La lega dei mondi ribelli [Downbelow Station - it]
- Автор: Черри Кэролайн Джэнис
- Серия: Lega e Confederazione #3
- Год: 1989
- Язык: итальянский
- Год: Club degli Editori
- Переводчик: Roberta Rambelli
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «La lega dei mondi ribelli [Downbelow Station - it]». Краткое содержание книги:
Vincitore del premio Hugo per il miglior romanzo in 1982.
Nominato per il premio Locus in 1982.
— Dov’è stato? — chiese bruscamente Ayres, prima che potesse andarsene.
Marsh si voltò a guardarlo. — C’è stato un disguido nella mia assegnazione qui. Il loro computer mi aveva alloggiato altrove.
Gli altri avevano alzato la testa, ascoltando. Marsh fissò Ayres. Sudava.
Metterlo con le spalle al muro? Mostrarsi irritato? Tutte le stanze erano controllate; di questo erano sicuri. Poteva dare del bugiardo a Marsh e far capire chiaramente che il gioco stava raggiungendo un altro livello. Avrebbero potuto, anche se ripugnava al suo istinto, trascinare Marsh in bagno e immergergli la testa nell’acqua, e costringerlo a dire la verità con metodi altrettanto efficaci di quelli usati dalla Confederazione. I nervi di Marsh non avrebbero retto, in quel caso. Era un vantaggio discutibile, su tutti i fronti.
Forse… era la pietà a suggerirglielo… Marsh manteneva il silenzio come gli era stato ordinato. Forse Marsh avrebbe voluto confidarsi con loro, e invece obbediva all’ordine di tacere, soffrendo per lealtà. Ma ne dubitava. Era naturale che i confederati avessero puntato su di lui… non era un individuo debole, ma era il più debole dei quattro. Marsh deviò lo sguardo, portò le valigie in camera sua e chiuse la porta scorrevole.
Ayres non scambiò neppure un’occhiata con gli altri. La sorveglianza, probabilmente, era anche visiva, e continua. Si girò verso lo schermo e seguì la trasmissione.
Avevano bisogno di tempo, di guadagnare tempo in quel modo, o con i negoziati. Finora, la tensione era sopportabile. Ogni giorno discutevano con la Confederazione, una parata sempre mutevole di funzionari. La Confederazione accettava le loro proposte in linea di principio, si proclamava interessata, parlava e discuteva, li spediva davanti a questa o quella commissione, cavillava su dettagli del protocollo. Sul protocollo, quando subivano dei furti dai loro bagagli! Era un modo per perdere tempo, da entrambe le parti, e Ayres avrebbe voluto sapere che vantaggio poteva trarne la Confederazione.
Senza dubbio le azioni militari erano in corso, e forse questo non avrebbe arrecato loro alcun beneficio nei negoziati. Giunti al punto critico, gli avrebbero sbattuto in faccia i risultati, perché si rassegnassero a cedere qualcosa d’altro.
Pell, naturalmente. Pell era la richiesta più probabile; e questo non era ammissibile. Un’altra prevedibile richiesta era la consegna degli ufficiali dell’Anonima alla giustizia rivoluzionaria della Confederazione. In pratica era irrealizzabile, anche se era possibile preparare un compromesso, un documento privo di valore pratico: dichiararli fuorilegge, magari. Ayres non aveva nessuna intenzione di sacrificare le vite del personale della Flotta, se poteva farne a meno; ma rinunciare alle obiezioni contro l’incriminazione di alcuni funzionari di stazione riconosciuti come nemici dello stato… forse sarebbe stato fattibile. Tanto, la Confederazione avrebbe fatto comunque quel che voleva. E ciò che succedeva in quello spazio tanto remoto avrebbe avuto scarsi effetti politici sulla Terra. Tutto ciò che i mass-media non riuscivano a portare nelle case di tutti, non poteva colpire l’attenzione del grosso pubblico. Statisticamente, la maggioranza dell’elettorato non era in grado di capire le questioni complicate; se non c’erano le immagini, non c’era neppure la notizia; se non c’era la notizia, era come se l’evento non esistesse; non c’era grande comprensione da parte del pubblico, né un interesse continuato da parte dei mass-media: era la politica più sicura, per l’Anonima. Soprattutto, non poteva giocarsi la maggioranza che aveva ottenuto su altri problemi, il mezzo secolo di manovre oculate, il discredito gettato sui leaders isolazionisti… i sacrifici già compiuti. Altri sacrifici erano inevitabili.
