L'ombra del Torturatore [The Shadow of the Torturer - it]
- Автор: Вулф Джин Родман
- Серия: Libro del Nuovo Sole #1
- Год: 1983
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0490-2
- Переводчик: Roberta Rambelli
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ombra del Torturatore [The Shadow of the Torturer - it]». Краткое содержание книги:
— Vorrei qualcosa anch'io — disse Jolenta. — L'uva, credo.
Le passai l'uva e, pensando che probabilmente Dorcas avrebbe preferito la mela, la posai vicino alla sua mano e presi per me la melagrana.
Jolenta sollevò il grappolo d'uva. — Coltivata in serra dal giardiniere di un esultante… è troppo presto perché sia cresciuta altrimenti. In fondo questa vita vagabonda non è tanto sgradevole. E poi, prendo un terzo dell'incasso.
Domandai se non avesse mai lavorato prima con il dottore e il suo gigante.
— Non ti ricordi di me, vero? L'avevo immaginato. — Si lanciò in bocca un chicco d'uva e notai che lo ingoiò senza masticarlo. — No, mai. Avevo fatto una prova, ma con l'arrivo della ragazza abbiamo dovuto cambiare tutto.
— Io devo aver creato molto più scompiglio di lei. È rimasta molto poco in scena.
— È vero, ma tu eri previsto. Il dottor Talos faceva anche la tua parte quando abbiamo provato, oltre alla sua, e mi diceva le battute che avresti fatto tu.
— Allora era sicuro che vi avrei raggiunto.
A quelle parole, il dottore si levò a sedere quasi di scatto, perfettamente sveglio. — Certo, certo. Ti avevamo spiegato dove avresti dovuto raggiungerci quando abbiamo fatto colazione insieme, e se ieri sera tu non fossi arrivato avremmo presentato le «Grandi Scene» e avremmo atteso ancora un giorno. Jolenta, adesso non riceverai più un terzo degli incassi, bensì un quarto… è giusto che dividiamo anche con l'altra donna.
Jolenta sollevò le spalle e ingoiò un altro chicco d'uva.
— Ora svegliala, Severian. Dobbiamo incamminarci. Io sveglierò Baldanders, quindi divideremo i soldi e prepareremo i bagagli.
— Non verrò con voi — annunciai.
Il dottor Talos mi guardò con aria interrogativa.
— Devo fare ritorno in città. Devo andare dalle pellegrine.
— Allora potrai rimanere insieme a noi finché raggiungeremo la strada principale. Sarà il tragitto più veloce per tornare indietro. — Non fece altre domande, e forse proprio per quello intuii che lui sapeva molto più di quanto dava a vedere.
Jolenta, senza fare caso ai nostri discorsi, soffocò uno sbadiglio. — Prima di sera dovrò dormire di nuovo, o i miei occhi faranno una pessima figura.
— Verrò con voi, ma quando arriveremo alla strada tornerò indietro.
Il dottor Talos si era già allontanato per svegliare Baldanders: lo scuoteva e gli batteva il bastone sulle spalle. — Come vuoi — disse, e non riuscii a capire se si stesse rivolgendo a Jolenta o a me. Accarezzai la fronte di Dorcas e le dissi che dovevamo andare.
— Vorrei che non mi avessi svegliata. Stavo facendo un sogno bellissimo… molto particolareggiato e molto reale.
— Anch'io… intendo dire prima di svegliarmi.
— Allora sei sveglio da tanto? Questa mela è per me?
— Purtroppo temo che sarà tutta la tua colazione.
— È sufficiente. Guarda come è tonda e rossa. Come si dice? «Rosso come le mele di…» Non me lo ricordo. La vuoi assaggiare?
— Ho già mangiato. Una melagrana.
— Avrei dovuto immaginarlo. Hai le labbra macchiate. Credevo che avessi succhiato sangue per tutta la notte. — A quelle parole dovetti assumere un'espressione inorridita, perché lei si affrettò ad aggiungere: — Ecco, sembravi un pipistrello nero curvo su di me.
Baldanders si era seduto e si strofinava gli occhi con le mani, come un bambino infelice. Dorcas gli urlò attraverso il fuoco: — È tremendo doversi alzare tanto presto, vero buonuomo? Anche tu stavi sognando?
— Niente sogni — rispose Baldanders. — Non sogno mai. — Il dottor Talos mi guardò e scosse la testa come per dire: Per niente salutare.
