L'ombra del Torturatore [The Shadow of the Torturer - it]
- Автор: Вулф Джин Родман
- Серия: Libro del Nuovo Sole #1
- Год: 1983
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0490-2
- Переводчик: Roberta Rambelli
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ombra del Torturatore [The Shadow of the Torturer - it]». Краткое содержание книги:
— Un mio nipote — riprese l'uomo nudo, — che appartiene al mio stesso cerchio di fuoco, non aveva pesce. Così, prese un tridente e andò in un certo stagno. Si allungò sull'acqua e rimase immobile, come una pianta. — Si alzò di colpo e mimo l'atto di colpire i piedi della donna con una lancia d'aria. — Restò fermo a lungo… fino a quando le scimmie smisero di temerlo e ripresero a lanciare fuscelli nell'acqua, e un esperorne si appoggiò svolazzando sul suo nido. Un grosso pesce lasciò la tana fra i tronchi sommersi. Mio nipote lo vide nuotare in cerchio, lentamente. Il pesce si avvicinò alla superficie, ma quando mio nipote stava per colpirlo con il tridente, al posto del pesce comparve una bellissima donna. Da principio mio nipote pensò che si trattasse del re dei pesci, che aveva operato quella mutazione per non farsi colpire, ma poi vide il pesce muoversi sotto il volto della donna e capì che si trattava di un riflesso. Sollevò la testa, ma non vide altro che liane. La donna era sparita! — L'uomo alzò il volto per imitare la meraviglia del pescatore. — Quella notte mio nipote andò dal Nume, il Fiero, e tagliò la gola di un giovane oreodinte, dicendo…
Agia mi riscosse bisbigliando: — In nome del Teoantropo, per quanto tempo intendi fermarti qui? Potrebbero andare avanti per tutto il giorno.
— Lasciami dare un'occhiata in giro — le risposi, — poi andremo.
— Possente è il Fiero, sacri sono tutti i suoi nomi. Tutto quello che si trova sotto le fronde è suo, i temporali stanno fra le sue braccia, il veleno non uccide fino a quando non viene pronunciata la sua maledizione!
Non abbiamo bisogno di ascoltare tutte queste lodi del tuo feticcio, Isangoma — disse la donna. — Mio marito vuole ascoltare la tua storia. E va bene, ma raccontala senza litanie.
— Il Fiero protegge il suo supplice! Non dovrebbe forse vergognarsi se quello che lo adora muore?
— Isangoma!
Dalla finestra, l'uomo disse: — Ha paura, Marie. Non lo capisci dalla sua voce?
— Non esiste paura per i seguaci del Fiero! Il suo alito è la nebbia che protegge il piccolo uakaris dagli artigli del margay!
— Robert, se non hai intenzione di intervenire, lo farò io. Isangoma, taci. O vattene e non tornare più.
— Il Fiero sa che Isangoma ama la Precettrice. E la salverebbe, se gli fosse possibile.
— Salvarmi da cosa? Pensi che qui ci sia qualcuna delle tue belve spaventose? E se anche ci fosse, Robert la ucciderebbe con il fucile.
— I tokoloshe, Precettrice. Arrivano i tokoloshe. Ma il Fiero, nella sua condensazione, ci proteggerà. Egli è il possente che comanda a tutti i tokoloshe! Quando lui ruggisce, si nascondono sotto le foglie cadute!
— Robert, secondo me è impazzito.
— Lui ha gli occhi, Marie, tu no.
— Che cosa vuoi dire? E per quale motivo continui a guardare dalla finestra?
Lentamente, l'uomo si volse verso di noi. Fissò per un istante me e Agia, poi girò la testa. Aveva la stessa espressione dei nostri clienti quando il Maestro Gurloes mostrava loro gli strumenti che avrebbe usato nella loro anacrisi.
— Robert, per l'amor del cielo, dimmi cosa c'è.
— Come dice Isangoma, i tokoloshe sono qui. Non i suoi, credo, bensì i nostri. La Morte e la Signora. Hai mai sentito parlare di loro, Marie?
La donna scrollò la testa. Si alzò e aprì un bauletto.
— Lo immaginavo. È un quadro… anzi, un tema artistico. Quadri di molti artisti. Isangoma, non penso che il tuo Fiero abbia molta autorità su questo tokoloshe. Questi arrivano da Parigi, dove ho studiato, per rimproverarmi di aver abbandonato l'arte per questo.
