Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Триллеры » Il biglietto vincente [The Winner - it]
Il biglietto vincente [The Winner - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Il biglietto vincente [The Winner - it]

Электронная книга - «Il biglietto vincente [The Winner - it]». Краткое содержание книги:

l destino sembra sorridere a LuAnn, giovane disoccupata: il misterioso signor Jackson le offre infatti il biglietto vincente di una lotteria che vale milioni di dollari. Ma prima di riuscire a godere della sua grande occasione, la ragazza trova a casa il cadavere del suo uomo in un lago di sangue e si scopre braccata dalla polizia, preda di una trappola mortale.
Un intrigo micidiale, costruito come un congegno a orologeria.
1 ... 54 55 56 57 58 59 60 61 62 ... 124
Перейти на страницу:

Il fuoco ardeva nel cuore dei caminetto di granito.

Pulsanti riflessi rossi danzavano sugli scaffali alti sino al soffitto e carichi di volumi e sui mobili eleganti della grande biblioteca di Wicken’s Hunt.

LuAnn sedeva a piedi nudi su un divano di pelle, le gambe raccolte sotto di sé, uno scialle di spesso cotone lavorato sulle spalle. Sul tavolino di fronte a lei c’erano una tazza di tè e una colazione che non erano stati toccati. Sally Beecham, grembiule immacolato sull’inappuntabile uniforme grigia, stava uscendo con il vassoio vuoto. Charlie richiuse la doppia porta ad arco dietro di lei e tornò a sedersi accanto a LuAnn.

— Hai intenzione di parlarmene o no?

Al silenzio di lei, Charlie prese una delle mani di LuAnn tra le proprie: — Sei fredda come il ghiaccio. Bevi un po’ di tè, forza.

Charlie si alzò e andò ad attizzare il fuoco fino a quando il calore delle fiamme non gli fece avvampare il volto.

— LuAnn, ascoltami — disse voltandosi. — Come posso aiutarti se non mi parli?

Di nuovo, nessuna risposta. Nel corso di dieci anni, fra di loro si era stabilito un solido legame, attraverso i grandi e piccoli problemi incontrati sulla loro strada. A partire dal momento in cui Charlie le aveva posto una mano sulla spalla nel 747 in decollo da New York in una sera di pioggia, fino a quando il Gulfstream li aveva riportati in America, erano stati inseparabili. Charlie non si chiamava Charlie, si chiamava Robert, Robert Charles. In fondo, Charlie non era poi così lontano dalla realtà. Ma nel tempo il suo vero nome era stato messo nel dimenticatoio. In fondo, nella realtà, che cos’è un nome? Da parte sua, lui la chiamava sempre LuAnn ma solamente e rigorosamente in privato. Lui era il suo amico, il suo partner, il suo confidente. L’unico che avesse, perché esistevano troppe cose che LuAnn non poteva confessare nemmeno a sua figlia.

Charlie tornò a sedersi, reprimendo una smorfia di dolore.

Era consapevole che ormai stava cominciando a perdere colpi, nessun dubbio in merito. Il suo corpo accusava l’età, in un processo forse accelerato dagli abusi sul ring di tanto tempo prima. La natura era arrivata a presentargli il conto e il divario di età che lo separava da LuAnn era diventato un abisso: lei adesso aveva trent’anni e lui sessantacinque. Una donna giovane e bella, un vecchio malconcio. Eppure, quel vecchio malconcio per lei avrebbe continuato ad affrontare qualsiasi nemico e a confrontarsi con qualsiasi pericolo. E lo avrebbe fatto con tutta la forza, la decisione e l’intelligenza che gli restavano.

LuAnn lo guardò e capì. E fu questo che la spinse a parlare.

— Avevo appena lasciato la casa e lui mi stava aspettando, proprio in mezzo alla strada. Mi ha fatto segno di fermarmi.

— Cristo… E tu?

— Non sono scesa dalla macchina, ma nemmeno potevo metterlo sotto. Ti garantisco però che se avesse tentato qualsiasi cosa, tipo tirare fuori un’arma, lo avrei fatto di sicuro.

— Mangia qualcosa, LuAnn. Bevi un po’ di quel tè caldo — Charlie accavallò lentamente le gambe, azione che gli procurò un’altra smorfia di dolore. — Sei pallida come un cencio.

LuAnn lo accontentò. Mandò giù un paio di bocconi di uova strapazzate e bevve qualche sorso di tè.

— Mi ha fatto cenno di abbassare il finestrino. — Si passò il tovagliolo sulle labbra. — Ho aperto uno spiraglio e gli ho chiesto che cosa volesse.

— Che aspetto aveva?

— Sulla cinquantina, corporatura media, barba brizzolata, carnagione olivastra, occhiali con montatura metallica.

In quei dieci anni, per LuAnn memorizzare ogni piccolo dettaglio delle persone era diventato quasi un riflesso condizionato.

Charlie archiviò mentalmente quella descrizione. — Va’ avanti.

— Ha detto che stava cercando la villa dei Brillstein. — LuAnn ebbe un’esitazione, bevve un altro sorso di tè. — Gli ho detto che aveva sbagliato indirizzo.