— Allora ti darò uno dei miei sogni. Severian dice che a lui bastano i suoi.
Nonostante sembrasse del tutto sveglio, Baldanders la guardò stupito. — Chi sei?
— Sono… — Dorcas si volse verso di me, atterrita.
— Dorcas — risposi io.
— Sì, Dorcas, non ricordi? Ci siamo visti dietro il sipario ieri sera. Tu… il tuo amico ci ha presentati e ha detto che non dovevo aver paura di te, perché fingevi solo di fare del male alla gente. Nello spettacolo. Ho detto che capivo, perché Severian fa cose terribili ed è tanto buono. — Dorcas mi fissò di nuovo. — Te lo ricordi, vero Severian?
— Certo. Non ti preoccupare per Baldanders, anche se ha dimenticato. È grande e grosso, lo so, ma le sue dimensioni sono come la mia cappa di fuliggine… lo fanno sembrare peggiore di quello che è.
Baldanders disse a Dorcas: — Hai una memoria incredibile. Piacerebbe anche a me ricordare tutto in questo modo. — La sua voce era come un franare di grosse pietre.
Intanto, il dottor Talos aveva preso in mano la cassetta dei soldi e la fece tintinnare per interromperci. — Venite, amici. Vi ho promesso una giusta divisione delle entrate ottenute con la nostra rappresentazione, e una volta terminata questa incombenza dovremo muoverci. Voltati, Baldanders, e apri le mani sulle ginocchia. Sieur Severian, signore, volete porvi intorno a me?
Quando poco prima il dottore aveva parlato della divisione dei soldi, aveva accennato a quattro parti e io avevo creduto che fosse Baldanders, in fondo il suo schiavo, quello destinato a non ricevere niente.
Invece, dopo aver frugato nella cassetta, il dottor Talos lasciò cadere un lucente asimi nelle mani del gigante, ne consegnò uno a me, uno a Dorcas e una manciata di oricalchi a Jolenta; poi riprese a distribuire gli oricalchi uno per uno. — Avrete notato che finora è tutto denaro buono — disse. — Ma sono spiacente di informarvi del fatto che ci sono anche un gran numero di monete dubbie. Una volta terminate quelle sicuramente autentiche, inizieremo a dividere anche quelle.
— E la tua parte, dottore? L'hai già presa? — chiese Jolenta. — Pensavo che dovessimo essere presenti tutti quanti.
Per un istante le mani del dottor Talos, che sfrecciavano dall'uno all'altro di noi per distribuire le monete, si bloccarono. — Io non prendo niente — rispose.
Dorcas mi guardò come per avere una conferma e sussurrò: — Non è giusto.
— Non è giusto — dissi ad alta voce. — Dottore, ieri sera hai avuto un ruolo primario nello spettacolo, hai raccolto tu i soldi e hai fornito il palco e gli scenari. In verità, a te spetterebbe una parte doppia.
— Io non prendo niente — ripeté lentamente il dottor Talos. Per la prima volta lo vedevo intimidito. — Ho il piacere di dirigere quella che adesso si può chiamare una compagnia. Ho scritto il dramma che mettiamo in scena e faccio la mia parte come… — si guardò intorno, quasi che fosse alla ricerca di un paragone. — Come quell'armatura. E queste sono tutte cose che mi gratificano di per sé.
«Adesso però amici vorrei farvi notare che sono rimasti solo pochi oricalchi, insufficienti per un nuovo giro di distribuzioni. Per la precisione sono solo due. Chi lo desidera può prenderli entrambi rinunciando agli aes e alle monete dubbie. Severian? Jolenta?
Con mio stupore, Dorcas esordì: — Li voglio io.
— Va bene. Non avrò l'ardire di giudicare il resto e mi limiterò a dividerlo. Avviso solo coloro che lo riceveranno: state attenti a spenderlo. Ci sono delle pene per azioni simili, anche se fuori dalle Mura… Che cos'è?
Seguii il suo sguardo e vidi un uomo vestito di grigio che camminava verso di noi.
XXXV
HETHOR
Non so per quale motivo debba essere tanto umiliante ricevere uno sconosciuto stando seduti per terra, ma è così. Quando la figura in grigio si avvicinò, le due donne si levarono in piedi e io feci altrettanto. Anche Baldanders si alzò, pesantemente, e perciò, quando il nuovo venuto si fu accostato abbastanza da poterci parlare, solo il dottor Talos era ancora seduto e occupava la nostra unica sedia.