Il silenzio degli innocenti
- Автор: Thomas Harris
- Год: 1991
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: R. Rambelli
- Жанр: Маньяки
Электронная книга - «Il silenzio degli innocenti». Краткое содержание книги:
In una fotografia è difficile giudicare le proporzioni: ma con quella figura spettacolare la donna doveva essere Catherine Martin. L'uomo portava intorno al pene qualcosa che sembrava un anello d'avorio. La definizione della fotografia non era abbastanza chiara per rivelarne i dettagli. L'uomo era stato operato all'appendice. Clarice mise le foto in altrettanti sacchetti e quindi li rimise nella busta marrone. Rimise il cassettino nello scrigno.
«I gioielli veri li ho nella borsetta» disse una voce dietro di lei. «Non credo sia stato portato via qualcosa.»
Clarice Starling guardò nello specchio. La senatrice Ruth Martin era sulla soglia della camera da letto. Aveva un'aria esausta.
Clarice si voltò. «Salve, senatrice Martin. Non vuole sdraiarsi? Io ho quasi finito.»
Per quanto esausta, la senatrice Martin aveva molta energia. Sotto l'aspetto raffinato, Clarice riconobbe una donna battagliera.
«Lei chi è, scusi? Credevo che ormai la polizia avesse finito, qui dentro.»
«Sono Clarice Starling, dell'FBI. Ha parlato con il dottor Lecter, senatrice?»
«Mi ha dato un nome.» La senatrice Martin accese una sigaretta e la squadrò dalla testa ai piedi. «Vedremo cosa può valere. E lei cos'ha trovato nel portagioielli, agente Starling? Può valere qualcosa?»
«È una documentazione che potremo controllare tra pochi minuti.» Fu l'unica risposta che Clarice riuscì a improvvisare.
«Nel portagioielli di mia figlia? Vediamo.»
Clarice sentì delle voci provenienti dalla stanza accanto e si augurò che arrivasse qualcuno a interromperle. «C'è il signor Copley con lei? L'agente speciale di Memphis...?»
«No, non c'è, e la sua non è una risposta. Non si offenda, agente, ma voglio vedere che cosa ha preso dal portagioielli di mia figlia.» La senatrice girò la testa e chiamò. «Paul. Paul, vuol venire qui? Agente Starling, forse conosce già il signor Krendler del Dipartimento della Giustizia. Paul, questa è la ragazza che Jack Crawford aveva mandato da Lecter.»
Krendler aveva una bella abbronzatura, e a quarant'anni appariva in ottima forma.
«Signor Krendler, so chi è. Salve.» disse Clarice. Funzionario di collegamento tra il Dipartimento della Giustizia e il Congresso, come minimo assistente viceprocuratore generale, santo Dio, un pezzo grosso.
«L'agente Starling ha trovato qualcosa nel portagioielli di mia figlia e l'ha messo in una busta. Credo sia meglio se lo vediamo, no?»
«Agente» disse Krendler.
«Posso parlarle un momento, signor Krendler?»
«Certo. Più tardi.» Krendler tese la mano.
Clarice si sentiva avvampare. Sapeva che la senatrice Martin non era molto padrona di sé, ma non avrebbe mai potuto perdonare a Krendler quell'espressione dubbiosa. Mai.
«A lei» disse, e gli passò la busta.
Krendler guardò all'interno la prima foto; aveva richiuso la busta quando la senatrice Martin gliela prese dalle mani.
Era doloroso guardarla mentre esaminava le fotografie. Quando ebbe finito, andò alla finestra e sollevò il viso verso il cielo coperto, a occhi chiusi. Nella luce del giorno sembrava più vecchia. La mano le tremò quando tentò di accendere una sigaretta.
«Senatrice, io...» disse Krendler.
«La polizia ha perquisito la stanza» disse la senatrice Martin. «Sono sicura che avevano trovato le foto e hanno avuto il buon senso di rimetterle al loro posto senza parlarne.»
«No» disse Clarice. La senatrice soffriva ma... al diavolo! «Abbiamo bisogno di sapere chi è quest'uomo: può capirlo anche lei. Se è il ragazzo di sua figlia, tutto bene. Posso scoprirlo in cinque minuti. Non è necessario che nessun altro veda le foto, e Catherine non dovrà neppure saperlo.»
