Il figlio della notte [Darker Than You Think - it]
- Автор: Уильямсон Джек
- Год: 1952
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Tom Arno
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il figlio della notte [Darker Than You Think - it]». Краткое содержание книги:
«Ma che cosa ha a che fare tutto questo con le streghe?», domando Barbee.
«Ha a che fare moltissimo. Il sangue umano, o germoplasma, per usare una parola più precisa, porta ancora le tracce dell’Homo lycanthropus. La razza degli stregoni non è scomparsa realmente, perché i loro geni continuano a vivere, trasmessi insieme con quelli dell’Homo sapiens. Il caso è un po’ più complicato di quello del sordomutismo e molto più sinistro. Perché comprende varie centinaia di geni recessivi, secondo i risultati di Mondrick, invece di uno solo. Lui trovò che ci vuole la combinazione di varie paia di geni licantropici per riprodurre completamente il dono della percezione ultrasensibile, e gran parte dei geni licantropici sono recessivi.»
Barbee scosse violentemente il capo, come per protestare, e poi si immobilizzò di nuovo, temendo che quella muta protesta lo avesse tradito.
«Ci sono stati ritorni di caratteri ereditari. Non molto spesso, fino a quando si lascia in pace la natura. È tutta una faccenda di probabilità, e tu puoi prevederne l’esito. Ma ogni uomo vivente è portatore dei geni, e molti dei nati con caratteri ereditari recessivi, lo sono solo in parte. Letteralmente milioni di mutazioni sono possibili tra l’Homo sapiens puro e il puro licantropo. Le recessioni parziali, coloro cioè che ereditano un sedicesimo, forse, del gene della stregoneria, posseggono quei poteri che alla Duke University sono stati definiti ESP, o extrasensorial perceptions. Sono veggenti, dotati di poteri telepatici. Malinconici, ipertesi, infelici, il più delle volte, a causa dell’inconscio contrasto dei loro caratteri ereditari. Li si trova tra i fanatici religiosi, tra i medium, tra gli schizofrenici e i criminali patologici. Unica fortunata eccezione, un genio: tu sai quale possa essere il vigore degli ibridi. Quelli che nascono con caratteri ereditari più pronunciati sono di solito abbastanza consapevoli dei loro insoliti doni e molto solleciti nel nasconderli. Nel medioevo, finché l’Inquisizione tenne vivo l’antico vigore nel dar la caccia a negromanti e streghe, questi tipi venivano di solito scovati e bruciati. Oggi la loro vita è più facile. Sono in grado di sfruttare fino in fondo le loro qualità metapsichiche e tramano per riconquistare la loro antica supremazia. Passano molto tempo a coltivare il moderno scetticismo scientifico nei riguardi di ogni fenomeno soprannaturale: parola questa, diceva Mondrick, che è stata coniata dalla loro astuta propaganda e che sta in realtà per quella, molto più corrispondente, di superumano.»
Barbee pensava ad April Bell, si diceva che evidentemente lei rappresentava un ritorno di caratteri ereditari, che era veramente una strega e lui era caduto vittima delle sue malie.
«Alcuni individui, in numero molto scarso, devono ereditare ogni generazione circa un quarto di geni dei licantropi. Ci sono streghe e stregoni che hanno sangue di licantropo per un quarto, ma non sempre sanno ciò che sono. Hanno percezioni notevolmente superiori, sanno usare in modo quasi inconsapevole alcuni dei loro strani poteri ancestrali e posseggono buona parte del sorprendente vigore degli ibridi. La chiave della loro vita è il conflitto di due razze. Il male si mescola al bene, in loro, combatte il bene, si nasconde sotto una maschera di bene... le loro vite contorte prendono strane direzioni.»
La verità — finalmente! — si faceva strada in Barbee, e lo stringeva in una morsa più gelida ancora del vento spruzzato di pioggia che irrompeva ogni tanto nella semi-oscurità della caverna.