Ayres ascoltava quella trasmissione idiota, cercava nella propaganda qualche indizio che potesse chiarirgli la situazione, seguiva le cronache dei presunti benefici che la Confederazione arrecava ai suoi cittadini, degli immensi programmi di migliorie interne. Le cose che più lo interessavano, la vastità del territorio della Confederazione in direzioni diverse da quella della Terra, il numero delle basi in suo possesso, la sorte delle stazioni cadute, l’eventuale sviluppo attivo dei nuovi territori o l’impegno di tutte le risorse nella guerra… quelle informazioni non erano accessibili. E silenzio assoluto sull’estensione dei laboratori delle nascite, e in che percentuale essi contribuivano all’aumento della popolazione, o sul trattamento ricevuto da quegli individui. Ayres maledisse mille volte la riluttanza della Flotta, e di Signy Mallory in particolare. Non sapeva se la sua soluzione fosse quella giusta… escludere la Flotta dalla sua iniziativa. Non sapeva che cosa sarebbe accaduto, se la Flotta fosse entrata in azione come aveva chiesto. Adesso si trovavano dove avrebbero dovuto trovarsi, anche se si trattava di quelle camere bianche, identiche a tutte le altre camere bianche che li avevano ospitati; stavano facendo esattamente ciò che dovevano… senza la Flotta, che avrebbe potuto dare un maggiore potere contrattuale, o avrebbe potuto rivelarsi come un terzo fattore del tutto incontrollabile, nei negoziati. L’ostinazione di Pell non era stata d’aiuto; Pell, che aveva preferito tener buona la Flotta. Con l’appoggio della stazione avrebbero potuto far colpo sulla mentalità di quelli come la Mallory.
E questo lo riportava a un altro problema: con una Flotta che teneva conto soprattutto dei propri interessi era possibile scendere a patti? Mazian e i suoi non si sarebbero lasciati certamente controllare dando alla Terra il tempo necessario per prepararsi alla difesa. Non erano terrestri, si disse; e a giudicare dal loro aspetto, non erano neppure ligi ai regolamenti. Come il personale scientifico che aveva reagito ai bandi contro l’emigrazione dalla Terra e ai richiami in patria, molto tempo fa… che aveva disertato, passando alle Stelle Sperdute. E poi alla Confederazione. O diventando come i Konstantin, da tanto tempo tiranni del loro piccolo impero che non sentivano più alcuna responsabilità nei confronti della Terra.
E poi — questo lo atterriva, quando gli capitava di pensarci — non si era aspettato quella differenza, non si era aspettato la mentalità della Confederazione, che sembrava scivolare verso un comportamento non parallelo al suo e neppure opposto. La Confederazione stava cercando di piegarli… il bizzarro gioco con Marsh era senza dubbio un esempio della tattica di dividere per conquistare. Perciò si rifiutava di coinvolgere Marsh. Marsh, Bela e Dias non conoscevano informazioni dettagliate; erano semplicemente funzionari dell’Anonima, e ciò che sapevano non era molto pericoloso. Ayres aveva rimandato sulla Terra i due delegati che, come lui, sapevano troppo; li aveva rimandati a riferire che era impossibile dominare la Flotta, e che le stazioni stavano capitolando. Era già qualcosa. Lui e i suoi compagni cercavano di stare al gioco, si rifugiavano in un silenzio monastico, subivano senza fare commenti i traslochi e i disagi ideati per innervosirli… una tattica che mirava a indebolirli nei negoziati, si augurava Ayres, e non a logorarli con gli interrogatori. Si mostravano docili, e speravano di avvicinarsi alla conclusione del trattato.
E Marsh era in mezzo a loro, partecipava alle sedute, in privato li guardava con aria triste e offesa, senza il loro appoggio morale… perché chiedere spiegazioni od offrire conforto significava spezzare il silenzio che era il loro baluardo difensivo. Perché? aveva scritto una volta Ayres sul piano di plastica del tavolo, accanto al braccio di Marsh. L’aveva scritto con la punta del dito, augurandosi che nessuna lente potesse captarlo. E quando non aveva ottenuto alcuna reazione aveva scritto: Cosa? Marsh aveva cancellato le due parole e non aveva scritto niente, aveva girato la faccia dall’altra parte, con le labbra che gli tremavano. Ayres non aveva ripetuto le domande.