Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Maestro del passato [Past Master - it]
Maestro del passato [Past Master - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Maestro del passato [Past Master - it]

Электронная книга - «Maestro del passato [Past Master - it]». Краткое содержание книги:

Il “migliore dei mondi possibili” è Astrobia, pianeta costruito sul modello dell’Utopia, dove agi e ricchezze sono a disposizione di chi li vuole. Ma proprio quando il sogno sta per realizzarsi ecco scoppiare una crisi inspiegabile: perché la gente volta le spalle al benessere e sceglie di vivere nel pericolo, negli stenti? I capi di Astrobia non lo sanno, e decidono di chiedere aiuto al passato, cercando nella Storia un leader che possa salvare la loro civiltà perfetta. Inizia così uno dei romanzi più ironici e profondi degli ultimi anni. Un’opera inesauribile, allegorica e umana, che mostra realtà e sogno, mostri e astronavi, assassini meccanici e individui programmati. Un futuro di paria e di dominatori, dove il sublime si alterna al mediocre e dove sovrastano sulla scena figure misteriose: il Rimrock, la creatura oceanica, Evita, la strega bambina, e soprattutto il fondatore e insieme il più grande avversario dell’Utopia: Thomas More, il “Maestro del passato”. Nominato per il premio Hugo in 1969.
1 ... 34 35 36 37 38 39 40 41 42 ... 56
Перейти на страницу:

Le macchine non potevano venire truccate. La loro abilità era indiscussa. Sapevano valutare tutto con precisione. Erano una combinazione dei migliori elementi di qualsiasi sistema. Una persona d’intelletto superiore, che rifletteva prima di dare un giudizio, aveva un maggiore effetto sugli analizzatori che non un individuo superficiale e con la testa fra le nuvole. Le persone che avevano una personalità più marcata e un carattere più volitivo contavano di più, per le macchine, degli individui inferiori. La confusione mentale e l’insoddisfazione erano un fattore negativo nelle valutazioni.

Questa era la votazione proporzionale, compiuta con onestà e giustizia.

C’era una cosa sola che non andava bene con questo sistema, e non certo per colpa delle macchine, dal momento che erano infallibili. Cathead e il Barrio finivano sempre per esercitare un’influenza del tutto sproporzionata. Era come se lì ci fosse un numero enorme di persone intellettualmente progredite, in grado di esprimere giudizi molto sensati, e ciò era impossibile.

Si stava perciò mettendo a punto una modifica del sistema. Giudizi e decisioni che non fossero in accordo con l’Ideale di Astrobia dovevano venire presi in scarsa considerazione, oppure eliminati del tutto. Ma erano sorte delle difficoltà. Il problema consisteva nella necessità di specificare chiaramente in che cosa consistesse l’Ideale di Astrobia. Non era possibile introdurre le modifiche in tempo per le elezioni che si stavano preparando, e in cui Thomas More era uno dei candidati.

Ma chi sarebbe mai riuscito a capire qualcosa nella giungla dei Partiti? Il Partito Centrista, per esempio, era naturalmente quello di Thomas e dei suoi tre protettori. Poi c’era il Partito del Primo Compromesso, il Partito del Secondo Compromesso e quello del Terzo Compromesso; c’erano il Partito dei Macilenti (o Conglomerato) e il Partito della Solidarietà sul Lavoro; c’era il Partito di Demos e quello dei Programmati Liberali; c’erano il Meccanico, il Censore e la Piramide; c’erano il Partito del Nuovo Sale e il Partito del Bacio della Morte; c’era quello degli Intransigenti e quello degli Intransigenti Riformati; e c’era l’Alveare; c’erano le Vespe Dorate, e i Partiti Ultimo e Penultimo. A volte sembrava che ce ne fossero un po’ troppi, ma tutti avevano una piattaforma elettorale e un programma. C’erano gli Ostruzionisti e i Nuovi Ostruzionisti. C’erano gli Estetici, gli Anestetici, e un gruppo separatista chiamato degli Anestetici Locali: questi ultimi avevano creato il partito per puro divertimento, e perciò la loro opinione automaticamente non contava nulla su Astrobia, anche se il partito poteva ugualmente registrarsi. C’era Ochlos, che era il partito prediletto da Ouden. Molti di questi partiti erano riservati esclusivamente ai Programmati; uno, quello dei Non Ricostruiti, era soltanto per gli umani. Ma la maggioranza dei partiti contava su un elettorato misto.

Un mezzo matto entrò per vedere Thomas More. Non era pazzo al punto da avere gli occhi fuori delle orbite, anzi aveva gli occhi smorti e parlava con una cantilena.

— Thomas More, lacchè dei Grandi — cominciò bruscamente. — Io sono il capo di un partito regolarmente registrato e la legge ti obbliga a concedermi una regolare udienza.

— Molto bene, sarà un’udienza regolarmente breve — disse Thomas. — Qual è il tuo partito?

— È il Partito dei Mattoidi. L’ho organizzato io e sono stato io a chiamarlo così. Io sono il Mattoide e voglio essere ascoltato.

— E quanti membri contano i Mattoidi?

