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Ed egli maledisse lo scandalo [Earth Unaware - it]

Электронная книга - «Ed egli maledisse lo scandalo [Earth Unaware - it]». Краткое содержание книги:

Definire insolito un romanzo di fantascienza, e raccomandarlo come tale ai lettori, può sembrare il colmo dell’ingenuità e del semplicismo. Eppure è proprio quest’aggettivo, insolito, che conviene prima di ogni altro al lungo e straordinario romanzo che presentiamo in questo numero di Natale: insolito per l’intreccio, d’una semplicità, e nello stesso tempo d’una sapienza unica nel dosaggio e nella progressione dei colpi di scena; insolito per l’acutezza dell’osservazione psicologica, superiore non solo a quella della fantascienza media, ma perfino a quella di uno specialista del «mordente» come Sheckley; insolito per la raffinatezza della scrittura, e per l’incredibile spigliatezza con cui affronta le situazioni «sociologiche» più sbalorditive, traendone effetti di un irresistibile realismo; insolito per un umorismo che, senza nuocere alla drammaticità della narrazione, arriva facilmente e senza parere, a vette di alta letteratura; insolito infine e soprattutto, per una carica fantastica che lo qualifica senz’altro, a nostro avviso, come il più nutrito e divertente di tutti i romanzi americani di fantascienza e non di fantascienza, tradotti in Italia quest’anno. Siamo doppiamente lieti, perciò, di poterlo presentare ai nostri Lettori col nostro «Buon Natale».
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«Si sieda» disse Yardborough a Ed; poi andò a confabulare con una delle tre segretarie e le piazzò sotto gli occhi l’incartamento di Ed parlando a bassa voce. Lei annuì.

Yardborough si voltò verso Ed. «Buona fortuna» gli disse. E ai due agenti di guardia: «Rimanetegli attaccati come francobolli fino a nuovo ordine.»

«Sì, signore» risposero insieme. Yardborough se ne andò.

«Che cosa diavolo sta succedendo?» chiese Ed.

Johnson sembrava molto impressionato. «È la prima volta che ci viene affidato un caso di precedenza “A”» gli comunicò.

«Oh, meraviglioso» disse Ed a denti stretti. «Ma che cosa significa precedenza “A”?»

«E chi ne sa niente» disse l’altro poliziotto.

Aspettò per circa mezz’ora prima che apparisse alla porta di uno dei vari uffici interni un tipo nervoso che chiamò: «Edward Wonder!»

Ed si alzò. Le due guardie del corpo gli si avvicinarono.

Il nuovo venuto si diresse verso Ed. «È lei Ed Wonder?»

«In persona.»

«Venga con me.» Mentre entravano nell’ufficio segreto, l’uomo continuava a scorrere la pratica di Ed e i tre ritagli di giornale. I due agenti rimasero nell’anticamera.

Nell’ufficio c’erano due scrivanie. Dietro una sedeva un maggiore dell’esercito senza giacca, che aveva appeso alla spalliera della sedia, e il nodo della cravatta allentato. Aveva l’aspetto di una persona che non dormiva da giorni.

Il tipo nervoso disse: «Sono Bill Oppenheimer. E questo è il maggiore Leonard Davis. Lei è stato segnalato come precedenza “A”.»

Lanciò il rapporto e i ritagli al maggiore Davis che cominciò stancamente a esaminarli.

«Che cosa diavolo vuole dire precedenza “A”?» chiese Ed.

«È la qualifica delle persone che credono di sapere cosa ha messo fuori uso la radio e la TV.»

«E perché non aggiungete anche il cinema?» Ed si sentiva ancora scombussolato. Gli avvenimenti incalzavano troppo rapidamente per le sue capacità di assimilazione.

L’ufficiale alzò gli occhi dalle carte. «Pensavamo che fosse un fenomeno distinto!» esclamò.

«Non lo è» gli disse Ed deciso.

Bill Oppenheimer si sedette sull’orlo del tavolo e sospirò stancamente. «Finora, signor Wonder, il maggiore e io abbiamo intervistato circa trecento persone in questo ufficio. Tutti credevano di sapere la ragione dell’interruzione delle trasmissioni radio-televisive. Tutti quanti erano arrivati qui con una classificazione di precedenza “A”. Abbia la cortesia di raccontarci la sua storia, dettagliatamente. Tutti i particolari di cui è a conoscenza.»

Il maggiore sbuffò e lasciò cadere la pratica di Ed sul tavolo. «Prima di tutto, ci spieghi un po’ cosa voleva dire a proposito del cinema.»

«La stessa cosa che ha messo fuori uso TV e radio impedisce che le pellicole cinematografiche si proiettino regolarmente» disse Ed, e aggiunse: «Se proprio volete saperlo, anche la Moda Domestica ha la stessa origine.»

Il maggiore accese un interruttore e disse concitato al citofono: «Azione immediata. È stato suggerito che l’interruzione dei cinema sia collegata con il fenomeno che ha colpito radio e TV. Ulteriori comunicazioni appena possibile.» Spense il citofono. «Allora» disse a Ed Wonder. «Fuori la sua storia, dalla A alla Z.»

