Maestro del passato [Past Master - it]
- Автор: Лафферти Рафаэль Алоизиус
- Год: 1972
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Maestro del passato [Past Master - it]». Краткое содержание книги:
Pentitevi o sarete distrutti! fu probabilmente il suo discorso più grande. Non lasciava alcun dubbio agli ostinati di Cathead e del Barrio: il significato delle sue parole era molto preciso. Milioni di essi si ostinarono caparbiamente nel loro errore, ma alcune migliaia fecero ritorno alla vita dorata dell’Astrobia civile. Era l’inizio, anche se molto debole, di una nuova tendenza, ma non era certo debole la decisione di porre la parola fine a quel problema. L’Astrobia civile disponeva da sempre del potenziale scientifico per distruggere totalmente il Barrio e Cathead. Né il Barrio né Cathead disponevano del potenziale scientifico per difendersi o per contrattaccare. Bastava soltanto un leader dal polso forte: Thomas aveva dichiarato di essere l’uomo adatto. La compassione era fuori posto in quelle circostanze.
Tutti si sentirono galvanizzati quando Thomas, ancora invisibile, parlò in Replica: — Non si tratta più di dare il Meglio al Maggior Numero. Ora si tratta di dare il Tutto alla Fusione Totale. E quando tutti noi saremo diventati Uno, allora avverrà la Grande Inversione. Diventeremo qualcosa per cui non avranno più senso né Numero né Nome.
Dopo questo discorso, gli Assassini programmati seguirono ancora Thomas, ma cambiarono atteggiamento. Lo tenevano ancora sotto osservazione, ma gli sorridevano enigmaticamente e non lo minacciavano più.
Così Thomas stava diventando re, cioè Presidente di Astrobia.
Ed è proprio così facile diventare re? Certo che lo è. Dipende dal motivetto che uno fischietta. Dev’essere quello giusto, al momento giusto, e con una giusta modulazione che lo distingua dagli altri. Ma è il motivetto che conquista il popolo. Basta scegliere quello giusto e potete diventare re in qualsiasi momento.
10. Il profilo deformato del futuro
Ma c’era qualcosa in Thomas che non si era ancora assopito, che non era ancora morto. Egli era pur sempre il risorto con il doppio segno, e quell’antica parte di lui stesso stava ora emergendo, quasi spezzandolo in due. Uscì a passeggiare nel pomeriggio, avvolto come da un incubo, senza sapere quello che faceva, e neppure dove era. Era combattuto con se stesso ma non aveva ancora smarrito la strada definitivamente. Questo era il fatto più strano: Thomas aveva davvero dei ripensamenti sull’intera faccenda. E nessun ripensamento avrebbe più dovuto entrare nella sua mente, si supponeva. L’avevano completamente soggiogato e potevano essere sicuri di lui. E invece…
Poteva ancora ribellarsi, con astuzia o con furia cieca. Stava quasi rendendosi conto che si erano impadroniti della sua mente.
C’erano delle zone nascoste nei suoi pensieri che, nonostante le sue professioni di fede, non avevano ancora accettato l’Ideale di Astrobia. C’erano perfino delle zone in cui conservava la propria individualità, anche se dalla porzione di mente di cui si erano impadroniti partiva la sensazione che fosse sbagliato afferrarsi a una parte del proprio Io. E ora aveva trovato un attimo di lucidità in cui poter esaminare in prospettiva il suo strano comportamento.
— La cosa più strana è che sono caduto nella mia stessa trappola — disse Thomas tra sé e sé. — Pensa, Thomas me stesso, che cos’ho fatto come scherzo nella mia vita precedente? Ho inventato tutta questa sporca faccenda! Chi, se non io, ha coniato il termine Utopia? E non so benissimo di avere usato l’oro falso, non quello vero, per coniarla? Cosa accade, ora? Com’è possibile che ci sia cascato anch’io? Oh Dio, che cosa sono, che ho trasformato uno scherzo atroce in un dorato mondo del futuro, per poi inciampare nella mia stessa ridicola creatura? C’è un altro scrittore che sia mai stato condannato a diventare parte della favola maliziosa da lui scritta? C’è un altro legale che sia mai stato condannato a dare la legalità a una sua burla? C’è un altro cancelliere che abbia mai avuto l’incarico di governare un mondo da lui creato per scherzo? Aiutami, Signore! Se avrò altre occasioni dopo la mia seconda morte, presterò molta più attenzione a quello che faccio!
