Il silenzio degli innocenti
- Автор: Thomas Harris
- Год: 1991
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: R. Rambelli
- Жанр: Маньяки
Электронная книга - «Il silenzio degli innocenti». Краткое содержание книги:
Inquadra di nuovo la gabbia, giusto in tempo. Le ali del grande insetto sono sollevate sopra il dorso, e nascondono il segno. Ora abbassa le ali per ammantarne il corpo, e il famoso motivo appare chiaro. Un teschio umano, meravigliosamente composto dalle squamette pelose, fissa Gumb dal dorso della falena. Sotto la cupola del cranio spiccano le occhiaie nere e gli zigomi sporgenti. Al di sotto, l'oscurità sembra un bavaglio sulla faccia, sopra la mascella. Il teschio poggia su un segno allargato come la parte superiore di una pelvi.
Un teschio posato su una pelvi: e tutto disegnato sul dorso di una falena per un capriccio della natura.
Jame Gumb prova un senso di piacere e di leggerezza. Si protende in avanti, soffia delicatamente sulla falena e la falena alza la proboscide acuminata e stride in tono rabbioso.
In silenzio, Gumb passa nella stanza della segreta. Apre la bocca per calmare il respiro. Non vuole rovinare il suo stato d'animo con il chiasso che potrebbe salire dal pozzo. Le lenti degli occhiali un po' sporgenti sembrano gli occhi peduncolati di un granchio. Gumb sa che gli occhialoni non sono per nulla attraenti; ma l'hanno aiutato a passare molti momenti splendidi nella cantina buia, nei suoi giochi sotterranei.
Si affaccia e punta il raggio di luce invisibile all'interno del pozzo.
Il materiale giace sul fianco, raggomitolato come un gambero. Sembra che dorma. Accanto c'è il bugliolo. Non ha più spezzato stupidamente il legaccio cercando di arrampicarsi sulle pareti lisce. Nel sonno, si stringe contro la faccia l'angolo del telone e si succhia il pollice.
Mentre guarda Catherine e fa scorrere su di lei il raggio infrarosso, Jame Gumb si prepara ad affrontare gli importantissimi problemi che l'attendono.
È terribilmente difficile lavorare la pelle umana quando si hanno criteri esigenti come quelli di Gumb. Ci sono decisioni fondamentali da prendere: e la prima è stabilire dove mettere la chiusura lampo.
Fa scorrere il raggio sulla schiena di Catherine. Normalmente, metterebbe la lampo sulla schiena: ma allora come potrebbe chiuderla da solo? Per quanto la prospettiva sia eccitante, non può andare a chiedere aiuto a qualcuno. Conosce certi posti, certi ambienti dove i suoi sforzi sarebbero molto ammirati... ci sono certi yacht sui quali potrebbe pavoneggiarsi... ma tutto questo a suo tempo. Ha bisogno di cose da poter usare da solo. Dividere la parte centrale sarebbe un sacrilegio... Non vuole neppure pensarci.
Nella luce infrarossa, Jame Gumb non può giudicare il colorito di Catherine, però gli sembra più magra. Pensa che forse era a dieta, quando l'ha presa.
L'esperienza gli ha insegnato ad attendere da quattro giorni fino a una settimana, prima di prendere la pelle. L'improvviso dimagrimento rende più facile rimuoverla. Inoltre, la denutrizione toglie gran parte delle forze al soggetto e lo rende più trattabile. Più docile. Alcuni si abbandonano a una rassegnazione inebetita. Nel contempo, però, è necessario fornire qualche razione per evitare crisi di disperazione violenta che potrebbero danneggiare la pelle.
Il soggetto ha perso peso, senza dubbio. Questo è così speciale, così importante per ciò che sta facendo, che Gumb non sopporta l'idea di aspettare ancora a lungo. Non sarà necessario. Potrà farlo domani pomeriggio o domani notte. Dopodomani al massimo. Molto presto.
34
Clarice Starling riconobbe il cartello delle Stonehinge Villas che aveva visto nel telegiornale. Il comprensorio residenziale di East Memphis, formato da appartamenti e case unifamiliari, formava una grande U intorno a un parcheggio.
