Rhialto il meraviglioso [Rhialto the Marvellous - it]
- Автор: Вэнс Джек Холбрук
- Серия: Terra morente #4
- Год: 1986
- Язык: итальянский
- Год: Fanucci
- Переводчик: Gianluigi Zuddas
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Rhialto il meraviglioso [Rhialto the Marvellous - it]». Краткое содержание книги:
«Che genere di essere?».
«Aveva la pelle coperta da scaglie azzurre, dalla testa gli spuntavano delle penne nere, ed aveva ancora l’anima di un uomo».
«Un archveult!», concluse Hurtiancz. «Ho il sospetto che si trattasse di Xexamedes».
Gilgad disse a sua volta. «E allora, dove sono finite le mie Pietre? Dove sono le mie Pietre magiche? Come potrò entrare in possesso di ciò che mi appartiene? Dovrò dunque essere privato dei miei averi più preziosi?».
«Smettila di frignare!», urlò Shrue. «A questo punto penso che debbano essere distribuiti gli oggetti rimasti. Quindi, Ildefonse, vedi di consultare gli elenchi».
Ildefonse prese i fogli e disse: «Poiché Gilgad aveva vinto la prima scelta, il suo elenco dovrà essere scartato. Come seconda scelta…»
A questo punto fu subito interrotto dalle rimostranze di Gilgad. «Protesto fermamente contro questa intollerabile ingiustizia! A me non è spettata altro che una manciata di pezzi di vetro!».
Ma Ildefonse scrollò le spalle. «Devi prendertela con l’archveult che ti ha derubato… e senza considerare poi che l’estrazione è stata accompagnata da certe irregolarità temporali che mi pare non sia il caso di esaminare più approfonditamente…».
Gilgad sollevò le braccia al cielo mentre il suo viso si contraeva lungo tutta una gamma di emozioni diverse. Gli altri Maghi lo guardarono impassibili.
«Procedi, Ildefonse», disse Vermoulian dei Sogni.
Ildefonse sparpagliò i fogli. «Sembra che, nel gruppo, soltanto Rhialto abbia indicato come seconda scelta questo congegno dalla forma strana, che sembra essere un Recordium Preterito di Houlart. Perciò glielo accordo, e colloco l’elenco di Rhialto insieme a quello di Gilgad. Perdustin, Barbanikos, Ao degli Opali ed io stesso abbiamo espresso il desiderio di questo Casco delle Sessanta Direzioni, e perciò dobbiamo provvedere all’estrazione a sorte. Il vaso, quattro dischetti…».
«In questo caso», disse Perdustin, «fai entrare subito l’ancella. Lei metterà la mano sulla bocca del vaso; noi inseriremo i dischetti tra le sue dita; in tal modo ci garantiremo contro un’eventuale alterazione delle leggi del caso».
Ildefonse si tirò i baffi candidi, ma Perdustin la spuntò. In questo modo si procedette alle successive estrazioni a sorte.
Poi venne per Rhialto il turno di compiere una libera scelta.
«Ebbene, Rhialto», disse Ildefonse. «Che cosa scegli?».
Rhialto sentì il risentimento ribollirgli in gola. «Come indennizzo per le mie diciassette squisite donne-uccello, il mio cartello indicatore vecchio di diecimila anni, posso avere questo pacchetto di Polvere Stupefacente?».
Ildefonse parlò in tono suadente. «Le interazioni umane, stimolate da squilibri, non raggiungono mai un equilibrio. Anche nella transazione più favorevole, una parte in causa — se ne renda conto o no — deve sempre avere la peggio».
«È un’affermazione per me ignota», disse Rhialto, in tono più ragionevole. «Tuttavia…».
Zilifant lanciò all’improvviso un grido di sbalordimento. «Guardate!» Indicò la grande mensola del camino: li, mimetizzata tra gli intarsi, pendeva una foglia di tiglio. Ildefonse la staccò con dita tremanti. I caratteri argentei dicevano:
«Ancor più sconcertante», borbottò Hurtiancz. «Xexamedes insiste nell’assicurarci che Morreion sta bene: è veramente enigmatico!».
«Bisogna ricordare», osservò il sempre cauto Haze, «che Xexamedes è un rinnegato, e nemico di tutti».
Herark il Nunzio alzò un indice laccato di nero, «Io ho l’abitudine di far sì che ogni problema proclami il suo contraio. Il primo messaggio: “NULLA MINACCIA MORREION” diventa “QUALCOSA NON MINACCIA MORREION”; ma anche “IL NULLA MINACCIA MORREION”.
