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Il figlio della notte [Darker Than You Think - it]

Электронная книга - «Il figlio della notte [Darker Than You Think - it]». Краткое содержание книги:

Il ritorno dalla Mongolia della spedizione del celebre professor Mondrick segnerà forse l’inizio di un’era nuova nella storia dell’umanità. Perchè in una certa cassa che gli esploratori portano dal deserto di Gobi sono contenute le prove di una guerra spietata e segreta, che si combatte da innumeri millenni. E il campo di battaglie è il subcosciente stesso della razza umana, dove il Maligno sembra sferrare i suoi colpi più mortali e insidiosi. Perchè il genere umano, ha scoperto Mondrick, è un ibrido: il sangue dell’Homo sapiens è, ormai, contaminato da quello dell’Homo lycanthropus, l’antichissima razza caina… Ma la scoperta di Mondrick esige le sue vittime e un orrendo pericolo minaccia di nuovo l’umanità. Le forze del male sono scatenate e gli angeli ribelli tentano ancora una volta di rialzare il capo. Metapsichica e psicocinesi sono le strane scienze a cui questo romanzo senza precedenti nella letteratura del “soprannaturale” sembra ispirarsi. E’ un romanzo che non si dimentica!
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«No, Barbee.» Dai suoi occhi era scomparsa ora ogni traccia di amicizia. «Può darsi benissimo che tu non sia pericoloso, ma non posso correre il ri­schio di fidarmi ora, proprio come non lo poté Mondrick quando vide i risul­tati della sua analisi. Quanto ti ho detto non pregiudica nulla, perché sono stato attento a non rivelarti nulla che i capi dei clan malefici già non sappiano delle nostre scoperte. Ma non puoi assolutamente guardare entro quella cassa.» Sul volto di Barbee dovette apparire un’ombra di quella che era la sua intima mortificazione, perché la voce di Quain si raddolcì. «Abbi pazien­za, Will. Posso dirti, comunque, una parte di ciò che essa contiene. Si tratta di armi d’argento, che gli uomini usarono nella loro lunga guerra contro le streghe. Ci sono poi ossa calcinate, spaccate... di uomini che persero le loro battaglie. E lo scheletro completo di un Homo lycanthropus,trovato in uno di quei tumuli... con l’arma lasciatagli accanto, affinché non si muovesse di là.»

La sua voce si fece di nuovo piena di un odio selvaggio.

«Quella stessa arma sconfisse le streghe una volta e le sconfiggerà ancora... quando gli uomini impareranno a servirsene. Questo è tutto quello che posso dirti, Barbee.»

«Ma chi è il Figlio della Notte?», domandò il giornalista. «Lo sai?»

«Potresti anche essere tu. Intendo dire che può essere chiunque. Noi cono­sciamo l’aspetto fisico dell’Homo lycantrophys,le ossa delicate, le orecchie aguzze e lunghe, i crani rotondi e allungati, i denti aguzzi, particolarissimi. Ma le caratteristiche fisiche e mentali non sono molto collegate nei caratteri ereditari, come ha scoperto Mondrick, e perfino il Figlio della Notte potreb­be non essere di sangue totalmente puro.»

Un’espressione di orrore si diffuse lentamente sulla faccia di Sam.

«Ecco perché sono venuto a rifugiarmi qui, Barbee, invece di difendermi in tribunale. Non posso fidarmi di nessuno. Non posso stare a contatto della gente. In maggioranza sono prevalentemente umani, ma non dispongo di un modo sicuro per distinguere i mostri dagli uomini. Non ho mai potuto essere del tutto certo che Nick o Rex non fossero spie delle streghe. Sembrerà odio­so, ma mi sono perfino chiesto se Nora...»

La voce di Quain si spense, portata via da una raffica di vento.

Barbee aveva bisogno di sapere molte cose. Ma sapeva che Sam lo avrebbe ucciso se gli avesse domandato tutte le cose che aveva in mente. Scosse il capo, e disse: «Mi lascerai almeno aiutarti, Sam? Ne ho bisogno, sai. Devo farlo... per non impazzire del tutto, dopo quello che mi hai detto».

Scrutò con disperata tenacia la faccia cupa di Sam: «Non possiamo in qual­che modo identificare il Figlio della Notte e denunciare al mondo la razza delle streghe?».

«Era anche l’idea di Mondrick.» Sam scosse il capo. «Avrebbe potuto giova­re quattro secoli fa, prima che i clan riuscissero a screditare gli ultimi nemici che loro restavano con l’Inquisizione. Oggi i licantropi nelle università e nei laboratori possono dimostrare che non esiste il popolo dei licantropi. I lican­tropi che hanno giornali possono ridere e far ridere di chiunque affermi l’esi­stenza di creature così assurde come le streghe; e altrettanto si dica dei lican­tropi che siedono nei governi del mondo.»

Barbee vide che il crepuscolo s’addensava sul cielo già oscuro per il tempo­rale. Tra poco sarebbero scese le tenebre e le radiazioni mentali sarebbero state libere di tessere la loro ragnatela. Barbee sapeva che April avrebbe chiamato, e lui avrebbe avuto un’altra trasformazione; sapeva soprattutto che il prossimo a morire sarebbe stato Sam Quain.

