Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]
Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]

Электронная книга - «Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]». Краткое содержание книги:

Nel secondo capitolo della saga delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco” una rossa cometa apparsa nel cielo dei Sette Regni sembra annunciare tremende sciagure. La lunga estate dell'abbondanza sta per finire, mentre quattro pretendenti, in aperta guerra gli uni contro gli altri, si contendono il Trono di Spade.
1 ... 61 62 63 64 65 66 67 68 69 ... 281
Перейти на страницу:

Frittella apparve sulla soglia: «Arry! Muoviti! Lommy è già andato… Lasciala se non vuole muoversi!».

Ostinatamente, Arya continuò a trascinare la bambina piangente. Frittella tornò dentro, abbandonandola, ma Gendry venne in suo aiuto; l’incendio si rifletteva sulle corna del suo elmo, traendone bagliori talmente intensi da farle sembrare coperte d’oro. Le raggiunse, afferrò la bambina e se la issò su una spalla. «Corri!»

Varcare la porta della stalla fu come entrare in una fornace: l’aria era piena di fumo, la parete di fondo un unico lenzuolo di fuoco. I cavalli e gli asini nitrivano, calciavano, arretravano. “Poveri animali…” pensò, poi vide il carro con le sbarre e i tre uomini ai ceppi. Mordente continuava a tirare le catene, e il sangue gli ruscellava lungo le braccia dai polsi scavati dal metallo. Rorge urlava bestemmie, prendendo a calci le assi del pavimento del carro. «Ragazzo!» la chiamò Jaqen H’ghar. «Caro ragazzo!»

La botola era appena a qualche passo ma il fuoco avanzava come un’ondata divorante, consumando il vecchio legno e la paglia secca più in fretta di quanto avesse immaginato. Arya rivide il volto del Mastino, orribilmente bruciato.

«Il tunnel è sfretto» disse Gendry. «Come facciamo a fare passare anche la bambina?»

«Trascinala, spingila…» suggerì Arya.

«Bravi ragazzi, cari ragazzi.» Jaqen stava tossendo.

«Toglieteci via queste catene del cazzo!» gridò Rorge.

Gendry li ignorò. «Vai tu per prima, poi lei, poi io. Presto, la strada è lunga.»

«Quando hai tagliato la legna» Arya si guardava attorno «dove hai lasciato la scure?»

«Fuori, vicino al rifugio.» Gendry gettò una rapida occhiata agli uomini in catene. «Preferirei salvare i somari. Non c’è più tempo, Arry!»

«Porta via la bambina… Portala via, via!» gli gridò Arya, poi corse nuovamente fuori dalla stalla incendiata, il fuoco che la inseguiva con zanne roventi. Era meravigliosamente fresco, là fuori, ma c’era anche la morte, là fuori. Vide Koss gettare a terra la spada e arrendersi, ma gli uomini di ser Amory lo fecero a pezzi lì dove si trovava. L’aria era satura di fumo e non c’era traccia di Yoren, ma l’ascia era dove Gendry aveva detto, presso la pila di legna fuori del rifugio. Arya la strappò dal ceppo nell’istante stesso in cui una mano coperta di maglia di ferro si chiudeva attorno al suo braccio. Arya roteò su se stessa e inferse un colpo con la lama della scure fra le gambe dell’altro. Non lo vide in faccia, vide solo la cascata di sangue scuro che colava dalle fessure della sua cotta.

Tornare nella stalla fu la cosa più difficile che avesse mai fatto in vita sua: il fumo si riversava fuori dalla porta simile a una serpe nera che si contorceva. Tutti urlavano, uomini e asini e cavalli. Arya si morse il labbro e si lanciò attraverso la porta, tenendosi bassa per evitare il fumo più denso.

Uno degli asini, intrappolato all’interno di un cerchio di fiamme, urlava di terrore e di dolore. L’atmosfera era satura del lezzo del pelo carbonizzato. Il tetto non c’era più e una grandinata di pezzi di legno e grumi di paglia avvolti dal fuoco ricadeva senza sosta. Arya si premette una mano sul naso e sulla bocca. Non riusciva a vedere il carro, completamente celato dal fumo. Poteva però udire le urla di Mordente. Strisciò verso di esse.

