mio sangue.

— Be’, almeno ora ci sei abituato — disse Pulce.

— Ma non ha mai ucciso un marito prima — disse Timias.

Fu solo in quel momento che Orem mise insieme tutto ciò che aveva saputo. Non sta facendo nulla che non abbia fatto prima. Più potente del sangue di un estraneo è il sangue di un marito. Prima era arrivato fino a quel punto, e si era fermato. Ma cosa è più potente del sangue di un marito? Per una donna, il sangue di suo figlio. E un figlio che non ha preso nutrimento se non dal seno della madre. Vendica tuo figlio senza nome. Orem aveva avuto una sorella senza nome, molti anni prima. La figlia di Palicrovol, e Bella l’aveva uccisa per il potere che era in lei. Orem indovinò tutto, e vi credette, e si maledì come uno sciocco per aver pensato fino ad allora che fosse lui la vittima destinata. Giovane! gridò silenziosamente. Giovane, figlio mio, figlio mio.

— Lasciatemi! — gridò ai suoi amici. — Andate lontano da me!

Essi esitarono solo un momento, ma l’espressione sul suo viso disse loro di obbedire. Quando se ne furono andati, Orem balzò fuori di sé e con i suoi terribili denti interiori azzannò tutta la magia che riuscì a trovare, nessuna esclusa, devastò il palazzo dove la Regina Bella era più forte e disfece il suo lavoro dovunque lo trovasse. L’accecò, sciolse i suoi lacci; non gli importava se stava liberando Coniglio o Donnola; trovò la forza e la distrusse, e non poteva, non voleva fermarsi.

E alla fine l’unica forza rimase dentro Bella medesima; tutta l’altra magia del palazzo era stata inghiottita. Ma era lì che aveva voluto arrivare: alla faccia sorridente che teneva suo figlio e voleva ucciderlo. Strato dopo strato, la spogliò; lei cercò di fuggire, ma lui la inseguì. Lei contrattaccò, fece delle finte, cercò di sparire, ma lui le era sempre alle calcagna, disfandola a ogni passo. Non si era mai sentito così grande, e lei era piccola, mentre la inseguiva nel labirinto di scintille e di odori e nei mari di gusto e di udito. Salverò mio figlio.

Poi nulla.

Nulla di nulla. Non riusciva a trovarla. Era tornato nel suo corpo e non poteva scappare. Tutto quello che poteva gustare e toccare era dentro di lui. Aprì gli occhi. Bella era sopra di lui, e lo guardava. Teneva Giovane in braccio. — Papà — disse il bambino, allungando le mani.

— Giovane — sussurrò Orem.

Bella sorrise. Orem capì. Non l’aveva forse avvertito, Vetro-di-Forca? Si era spinto troppo in là. Le aveva fatto capire chi era; era legato. Lei non poteva distruggere il suo dono, ma poteva rivolgerlo contro lui stesso, dove non poteva farle alcun male.

— Sempre tu — gli disse. — Avrei dovuto immaginarlo che le Sorelle mi avrebbero tradito. Le hai unite di nuovo? Non importa. Fra un’altra settimana le separerò. E tu, Piccolo Re, tu sarai qui a guardare il mio lavoro. Ormai sai come faccio. Solo tu potevi essere così stupido da metterci tanto a indovinare il prezzo.

— Vuoi sentire una storia, papà? — chiese il bambino.

L’avrebbe uccisa con le sue mani, ma le guardie lo tenevano, e lo portarono via dal figlio che era la sua vita, via dal sorriso di sua moglie.

24

IL PICCOLO MASTIO

Come il Piccolo Re decise di aiutare a uccidere suo figlio.
Tortura

Tu eri fuori dalla città quando lo portarono in prigione, Palicrovol. Le tue armate si stavano radunando alla Porta Posteriore, dove le torri erano meno fitte. Come se le torri contassero qualcosa. Mentre portavano Orem all’Angolo del Castello, percorrendo il Lungo Camminamento, lui poté vedere i tuoi vessilli. Ti aveva protetto tanto a lungo che avevi cominciato a sperare, vero? E anche adesso aveva provato a tal punto la Regina che lei non poteva attaccare i tuoi maghi e i tuoi preti, poteva soltanto legare di nuovo Coniglio, Donnola e Urubugala, mantenere la lealtà e il coraggio delle sue guardie, e sperare che avresti aspettato ancora sette giorni.

E tu aspettasti. Le tue truppe superavano di gran lunga quelle di Bella: cento dei tuoi per uno dei suoi. Avresti potuto accumulare i cadaveri dei tuoi per scalare le mura, e te ne sarebbero rimasti a sufficienza per saccheggiare la città e prendere il castello. Non avrebbe potuto fermarti, allora, perché non aveva la forza. Avresti potuto venire da lei, e tutto il suo potere sarebbe stato appena sufficiente per muovere una spada. Come l’avresti uccisa, allora, Palicrovol? Con una corda? Col fuoco? Annegandola? Uno qualsiasi di questi modi sarebbe andato bene. Oppure avevi un piano per usarli tutti? Se avessi agito allora, Re Palicrovol, tuo nipote sarebbe ancora vivo, poiché come disse Bella, finché non avesse compiuto un anno, non era maturo.

Ma tu aspettasti, raccogliendo le tue armate, e aspettasti, e aspettasti, mentre altri prendevano l’unica strada, la strada impossibile, la strada disperata per distruggerla prima che fosse di nuovo imbattibile. Avresti potuto fermarla, Palicrovol, ma ancora una volta fu tuo figlio a salvarti. Pensa anche a questo, prima di ucciderlo per aver osato sedersi sul tuo trono.

Lo imprigionarono nel Piccolo Mastio, e i carcerieri lo torturarono distrattamente, perché era per questo che i prigionieri venivano mandati lì. Mentre gli slogavano le braccia, Orem si chiese se era questo che aveva fatto urlare l’uomo; lui, non urlò. Era il soffocamento? Gli aghi nelle piante dei piedi? I lacci ai testicoli? Il pezzo di vetro infilato in bocca, che gli tagliò la lingua e gli riempì la bocca di sangue che non osò inghiottire? Era stato questo che aveva spezzato l’altro uomo? Non spezzò Orem. Poiché adesso non dimorava dentro se stesso. Dimorava nel corpo di un bambino di un anno, la cui mente era cinque volte più vecchia, il cui cuore era luminoso, la cui vita era una gioia continua; Orem viveva dentro Giovane, e si limitava a osservare le proprie sofferenze da lontano, quasi senza interesse. Una volta si era tagliato la gola con una spada, ricordava. Ma il dolore era passato. Tutto il dolore era passato, era rinchiuso da qualche parte, e lui non ricordava dove. Solo il bacio del bambino sulle sue labbra, solo le piccole braccia intorno al collo. Non ho mai saputo come un padre ami il proprio figlio fino ad ora. Come ha trovato mio padre la forza di andarsene dalla Casa di Dio, lasciandomi là? E quando il dolore era peggiore, Orem tornava da suo padre, tornava ad avere quattro anni, e guardava il mondo dalle spalle di suo padre, stringendo i capelli dorati di suo padre, mentre il mondo andava su e giù.

1 ... 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)