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Crociata spaziale [The High Crusade - it]

Электронная книга - «Crociata spaziale [The High Crusade - it]». Краткое содержание книги:

La favolosa età del Medio Evo si interseca ai viaggi intergalattici in un complesso misterioso e avvincente. Dalle profondità del cosmo, durante l’era delle Crociate, discende, presso una cittadino della Gran Bretagna, una potente astronave, i cui occupanti, esseri mostruosi, sono vinti da un gruppo di Crociati in attesa di partire per liberare il Santo Sepolcro. Essi si impadroniscono del vascello spaziale, e congetturano di usarlo per recarsi in Terra Santa. Per il tradimento di uno dei mostri superstiti che avrebbe dovuto pilotare l’astronave, i Terrestri si trovano proiettati nello spazio e devono conquistare il pianeta di origine dei Galattici. Avventura del tutto nuova che interesserà per lo spirito di abnegazione e per il coraggio di coloro che intensamente la vivono.

Nominato per premio Hugo in 1961.
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«La flotta è già tornata?»

«No».

Sir Owain si strinse nelle spalle.

«Tutta colpa della mia goffaggine di ieri sera. Stavo giocando a palla, saltellando qua e là, quando ho incespicato. La caviglia mi si è storta, e adesso è così debole e sensibile che in battaglia sarei del tutto inutile; così sono stato costretto a delegare il comando al giovane Hugh Thorne, e sono volato qui con un aeronave, in attesa di guarire, per poi prendere in prestito una nave con pilota jairiano per raggiungere i miei compagni.»

Catherine cercò disperatamente delle parole sobrie.

«Nelle… sue lezioni di lingua… Branithar mi ha accennato che questa gente delle stelle possiede straordinarie arti chirurgiche.» Il viso le si infiammò. «Con le loro lenti… possono scrutare perfino dentro un corpo umano… ed iniettano delle sostanze che possono guarire le peggiori ferite nel giro di pochi giorni.»

«Ci avevo pensato,» disse Sir Owain, «perché, naturalmente, non ho intenzione di tirarmi indietro in questa guerra, ma poi ho ricordato che il nostro Signore ha emanato ordini severissimi in proposito, in quanto la nostra unica speranza dipende dal fatto di convincere queste razze di Demoni che noi siamo sapienti quanto loro.»

Lady Catherine strinse ancor più il crocifisso.

«Così non ho osato chiedere aiuto ai loro medici,» continuò il giovane, «ed ho detto loro che rimanevo indietro per occuparmi di alcune faccende rimaste in sospeso e che avrei portato questa gruccia in segno di penitenza per i miei peccati. Quando la natura mi avrà guarito, ripartirò, anche se sarà come strapparmi il cuore, l’allontanarmi da voi.»

«Sir Roger lo sa?»

Sir Owain annuì, e tutti e due passarono in fretta ad un altro argomento. Quel cenno d’assenso, però, era una menzogna. Sir Roger, infatti, non sapeva nulla. Nessuno dei suoi uomini osava dirglielo. Io mi sarei anche arrischiato ad informarlo, perché lui non avrebbe mai osato colpire un servo del Signore, ma anch’io ignoravo questo fatto e, dal momento che ormai il Barone evitava la compagnia di Sir Owain, ed aveva tante altre cose che tenevano occupata la sua mente, non ci pensò neppure. Immagino anzi che, nel profondo dell’anima, lui non volesse neppure prestarvi attenzione.

Che Sir Owain si fosse realmente fatto male ad una caviglia, non oserei asserirlo. Certo che era una coincidenza ben strana! Dubito però che avesse progettato nei minimi particolari il suo tradimento finale. Molto più probabilmente, il suo intendimento era di continuare certi colloqui con Branithar e di vederne gli sviluppi.

Il giovane si accostò a Lady Catherine e nell’aria risuonò la sua risata.

«Finché non dovrò partire,» disse, «mi sento libero di benedire questo incidente.»

Lei distolse lo sguardo ed ebbe un tremito.

«Perché?»

«Penso che voi lo sappiate».

Le prese la mano.

Lei la ritirò.

«Vi prego di ricordare che mio marito è in guerra.»

«Non mi fraintendete!», esclamò il giovane. «Preferirei morire che essere disonorato ai vostri occhi.»

«Io non potrei mai nutrire dei dubbi… su un Cavaliere così cortese.»

«È tutto qui quello che sono? Sono cortese? Divertente? Un buffone di corte che vi rallegra nei momenti di stanchezza? Ma, anche così, meglio essere il buffone di Catherine che l’amante di Venere. Perciò lasciate che vi intrattenga.»

E la sua voce limpida si levò per innalzare un rondò in suo onore.