E poi vide una delle ruote torreggiare su di lei. Mordente si lanciò nuovamente in avanti tirando le catene e facendo sussultare l’intero carro. Jaqen la vide, ma c’era troppo fumo per parlare, troppo fumo perfino per respirare. Arya gettò l’ascia dentro il carro. Rorge l’afferrò, la sollevò alta sopra la testa, fiumi di sudore nerastro che gli ruscellavano lungo la faccia priva di naso. Mentre Arya correva via tossendo, udì l’acciaio della scure pestare contro il legno, pestare di nuovo, e di nuovo. Poi ci fu uno schianto simile a un rombo di tuono: l’intero fondo del carro crollò al suolo in un’esplosione di schegge.

Arya si tuffò nel tunnel e cadde per quasi cinque piedi. Si ritrovò con la bocca piena di fango, ma non le importava: le piaceva quel gusto di fango, di acqua, di vermi e di vita. Sotto la terra, l’aria era fresca e buia. Sopra la terra, non c’era altro che sangue e bagliori rossastri e fumo soffocante e le urla dei cavalli che bruciavano vivi. Arya fece ruotare il fodero di Ago in modo che la spada non le intralciasse i movimenti e cominciò a strisciare in avanti. Dopo una dozzina di piedi, udì un rumore, parve il ruggito di una qualche orribile bestia. Una nube rovente, fatta di fumo purpureo e di calore torrido si gonfiò alle sue spalle, piena dell’odore degl’inferi.

Arya trattenne il fiato, affondando il volto nella melma del fondo del tunnel e pianse. Ma non sapeva per chi.

TYRION

La regina non era disposta ad aspettare Varys. «Il tradimento è una cosa già abbastanza turpe in sé» disse con furia «ma qui si tratta di una spudorata infamia, e non ho alcun bisogno che sia quel disgustoso eunuco a dirmi che cosa fare con i colpevoli!»

Tyrion prese le lettere dalle mani di Cersei e le confrontò una accanto all’altra. Erano copie del medesimo testo, del tutto identiche, solo scritte da mani diverse.

«Maestro Frenken ha ricevuto la prima missiva al Castello Stokeworth» precisò il gran maestro Pycelle. «La seconda copia è arrivata da lord Gyles.»

Ditocorto si arricciò la barba: «Se Stannis ha voluto perdere tempo con gente come loro, è pressoché certo che anche tutti gli altri lord dei Sette Regni ne hanno ricevuto copia».

«Voglio che tutte queste lettere vengano distrutte» dichiarò Cersei. «Dalla prima all’ultima. Nemmeno un brandello del loro contenuto deve arrivare alle orecchie di mio figlio… o di mio padre.»

«A questo punto, temo che a nostro padre sia già arrivato ben più di un brandello» replicò Tyrion in tono secco. «Senza dubbio Stannis avrà mandato un corvo a Castel Granito e un altro a Harrenhal. Distruggere le lettere? Che differenza fa più ormai? La canzone è cantata, il vino versato e la puttana ingravidata. Il che, in verità, potrebbe non essere così tragico come pare.»

«Ma sei uscito di senno?» Cersei gli si rivoltò contro, gli occhi verdi accesi dal furore. «Non hai letto quello che dice? Il “ragazzo Joffrey”, lo chiama. E osa accusare me d’incesto, di adulterio, di tradimento!»

“Lo fa solo perché sei colpevole.” Era davvero sorprendente vedere come Cersei diventasse isterica di fronte ad accuse che sapeva perfettamente essere vere. “Se dovessimo perderla, questa guerra, avrebbe comunque una splendida carriera come guitto: l’arte della finzione ce l’ha proprio nel sangue.”

Tyrion rimase ad aspettare che la regina avesse finito, poi replicò: «Stannis deve avere un pretesto per giustificare la sua ribellione. Che cos’altro ti aspettavi che scrivesse, Cersei? Joffrey è il vero figlio di mio fratello Robert e il legìttimo erede al Trono di Spade, che io però intendo comunque portargli via».

«Ma io non ho intenzione di sopportare di essere chiamata puttana!»

1 ... 61 62 63 64 65 66 67 68 69 ... 281
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)