«Ci penserò io.» La senatrice Martin mise la busta nella borsa, e Kren-dler la lasciò fare.
«Senatrice, è stata lei a togliere i gioielli dal cavolo di gomma che è in cucina?» chiese Clarice.
L'aiutante della senatrice Martin, Brian Gossage, si affacciò in quel momento. «Mi scusi, senatrice, hanno collegato il terminale. Possiamo seguirli mentre cercano il nome di William Rubina all'FBI.»
«Vada pure, senatrice Martin» disse Krendler. «La raggiungerò fra un secondo.»
Ruth Martin lasciò la stanza senza rispondere alla domanda di Clarice.
Clarice ebbe la possibilità di osservare Krendler per un momento mentre chiudeva la porta della camera da letto. Il suo abito era un capolavoro di sartoria. Non era armato. La parte inferiore dei tacchi, che non erano consumati, aveva perso il lustro a forza di camminare su moquette troppo spesse.
Si soffermò per un momento con la mano sul pomolo della porta e la testa bassa.
«Ha fatto una perquisizione efficiente» disse quando si voltò.
Clarice Starling non era disposta a lasciarsi comprare così a buon mercato. Ricambiò lo sguardo.
«A Quantico sfornano gente che sa frugare bene e dappertutto» disse Krendler.
«Ma non sfornano ladri.»
«Lo so» disse lui.
«Non mi pareva che lo sapesse.»
«Lasciamo stare.»
«Proseguiremo le indagini sulle fotografie e sul cavolo di gomma, giusto?» chiese Clarice.
«Sì.»
«Che cos'è quel nome, William Rubina, signor Krendler?»
«Lecter sostiene che è il nome di Buffalo Bill. Ecco la nostra comunicazione alla sezione identificazione e all'NCIC. Guardi qui.» Krendler le porse una trascrizione del colloquio tra Lecter e la senatrice Martin, una copia un po' sbavata fornita da una stampante.
«Ha qualche idea?» chiese poi quando lei ebbe terminato di leggere.
«Qui non c'è niente che possa essere costretto a rimangiarsi» disse Clarice. «Dice che si tratta di un maschio bianco, che si chiama Billy Rubina e che ha avuto l'antrace dell'avorio. Qualunque cosa accada, non gli potrete rinfacciare di aver mentito. Nel peggiore dei casi, avrà sbagliato e basta.
Mi auguro sia tutto vero. Ma può anche darsi che si stesse divertendo con là senatrice Martin. Signor Krendler, quello ne è capace. Lo ha mai... incontrato?»
Krendler scosse la testa e sbuffò aria dal naso.
«Il dottor Lecter ha ucciso nove persone, a quanto ci risulta. Non uscirà più, qualunque cosa succeda... non lo lascerebbero libero neppure se risuscitasse i morti. La sola cosa che può fare è divertirsi. Ecco perché stavamo al suo gioco... »
«So in che modo stavate al gioco. Ho ascoltato la registrazione di Chil-ton. Non voglio sostenere che è sbagliato... dico solo che è finita. Scienza del Comportamento può seguire gli elementi che ha acquisito lei, per quel
lo che valgono... l'aspetto transessuale. E domani lei tornerà a scuola a Quantico.»
Oh, santo cielo. «Ho trovato qualcosa d'altro.»
Il foglio di carta colorata era rimasto sul letto senza che nessuno lo notasse. Clarice lo passò a Krendler.
«Che cos'è?»
«Sembrano tanti Pluto.» Clarice attese che Krendler chiedesse il resto.
Krendler fece un cenno con la mano per invitarla a proseguire.
«Sono quasi sicura che è acido. LSD. Forse risale alla metà degli anni Settanta o anche prima. Oggi è ormai una curiosità. Varrebbe la pena di scoprire dove se l'era procurato. Dovremmo farlo analizzare per essere sicuri.»
«Può portarlo a Washington e consegnarlo al laboratorio. Ripartirà tra pochi minuti.»
«Se non vuole aspettare, possiamo farlo subito con un kit portatile. Se la polizia ha un kit d'ordinanza per l'identificazione delle droghe, è il test J, basteranno due secondi e potremo... »