Lasciò la Chevrolet Celebrity presa a nolo. Lì abitavano tecnici specializzati e piccoli dirigenti... lo si capiva dalle TransAm e dalle IROC-Z Camaro. I camper per i fine settimana e i piccoli motoscafi per lo sci acquatico, lucidi di vernice a smalto, erano sistemati in un settore del parcheggio riservato a loro.
"Stonehinge Villas"... quel modo di scrivere dava sui nervi a Clarice tutte le volte che lo guardava. Con ogni probabilità gli appartamenti erano pieni di mobili di vimini dipinti di bianco e di moquette color pesca. Fotografie sotto il vetro del tavolino. La cucina per due e La fondue nel menu. Clarice Starling, la cui unica residenza era una stanza nel dormitorio dell'Accademia dell'FBI, era una critica severa di quel genere di cose.
Doveva imparare a conoscere Catherine Baker Martin; e quello sembrava un posto poco adatto alla figlia di una senatrice. Clarice aveva letto lo scarso materiale biografico raccolto dall'FBI, da cui risultava che Catherine Martin era intelligente ma non s'impegnava molto. Aveva fallito a Far-mington e aveva passato a Middlebury due anni assai poco soddisfacenti. Adesso studiava alla Southwestern e faceva pratica come insegnante.
Clarice avrebbe potuto immaginarla senza difficoltà come una ragazza piena di sé, cresciuta in collegio, una di quelle persone che non ascoltano mai gli altri. Sapeva che doveva andar cauta in questo per non lasciarsi condizionare da pregiudizi e risentimenti. Lei era stata in qualche collegio grazie alle borse di studio, e aveva avuto voti molto più belli degli abiti.
Aveva visto molte ragazze appartenenti a famiglie ricche e infelici, ragazze che passavano troppo tempo nei collegi. In molti casi s'era infischiata di loro; ma aveva finito per scoprire che quella disattenzione può essere uno stratagemma per evitare la sofferenza e che spesso viene interpretata erroneamente come superficialità e indifferenza.
Era meglio pensare a Catherine come alla bambina che andava in barca a vela con il padre, come appariva nel filmato trasmesso insieme all'appello televisivo della senatrice Martin. Si chiedeva se Catherine aveva cercato di far felice il padre, quand'era piccola. Si chiedeva cosa stava facendo Catherine quando le avevano detto che il padre era morto di un attacco cardiaco a quarantadue anni. Clarice Starling era sicura che Catherine ne sentiva la mancanza. E quella ferita in comune la faceva sentire vicina alla giovane donna.
Riteneva indispensabile provare simpatia per Catherine Martin, perché l'avrebbe aiutata a vincere.
Vide subito dov'era l'appartamento di Catherine: proprio davanti c'erano ferme due macchine della Stradale del Tennessee. C'erano macchie di polvere bianca nel parcheggio, nell'area più vicina all'appartamento. Il Tennessee Bureau of Investigation doveva aver rilevato le macchie d'olio con la pomice o con qualche altra polvere inerte. Crawford aveva detto che quelli del TBI sapevano il fatto loro.
Clarice Starling si avvicinò ai camper e alle imbarcazioni parcheggiati nel settore speciale, di fronte all'appartamento. Era lì che Buffalo Bill aveva sequestrato Catherine Martin. Abbastanza vicino alla porta perché lei la lasciasse aperta quando era uscita. Qualcosa l'aveva indotta a uscire. Doveva essere stata una trappola dall'aspetto innocuo.
Sapeva che la polizia di Memphis aveva fatto una serie di interrogatori porta-a-porta, e nessuno aveva visto niente. Forse era successo in mezzo ai camper. Buffalo Bill doveva essersi messo in agguato proprio in quel punto. Senza dubbio a bordo di un veicolo. Ma sapeva che Catherine era lì. Doveva averla vista in qualche posto e l'aveva seguita, in attesa dell'occasione propizia. Non ci sono molte ragazze della taglia di Catherine. E lui non si piazzava in qualche località scelta a caso ad aspettare che passasse una donna della taglia giusta. Avrebbe potuto attendere per giorni e giorni senza vederne neppure una.
Tutte le sue vittime erano grandi e grosse. Tutte. Alcune erano anche grasse, ma tutte erano imponenti. "Così potrà ricavarne qualcosa che gli vada bene." Clarice Starling ricordò ciò che le aveva detto il dottor Lecter
e rabbrividì. Il dottor Lecter, che era stato trasferito a Memphis.