Il mangiatore d'anime [The Soul Eater - it]
- Автор: Резник Майкл (Майк) Даймонд
- Год: 1984
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Beata Della Frattina
- Жанр: Научная фантастика
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— Chiedilo a Tchaka — disse uno dei tre. — Vedrai che lui lo sa di certo.
— Ci scommetto — disse un altro. — Ehi, Tchaka ci puoi aiutare?
— Bionda o bruna? — sogghignò Tchaka. — Sono sempre disposto a farmi in quattro per un cliente che paga.
— Più tardi — disse il giovane. — Prima ci devi dire una cosa.
— Avanti, sentiamo — disse Tchaka chinandosi sul banco per dare un pizzicotto a una delle ragazze che stavano passando in quel momento.
— I miei amici, qui presenti — disse il giovane con una certa qual condiscendenza, — credono che ci sia qualcosa di vero nella nuova leggenda dell’Olandese Volante.
— Non conosco neanche la vecchia — disse Tchaka.
— Quella parlava di un capitano costretto a navigare lungo gli oceani della Terra per l’eternità a meno che la maledizione non fosse annullata dall’amore di una donna. Adesso, invece, dicono che un uomo incredibilmente vecchio e intrattabile dalle parti della frontiera, sia condannato a continuare a dar la caccia a qualcosa o qualcuno che nessun altro ha mai visto.
— Dicono che la sua nave non scenda mai a terra — aggiunse un altro dei tre, — e che fugga appena qualcuno si avvicina.
— E voi volete la mia opinione? — chiese Tchaka.
— Sì, cosa ne pensi?
— Preferisco la prima versione — rispose Tchaka con un sorriso che nessuno riuscì a interpretare.
— Non volevo dir questo — insisté il giovane. — La storia è vera o no, secondo te?
Un minatore dai capelli grigi, che era stato ad ascoltare attentamente, si avvicinò al gruppo. — È una favola inventata da qualche spaziale debole di mente tanto per passare il tempo — disse. — A questa stregua potreste anche credere… — s’interruppe per cercare l’esempio più calzante — … nell’esistenza della Bestia dei Sogni.
I tre giovani si guardarono scoppiarono a ridere, e dopo un istante anche Tchaka si unì alla risata gettando indietro la testa, coi denti d’oro che brillavano come piccole stelle nella caverna della sua bocca.