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Il biglietto vincente [The Winner - it]

Электронная книга - «Il biglietto vincente [The Winner - it]». Краткое содержание книги:

l destino sembra sorridere a LuAnn, giovane disoccupata: il misterioso signor Jackson le offre infatti il biglietto vincente di una lotteria che vale milioni di dollari. Ma prima di riuscire a godere della sua grande occasione, la ragazza trova a casa il cadavere del suo uomo in un lago di sangue e si scopre braccata dalla polizia, preda di una trappola mortale.
Un intrigo micidiale, costruito come un congegno a orologeria.
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— Scusami, LuAnn — Charlie non riuscì a sostenere il suo sguardo. — Non avevo considerato tutto questo…

— E se tutto questo accade, Charlie, finire in galera per me sarà una specie di scampagnata di primavera. Perché io non avrò più mia figlia. E se non avrò più mia figlia, non avrò più ragione di esistere… Nonostante tutto questo — LuAnn accennò alla sontuosa stanza in cui si trovavano. — Più nessuna ragione.

Restarono in silenzio per molto tempo.

Fu Charlie a parlare per primo: — Riggs ha preso i numeri di targa di entrambe le macchine. — Esitò un istante. — E Riggs potrebbe essere un ex poliziotto, LuAnn.

— Magnifico! — esclamò LuAnn roteando gli occhi. — Proprio quello che ci serviva.

— Ascolta, se anche facesse una verifica sulla tua, di targa, troverebbe solamente Catherine Savage residente a Wicken’s Hunt. Catherine Savage munita di regolare numero della Sicurezza Sociale, di regolare patente di guida, di regolare tutto quanto. Non ci sono buchi nella tua identità, LuAnn. Non dopo tutti gli anni passati a costruirla.

— Il buco, quello più largo di tutti, è il tizio della Honda.

— Non stiamo parlando del tizio della Honda — ribatté Charlie. — Stiamo parlando di Matthew Riggs. E per lui, tu sei a posto.

— Ma supponi che Riggs si metta a cercare l’altro tizio, che lo trovi e che gli parli.

— Allora saremmo nei guai — ammise Charlie. — E anche grossi.

— E Riggs potrebbe farlo, secondo te?

— Chi lo sa? Di certo non si è bevuto la tua storiella più o meno tranquillizzante. Non hai fatto male a dirgli quello che gli hai detto… Ma un poliziotto rimane sempre un poliziotto. È molto difficile che ci metta una pietra sopra e che se ne dimentichi.

LuAnn si scostò i capelli dalla fronte. — E allora cosa facciamo?

— Tu non fai proprio un bel niente, LuAnn. Tu lasci che sia lo zio Charlie a vedere che cosa può saltar fuori. Siamo già stati parecchie altre volte sul filo del rasoio, se ricordi.

— Ricordo. — LuAnn annuì lentamente e si mordicchiò le labbra nervosamente. — Solo che questo potrebbe essere il rasoio più affilato di tutti.

Matt Riggs salì rapidamente i pochi scalini della vecchia casa vittoriana che aveva meticolosamente restaurato nel corso dell’ultimo anno. Approdando a Charlottesville, aveva portato con sé un’esperienza di alcuni anni di carpenteria. Rimettere quella casa in sesto con le sue mani era stato fondamentale per riuscire a relegare in un ripostiglio buio della sua mente tutto lo stress che stava cercando di scrollarsi di dosso.

Entrò in casa e raggiunse il locale che fungeva da ufficio. Da lì fece una telefonata a Washington: la Honda nera aveva la targa del distretto di Columbia. Tuttavia Riggs non si faceva troppe illusioni in merito, quasi sicuramente questo significava che era un’auto a noleggio oppure rubata. La BMW era tutt’altra storia. Quanto meno, avrebbe scoperto come si chiamava la donna bionda, considerando che né lei né l’uomo di nome Charlie ne avevano fatto menzione. Savage era di sicuro una possibilità: poteva essere la madre o la sorella maggiore della ragazzina Lisa Marie Savage, domiciliata a Wicken’s Hunt.