— Hai la febbre, Robert, è chiaro — disse la donna. — Ti darò qualcosa e fra poco ti sentirai meglio.
L'uomo fissò nuovamente il volto di Agia e il mio, come se non volesse farlo ma non riuscisse a controllare gli occhi. — Se sto male, Marie, vuol dire che i malati sanno cose che i sani hanno trascurato. Anche Isangoma ha colto la loro presenza, non dimenticarlo. Non hai avvertito le vibrazioni del pavimento mentre leggevi? È stato allora che sono entrati, penso.
— Ti ho appena preparato un bicchier d'acqua per bere il chinino, e non ho visto la minima increspatura.
— Che cosa sono, Isangoma? Tokoloshe… ma cosa sono i tokoloshe?
— Spiriti maligni, Precettore. Ogni volta che un uomo ha dei pensieri cattivi o che una donna fa cose cattive nasce un tokoloshe. E rimane. L'uomo crede che nessuno lo sappia, perché sono tutti morti, ma il tokoloshe vive fino alla fine del mondo. E allora tutti vedranno e sapranno cos'ha fatto quell'uomo.
— Che idea terribile — disse la donna.
Il marito contrasse le mani sul davanzale della finestra. — Ma non capisci che si tratta solo delle conseguenze delle nostre azioni? Sono gli spiriti del futuro e siamo noi a generarli.
— Stai dicendo delle assurdità pagane, Robert. Ascolta. Tu hai la vista tanto acuta. Fermati ad ascoltare un istante.
— Sto ascoltando. Che cosa vuoi dire?
— Niente. Voglio solo che tu ascolti. Che cosa senti?
Nella capanna calò il silenzio. Mi misi in ascolto anch'io; non avrei potuto evitarlo, anche volendo. All'esterno, le scimmie ciangottavano e i pappagalli strillavano come prima. Poi, al di sopra dei rumori della giungla si udì un debole ronzio, come se un insetto grande quanto una barca stesse volando in lontananza.
— Cos'è? — domandò l'uomo.
— L'aereo postale. Se hai fortuna, fra poco riuscirai a vederlo.
L'uomo si sporse dalla finestra e io, spinto dalla curiosità, mi affacciai alla finestra di sinistra. Il fogliame era tanto fitto che non permetteva di vedere nulla, ma l'uomo stava guardando verso l'alto, oltre l'orlo del tetto, e in quella direzione riuscii a distinguere una chiazza azzurra.
Il ronzio aumentò, e comparve il velivolo più strano che avessi mai visto. Era dotato di ali, ma pareva che i suoi costruttori ignorassero il fatto che, siccome non poteva sbattere le ali come un uccello, la spinta ascensionale poteva tranquillamente venire dallo scafo. Ciascuna delle ali argentee presentava un rigonfiamento, e un terzo compariva sulla parte anteriore dello scafo, e davanti a ognuna delle tre protuberanze pareva baluginare una luce.
— In tre giorni potremmo raggiungere la pista d'atterraggio, Robert, e potremmo essere là ad aspettarlo la prossima volta che atterrerà.
— Se il Signore ci ha voluti qui…
— Esatto, Precettore! Noi dobbiamo fare la volontà del Fiero! Nessuno è come lui! Precettrice, lasciami danzare in suo onore e intonare il suo canto. Forse così i tokoloshe se ne andranno.
L'uomo nudo tolse dalle mani della donna il libro e iniziò a percuoterlo con il palmo, ritmicamente, come se stesse suonando un tamburo. I suoi piedi strusciavano sul pavimento irregolare e la sua voce modulata e acuta pareva quella di un bambino.
— Io me ne vado, Severian — disse Agia, e varcò la soglia. — Se vuoi rimanere ancora fai pure. Ma poi dovrai andare da solo a raccogliere l'avern e ti dovrai arrangiare a cercare la strada per i Campi Sanguinati. Sai che cosa succederà se non ti presenterai?
— Si rivolgeranno a dei sicari, hai detto.
— E i sicari si serviranno del serpente detto barbagialla. Ma non se la prenderanno subito con te. Prima toccherà alla tua famiglia, se ce l'hai, e ai tuoi amici. E dal momento che ho girato con te per tutto il quartiere, ci andrò di mezzo anch'io.