«Dico a me stesso: ‘Non è oro autentico.’ è materia spuria, fango che ho raccolto in un fosso e modellato per gioco. Il mio sogno insano è diventato un mondo intero! E io ho finito per considerarlo oro vero, e ne ho fatto un intero mondo, e sono il più grande sciocco in circolazione, sotto ogni punto di vista.»
Intanto qualcuno aveva fatto il numero di Thomas, forse per caso, forse per controllarlo, e cercava di penetrare nella sua mente.
— Vade retro! — disse Thomas, gridando. — Vade retro! ti dico! Sì, lo so che è sbagliato escludere qualcuno dalla mia mente. E so che tu hai altrettanto diritto quanto me. Cerca di capire! Cerca di capire! Questa è una cosa che sfugge, e devo risolverla da solo. Sono un uomo imperfetto, e di tanto in tanto debbo avere qualche momento tutto per me. Vade retro! Io ti escludo dalla mia mente!
L’intruso abbandonò rabbiosamente la mente di Thomas, il quale provò un senso di colpa. — Se il futuro Presidente di Astrobia sarà trascinato davanti a un tribunale sotto l’accusa di aver violato la legge della Mente Aperta, la cosa non farà certo una bella impressione! — esclamò.
C’era un fruscio e un rumore dietro alle sue spalle, e la cosa cominciò a preoccuparlo. Ma aveva molte altre preoccupazioni, mentre la sua mente era dibattuta tra opposte tendenze.
— È incredibile che esista questo mondo — disse ancora una volta rivolto a se stesso. — Sembrava così grottesco, così amaramente comico quando lo inventai… Vorrei proprio non aver letto tanto, specialmente dopo la mia prima morte! La mia mente si confonde, al pensiero che alcuni abbiano visto con favore un mondo malato come questo. Bene, io, comunque, debbo viverci. Lascerò che chiunque penetri nel mio cervello mi parli ancora della sua bellezza… Gloria a Ouden, il Tutto nel Nulla!
«No, no, è tutto sbagliato!» Thomas si strappò ai pensieri che tentavano di soggiogarlo e corse via, incespicando, schiamazzando contro se stesso.
— Sono serpenti che si contorcono nella mia mente! Non sono pensieri veri! Come ho fatto a crederci, proprio io, che sapevo fiutare da lontano ogni inganno? Come han fatto i serpenti a insinuarsi nella mia mente? Mi sono forse lasciato spaventare come una pecora, permettendo che entrassero? Come ho fatto a smarrire la mia umanità? Quand’ero ragazzo credevo in Dio. Quando sono diventato uomo ci credevo ancora per metà. Come ho fatto a lasciarmi incantare da questo Grande Zero, dal mostruoso Omega, dal depravato Ouden-Nulla? Chi avrebbe mai pensato che da uomo così maturo mi sarei messo ad adorare un dio così vuoto?
«Che pensieri pericolosi! Ora i Mastini sono nuovamente alle mie calcagna! »
Thomas More, candidato alla Presidenza di Astrobia, aveva vagato come un sonnambulo ed era giunto in un luogo che odiava e disprezzava. Cosa lo aveva attirato laggiù? Ora si trovava in un grosso agglomerato urbano tra Cathead e Wu Town, la meno dorata e la meno fedele fra le città di Astrobia. Si rese conto del fetore che emanava da Cathead nel preciso momento in cui udì dietro di sé il fruscio e il rumore metallico. Cominciò a correre.
Gli Assassini programmati si erano accorti del cambiamento avvenuto in Thomas. Non gli sorridevano più enigmaticamente mentre lo guardavano, come se aspettassero qualcosa. Non avevano mai smesso di seguirlo, e ora se ne ricordavano il motivo. Thomas era nuovamente cambiato, e che questo fosse un cambiamento temporaneo o permanente, non li riguardava. Adesso lo inseguivano per ucciderlo.
— Sono perduto! — urlò Thomas. — Mente mia, ripensaci! Fai che mi ritorni la fede nella Grande Cosa! Serpenti della mia mente, fate tintinnare un’altra volta il vostro felice annuncio… dite al mondo che Thomas è ancora una volta fedele all’Ideale! Dite a quegli oggetti che avanzano con fragore metallico che io non sono pericoloso per nessuno, ma che essi, al contrario, rappresentano un pericolo mortale per me!