L'ombra del Torturatore [The Shadow of the Torturer - it]
- Автор: Вулф Джин Родман
- Серия: Libro del Nuovo Sole #1
- Год: 1983
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0490-2
- Переводчик: Roberta Rambelli
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ombra del Torturatore [The Shadow of the Torturer - it]». Краткое содержание книги:
Tuttavia il dottore fallì nel suo intento, che era quello di raccontare una grande storia che esisteva solo nella sua mente e che le parole comuni non erano in grado di illustrare. A dire il vero, nessuno di coloro che assistettero alla rappresentazione, e tantomeno noi che partecipavamo attivamente sul palcoscenico e ci muovevamo al suo comando, riuscì a capire chiaramente di quale storia si trattasse. Si poteva solamente, sosteneva il dottor Talos, esprimerla con squilli di campana, tuoni ed esplosioni, e a volte con pose rituali. E alla fine sarebbe stato chiaro che nemmeno quel modo andava bene. In una scena il dottore e Baldanders combattevano fino a quando il sangue colava loro sul volto e in un'altra Baldanders cercava la spaventata Jolenta (la donna bellissima) in una stanza del palazzo sotterraneo fermandosi a sedere proprio sopra al baule nel quale lei si era nascosta. Nel finale io stavo al centro del palcoscenico e presiedevo una camera degli interrogatori in cui Baldanders, il dottor Talos, Dorcas e Jolenta erano legati a vari strumenti. Mentre il pubblico guardava concentrato al massimo, io inflissi a ciascuno di loro i tormenti più strani e inefficaci che si potessero immaginare. Non potei fare a meno di notare lo strano mormorio degli spettatori mentre mi apprestavo a slogare le gambe di Dorcas. Senza che me ne accorgessi, Baldanders si era liberato. Quando le sue catene caddero sferragliando sul palcoscenico molte donne urlarono; io guardai di traverso il dottor Talos per ricevere istruzioni, ma lui si era già lanciato verso il proscenio dopo essersi liberato senza grande sforzo.
— Quadro — gridò. — Quadro. — Rimasi immobile, perché avevo capito cosa significasse quell'ordine. — Gentili spettatori. Avete seguito il nostro piccolo spettacolo con ammirevole attenzione. Adesso vi domandiamo un po' del vostro denaro, oltre che un po' del vostro tempo. Alla fine del dramma potrete vedere cosa accade quando finalmente il mostro si libera. — Il dottor Talos allungò verso il pubblico il suo alto cappello e io sentii tintinnare numerose monete. Non contento, scese dal palcoscenico e prese a girare fra la folla. — Rammentate che, una volta libero, niente più si opporrà alla consumazione dei suoi desideri brutali. E rammentate anche che io, il suo tormentatore, adesso sono legato e alla sua mercé. Grazie, sieur. Rammentate che non avete ancora capito chi sia la misteriosa figura vista dalla Contessa attraverso le tende della finestra. Grazie. Sopra la segreta, ora, potete vedere la statua piangente sotto la pianta di rowan. Grazie. Forza, siete stati molto generosi a donarci il vostro tempo. Adesso vi chiediamo di non essere parchi del vostro denaro. È vero che alcuni di voi ci hanno trattato bene, ma noi non ci esibiamo solo per pochi. Dove sono i lucenti asimi che avrebbero dovuto piovere nel mio povero cappello? Quei pochi non pagheranno per la moltitudine! Se non avete asimi, vanno bene anche oricalchi e se non avete nemmeno quelli, avrete certamente qualche aes!
Infine il dottor Talos raccolse una somma sufficiente, saltò nuovamente sul palcoscenico e tornò a fissare i lacci che parevano bloccarlo agli spuntoni di ferro. Baldanders ruggì e protese le sue lunghe braccia come se volesse afferrarmi, facendo scoprire al pubblico che una seconda catena, precedentemente sfuggita all'attenzione generale, lo tratteneva ancora. — Guardalo — mi bisbigliò il dottor Talos. — Tienilo a bada con una fiaccola.