— Soltanto me, incredulo Thomas. Ti starai chiedendo come abbia fatto ad ottenere un certificato di registrazione per un partito formato da una sola persona. Bene, le strade della burocrazia sono molto strane. Presentando la domanda al momento giusto, si riesce a farla passare senza che nessuno se ne accorga. Il mio programma è semplice: battersi contro quella coppia d’insufficienze, l’Umanesimo, che non ha carne, e il Materialismo, che non ha ossa.

— Molto bene — disse Thomas. — Mi sono sempre piaciute le frasi che riempiono la bocca. Questa non vuol dire niente, ma la userò anch’io nel mio prossimo discorso.

— Sono convinto che i partiti sono alla fine — continuò il Mattoide. — Alcuni sono ormai decrepiti, altri hanno problemi interni, altri ancora sono afflitti dalla bile del ripensamento, altri infine cominciano a prendere troppo alla lettera quello che dicono. Tutti stanno morendo. Molto presto sarà rimasto soltanto il mio partito.

— Ah, bene, e che cosa si propone il tuo partito?

— Io sono contro la falsità, incredulo Thomas. Penso che sia sbagliato dedicare, nelle scuole, lo stesso numero di ore alla pornografia e all’etica, e che entrambe siano materia obbligatoria. Penso che sia sbagliato dedicare alle perversioni e alla normalità lo stesso tempo, nella letteratura e nei teatri, anche se la normalità, all’epoca in cui fu introdotta la legge, ne risultò avvantaggiata. Penso che sia sbagliato affidare il compito di sciogliere i matrimoni al Valutatore, anche contro la volontà delle due parti. Penso che sia sbagliato il fatto che niente possa essere insegnato nelle scuole se non è in accordo con l’Ideale di Astrobia. Considero sbagliato che la legge possa impedire ai privati di aver figli. Ho sempre ritenuto un errore l’aver fatto degli psicologi una classe privilegiata, dando loro il potere di entrare nelle case altrui e prendere ciò che vogliono. Credo che un essere umano abbia il diritto all’inviolabilità e che non si debba permettere che il cervello di un individuo sia rimodellato con mezzi meccanici. I certificati di adattabilità dovrebbero avere meno valore, specialmente se essi stessi non sono adattabili. Credo che un uomo abbia il diritto di scegliere il suo lavoro e la sua infelicità. Non lo credi anche tu?

— No, Mattoide, non lo credo affatto.

— Non c’è da stupirsi che nel tuo mondo ti chiamassero l’Incredulo.

— Non mi hanno mai chiamato così. Tu mi confondi con un altro uomo molto più famoso di me.

— Tu non sei l’incredulo Tommaso, l’apostolo che tradì il Cristo?

— No, non sono io. Stai facendo una grande confusione.

— E così molti altri, come me. Tu devi la tua improvvisa popolarità a questa etichetta sbagliata. Ti considerano un eroe, colui che ha tradito uno dei più antichi ciarlatani. Ma allora, chi sei?

— Sono uno straniero venuto da un altro tempo, che è stato condotto qui per essere testimone di un grande evento. E così faccio. Mi sono innamorato dell’Ideale dell’Umanità Programmata.

— Non ho alcuna fede nell’Umanità Programmata. Io non sono né un umanista né un materialista. Io sono un eretico.

— Perché non vai a vivere con i tuoi simili nella purulenta Cathead?

— Perché la vita laggiù è troppo dura. Io mi appello al mio diritto di protestare. So che degli uomini sono stati decapitati per aver fatto discorsi come il mio.

— Non credo — disse Thomas. — Il motivo per cui sono stati decapitati non lo so, anche se forse dovrei saperlo. Ti ho concesso un’udienza regolarmente breve, come è richiesto dalla legge. Non chiedo l’appoggio del tuo partito, anche se, in tutta onestà, se avesse avuto più di un aderente l’avrei potuto anche chiedere. Venite qua, mie brave macchine, buttate fuori questo individuo!

E un paio di macchine, cioè di Programmati, entrarono per scaraventare fuori il Mattoide.

— Odio venir trattato così! — ruggì il Mattoide. — Non m’importa essere buttato fuori a calci da un onesto piede umano, mi è già capitato tante volte. Ma mi secca terribilmente essere scaraventato in strada da una macchina. Che tutti i meccanismi vadano a farsi fottere dai raccoglitori di rottami!

Thomas era nel pieno della sua campagna elettorale, e ne traeva un piacere immenso. Gli Assassini programmati gli davano un po’ di fastidio, presenti com’erano tra la folla che veniva ad ascoltarlo, sempre pronti a piombare sul palco con velocità fulminea per ucciderlo. Thomas però aveva assoldato un buon numero di guardie del corpo per tenerli lontano. Altri Mattoidi gli davano fastidio di tanto in tanto, ma sapeva come costringere al silenzio i più facinorosi. Ed era in gamba con la retorica: era davvero il più abile retorico di tutti i tempi. Le sue parole colpivano sempre il punto giusto, la sua lingua frustava e lasciava il segno.

1 ... 34 35 36 37 38 39 40 41 42 ... 56
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)