Maestro del passato [Past Master - it]
- Автор: Лафферти Рафаэль Алоизиус
- Год: 1972
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Maestro del passato [Past Master - it]». Краткое содержание книги:
— Io sono Pottscamp — disse il capo del terzo gruppo. Ed era, naturalmente, la vecchia conoscenza di Thomas, che l’aveva visto come un uomo, il quarto dei Tre Grandi. Ma adesso aveva un aspetto molto diverso, l’aspetto che le cose assumono in un incubo. E Thomas dovette pensare a lui in maniera diversa, ora che non era più un amico, ora che non era più un umano, bensì un Programmato, e che aveva un Serpente mentale come estensione e come demone al suo servizio.
— I miei compagni, qui, sono Holygee e Gandy — disse Pottscamp, — e la nostra specialità è l’estrapolazione.
— Siete lupi feroci — rinfacciò loro Thomas. — Ululate più forte di quanto si possa udire, in una brughiera più desolata di quante se ne possano trovare in questo mondo. Va bene, allora estrapolate pure, miei cari nove, accidenti a voi! Regredite! Astenetevi! Voi siete nove, e non sono forse le vostre estensioni quei nove serpenti che si annidano nella mia mente?
— Naturalmente, Thomas — disse Pottscamp. — Tu sei la nostra missione. Nessun altro uomo ha mai avuto tanti e importanti… ah, serpenti. Questa è la conversazione che ti avevo promesso, Thomas. Ti avevo detto che tengo già i Tre Grandi dentro il mio stomaco. Essi discutono per decidere chi di loro sia il burattinaio, e chi i burattini, ma io sono il teatro dove essi danno il loro piccolo spettacolo. Ti avevo promesso che avresti visto il rovescio del ricamo, l’altro lato, quello autentico. È un mondo che ha molto più significato di quello al quale sei abituato.
— Sembra avere un disegno molto strano, Pottscamp — osservò Thomas. — Pullula di serpenti, non è vero?
— Niente affatto, Thomas. Visti dal lato giusto non sono serpenti, ma bende regali piegate in mistiche curve. Thomas, è solo a causa della nostra antica amicizia che tu oggi ti trovi qui. E devo dire che la tua è una delle menti più interessanti in cui mi sia mai annidato. Gli altri si proponevano di eliminarti immediatamente e di sostituirti con una replica, che naturalmente sarebbe stata dei nostri.
— Questo è impossibile, Pottscamp. Sono invisibile in Replica.
— La replica che avevamo in mente per te sarebbe stata visibile. E l’avremmo fatta più simile a te di quanto non sia tu stesso. E si sarebbe comportata esattamente come te, ma senza le tue momentanee ribellioni.
— Avanti, Pottscamp, fammi vedere quest’altro lato del ricamo, dal momento che sono qui e devo ascoltare. Tu estrapoli, non è vero? E allora, fallo.
— Siamo noi stessi l’estrapolazione dell’umanità — l’interruppe Northprophet, che in quella gerarchia sembrava superiore allo stesso Pottscamp. — Ti diremo come stanno le cose, Thomas, dal momento che non puoi far nulla. Confesso che in noi è stato programmato un certo atteggiamento teatrale, e che ci piace godere dei nostri successi. Tu non potrai servirti in alcun modo di quanto sentirai ora. Ma, allo stesso modo, noi non siamo in grado di cancellarti. Questa è la vera ragione per cui non l’abbiamo ancora fatto. Sappiamo che la tua vita è in qualche modo protetta, e che è impossibile ucciderti finché la tua ora non sia giunta. Tuttavia, potremmo facilmente nasconderti e mettere un altro al tuo posto. E ci sarebbe anche possibile tagliarti a pezzi in modo orribile, fino a farti quasi morire. Potremmo farti diventare una specie di vegetale, un vegetale che soffre, ma tu non moriresti fino al momento fissato per te dal destino.
— Anche i Programmati sono pazzi come gli uomini, che credono nel destino? — domandò Thomas. Vedere senza luce da occhi altrui era un po’ come vedere sott’acqua. Era come vedere sullo stesso piano la superficie e la profondità. Si poteva vedere, ma senza capirlo, sia il funzionamento interiore di queste entità, sia l’orrore alla superficie; s’intravedeva confusamente l’essenza di Northprophet, quella che ululava come un cane, e di Pottscamp, quella del lupo feroce. Dentro di essi c’erano spettri con sembianza di animale, e percependoli attraverso le estensioni dei loro stessi occhi si vedeva questa essenza spettrale. — Pensavo che voi Programmati foste soltanto degli interessanti giocattoli. Ora scopro che siete dei giocattoli contorti, ma tuttavia siete ancora Cose. Ritornate nelle vostre scatole, non siete altro che dei babau, degli spauracchi, dei fantocci a molla!