Charlie si protese verso di lei: — E poi? Ora LuAnn stava leggermente tremando. — Ha detto che stava cercando qualcuno…

— Chi?… Chi?

Lo sguardo assente di lei cadde sul pavimento.

Quando rialzò la testa, con un filo di voce rispose: — LuAnn Tyler, di Rikersville, Georgia.

Charlie si abbandonò contro lo schienale del divano. Dopo dieci anni, pensavano di essere stati dimenticati, che il passato fosse stato sepolto.

— Che altro ha detto?

— Che voleva parlarmi. E a quel punto… — LuAnn si umettò le labbra aride e sollevò nuovamente gli occhi su di lui — non ho capito più niente, sono partita a razzo e c’è mancato poco che lo investissi sul serio.

— E lui ti ha inseguita?

LuAnn annuì. — Ho i nervi saldi, Charlie, lo sai, ma ho anch’io i miei limiti. Esci in auto alla mattina presto per fare un giretto rilassante e ti arriva addosso una cosa del genere… — Scosse il capo. — Proprio quando cominciavo a sentirmi bene qui. Jackson non s’era visto, a Lisa piace la scuola, il posto è splendido.

— E quell’altro… Riggs. Dice la verità?

LuAnn si alzò e camminò su e giù davanti al fuoco. D’improvviso si fermò e lasciò scorrere la mano sul dorso di alcuni libri allineati sugli scaffali. Aveva letto pressoché ognuno dei volumi contenuti in quella stanza. Dieci anni d’intensa educazione impartita da insegnanti privati avevano generato una donna raffinata, eclettica e cosmopolita. La sempliciotta del profondo Sud che si era lasciata dietro due cadaveri in una roulotte fatiscente assediata dalla spazzatura era ormai persa nel passato. Ma quelle immagini sporche di sangue sarebbero rimaste per sempre nella sua mente.

— Dice la verità — confermò LuAnn. — Si è davvero buttato nella mischia. Probabilmente sarei riuscita a seminare l’individuo con la barba anche da sola, ma a tutti gli effetti, Riggs è venuto in mio aiuto. Avrei voluto ringraziarlo, però se lo avessi fatto — LuAnn ebbe un moto di rabbia e tornò a sedersi — avrei implicitamente ammesso che qualcosa di strano era effettivamente accaduto.

— Da un punto di vista legale — disse Charlie passandosi una mano sul mento con aria cogitabonda — la frode alla lotteria implica una bella massa di reati. Ma dopo dieci anni sono tutti caduti in prescrizione. Chiunque sia quel tizio, non può farti niente.

— Come la mettiamo con l’accusa di omicidio? Anche quella cade in prescrizione, Charlie?

Lui rimase in silenzio.

— Io ho ucciso un uomo. Legittima difesa, d’accordo. Ma chi mi crederà ora?

— La polizia ha smesso di indagare da anni.

— Quindi che cosa suggerisci, che vada a costituirmi?

— Non sto dicendo niente del genere, LuAnn.

— Che cosa stai dicendo, quindi?

— Che forse stai gonfiando un po’ troppo l’incidente di stamattina.

LuAnn rimase a osservarlo. Finire in galera per frode o per omicidio non era nemmeno il suo problema più grosso. Dopo un attimo di silenzio improvvisamente disse:

— Benjamin Herbert Tyler.

Charlie corrugò la fronte. — Chi?

— Mio padre — spiegò LuAnn. — In tutta la sua miserabile esistenza, non mi ha mai detto una sola parola di verità. Ce l’ha sempre messa tutta per fare in modo che mi sentissi come l’ultimo essere sulla faccia della Terra. Nell’attimo stesso in cui riuscivo a mettere insieme un briciolo di stima per me stessa, faceva di tutto per demolirlo. A sentire Benjamin Herbert Tyler, ero buona solamente per vestire sexy e per sfornare bambini.

— So che per te le cose non sono state facili, LuAnn…

— Quello che forse non sai è che ho giurato, Charlie, che mai avrei riservato un trattamento simile ai miei figli. L’ho giurato su Dio, sulla Bibbia e sulla tomba di mia madre. L’ho giurato a Lisa sussurrandoglielo nell’orecchio ogni notte, ogni singola notte per i suoi primi sei mesi di vita… — LuAnn si alzò di nuovo. — Ma vuoi sapere la vera beffa, Charlie? Nemmeno io, in tutta la mia miserabile esistenza, ho mai detto a mia figlia una sola parola di verità. Ogni cosa che Lisa crede di te, di me e della sua stessa vita, non è che una sporca menzogna. Tutto inventato, Charlie. Tutto fasullo. Certo, la frode alla Lotteria Nazionale degli Stati Uniti è caduta in prescrizione. Certo, alla polizia non frega più un accidenti di niente se ho sfondato il cranio a uno spacciatore di droga. Ma se quell’ometto con la barba grigia sa, e porta tutto allo scoperto… Allora anche mia figlia saprà! Saprà che sua madre le ha raccontato una montagna di bugie ancora più alta di quella che mio padre possa aver mai raccontato a me. — LuAnn strinse i pugni fino a far sbiancare le nocche. — E se questo accadrà, io finirò col perderla, Charlie. Io perderò mia figlia!

1 ... 54 55 56 57 58 59 60 61 62 ... 124
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)