«Sam!» E la sua voce aveva una disperazione spasmodica. «Che cosa possia­mo fare?»

Sam Quain alzò lievemente la rivoltella, come in un gesto inconscio, e il suo volto era contratto da una profonda riflessività. Gli stanchi occhi incassati dell’esploratore scrutarono Barbee e alla fine Quain annuì.

«Non posso dimenticare l’analisi che Mondrick condusse nei tuoi riguardi», disse. «Non mi piace l’espressione della tua faccia, Barbee, e nemmeno mi piace che tu sia venuto qui. Scusami, se le mie parole possono sembrarti offensive, ma devo proteggermi. Ho bisogno di aiuto, tuttavia, e tu puoi vedere quanto disperatamente.» I suoi occhi si volsero a guardare di scorcio la cassa alle sue spalle. «E perciò ti darò il modo di aiutarmi.»

«Grazie, Sam!», sussurrò Barbee con fervore. «Dimmi quello che devo fare.»

«Innanzi tutto, c’è una condizione che tu devi capire.» Barbee attese, gli occhi sulla rivoltella puntata. «Al primo sintomo di tradimento da parte tua, dovrò ucciderti.»

«Capisco», mormorò Barbee, inghiottendo convulsamente. «Ma tu credi... credi proprio che io possa essere un... ibrido?» E gli mancò il fiato, quando vide Quain annuire.

«Probabilmente lo sei, Barbee. Sebbene i geni umani predominino nella mi­sura di mille a uno, quasi ogni essere umano porta una lieve traccia del licantropo... sufficiente a provocare qualche inconscio conflitto tra i normali istin­ti umani e quell’eredità straniera. È questo che gli psichiatri hanno trascura­to in tutte le loro teorie di psicopatologia.»

Barbee attese, respirando un po’ meglio.

«L’analisi di Mondrick rivelò che tu porti più geni di licantropo della mag­gioranza degli esseri umani», continuò Quain. «Io posso vedere benissimo i segni del conflitto entro di te... ma non mi sembra che la parte umana si sia già arresa.»

«Grazie, Sam!» Un nodo di calda dolcezza strinse la gola di Barbee. «Farò qualunque cosa per te.»

Sam Quain rifletté. Il temporale era cessato e s’udiva solo il lento gocciare dell’acqua nel silenzio della caverna. Battendo quasi i denti dal freddo, Bar­bee attendeva. Una luce spietata aveva finalmente disperso le tenebrose in­certezze della sua vita da sveglio e spiegato gli orrori ossessionanti dei suoi sogni. Riteneva ora di comprendere il feroce conflitto che lo dilaniava, la guerra fra l’umano e il diabolico. L’umano doveva vincere! Strinse i pugni e trattenne il respiro per sentire meglio.

«Mondrick aveva un piano», disse Sam a bassa voce. «Voleva cogliere il clan dei licantropi di sorpresa, con una dichiarazione alla radio, provvedendo poi a istituire un equivalente scientifico dell’Inquisizione per paralizzare il Figlio della Notte. Ma è stato assassinato, con Nick e Rex... e noi ora dobbia­mo tentare qualcosa di diverso. È una campagna in sordina quella che dob­biamo iniziare. Intendo raccogliere un piccolo gruppo, segreto, un solo uomo alla volta. Questo non esige che io debba identificare gli ibridi, perché dovrò soltanto trovare poche persone che non facciano parte di quel clan tenebro­so. Ogni licantropo che sa della nostra conoscenza dovrà essere eliminato.»

Barbee assentì energicamente.

«Ora tu dovrai tornare a Clarendon. Desidero che tu stabilisca i primi con­tatti in mia vece con quelli che noi sceglieremo per la nostra legione segreta. Io devo restare qui.»

E lanciò un’altra occhiata alla sua preziosa cassa mentre Barbee diceva:

«Per esempio, chi penseresti che valga la pena di cominciare a saggiare? Che ne diresti del dottor Archer Glenn, per esempio? È uno scienziato di valore, un razionalista...».

Sam Quain scosse il capo, cocciutamente. «È proprio il tipo di cui dobbia­mo diffidare. Il tipo che si ride delle streghe come d’una sciocca superstizio­ne, forse è proprio lui il figlio di una strega. No, Glenn ci chiuderebbe nel suo reparto agitati, insieme con la povera signora Mondrick.»

Barbee fu lieto di constatare che Sam non aveva saputo della morte della povera cieca.

«Dobbiamo scegliere un tipo d’uomo diverso», stava dicendo Quain. «Il pri­mo uomo della lista è per me il tuo principale.»

«Preston Troy?», ribatté Barbee, ammiccando dallo stupore. «È un uomo influente, certo, e ha un sacco di milioni, ma non è precisamente un idealista. È stato lui a ideare quasi tutte le ruberie di Walraven e a trarne il maggior profitto. Quando ha divorziato, la moglie gli aveva chiuso in faccia la porta della sua camera da dieci anni. Mantiene quasi tutte le belle ragazze di Clarendon...»

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