Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » I giorni del cervo [Hart's Hope - it]
I giorni del cervo [Hart's Hope - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

I giorni del cervo [Hart's Hope - it]

Электронная книга - «I giorni del cervo [Hart's Hope - it]». Краткое содержание книги:

Sinistri presagi indicano che da Antiqua è salpata una flotta di navi: navi nere, cariche di neri guerrieri, di strani animali capelluti e di armi che portano una morte senza volto. La guerra è imminente. Il Bene e il Male, come nel più epico dei racconti, esploderanno in una battaglia cruenta alla quale parteciperanno anche forze soprannaturali e magiche. Tutti i popoli del continente, superate le antiche divisioni, si uniranno a combattere con l’esercito del Cervo, guidato dal valoroso Dulkancellin. Gli uomini di pace si trasformeranno in guerrieri, e i guerrieri in eroi. La salvezza del continente dipende dal loro coraggio
1 ... 62 63 64 65 66 67 68 69 70 ... 72
Перейти на страницу:

Si lasciarono alle spalle le stanze con le candele, e presero delle lampade per illuminare la via, tutti tranne il vecchio, anche se era lui a condurli nel buio. All’inizio Pulce continuava a parlare, ma dopo un po’ smise.

Superarono una porta, e c’erano delle scale di legno, così vecchie che dovevano camminare sui bordi, per timore che il legno al centro cedesse. E quando le scale terminarono, il pavimento era di pietra, le pareti di pietra, il soffitto umido e a tratti gocciolante, puntellato con travi di legno. Orem si ricordò del suo viaggio nelle catacombe con Braisy. Ma le catacombe erano fuori dalle mura della città, verso ovest, mentre qui erano a est, dentro il monte su cui sorgeva la Cittadella della Regina. E ancora scesero.

Il tunnel costruito dall’uomo si allargò e divenne una caverna; si restrinse di nuovo, trasformandosi in una fenditura naturale della roccia, attraverso cui passarono con difficoltà, costretti a strane contorsioni. E sempre il vecchio li aspettava avanti, senza troppa pazienza.

— Mi piacerebbe proprio sapere come fa a passare — sussurrò Timias.

— Dice di essere Dio — rispose Orem.

— Hai visto gli occhi?

Superarono un pendio senza sporgenze, sopra un pozzo così profondo che le pietre che facevano cadere non producevano alcun suono. Scivolarono giù lungo un camino nella roccia, graffiandosi le ginocchia e ricoprendosi a vicenda di polvere.

— Come facevi a essere così pulito nella mia stanza? — chiese Orem.

— Mi sono fatto il bagno — rispose Pulce. — Cos’altro avevo da fare mentre aspettavo? Stavo solo prendendo in prestito qualche vestito, quando è arrivato il tuo amico. Si può sapere che cosa stai guardando?

Orem stava guardando tre barili, vicino a una parete debolmente illuminata dalla lampada di Pulce. Si avvicinò; sapendo già cosa avrebbe visto. Ma i coperchi non c’erano, e i barili erano vuoti. Respirò di sollievo.

— Cosa c’è scritto sopra? — chiese Timias.

Orem abbassò la lampada. Aveva già visto le parole, naturalmente, e ricordava bene come erano scritte.

Sorella Dio Corno

Puttana Schiavo Pietra

Tu Tu Tu

Devi Devi Devi

Vedere Servire Salvare

Ricordò un altro messaggio che un tempo era stato scritto su quei barili: Lasciaci morire. Aveva obbedito a quel comando; il resto del messaggio attendeva. Adesso sapeva che doveva comprenderlo, se doveva fare ciò che doveva essere fatto.

— Conosci queste scritte? — chiese Timias. — Sai cosa vogliono dire?

— Non cosa vogliono dire. Ma sono state scritte per me. Due anni fa.

Dio schiavo tu devi servire. Orem guardò il vecchio. — Tu sei quello che dici di essere, credo.

Gli occhi lampeggiarono.

— Ti servirò se potrò — disse Orem.

— Al Risveglio dei Morti — sussurrò Dio. Poi voltò loro le spalle, si infilò in uno stretto passaggio e sparì. Lo seguirono, avvicinandosi al rumore di acqua corrente.

— Cosa ci fa Dio come schiavo nella casa di Bella? — chiese Timias sotto voce.

Orem non sapeva la risposta. Poi emersero in una grande sala, il Risveglio dei Morti, dove avrebbero avuto tutte le risposte.

Il risveglio dei morti

Non c’era bisogno di lampade, perché sopra di loro c’erano dei buchi che lasciavano passare la luce del giorno, debole ma sufficiente per vederci, se non li guardavano direttamente, abbagliandosi.

