Crociata spaziale [The High Crusade - it]
- Автор: Андерсон Пол Уильям
- Год: 1962
- Язык: итальянский
- Год: Ponzoni Editore
- Переводчик: Pina Manzini
- Жанр: Космическая фантастика
Электронная книга - «Crociata spaziale [The High Crusade - it]». Краткое содержание книги:
Nominato per premio Hugo in 1961.
Lady Catherine si lasciò sfuggire un sospiro, ricordando le parole che si erano dette.
«Branithar potrà spiegarvi tutto», sussurrò Sir Owain.
Il Wersgor sbucò da un cespuglio di canne dove era rimasto in attesa. Su quell’isola, da cui non avrebbe potuto comunque fuggire, si poteva ormai muovere con una certa libertà. La sua figura robusta era elegantemente rivestita con indumenti provenienti da saccheggi, la cui stoffa brillava come se fosse cosparsa da migliaia di minuscole perle. Il suo viso rotondo, privo di capelli, dalle lunghe orecchie e dal nastro prominente, non sembrava più brutto; i suoi occhi gialli erano perfino allegri. Ormai Catherine era in grado di comprendere abbastanza bene la lingua da poter conversare con lui.
«Milady si chiederà come potrei fare a ritrovare la strada lungo una rotta seguita a zig-zag tra sciami di stelle mai segnate sulle nostre carte», disse il Wersgor. «Quando a Ganturath andarono perse le carte di bordo, mi disperai. Ci sono così tanti soli nel raggio della nostra autonomia, anche contando unicamente quelli di tipo simile al vostro, che ricercarlo a caso richiederebbe almeno mille anni. E questo è tanto più vero in quanto le nebulosità dello spazio nascondono innumerevoli stelle, che diventano visibili solo quando ci si capita per caso abbastanza vicini. Certo è che, se fosse sopravvissuto qualche ufficiale della mia astronave, le ricerche avrebbero potuto essere limitate ad una zona molto più ridotta, ma io mi occupavo solo dei motori. Ho intravisto le stelle solo a tratti e per me esse non significavano nulla. Quando vi ho ingannati sulla Terra — maledetto quel giorno! — non ho fatto che inserire un comando di emergenza che dava istruzione ad un apparecchio automatico di pilotarci fin qui.»
L’eccitazione provata provocò una certa impazienza in Lady Catherine che si staccò dalle braccia di Sir Owain e sbottò:
«Non sono proprio una stupida. Il mio Signore mi rispettava abbastanza da cercare di spiegarmi queste cose per quanto di malavoglia lo ascoltassi. Cosa avete scoperto?»
«Non scoperto,» disse Branithar. «Ricordato. È un’idea che mi sarebbe dovuta venire prima d’ora, ma sono successe tante di quelle cose e… bè… sappiate dunque, Milady, che esistono certe stelle abbastanza brillanti da essere visibili come fari in tutto il braccio a spirale della Via Lattea. Queste stelle vengono appunto usate per la navigazione e, se i soli da noi chiamati Ulovarna, Yariz e Gratch paiono formare una certa configurazione rispetto alle altre, allora significa che ci si trova in una certa regione dello spazio. Basterebbe una valutazione visuale anche approssimativa degli angoli, per rilevare la propria posizione con uno scarto di una ventina di anni luce al massimo. E una sfera di questo raggio non è poi troppo grande per trovare una nana gialla come il vostro sole.»
Lady Catherine annuì lentamente, pensierosa.
«Sì. Probabilmente voi vi riferite a stelle brillanti come Sirio e Rigel…»
«Le principali stelle che si vedono nel cielo di un pianeta potrebbero anche non essere quelle a cui mi riferisco io,» l’avvertì il Wersgor, «in quanto potrebbe darsi semplicemente il caso che esse siano le più vicine al pianeta stesso. In realtà ad un Navigatore servirebbe un buon grafico delle vostre costellazioni, con numerose stelle brillanti indicate in base al colore, come si vedono nello spazio privo d’aria. Una volta in possesso di dati sufficienti, potrebbe poi analizzare e determinare quali stelle devono essere i giganti che servono da faro. E, a quel punto, la loro posizione relativa gli direbbe da che punto sono state osservate.»
«Bè, credo di essere in grado di disegnarvi lo Zodiaco», osservò Lady Catherine, sia pure con una certa incertezza nella voce.
«Questo sarebbe inutile,» rispose Branithar, «voi non siete abituata ad identificare i tipi stellari ad occhio. Ammetto che anch’io non sono un grande esperto: non sono stato addestrato a questo, conosco queste cose solo per sentito dire, e so che c’è gente esperta in questo. Io invece, una volta che mi trovavo nella torretta di controllo, mentre la nostra astronave stava orbitando attorno alla Terra compiendo osservazioni a lungo raggio, non ho prestato la minima attenzione alle costellazioni e non mi ricordo davvero come fossero.»
