Il silenzio degli innocenti
- Автор: Thomas Harris
- Год: 1991
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: R. Rambelli
- Жанр: Маньяки
Электронная книга - «Il silenzio degli innocenti». Краткое содержание книги:
«Il dottor Lecter mi ha fatto sapere, senatrice, che vuole contribuire alle indagini con alcune conoscenze in suo esclusivo possesso, in cambio di alcuni miglioramenti delle sue condizioni di prigionia.»
La senatrice Martin mostrò un documento. «Dottor Lecter, questa è una dichiarazione giurata che ora firmerò e che mi impegna ad aiutarla. La vuole leggere?»
Pensò che Lecter non intendesse rispondere e si girò verso la scrivania per firmare, quando lui disse:
«Non intendo far perdere tempo a lei e a Catherine mercanteggiando su piccoli privilegi. I burocrati carrieristi ne hanno già sprecato anche troppo. Lasci che l'aiuti ora; sono certo che lei mi aiuterà quando tutto sarà finito.»
«Ci può contare. Brian?»
Gossage strinse il blocco per gli appunti.
«Il nome di Buffalo Bill è William Rubina, si fa chiamare Billy Rubina. Nell'aprile o nel maggio del 1975 lo mandò da me il mio paziente Benjamin Raspail. Disse che viveva a Philadelphia. Non ricordo l'indirizzo, ma alloggiava con Raspail a Baltimora.»
«Dov'è la sua documentazione clinica?» intervenne il maggiore Bachman.
«La documentazione fu distrutta per ordine del tribunale poco dopo...»
«Che aspetto aveva?» chiese il maggiore Bachman.
«Le dispiace, maggiore? Senatrice Martin, l'unico... »
«Mi dia l'età, una descrizione e tutto quello che può ricordare» disse il maggiore Bachman.
Il dottor Lecter si astrasse. Pensò a qualcos'altro, agli studi anatomici di Géricault per La zattera della Medusa... e se anche udì le domande che seguirono, non lo mostrò.
Quando la senatrice Martin riguadagnò la sua attenzione, erano soli nell'ufficio e lei aveva il blocco per gli appunti di Gossage.
Il dottor Lecter la fissò. «Quella bandiera ha odore di sigari» disse. «Lei ha allattato Catherine?»
«Prego? Come ha detto?»
«L'ha allattata al seno?»
«Sì.»
«Fa venire sete, no...?»
Quando Lecter vide gli occhi della senatrice oscurarsi, centellinò un sorso della sua sofferenza e la trovò squisita. Per quel giorno era abbastanza. Continuò: «William Rubina è alto circa un metro e ottantacinque e dovrebbe avere trentacinque anni, più o meno. È massiccio... pesava circa ot-tantacinque chili quando l'ho conosciuto, e immagino che sia aumentato ancora. Ha i capelli scuri e gli occhi celesti. Riferisca questi dati, poi continueremo».
«Sì, certo» disse la senatrice Martin, e andò alla porta per consegnare gli appunti.
«Lo vidi una volta sola. Prese un altro appuntamento, ma non tornò più.»
«Perché pensa che sia Buffalo Bill?»
«Già allora assassinava la gente e da un punto di vista anatomico la riduceva in condizioni molto simili. Disse che voleva aiuto per smettere, ma in realtà voleva soltanto parlarne. Vantarsene.»
«E lei non... E quello era sicuro che lei non l'avrebbe denunciato?»
«Non pensava che l'avrei fatto, e comunque gli piace rischiare. Non avevo tradito le confidenze del suo amico Raspail.»
«Raspail sapeva che faceva queste cose?»
«Raspail aveva appetiti piuttosto loschi... era coperto di cicatrici.
«Billy Rubina mi disse di avere precedenti penali, ma non fornì dettagli. Feci una breve anamnesi, una sua storia clinica. Non era eccezionale, a parte una cosa: Rubina mi disse che una volta s'era ammalato d'antrace, una malattia causata dall'avorio degli elefanti. È tutto ciò che ricordo, senatrice Martin, e immagino che ora sarà ansiosa di andare. Se mi verrà in mente qualcos'altro, la farò avvertire.»
«Fu Billy Rubina a uccidere l'uomo del quale è stata trovata la testa a
bordo della macchina?»
«Credo di sì.»
«Sa chi era?»
«No. Raspail lo chiamava Klaus.»
«Le altre cose che aveva detto all'FBI erano vere?»