Ed fece un resoconto completo con tutti i particolari che i due vollero sentire. Aggiornò il racconto fino agli ultimi sviluppi, compresa la scomparsa di Buzz De Kemp.

Quando ebbe finito, i due uomini rimasero a guardarlo immobili per alcuni istanti, strabuzzando gli occhi.

Infine, Bill Oppenheimer si schiarì la gola e domandò al maggiore: «Che ne pensi Lenny?»

Il maggiore si prese il mento in una mano e storse la bocca. «Ho rinunciato a pensare» rispose. «Ne ho sentite di tutti i colori, non so più che cosa dire.»

Ed era irritato. «Ah, facciamo gli spiritosi» borbottò. «Proprio divertente!»

Oppenheimer riprese, speranzoso: «Pensi che sia il caso di sbatterlo fuori immediatamente?»

«Non sono stato io a chiedere di venire qua» intervenne Ed. «Sono stato sequestrato con la forza.»

Lo ignorarono. Il maggiore scosse la testa e disse: «Non possiamo sbatterlo fuori. Non possiamo cacciare via nessuno fino a che non abbiamo controllato le spiegazioni parola per parola a partire da quel fatidico martedì.» Riaccese il citofono e ordinò: «Desidero che siano controllati tutti i movimenti di Ed Wonder, di Kingsburg, New York, a partire da martedì scorso. Voglio un rapporto completo, immediatamente. Sguinzagliate una squadra di rilevamento. Inoltre, se i seguenti nominativi non sono già stati controllati, mandate la polizia a sequestrarli e preparate rapporti completi su tutti. Priorità “A”: Buzz De Kemp, Jensen Fontaine, Helen Fontaine, Matthew Mulligan, Ezechiele Giosuè lubber. Sì, ho detto Ezechiele Giosuè Tubber. E Nefertiti Tubber. Tutti di Kingsburg, tranne gli ultimi due visti ultimamente a Saugertis.»

Oppenheimer sospirò e parlò a sua volta nel proprio citofono. «Alice, prepari immediatamente la registrazione dell’ultimo rapporto. Cinquanta copie. Solita lista di distribuzione. Priorità “A”. Questo tizio è abbastanza coerente.»

I due uomini fissarono di nuovo Ed Wonder senza parlare. Il maggiore aprì la bocca per dire qualcosa, ma la richiuse subito.

Senza alcuna nota ironica nella voce, finalmente Oppenheimer disse: «Maledizioni, eh?»

Arrivò una comunicazione al citofono del maggiore. Le sue sopracciglia si alzarono. «Mandatelo su subito.»

Dopo pochi istanti entrò un uomo che posò due copie di un rapporto sulle due scrivanie e uscì rapidamente. Senza badare a Ed Wonder, i due uomini s’immersero nella lettura.

Oppenheimer alzò gli occhi per primo. Guardò il maggiore Davis. «Precedenza assoluta?»

«Sì.» Il maggiore si alzò, prese la giacca e commentò: «All’inferno!» Fece per infilarsi la giacca, ma la riappese alla sedia ripetendo: «All’inferno!» Poi, in maniche di camicia, sempre con la cravatta allentata, si avviò alla porta. «Mi segua» disse a Wonder. Ed scosse le spalle, si alzò dalla sedia e lo seguì. Oppenheimer chiudeva la fila, con la pratica di Ed e il nuovo rapporto appena arrivato sotto il braccio.

Nell’anticamera, Johnson e Stevens si alzarono di scatto e si fecero avanti.

«Siete le guardie del corpo del signor Wonder?» domandò il maggiore.

«Sì, signore.»

Il maggiore richiamò con un cenno due delle altre guardie del corpo presenti. «Voi due lascerete il compito attuale e aiuterete a proteggere il signor Wonder. Con la vostra vita, se necessario. Precedenza assoluta.»

«Sì, signore.» Contemporaneamente le quattro guardie alzarono un lembo della giacca e posero la mano sul calcio della pistola ben visibile dentro una fondina speciale appesa alla cintura.

«Che diavolo!» protestò Ed. Ma nessuno gli badò.

«Ora venite tutti con me» ripeté il maggiore, e fece strada.

Questa volta salirono al piano superiore. L’agitazione qui era molto più attenuata. Attraversarono un atrio, e poi un altro. Infine si fermarono davanti a una porta presidiata da un agente. Mentre si avvicinavano, l’agente appoggiò saldamente la mano al calcio della pistola e non la mosse di lì fino a che il maggiore e Oppenheimer ebbero mostrato i loro documenti e presentato gli altri.

Oppenheimer aggiunse: «Un altro ospite. Ora siete in sei. Farete turni. Un uomo all’esterno, uno all’interno, continuamente. Vi manderò il tenente Edmonds con ulteriori disposizioni. Fino a che non arriva, rimanete qui tutti e sei.»

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