Lady Catherine si sentì precipitare in un baratro.
«Ma allora siamo ugualmente perduti!»
«Non proprio, direi. Io non ricordo nulla, consciamente. Ma noi Wersgorix sappiamo da tempo che la mente non è composta unicamente da una parte cosciente.»
«È vero,» convenne Catherine saggiamente, «c’è anche l’anima.»
«Ehm… non è esattamente questo che intendevo dire. Nella mente c’è una parte inconscia o semi-conscia, che è anche la fonte dei sogni e… bè, basti comunque dire che questa parte inconscia non dimentica mai nulla e registra perfino i fatti più trascurabili che hanno colpito i nostri sensi. Ora, se io fossi messo in stato di trance, potrei, con una guida sicura, fornire un’immagine accurata del cielo terrestre così come l’ho visto io. Poi, un esperto Navigatore che abbia a portata di mano tutti i suoi manuali, potrebbe vagliare il tutto con la sua arte matematica. Certo ci vorrebbe tempo. Per esempio, sono moltissime le stelle azzurre che potrebbero essere Grathc, e solo uno studio accurato potrebbe eliminare quelle che si trovano in relazione impossibile, ad esempio con l’ammasso globulare di Torgelta. Alla fine, però, riuscirebbe senz’altro a restringere le possibilità a quella regione limitata di cui ho parlato prima, potrebbe volar là con l’aiuto di un pilota spaziale e, visitando tutte le stelle gialle nane nei dintorni, finirebbero col ritrovare il Sole.»
Catherine batté le mani.
«Ma è meraviglioso!», gridò. «Oh, Branithar, quale ricompensa chiedete per questo? Il mio Signore vi regalerà un regno!»
Il Wersgorix si piantò a gambe larghe, la guardò apertamente in volto e, con quel tono di pacato coraggio che ormai avevamo imparato a conoscere, disse:
«Che gioia mi procurerebbe un regno se questo è costruito sulle rovine dell’impero del mio popolo? Perché dovrei aiutarvi a ritrovare l’Inghilterra se questo significherebbe solo portare qui altri Inglesi predatori.»
Lady Catherine strinse i pugni e, con normanna freddezza, replicò:
«Voi non potrete nascondere quanto sapete a Hubert il Guercio.»
Branithar si strinse nelle spalle.
«La parte inconscia della mente non è facilmente evocabile, Milady. Le vostre barbare torture servirebbero solo ad erigere una barriera insuperabile.» Si infilò una mano sotto la tunica ed improvvisamente un pugnale gli brillò un pugno. «Né del resto sarei disposto a subirle. Indietro! Questo pugnale me l’ha dato Owain e so bene da che parte si trova il mio cuore.»
Catherine si girò di scatto emettendo un leggero grido.
Il giovane Cavaliere le posò entrambe le mani sulle spalle.
«Ascoltatemi prima di giudicare», le disse rapidamente. «Sono settimane che cerco di sondare Branithar. Lui mi ha dato certe illusioni, ed io a mia volta le ho date a lui. Abbiamo contrattato come due mercanti saraceni, senza mai ammettere apertamente di farlo. Alla fine lui ha chiesto il pugnale come prezzo da pagare per mostrarmi le merci che aveva da offrire. Ho pensato che con quello non avrebbe certo potuto far del male a nessuno di noi, dato che ormai perfino i nostri bambini girano con armi ben più potenti. Così mi sono preso la responsabilità di accettare, e lui mi ha detto in cambio quanto ha appena riferito anche a voi.»
La tensione abbandonò Lady Catherine che si riscosse con un brivido. Aveva subito troppi shock ormai e, tra l’uno e l’altro, aveva conosciuto troppa paura e troppa solitudine. Ormai ogni sua forza l’aveva abbandonata.
«Che cosa vi serve?», chiese.
Branithar fece scorrere il pollice sulla lama del pugnale, ebbe un cenno d’assenso, e ringuainò l’arma, prima di parlare con gentilezza. «Per prima cosa dovete procurarmi un buon medico della mente wersgoriano. Ne posso trovare uno con l’aiuto del Libro Guida conservato a Darova. Ve lo potreste far consegnare dai Jair con qualche pretesto. Questo medico dovrà lavorare in combinazione con un esperto Navigatore wersgoriano che lo consigli sulle domande da rivolgermi e mi guidi la penna mentre tratteggerò la mappa durante lo stato di trance. Più avanti, poi, avremo bisogno anche di un pilota spaziale, ed insisto anche per avere un paio di cannonieri. Anche questi potrete procuraveli su Tharixan. Potete dire ai vostri alleati che vi servono per cercare di scoprire i segreti tecnici dei vostri nemici.»