Io finsi di non notare che Baldanders si era liberato le braccia e strappai una delle torce dal supporto in un angolo del palcoscenico. Improvvisamente le fiaccole parvero spegnersi; le fiamme, che erano di un giallo chiaro, erano diventate verdi e azzurre, emanavano scintille e crepitavano, raddoppiando e triplicandosi con un sibilo terrificante, per poi ridimensionarsi fino quasi a estinguersi. Tesi verso Baldanders quella che avevo in mano urlando: — No, no! Indietro! Indietro! — in base ai nuovi suggerimenti del dottor Talos. Baldanders ruggì più furiosamente che mai. Tirò la catena in maniera tale da far scricchiolare il muro al quale era fissata e la sua bocca iniziò letteralmente a sbavare, un denso liquido bianco che gli colava agli angoli delle labbra cadendogli sul collo massiccio e sui vestiti neri. Udii qualcuno tra il pubblico urlare mentre la catena si spezzava con uno schiocco simile alla frustata di un cocchiere. L'espressione del gigante era folle e terribile, e io stesso non sarei stato in grado di resistergli più di quanto avrei potuto contrastare una valanga; ma prima che riuscissi a muovere un passo per scappare, mi strappò la fiaccola e mi annientò con l'impugnatura di ferro.
Risollevai la testa in tempo per vederlo strappare l'altra torcia dal supporto e piombare tra la folla, brandendole entrambe. Le urla degli uomini superarono gli strilli delle donne: era come se la nostra corporazione stesse lavorando contemporaneamente su cento clienti. Mi rialzai: stavo per trascinare Dorcas nel boschetto quando vidi il dottor Talos. Sembrava trasudare un maligno buon umore, e si liberava con molta calma dai legami. Anche Jolenta era intenta a liberarsi e se il suo volto perfetto esprimeva qualche sentimento, si trattava solo di sollievo.
— Molto bene! — commentò il dottor Talos. — Molto bene! Puoi fare ritorno, Baldanders. Non lasciarci al buio. — Quindi si rivolse a me: — Ti è piaciuta la tua prima esperienza su un palco, Maestro Torturatore? Per essere un principiante che non ha nemmeno avuto il tempo di provare, hai lavorato discretamente.
Io riuscii ad assentire.
— A parte quando Baldanders ti ha buttato a terra. Devi scusarlo, ma aveva capito che non eri abbastanza preparato a lasciarti cadere. Adesso vieni con me. Baldanders è molto dotato, ma non ha l'occhio per cercare le piccolezze perse nell'erba. C'è ancora qualche lampada, dietro il palcoscenico, e tu e l'Innocenza mi darete una mano.
Non capivo che cosa volesse dire, ma alcuni istanti dopo le torce erano nuovamente al loro posto e noi stavamo esplorando il terreno calpestato davanti al proscenio. — È sempre un'avventura — spiegava il dottor Talos. — E devo ammettere che mi piace. Il denaro nel cappello è al sicuro… al termine del primo atto riesco sempre a prevedere a quanto ammonterà. Ma la roba che cade a terra! A volte non c'è niente più di due mele e una rapa, altre volte invece c'è di tutto. Una sera abbiamo addirittura trovato un maialino. Delizioso, ha commentato Baldanders mentre lo mangiavamo. Un'altra sera abbiamo scoperto un bambino piccolo. Ci è anche capitato di trovare un bastone dal pomo d'oro, e l'ho tenuto. E poi spille antiche, scarpe… scarpe di tutti i generi. Guarda, un parasole da donna. — Lo mostrò. — Andrà benissimo per riparare la nostra Jolenta domani quando andremo a camminare.
Jolenta si raddrizzò, con l'atteggiamento tipico delle persone che si sforzano di non stare curve. Al di sopra della cintura, la sua abbondanza color panna la costringeva a inclinare all'indietro la spina dorsale per equilibrare il peso. — Se dobbiamo dormire alla locanda questa notte, vorrei andare subito. — disse. — Sono esausta, dottore.
Anch'io ero sfinito…
— Una locanda? Questa notte? Uno spreco peccaminoso di denaro. Pensa a questo, mia cara: la locanda più vicina è almeno a una lega da qui, e a me e Baldanders occorrerebbe un turno di guardia o forse di più per imballare gli scenari e tutto il resto, anche con l'aiuto amichevole dell'Angelo del Tormento. Arriveremmo alla locanda con il sole all'orizzonte, con i galli intenti a cantare e mille sciocchi pronti per alzarsi che sbatterebbero le porte e svuoterebbero i vasi da notte.
Baldanders grugnì, in segno di conferma, e batté a terra uno stivale come per ammazzare un animale velenoso.
Il dottor Talos spalancò le braccia, quasi volesse stringere l'universo. — Qui invece, mia cara, sotto le stelle che sono amata proprietà dell'Increato, abbiamo tutto quello che si può desiderare per un salutare riposo. L'aria della notte è abbastanza fresca da far godere ai dormienti del tepore del fuoco e delle coperte, e non piove. Ci accamperemo qui, qui faremo colazione domani mattina e da qui partiremo, rinvigoriti, nelle felici giovani ore del giorno.