Il battello del delirio [Fevre Dream - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Fanucci Editore
- ISBN: 978-88-347-0400-4
- Переводчик: Ornella Ranieri Davide
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il battello del delirio [Fevre Dream - it]». Краткое содержание книги:
«Te l’ho detto,» intervenne Valerie. Marsh aveva quasi dimenticato che la donna si trovava lì con loro, tanto era rimasta silenziosa. «Non capisce. Senti quel che dice.»
«L’ho ucciso,» ammise Joshua, «con queste stesse mani. Sì. Il suo sangue colò lungo le mie dita, e bagnò la terra. Ma non sfiorò le mie labbra, Abner. Lo seppellii intatto.»
Un lungo silenzio riempì nuovamente la cabina mentre Abner Marsh si tormentava la barba e meditava. «Avete parlato di scelta. Questa è la differenza tra il bene e il male, avete detto. Sembra che ora sia io a dover fare una scelta.»
«Noi tutti facciamo le nostre scelte, Abner. Ogni giorno.»
«Forse è così,» continuò Marsh. «In fin dei conti quello che mi preoccupa non è questo. Dite di volere il mio aiuto, Joshua. Supponiamo che io ve lo dia, quest’aiuto. Che cosa, dunque, mi renderà diverso da quel dannato vecchio mulatto che avete ucciso? Rispondetemi, di grazia!»
«Non vi ridurrei mai in… in qualcosa del genere,» disse Joshua. «Non ci ho mai provato. Abner, io vivrò per secoli, anche quando voi sarete morto e dimenticato. Ho mai provato a tentarvi con questo?»
«Mi avete tentato con un maledetto battello invece,» replicò Marsh. «E, per l’inferno!, mi avete riempito di menzogne.»
«Anche le mie bugie contenevano un briciolo di verità, Abner. Vi ho detto che davo la caccia ai vampiri per mettere fine alle loro azioni malvagie. Non riuscite a scorgere del vero in questo? Ho bisogno del vostro aiuto, Abner, ma ve lo chiedo da eguale, non come un padrone che ha bisogno del suo schiavo.»
Abner Marsh rifletté su quelle parole. «Va bene,» disse. «Forse vi credo. Forse dovrei fidarmi di voi. Ma se volete che vi aiuti in questa impresa, anche voi dovete fidarvi di me.»
«Vi ho svelato tutto di me. Non è abbastanza?»
«Maledizione, no,» proseguì Abner Marsh. «Mi avete detto la verità e adesso state aspettando una risposta. Solo che se darò la risposta sbagliata non uscirò vivo da questa cabina, è vero? E se non sarete voi ad uccidermi, lo farà la vostra amica».
«Molto perspicace, Capitano Marsh,» commentò Valerie nell’oscurità che avvolgeva la cabina. «Io non vi porto rancore, ma Joshua non può correre pericoli.»
Marsh sbuffò. «Capite cosa voglio dire? Questa non è fiducia. Noi non siamo più soci su questo battello, ora non più. La situazione è maledettamente impari. Voi potete uccidermi in qualsiasi dannato momento lo desideriate. Io devo comportarmi bene o altrimenti sono un uomo morto. Per come la vedo io, ciò mi rende uno schiavo, non un vostro eguale. E sono anche solo. Avete portato su questo battello tutti i vostri dannati amici succhia-sangue perché vi aiutassero in caso di guai. Dio sa cosa state progettando, certo non me lo direte. Non posso parlarne con nessuno, mi dite. Accidenti, Joshua, sarebbe meglio che mi uccideste in quest’istante. Non penso mi vada a genio questo tipo di accordo.»
Joshua York valutò, in silenzio, la situazione per un istante. Poi disse, «Molto bene, capisco il vostro punto di vista. Cosa dovrei fare per dimostrarvi la mia fiducia?»
«Per cominciare, supponiamo che vi voglia uccidere. Quali mezzi potrei usare?»
«No!» gridò allarmata Valerie. Marsh udì i suoi passi mentre si avvicinava a Joshua. «Non puoi dirglielo. Non sai cosa sta progettando, Joshua. Perché dovrebbe chiederti questo se non ha intenzione di…»
«Serve a metterci alla pari», le rispose con voce gentile Joshua. «Comprendo le sue ragioni, Valerie. È un rischio che dobbiamo correre.» La donna fece per protestare nuovamente ma Joshua la zittì. «Il fuoco può uccidermi. Morirei anche per annegamento. Potreste piantarmi una pallottola dritta in testa. Il nostro cervello è vulnerabile. Un colpo che trapassi il cranio mi ucciderebbe, mentre uno al cuore mi metterebbe fuori combattimento fino a quando la ferita non iniziasse a guarire. Le leggende sono accurate al riguardo. Se qualcuno ci taglia di netto la testa e ci pianta un paletto nel cuore, moriamo.» Sogghignò con voce stridula. «Questo vale anche per voi, penso. Anche il sole può essere mortale, come avete constatato. Il resto, l’argento e l’aglio, sono tutte sciocchezze.» Abner Marsh espirò rumorosamente, a malapena consapevole di aver trattenuto il respiro. «Soddisfatto?» chiese York.