— Le cisterne — sussurrò Pulce.

E infatti, sentirono le voci delle cisterne, che si alzavano e abbassavano, in un terribile lamento. C’era un fiume che scorreva sul fondo della caverna, tanto largo che non si vedeva dalla parte opposta, ma poco profondo. E la puzza era talmente soffocante che avvicinandosi non potevano respirare. Il suono giungeva dal bordo dell’acqua.

— Le fogne della città — mormorò Dio. — Finiscono tutte qui.

Non si avvicinarono oltre all’acqua. Il vecchio li condusse lungo il bordo sopraelevato che correva accanto al fiume.

— Stiamo seguendo la corrente? — chiese Timias.

— Sì — disse Orem.

— Ma saliamo, no?

Senza dubbio era così. Eppure l’acqua era sempre alla stessa distanza da loro. Doveva essere un’illusione. E tuttavia, più avanzavano, più il cammino si faceva in salita, e l’acqua pareva alzarsi con loro. Scorreva proprio verso l’alto.

Il vecchio superò l’ultimo e più scosceso tratto dello stretto sentiero, quasi verticale. Si trovarono così su una cornice molto più larga, del tutto orizzontale. Ma il fiume non la pensava allo stesso modo: si lanciava verso l’alto, in una impossibile cascata. Gli spruzzi li raggiungevano… cadendo verso il basso, com’era giusto. Orem si accorse che qui l’acqua non puzzava; non c’era assolutamente nessun odore. Si avvicinò alla corrente e si bagnò le mani. e assaggiò l’acqua. Era pura. Pura come…

— Le sorgenti della Casa dell’Acqua. — Timias lo guardò sgomento. Si voltò e gridò a Pulce: — Questa è la sorgente della Casa dell’Acqua!

— Venite a vedere cosa la pulisce! — gridò a sua volta Pulce. Lo raggiunsero sul bordo della cornice e guardarono verso il basso. — Con la luce alle spalle, adesso si vede — disse Pulce. All’inizio Orem non capì cosa stava guardando; poi i suoi occhi si adattarono, e si rese conto che entrambe le rive del fiume si agitavano, si contorcevano, si gonfiavano.

— Queruli — disse Pulce. — È pieno di Queruli.

Come l’avanzare e il ritrarsi delle onde, i serpenti si gettavano nell’acqua e ne uscivano. A milioni, fin dove permetteva di vedere la luce delle cisterne. — La mangiano — disse Pulce. — Che altro può essere?

— Scorre verso l’alto — disse Timias. — Cosa la fa alzare?

— Si alza — disse una voce di donna alle loro spalle — perché vuole alzarsi.

Orem si girò di scatto. Conosceva quella voce… insieme temuta e desiderata. Lei lo guardò con un solo occhio, una faccia storta, un corpo perfetto come il ramo che si innalza da un albero. — Seguimi — disse. Lui la seguì docilmente.

Sua sorella sedeva su una roccia dietro la cascata. C’era luce, anche se la luce del sole non poteva giungere fin lì. La luce non aveva sorgente e non gettava ombre, semplicemente c’era, semplicemente illuminava quell’anfratto nella roccia in maniera che tutto ciò che era in esso poteva essere visto. La donna dalla faccia di nebbia emise un lamento.

— Mia sorella ti saluta.

— E io lei — disse Orem.

— Dice che tutte le cose si uniscono alla fine.

— È questa la fine?

— Quasi.

— Perché sono qui?

— Per liberare gli dèi, Orem figlio di Palicrovol.

Orem rabbrividì. — Il nome di mio padre è Avonap.

— Credi che le Dolci Sorelle possano sbagliare in cose del genere? Noi conosciamo tutte le madri e tutti i padri, Orem. Avonap è il marito di tua madre, ma Palicrovol ti ha generato.

In un attimo, l’intero sogno della sua concezione gli passò nella mente, dall’attraversamento del fiume a quando Palicrovol aveva lasciato la caverna di foglie.

— La Regina Bella ha preso il potere proibito, che un uomo non può mai prendere e che mai prenderà un’altra donna. Ci ha legate, Orem, ci ha legate come ci vedi ora.

Orem le guardò, guardò Dio. — Come siete legate?

Il vecchio girò la testa. Orem seguì il suo sguardo. Sul pavimento della grotta c’era lo scheletro di un grande cervo. Le ossa erano così secche che avrebbero dovuto essere cadute, invece erano ancora congiunte, come se l’animale vivesse.

Il cranio era sospeso alle grandi corna, e le cento punte erano incastrate nella parete di solida roccia della caverna.

1 ... 62 63 64 65 66 67 68 69 70 ... 72
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)