«Mondrick passò molto tempo a cercare una prova definitiva del gene licantropico», riprese Quain, «ma senza molto successo. Non è difficile identificare tratti fisici come la forma di un cranio o i gruppi sanguigni, ma sfortunatamente queste particolarità non sono collegate molto intimamente con le caratteristiche mentali più pericolose. Nessuna delle sue prove fu conclusiva, anche se molte si rivelarono indicative.»
Barbee fissò Quain e trattenne per un attimo il respiro:
«È stato per questo...», cominciò e non poté finire.
«Non devi prendertela, Will», rispose Sam, e nella penombra il suo volto rivelò per la prima volta un’espressione d’affetto. «Le prove rivelarono che tu porti una pronunciata tara licantropica, e Mondrick fu costretto a rinunciare a te... non poteva, capisci, correre rischi, data la natura delle sue ricerche. Ma come ti dicevo i risultati non sono conclusivi. E anche se lo fossero, molti parziali licantropi sono ottimi cittadini, utili spesso alla società: Mondrick mi confessò una volta che le sue prove avevano rivelato una forte tara licantropica nella sua stessa moglie.»
Ecco perché... si disse Barbee. Doveva essere stato il suo sangue e le sue qualità chiaroveggenti che avevano reso la cieca così pericolosa per le altre streghe. Era stata la sua nera ereditarietà che l’aveva mandata prima a Glennhaven e poi alla morte. Ma Barbee non voleva parlare di Rowena.
«E streghe e stregoni di sangue puro?», domandò, sempre in preda al suo malessere. «Chi sono?»
«Non dovrebbero esisterne più. Anche di chi ha sangue puro per tre quarti non ne dovrebbe nascere più d’uno per generazione, in base alle leggi di probabilità dei geni, e del resto se ve ne sono devono essere troppo scaltri per farsi scoprire, soprattutto in un paese come l’America. No, non devono esserci più licantropi puri ormai, sebbene io dubiti che uno debba esserci. Mondrick scoprì gravi indizi relativi all’esistenza di un capo segreto della razza di streghe, nato con una vastissima eredità dei loro poteri. Un satana occulto, che si muove insospettato fra gli uomini, tramando per il ritorno del loro immondo dominio sulla nostra specie.»
Quain lo fissava con una tale intensità, che Barbee ebbe un guizzo di disagio sulla sua pietra.
«Il Figlio della Notte?», mormorò. «Ricordo la frase del povero Mondrick. Ma come possono sperare streghe e negromanti di riavere l’antico dominio sull’uomo, quando il ritorno dei caratteri ereditari ha luogo solo attraverso il gioco delle probabilità?»
«Non è più così!», rispose Quain con uno scoppio rabbioso di voce. «È questa l’ultima e più preoccupante scoperta di Mondrick, quella che voleva annunciare al mondo, quando la razza malefica lo assassinò. I recessivi hanno ripreso a congregarsi in clan segreti. Accoppiandosi tra loro hanno capovolto le probabilità sfavorevoli, accrescendo enormemente quelle di recessione.»
Barbee annuì. Il controllo mentale delle probabilità poteva avere un ruolo molto preoccupante in quel rimescolare i geni per giungere alla nascita di un licantropo puro...
«Il complotto deve avere avuto inizio parecchie generazioni fa», riprese Sam Quain. «Secondo Mondrick, qualche clan segreto deve avere sempre tramandato il ricordo dell’antica supremazia e la decisione di riconquistarla. Lavorano sott’acqua, cauti e spietati. Disponendo dei loro segreti poteri, è facile per loro fare quello che le prove di Mondrick non poterono: scoprire la tara nascosta in uomini che possono non sapere di averla. Trovati i veicoli di questa tara, ricorrendo alla moderna scienza della selezione biologica, filtrano i geni ed eliminando quelli dominanti dell’Homo sapiens per giungere alla nascita del capo potentissimo che attendono, del mostruoso messia che chiamano il Figlio della Notte.»
Sempre sotto lo strano sguardo fisso di Sam, Barbee dette un altro guizzo e abbassò gli occhi, volgendoli verso la cassa.
«Posso vedere quello che c’è dentro?», domandò.
La mano di Quain fu pronta ad afferrare la rivoltella.