— Thomas, siamo noi adesso i padroni della scatola — disse Pottscamp. — La scatola è Astrobia. Ci siamo impadroniti di tutte le scatole. Adesso siamo noi a comandare e tu sei il giocattolo, e noi giocheremo con te fino a quando non decideremo di buttarti via.
— E allora, meccanismi ipertrofici, cosa siete?
— Chi siamo e da dove siamo sorti, Thomas? I testi che ti hanno lasciato studiare danno soltanto l’ombra della realtà. Un secolo fa, alcuni scienziati crearono il primo di noi per studiare meglio se stessi. Volevano scoprire se era possibile creare uomini migliori di quelli prodotti dalla natura stessa. Ma rimandiamo le spiegazioni, per il momento. Ascolta attentamente quanto ti dico, e poi dimenticalo.
«Tu qualche volta hai un po’ di fede, Thomas, e con quel tuo brandello di fede hai già indovinato chi siamo. Stando alle tue vecchie credenze, noi siamo diavoli. Il nome con cui noi ci chiamiamo è un altro, ma noi siamo più vecchi di questi nostri corpi artificiali, più vecchi dei nostri stessi programmi. Queste per noi sono case, case ben fatte, che abbiamo trovato, ripulite e addobbate, e nelle quali ci siamo sistemati. Questa piccola informazione, Thomas, è quella che dimenticherai per prima, completamente. Vedi? L’hai già dimenticata.»
Pottscamp aveva dato l’impressione d’inciampare sulle parole, dentro a quell’immenso stomaco senza luce che illuminava tutte le Cose che conteneva. Poi Pottscamp continuò.
— Volevano scoprire se era possibile creare uomini migliori di quelli prodotti dalla natura stessa. Non avrebbero mai dovuto togliere il coperchio da quella scatola. Tu stesso ci hai definiti come un sogno fantastico, la nostra presenza ti è sembrata meravigliosa. Non intendo parlarti di chimica paracolloidale e d’elettronica degli zigoti, e neppure di capsule neurali o di statoconduttori. Non è il mio campo, e tu stesso sei indietro di mille anni rispetto ai progressi della scienza. Poche volte, però, si è menzionato il materiale grezzo che fu usato per produrre il primo di noi, la matrice in cui sono stati incorporati i meccanismi e i controlli. Si trattava di una decina di criminali umani, giovani e ottusi. Le loro menti erano fin troppo semplici e univoche. Nei dieci giovani prescelti mancavano totalmente le cosiddette emozioni, l’indecisione, e certe aberrazioni umane come il rimorso e la coscienza morale. Erano un complesso di zombie selezionati con cura, grandi tabule rase sulle quali si poteva stampare di tutto. Gli scienziati stamparono su quelle tabule se stessi: noi.
«Ma gli scienziati che ci costruirono erano anch’essi un gruppo di dieci, e si erano scelti con estrema cura. Anch’essi erano relativamente giovani, intelligenti, e criminali. ‘Criminale’, per gli umani, è invece ‘Giusto’, per noi. La moralità e le sue infinite complicazioni avevano sempre paralizzato l’umanità, impedendole di andare avanti, e questi dieci scienziati lo sapevano. Essi stessi erano un’élite difficile da mettere insieme, anche in un mondo tanto popolato. Perciò decisero di riprodurre artificialmente se stessi, aggiungendovi ogni possibile miglioramento. Questi miglioramenti potevano facilmente essere inseriti in un meccanismo, mentre era molto più difficile incorporarli in se stessi.»
— è impossibile che sia successo in questo modo — protestò Thomas. — Voi siete esseri viventi, per quanto distorti e artificiali. C’è qualcosa che mi nascondete, qualcosa che dissimulate tra le vostre parole.
— Sii paziente, caro Thomas, e ascolta — disse Pottscamp, il lupo feroce dalle sembianze umane. — Ci costruirono come complessi meccanismi elettronici e chimici, con la capacità di riprodurre noi stessi alla stessa guisa degli uomini; tuttavia meno del dieci per cento dei nostri tessuti erano quelli umani originali, una volta che fummo completati. Vedi, noi disponiamo di cervelli e di memorie di riserva, collocati in varie parti del corpo. Possiamo modificare la nostra forma senza indebolirne le funzioni, e assumere forme diverse da quelle che usiamo per sembrare umani. Possiamo inoltre emettere delle estensioni di noi stessi, fluttuanti, come i serpenti della tua mente, Thomas. Possiamo fare tutto ciò che l’uomo può fare, anzi molto di più. Possiamo sostituirlo, praticamente. L’uomo è un’anticaglia. Chi ha bisogno di lui? Chi lo vuole?