«Quasi. Ancora una cosa, però.» Un fiammifero strusciò contro il cuoio di una suola e improvvisamente una fiammella danzante arse nel palmo chiuso a coppa di York. Lo accostò ad una lampada a petrolio, cosicché la fiamma si trasmise allo stoppino, e una luce giallastra si diffuse nella cabina. «Ecco fatto». Joshua spense il fiammifero con un gesto della mano. «Va meglio, Abner? Ancora di più? Un accordo richiede un po’ di luce, non credete? Così possiamo guardarci negli occhi.» Abner Marsh scoprì che stava lacrimando; dopo tanto tempo passato al buio, anche una luce così fioca gli sembrava terribilmente luminosa. Ma, adesso, la cabina pareva più spaziosa, e il terrore e il soffocante senso di oppressione causati dalle sue dimensioni ridotte si dileguarono. Joshua York stava osservando Marsh, perfettamente calmo. Il suo viso era ricoperto di squame di pelle secca, morta. Quando sorrise, una di esse si staccò e fluttuò via. Le sue labbra erano ancora rigonfie e sembrava che avesse due occhi neri, ma le bruciature e le vescichette erano completamente scomparse.
Il cambiamento era sorprendente. «Allora, qual è quest’altra cosa, Abner?»
Marsh lo prese in parola e guardò l’altro dritto negli occhi. «Non farò tutto questo da solo, lo dirò…»
«No», intervenne Valerie, che si trovava a fianco di Joshua. «È già pericoloso che uno soltanto sia al corrente dei nostri affari, non possiamo permettergli di parlarne con altri. Ci uccideranno.»
«Per l’inferno, donna, non penserai mica che voglia mettere un annuncio sul True Delt.»
Joshua si mise una mano sulla fronte e guardò pensoso Marsh. «Allora, a chi stavate pensando, Abner?»
«A una o due persone. Non sono il solo ad aver avuto dei sospetti, lo sapete. E potreste aver bisogno di più aiuto di quanto io possa darvi. Ne parlerò soltanto con gente di cui so di potermi fidare. Mike il Peloso, per esempio. E Mister Jeffers, ha una mente dannatamente acuta e nutre già dei dubbi su di voi. Gli altri, beh, non c’è bisogno che lo sappiano. Mister Albright è un po’ troppo perbene e pio per sentire tutto questo e se lo si dicesse a Mister Framm, in una settimana la voce si spargerebbe lungo tutto il fiume. L’intero ponte del Texas potrebbe andare a fuoco senza che Whithey Blake se ne accorga, purché nessuno tocchi le sue macchine. Ma Jeffers e Mike il Peloso devono saperlo. Sono delle brave persone e potreste averne bisogno.»
«Aver bisogno di loro,» disse Joshua. «Come è possibile, Abner?»
«Cosa succederà se uno dei vostri non apprezzerà quella pozione?» Il sorriso gioviale di Joshua York svanì improvvisamente. Si alzò, attraversò la cabina e si versò da bere: whiskey liscio. Quando si voltò era ancora accigliato. «Forse ho bisogno di pensarci. Se possiamo veramente fidarci di loro… Ho alcuni tristi presentimenti su questo viaggio verso il bayou.» Per una volta, Valerie non lo interruppe con le sue solite proteste. Marsh la guardò e vide che aveva le labbra strettamente serrate e nei suoi occhi c’era qualcosa che poteva proprio somigliare ad un barlume di paura. «Cosa c’è che non va?» Chiese Marsh. «Avete tutti e due una… strana espressione.»
Valerie lo interruppe sgarbatamente. «Si tratta di lui. Vi ho chiesto di invertire la rotta e di risalire il fiume. E ve lo chiederei ancora, se pensassi che uno di voi mi darebbe ascolto. Lui è lì, a Cypress Landing.»
«Chi?», Marsh era sconvolto.
«Un Signore del Sangue,» spiegò Joshua. «Abner, capite che non tutta la mia gente la pensa come me. Perfino tra i miei seguaci, beh, Simon è leale, Smith e Brown sono passivi, ma Katherine — fin dall’inizio, ho sentito in lei del risentimento. Credo che ci sia un lato oscuro nel suo profondo, qualcosa che la spinge a preferire il vecchio modo di fare. Si strugge per la nave che ha mancato e freme sotto il mio dominio. Mi obbedisce perché deve. Io sono il suo Signore del Sangue. Ma questo non le aggrada. E gli altri, quelli che abbiamo preso a bordo lungo il fiume — non sono sicuro di loro. Tranne Valerie e Jean Ardant, non mi fido pienamente di nessuno di essi. Vi ricordate degli avvertimenti che mi avete dato su Raymond Ortega? Nutro i vostri stessi timori su di lui. Non prova alcun interesse per Valerie, dunque vi sbagliavate quando pensavate che la mia fosse gelosia, eppure, in qualche modo, avevate ragione. Per prendere Simon a bordo a Natchez, ho dovuto sottometterlo, come ho sottomesso tanto tempo fa Simon nei Carpazi. Con Clara de Gruy e Vincent Tribaut ci sono stati altri contrasti. Ora sono miei seguaci, perché devono esserlo. È una consuetudine della mia gente. Non mi meraviglierei se qualcuno di loro, alla fine, non vorrà aspettare. Aspettare di vedere cosa accadrà quando il Fevre Dream arriverà nel bayou e mi condurrà faccia a faccia con colui che era il Signore del Sangue di tutti loro. «Valerie mi ha parlato molto di lui. È vecchio, Abner. Più vecchio di Simon o di Katherine, più vecchio di chiunque di noi. Anche soltanto la sua età mi preoccupa. Ora si fa chiamare Damon Julian, ma prima si chiamava Giles Lamont. Lo stesso Giles Lamont che quel disgraziato mulatto ha servito per trenta futili anni. Vi ho raccontato che adesso ha un altro schiavo con sé.»