«Parole, prolissità!» sbottò Hurtiancz, pratico come sempre.
«Calma, calma!» disse Zilifant. «Herark è notoriamente molto profondo! “NULLA” potrebbe essere inteso come una delicata allusione alla morte; un elegante eufemismo, per così dire».
«Xexamedes era famoso per il suo squisito buon gusto?» chiese Hurtiancz con pesante sarcasmo. «Non credo, come me, quando intendeva “morte”, diceva “morte”».
«È esattamente ciò che intendo io!» esclamò Herark. «Mi domando: Che cos’è questo “nulla” che minaccia Morreion? Shrue, cosa e dove è “Nulla”?».
Shrue aggobbì le esili spalle. «Non si trova fra le terre demoniache».
«Vermoulian, nel tuo palazzo pellegrino, ti sei spinto molto lontano. Dove o cosa è “Nulla”?».
Vermoulian dei Sogni confessò la sua perplessità: «Non ho mai scoperto un tal luogo».
«Mune il Mago: Cosa o dove è “Nulla”?».
«Da qualche parte», rispose Mune il Mago in tono meditabondo, «ho visto un riferimento a “Nulla”, ma non riesco a ricordare il nesso».
«La parola chiave è “riferimento”» dichiarò Herark. «Ildefonse, abbi la bontà di consultare la Grande Glossa».
Ildefonse scelse il un volume da uno scaffale, aprì la pesante copertina. «“Nulla”. Vari riferimenti… una descrizione metafisica… un luogo? “Nulla: la nonregione al di la della fine del cosmo”».
Hurtiancz propose: «Per maggior sicurezza, peché non consultate la voce “Morreion”?».
Con una certa riluttanza, Ildefonse trovò la voce, lesse: «“Morreion: Eroe leggendario del Quarantatreesimo Eone, che vinse gli archveult e li costrinse a rifugiarsi, atterriti, a Jangk. Essi lo condussero allora lontano fin dove può giungere la mente, ai campi splendenti dove essi si procurano le pietre IOUN. I suoi colleghi di un tempo, che gli avevano assicurato la loro protezione, non pensarono più a lui, e non si sa cosa avvenne in seguito” Un’affermazione preconcetta ed inesatta, ma tuttavia interessante».
Vermoulian dei Sogni si alzò in piedi: «Ho progettato un lungo viaggio con il mio palazzo; in tal caso m’incaricherò io di cercare Morreion».
Gilgad fece udire un ringhio di furore e di delusione. «Tu pensi di esplorare i “campi splendenti”? Sono io che ho acquisito tale diritto, non tu!».
Vermoulian, un uomo imponente, guizzante come una foca, con un volto pallido e imperscrutabile, dichiarò: «Il mio unico scopo è salvare l’eroe Morreion. Per me, le pietre IOUN sono soltanto un contorno trascurabile».
Ildefonse parlò: «Ben detto! Ma potrai operare più efficacemente con alcuni colleghi fidati; magari con me solo».
«Esattamente!» asserì Rhialto. «Ma è necessaria una terza persona di provate risorse, in caso di pericolo. Anch’io condividerò le vostre peripezie: altrimenti, dovrei pensare male di me stesso».
Hurtiancz parlò con fervore truculento: «Non sono mai stato il tipo che si tira indietro! Potete contare su di me!».
«La presenza di un Necrope è indispensabile», affermò Byzant. «Perciò, io devo accompagnare il gruppo».
Vermoulian dichiarò che avrebbe preferito viaggiare da solo, ma nessuno volle dargli ascolto. Alla fine, Vermoulian capitolò, con un’espressione stizzita sul volto di solito compiaciuto. «Parto immediatamente. Se qualcuno di voi non sarà al palazzo tra un’ora, saprò che ha cambiato idea».
«Andiamo, andiamo!» lo rimproverò Ildefonse. «Ho bisogno di tre ore e mezzo solo per impartire istruzioni al mio personale! Abbiamo bisogno di più tempo».
«Il messaggio affermava: “Nulla è imminente’’», disse Vermoulian. «È necessario affrettarci!».
«Dobbiamo prendere la parola nel suo contesto», fece Ildefonse. «Morreion conosce da molti eoni la sua situazione attuale; la parola “imminente” può designare un periodo di cinquecento anni».