«Erano vere almeno quanto lo era ciò che l'FBI ha detto a me, senatrice Martin.»
«Ho dato qualche disposizione per lei qui a Memphis, in via provvisoria. Parleremo della sua situazione; e andrà a Brushy Mountain quando questo... quando avremo risolto tutto.»
«Grazie. Vorrei avere un telefono. Caso mai mi venisse in mente qualcosa... »
«L'avrà.»
«E musica. Glenn Gould, le Variazioni Goldberg. Sarebbe chiedere troppo?»
«Sta bene.»
«Senatrice Martin, non affidi una pista in esclusiva all'FBI. Jack Crawford non gioca mai onestamente con gli altri organi ufficiali. Per quella gente è un gioco. È deciso a effettuare lui l'arresto.»
«Grazie, dottor Lecter.»
«Mi piace molto il suo tailleur» disse Lecter mentre la senatrice usciva dall'ufficio.
33
Locale dopo locale, la cantina di Jame Gumb somiglia a quei labirinti che ci riempiono di frustrazione nei sogni. Quando era ancora timido, molte vite addietro, il signor Gumb si dedicava ai suoi piaceri negli ambienti più nascosti, lontano dalle scale. Ci sono camere negli angoli lontani, camere che appartengono ad altre vite e che Gumb non apre da anni. Alcune sono ancora occupate, per così dire, anche se i suoni che provenivano da quelle porte si sono spenti nel silenzio molto tempo fa.
I livelli dei pavimenti variano di stanza in stanza, anche di una trentina di centimetri. Ci sono soglie da scavalcare, architravi da schivare. È impossibile far rotolare grossi carichi, e trascinarli è difficile. Far camminare qualcosa davanti a sé, quando questo inciampa e grida e implora e batte la testa intontita, è altrettanto difficile, e anche pericoloso.
Avendo acquisito esperienza e sicurezza, Gumb non pensò più di dover soddisfare le sue esigenze nelle parti più nascoste della cantina. Ora si serve di una serie di locali intorno alla scala, e sono locali grandi, con acqua corrente ed elettricità.
La cantina è immersa nell'oscurità assoluta.
Sotto la stanza con il pavimento di sabbia, nella segreta, Catherine Martin tace.
Jame Gumb è lì in cantina, ma non è in quella camera.
La stanza al di là della scala è nera per gli occhi umani; ma è piena di deboli suoni. L'acqua sgocciola, e ronzano piccole pompe. Nei suoi echi, l'ambiente sembra grande. L'aria è umida e fresca. C'è odore di vegetazione. Un palpito d'ali contro la guancia, qualche fremito nell'aria. Un Suono sommesso e nasale di piacere, un suono umano.
Nella stanza non ci sono le lunghezze d'onda della luce che l'occhio umano può utilizzare, ma Jame Gumb è qui e può vedere benissimo, sebbene veda tutto in sfumature più o meno intense di verde. Porta un paio di eccellenti occhialoni a infrarossi (un residuato bellico israeliano pagato meno di quattrocento dollari) e punta il raggio di una torcia a infrarossi sulla gabbia di rete metallica che gli sta davanti. La giovane imago è appena uscita da una crisalide spaccata nella terra umida, sul fondo della gabbia. Si arrampica con prudenza su uno stelo di belladonna, in cerca dello spazio per spiegare le ali umide, ancora ripiegate sul dorso. Sceglie un rametto orizzontale.
Gumb deve inclinare la testa per vedere. A poco a poco le ali si riempiono di sangue e di aria. Sono ancora incollate insieme sul dorso dell'insetto.
Passano due ore. Jame Gumb non si è mosso. Ogni tanto gira la torcia a luce infrarossa per ammirare i progressi dell'insetto. Per passare il tempo punta il raggio sul resto della stanza... sui suoi grandi acquari pieni di soluzione vegetale per la concia. Sulle forme e sui tenditori nelle vasche, le sue acquisizioni più recenti sembrano statue classiche spezzate, verdi sul fondo del mare. La luce scorre sul grande tavolo da lavoro galvanizzato, con il ceppo a cuscino, i beccucci e i drenaggi, quindi sfiora l'argano che lo sovrasta. Contro la parete, i lunghi lavelli industriali. E tutto nelle immagini verdi dell'infrarosso filtrato. Palpiti e striature fosforescenti attraversano la sua visuale, le piccole scie cometarie delle falene libere nel locale.