«No…» Lady Catherine si allontanò da lui come un cervo che si sottrae al cacciatore. «Io sono… io ho fatto una promessa…»

«Nelle corti dell’Amore,» affermò Sir Owain, «esiste solo una promessa, l’Amore stesso.»

La luce del sole brillava sui capelli.

«Io ho due bambini cui pensare», lo supplicò lei.

Il giovane si oscurò in viso.

«Invero, Milady, io ho spesso cullato sulle ginocchia Robert e la piccola Matilda, e spero di poterlo fare ancora, a Dio piacendo.»

Lady Catherine lo affrontò di nuovo, quasi umile.

«Cosa intendete dire?»

«Oh… nulla.»

Sir Owain guardò in direzione del bosco da cui provenivano rumori di ogni sorta e le cui foglie non avevano nessuna forma né colore di quelli che si vedono sulla Terra. «Non oserei mai pronunciare una slealtà.»

«Ma i bambini!», questa volta fu lei ad afferrargli la mano. «Nel santo nome di Cristo, Owain, se sapete qualcosa, parlate!»

Il giovane rivolse il viso lontano da lei. Aveva un profilo bellissimo.

«Io non sono addentro ai segreti, Catherine», le disse. «Probabilmente voi potrete giudicare la questione meglio di me. Perché voi conoscete meglio il Barone.»

«C’è forse qualcuno che lo conosce?», chiese lei con amarezza.

Sir Owain rispose con voce bassissima.

«A me pare che i suoi sogni si ingigantiscano ad ogni nuova svolta del destino. Dapprima si accontentava di volare in Francia per unirsi al Re. Poi voleva liberare la Terrasanta. Portato qui da un avverso destino, ha reagito con nobiltà: questo nessuno può negarlo. Ma, dopo aver ottenuto un po’ di respiro, si è messo forse a cercare di nuovo la Terra? No, ha conquistato tutto questo mondo. Adesso è partito per conquistare le stelle. Dove si fermerà?»

«Dove…»

A Lady Catherine non riuscì di continuare, né riuscì a distogliere lo sguardo da Sir Owain.

Il Cavaliere disse:

«Dio mette limiti a tutte le cose. L’ambizione sfrenata è un frutto di Satana che può portare solo male. Non vi pare, Milady, quando giacete senza sonno la notte, che noi finiremo con lo strafare ed andremo alla rovina?» Dopo una lunga pausa, il giovane aggiunse ancora: «È per questo che prego Cristo e la sua divina Madre perché aiutino tutti i nostri piccoli.»

«Cosa possiamo fare?», gridò lei angosciata. «Abbiamo ormai perso la strada del ritorno!»

«La si potrebbe ritovare», affermò il giovane Cavaliere.

«Vagabondando per cento anni alla ricerca della Terra?»

Sir Owain la osservò in silenzio per un attimo prima di rispondere:

«Non vorrei suscitare vane speranze in un sì bel seno, ma di tanto in tanto ho conversato un poco con Branithar. La nostra conoscenza delle rispettive lingue è assai scarsa e lui certo non si fida molto degli umani, ma mi ha detto… alcune cose… che mi inducono a credere che forse si potrebbe ritrovare la via di casa.»

«Cosa?»

Le mani di lei lo afferrarono, frenetiche.

«E come? Dove? Owain, siete impazzito?»

«No,» rispose lui con deliberata brutalità. «Ma supponiamo che sia vero, che Branithar nonostante tutto sia in grado di guidarci. Naturalmente, immagino che non lo farà gratuitamente. Voi pensate che Sir Roger sarebbe disposto a rinunciare alla sua crociata per tornare tranquillamente in Inghilterra?»

«Lui… oh…»

«Non ha forse sempre detto e ripetuto che, finché sussisterà la potenza dei Wersgorix, l’Inghilterra si troverà in mortale pericolo? E la riscoperta della Terra non lo condurrebbe solo a raddoppiare i suoi sforzi? No, a che servirebbe ritrovare la strada del ritorno? La guerra continuerebbe ugualmente fino alla nostra distruzione.»

Lady Catherine rabbrividì e si fece il segno della Croce.

«Ma dal momento che sono qui,» terminò Sir Owain, «tanto vale che cerchi di scoprire se la rotta di casa può essere veramente ritrovata. Forse voi riuscirete a pensare al modo di utilizzare questa conoscenza prima che sia troppo tardi.»

Poi Sir Owain la salutò cavalierescamente, un saluto che lei neanche sentì, e si allontanò zoppicando nella foresta.

CAPITOLO XVIII

Trascorsero molti lunghi giorni tharixiani: settimane, computate col tempo della Terra. Dopo aver conquistato il primo pianeta cui aveva mirato, Sir Roger passò al seguente. Qui, mentre i suoi alleati distraevano i cannonieri nemici, prese d’assalto il castello principale da terra, servendosi del fogliame per mimetizzare l’avanzata.

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