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Il figlio della notte [Darker Than You Think - it]

Электронная книга - «Il figlio della notte [Darker Than You Think - it]». Краткое содержание книги:

Il ritorno dalla Mongolia della spedizione del celebre professor Mondrick segnerà forse l’inizio di un’era nuova nella storia dell’umanità. Perchè in una certa cassa che gli esploratori portano dal deserto di Gobi sono contenute le prove di una guerra spietata e segreta, che si combatte da innumeri millenni. E il campo di battaglie è il subcosciente stesso della razza umana, dove il Maligno sembra sferrare i suoi colpi più mortali e insidiosi. Perchè il genere umano, ha scoperto Mondrick, è un ibrido: il sangue dell’Homo sapiens è, ormai, contaminato da quello dell’Homo lycanthropus, l’antichissima razza caina… Ma la scoperta di Mondrick esige le sue vittime e un orrendo pericolo minaccia di nuovo l’umanità. Le forze del male sono scatenate e gli angeli ribelli tentano ancora una volta di rialzare il capo. Metapsichica e psicocinesi sono le strane scienze a cui questo romanzo senza precedenti nella letteratura del “soprannaturale” sembra ispirarsi. E’ un romanzo che non si dimentica!
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«Uomo-lupo mannaro?»

«Sì, o uomo lupo. Mondrick volle chiamarli così, per certe particolari carat­teristiche delle ossa, del cranio, dei denti... caratteristiche che si possono no­tare ogni giorno.»

Barbee ripensò agli strani scheletri che il serpente e la lupa avevano visto in quella strana camera della torre. Ma si guardò bene dal farne cenno: sapeva che Sam Quain lo avrebbe ucciso.

L’acqua entrava ora nella caverna, e Sam trascinò la sua preziosa cassa in un angolo più riparato.

«Ma quella razza rivale non aveva nulla di scimmiesco», riprese. «Il sentiero dell’evoluzione non procede sempre salendo: i Cromagnon, per esempio, erano esemplari umani migliori di quelli che si possono trovare oggi. L’albe­ro della famiglia umana ha sviluppato bizzarre diramazioni... e quella razza di stregoni», Barbee non poté fare a meno di sussultare, «devono essere stati i nostri più strani cugini.»

La pioggia ora cadeva con un’intensità diluviale con una specie di rombo ininterrotto.

«Per risalire alle vere origini di quella tragedia razziale, bisogna andare an­cora più lontano nel tempo, ad almeno mezzo milione di anni fa e anche più... alla prima delle due più importanti ere glaciali del Pleistocene. La pri­ma era glaciale con i suoi intermezzi di clima meno rigido durò quasi centomila anni, e creò il popolo degli stregoni.»

«E avete trovato le prove di ciò nell’Ala-shan?», mormorò Barbee.

«Parzialmente. Sebbene l’altopiano del Gobi non fosse mai stato completa­mente invaso dai ghiacci... le sue zone desertiche divennero umide e fertili durante le epoche glaciali ed è là che i nostri antenati neolitici ebbero la loro rapida evoluzione. La razza degli stregoni discendeva da un tipo affine di ominidi rimasti prigionieri dei ghiacci nelle regioni più elevate a sud-ovest, verso il Tibet. Mondrick ne trovò resti in una caverna, che aveva scavato prima della guerra, oltre la catena dei Nan-shan. Quello che noi trovammo sotto quei tumuli funebri del deserto, durante l’ultima spedizione, completa la storia, costituendone inoltre un capitolo piuttosto impressionante.»

Barbee fissava come distratto i pesanti fili della pioggia.

«Quelle tribù rimaste prigioniere dei ghiacci seppero affrontare la sfida del ghiacciaio. Ogni secondo i ghiacciai si facevano più alti e minacciosi e la selvaggina era sempre meno numerosa e gli inverni divenivano sempre più duri. O adattarsi alle mutate condizioni o morire. Le tribù seppero sviluppa­re, col lento passar dei millenni, nuovi poteri mentali.»

Barbee ripensò al Principio di Indeterminazione di Heisenberg, e al circuito che collegava la mente alla materia attraverso il controllo delle probabilità.

«Davvero?», disse. «Quali poteri?»

«Non è facile precisare. Cervelli morti non lasciano fossili nel terreno, capi­sci. Ma Mondrick era convinto che avessero lasciato tracce nei miti, nel lin­guaggio e nelle superstizioni. Studiò per molti anni questi ricordi razziali e ha potuto ottenere maggiori prove dopo che ebbero inizio gli esperimenti della Duke University in parapsicologia e metapsichica.»

Barbee si sbalordì talmente che rimase a guardare Quain a bocca aperta.

«Quei nomadi intrappolati dai ghiacci sopravvissero», continuò Quain, «avendo sviluppato poteri che permisero loro di predare i loro più fortunati cugini della zona del Gobi. Telepatia, chiaroveggenza, virtù profetiche... tutti questi poteri certamente. Mondrick tuttavia era convinto che essi possedes­sero un dono più sinistro.»