Le risposte non impiegarono molto a pervenirgli. La Honda era stata noleggiata due settimane prima, a nome Tom Jones. Tom Jones, che grande originalità. Quanto all’indirizzo, doveva essere tanto reale quanto quello di Tom Jones, poco ma sicuro. La Honda era un vicolo cieco, nulla comunque che Riggs non avesse già intuito.

La BMW forniva invece informazioni più interessanti. Riggs studiò gli appunti che aveva preso nel corso della telefonata. Catherine Savage. Nata a Charlottesville, Virginia. Età trent’anni. Controllato il numero della Sicurezza Sociale, l’indirizzo risultava corretto: Wicken’s Hunt. Nubile, ottimo credito bancario, nessun precedente penale, niente di strano nel suo passato. Che splendida invenzione erano i computer! Però…

Riggs ritornò sull’età: trent’anni… In una specie di castello circondato da centoventi ettari di foreste e di colline. Prezzo richiesto: sei milioni di dollari. Se la signorina Catherine Savage aveva giocato tanto duro con gli agenti immobiliari quanto aveva giocato duro con lui, poteva essere riuscita a strappare Wicken’s Hunt con cinque, forse addirittura quattro milioni. A cui poi erano andate ad aggiungersi le molte centinaia di migliaia di dollari per la ristrutturazione. Più le altre centinaia di migliaia di dollari per la recinzione da base militare che lui, forse, avrebbe costruito. La cordiale e affabile trentenne signorina Savage non era una rockstar e nemmeno una diva di Hollywood per permettersi quel tenore di vita. Quindi, che diavolo aveva in cantina, una tipografia di dollari? O forse la tipografia di dollari era il vecchio Charlie ad averla. Aveva detto di essere uno di famiglia, ma non era di certo il marito, bastava un’occhiata per capirlo.

Riggs si rilassò contro lo schienale della poltroncina. Il collo aveva ricominciato a fargli male. Aprì un cassetto della scrivania, ne tolse un tubetto di aspirine e mandò giù un paio di compresse ingoiandole senz’acqua.

D’accordo, tutti quei soldi Catherine Savage poteva averli ereditati. Soldi di famiglia o magari di un marito passato prematuramente a miglior vita. Un mucchio di uomini avrebbero allentato i cordoni della borsa di fronte a una donna del genere. Anche questo bastava un’occhiata per capirlo.

Lo sguardo di Riggs si spostò fuori dalla finestra, sugli alberi le cui foglie cominciavano ad assumere le tonalità calde dell’autunno. Per lui le cose stavano andando bene: un passato infelice alle spalle, un futuro di buoni affari alle porte. Il posto gli piaceva, così educato e così ordinato… E così splendidamente tranquillo. Almeno fino a quel mattino sulla strada delle colline. Matt Riggs sollevò l’appunto all’altezza degli occhi.

— Chi accidenti sei, Catherine Savage?

25

— Ci sei, tesoro? — LuAnn gettò un rapido sguardo dalla fessura della porta socchiusa, studiando la schiena della ragazza che finiva di vestirsi.

Lisa si voltò di tre quarti verso di lei: — Quasi.

A dieci anni di età, dotata della medesima struttura fisica, del medesimo portamento e della medesima bellezza della madre, Lisa Marie Savage era l’unico punto fermo nell’esistenza di LuAnn.

LuAnn entrò nella stanza, richiuse la porta alle proprie spalle e sedette sul letto. — Miss Sally mi dice che hai saltato la colazione. Qualcosa non va?

— Ho un’interrogazione, oggi. Sono un po’ nervosa.

La parlata di Lisa era una mescolanza di una miriade di accenti, di tonalità e di culture diverse, conseguenza diretta di una vita trascorsa in giro per il mondo. Non era una mescolanza spiacevole, al contrario. Lisa parlava correntemente quattro lingue straniere ed era in grado di sentirsi a proprio agio tanto a Canton quanto a Londra. Al tempo stesso, quei pochi mesi trascorsi in Virginia avevano già cominciato a conferirle una vaga inflessione del Sud degli Stati Uniti.

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