Barbee si accorse di respirare a stento.

«Le prove in questo senso sono quasi universali. Quasi ogni popolo primiti­vo è ancora ossessionato dalla paura del loup garou,in un aspetto o nell’al­tro: di una creatura, cioè, apparentemente umana che può assumere la forma della belva più feroce della località, per assalire e predare l’uomo. Questi stregoni, secondo Mondrick, appresero a lasciare i loro corpi ibernanti nelle caverne elette a domicilio, correndo le distese ricoperte di ghiacci, come lupi, orsi o tigri... per andare a caccia di selvaggina umana.»

Barbee fu lieto di non avergli parlato dei suoi sogni.

«E così, in questo loro modo diabolico, quegli ominidi circondati dal gelo risposero alla sfida della natura e conquistarono il ghiacciaio. Verso la fine della glaciazione di Mindel — 400.000 anni fa, come tutto tende a provare — avevano praticamente conquistato il mondo. In qualche migliaio di anni i loro terribili poteri avevano sopraffatto ogni altra specie del genere Homo. Tuttavia l’Homo lycanthropus non sterminò le razze conquistate, meno che nelle Americhe. Solitamente lasciavano vivere i superstiti, come loro schiavi e loro cibo. Avevano imparato ad amare il gusto del sangue umano, senza il quale non potevano più vivere.»

Barbee ricordò la gioia con cui la tigre aveva affondato le zanne terribili nella gola di Rex Chittum e l’orrore che lo colse fu tale che temette di non poterlo nascondere a Quain.

«Per centinaia di migliaia di anni», continuò Quain, «per tutto il principale periodo interglaciale, la razza degli stregoni fu la nemica e la crudele padro­na del genere umano. Furono gli scaltri sacerdoti e le divinità malefiche. Furono gli spietati genitori d’ogni orco, demone, mostro divoratore di uomi­ni delle leggende popolari di tutti i continenti. Fu una incredibile, degradante oppressione cannibalistica. Se ti sei mai domandato perché la nascita di ogni vera civiltà umana abbia richiesto tanto tempo, ora hai la risposta. Il loro mostruoso potere durò fino al ritorno del freddo durante le glaciazioni di Riss e di Wurm della seconda età glaciale. Ma non erano mai stati molto numerosi; i predatori, infatti, non possono mai essere così numerosi come gli animali di cui si nutrono. Forse il tempo aveva finito per minare il loro vigo­re razziale.

«A ogni modo, quasi centomila anni fa, i tipi atavici dell’Homo sapiens si rivoltarono. Il cane era stato addomesticato, probabilmente da tribù che ave­vano seguito la ritirata dei ghiacciai per sottrarsi al dominio degli stregoni. Il cane si rivelò un alleato sicuro. Abbiamo trovato le prove di quella strana guerra sotto i tumuli sepolcrali dell’Ala-shan. I veri uomini sembrano avere imparato a portare amuleti di argento alluvionale contro i poteri degli stre­goni e poi veri e propri gioielli di quel metallo. Mondrick riteneva che doves­se esserci una base scientifica all’opinione che solo un’arma d’argento potes­se uccidere un Lupo Mannaro, ma non riuscì mai stabilirlo. Noi abbiamo letto la storia di quella rivolta e riportato oggetti sufficienti a dimostrarla.» Quain indicò con la testa la cassa alle sue spalle. «Perline d’argento, lame e punte di freccia di argento puro. Ma lo stesso argento non era sufficiente: streghe e stregoni erano scaltri e forti. Gli uomini dell’Ala-shan inventarono allora un’altra arma, più potente ed efficace, che trovammo sepolta sotto quegli antichissimi tumuli con le ossa delle streghe morte... senza dubbio per­ché restassero morte. Gli uomini vinsero», concluse Quain con voce stanca, «non subito e tutt’altro che facilmente. Il popolo delle streghe era forte e restava tenacemente attaccato al suo antico dominio. La terribile guerra durò per tutto il periodo achelleano e quello musteriano. Gli uomini di Neanderthal e di Cromagnon morirono... vittime delle streghe, secondo Mondrick. Ma i progenitori dell’Homo sapiens sopravvissero, e portarono avanti la guerra. L’uso dei cani si diffuse, insieme con la conoscenza dell’ar­gento e il potere di quell’altra arma. Prima che sorgesse l’alba della storia scritta, la specie delle streghe era stata quasi sterminata.»

«Quasi?», disse Barbee.

«Fu una razza durissima a morire. Uno dei loro ultimi clan dovette essere quello dei primi sacerdoti e dominatori dell’antico Egitto: la prova sembre­rebbe abbastanza evidente nelle divinità animali e semianimali che gli Egizi adoravano, e i generi di demoni e di magia nera che temevano. Ho visto eccellenti riproduzioni di tipi di Homo lycanthropus,dal caratteristico cranio allungato, sulle pareti di tombe egizie. Ma anche quel clan fu finalmente conquistato — o assorbito — durante il periodo di Imhotep.»

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