Il mangiatore d'anime [The Soul Eater - it]
- Автор: Резник Майкл (Майк) Даймонд
- Год: 1984
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Beata Della Frattina
- Жанр: Научная фантастика
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— Non è solo bello — specificò Lane, — è anche potente, pericoloso e malefico.
— Ombre del dottor Jeckyll e di Mister Hyde! — evocò scherzosamente la donna. — Parlatemene ancora.
— È l’ultimo della sua specie. Un tempo ne esistevano molti, ma vennero uccisi milioni e milioni di anni fa. Solo questo sopravvisse.
— Se è davvero l’ultimo della sua specie, invece di ucciderlo potreste cercare di catturarlo.
— Non si può catturare, lo si può solo distruggere.
— Di che colore è?
— Cambia — rispose Lane. — A volte è rosso, a volte quasi giallo. Dipende dalla velocità e dalle sensazioni del momento.
— Com’è possibile stabilire che una creatura di quel tipo prova delle sensazioni?
— Dicevo per dire — rispose Lane, sul chi vive. — Allsworth insiste da anni perché lo uccida. Adesso sono in condizioni di farlo.
— Non sarete venuto fin qua solo per dirmi questo.
— Sono venuto per parlare di soldi.
— Ah, e quanto pretendete?
— Mezzo milione di crediti o l’equivalente in altra valuta.
— È molto anche per un animale così insolito come la Bestia dei Sogni.
— No, per voi non è molto, ed è quello che vale.
— A quanto pare dovrò richiedere il suo parere — disse lei. Alzò un cuscino e premette uno dei molti pulsanti che c’erano sotto.
Poco dopo entrò Allswort sempre grigio di pelle e giallo di occhi, ma un po’ più calvo e corpulento di una volta. Fissò a lungo Lane prima di riconoscerlo.
— Lane? — chiese poi, incerto.
L’altro annuì e gli porse la mano.
— Siete invecchiato — disse Allsworth. — Cosa fate qui su Deluros?
— Il signor Lane si è offerto di uccidere la Bestia dei Sogni per me — spiegò Ilse. — Cosa ne pensi, Ector?
— Mi par di ricordare che aveva detto che si trattava di un mito — disse Allsworth.
— Sbagliavo, — disse Lane.
— Ector, quanto siamo disposti a pagare se ci procura la Bestia dei Sogni per uno dei nostri musei?
— Quanto vuole?
— Mezzo milione di crediti — rispose Ilse.
— Fategli subito firmare un contratto — disse Allsworth senza esitare. E a Lane: — Come mai così poco? Sapete meglio di me quanto vale.
— C’è una condizione — precisò Lane.
— E sarebbe?
— Li voglio in anticipo.
— Ah, lo dicevo! — esclamò Allswort. — Volete andarvene tranquillamente o vi devo buttar fuori?
— Cosa c’è Ector? — chiese lise.
— Guardatelo. Guardategli gli occhi, le mani. Non ha stipulato un contratto con noi né con nessun altro da anni. Quanti anni gli date?
Ilse guardò i radi capelli bianchi, la faccia scarna e incavata, le mani grinzose che parevano artigli. — Almeno novanta.
— Quanti anni avete, Lane? — chiese Allsworth.
— Non vi riguarda — rispose Lane. — Allora, ci mettiamo d’accordo o no?
— Non vedete che è drogato? — disse Allsworth.
— Che peccato! — esclamò lise. — Sembrava che parlasse sul serio.
— Parlo sul serio — dichiarò Lane. — La bestia c’è e io dispongo dell’unica arma capace di ucciderla.
— L’unica cosa che ha è una assuefazione che gli costa mantenere — asserì Allsworth. — Lasciate che lo scacci, Ilse.
— Fra un momento — rispose la donna, pensosa. Poi disse a Lane: — Ditemi ancora qualcosa di quella bestia.
— Non c’è molto da dire. Vive, si nutre, vola e può essere distrutta… se mi pagherete per farlo.
— Cosa mi darete come garanzia? — chiese Ilse.
— Non vorrete dargli del denaro, eh? — disse Allswort.
— Tacete, Ector — replicò lise. — Quell’animale mi ha eccitato la fantasia. Se alla Vainmill non interessa, lo finanzierò di tasca mia. Allora, cosa mi date in garanzia, signor Lane?
— Tutto quello che possiedo.
— Tutto? Mi pare molto.
— Era molto, una volta. Adesso tutto quel che possiedo sono la mia nave e l’arma.
— Mezzo milione di crediti sono troppi per un capriccio, signor Lane. Sono disposta ad anticiparvi cinquantamila crediti. Prendere o lasciare.
— Li prendo — rispose Lane senza esitare.
— Ector vi accompagnerà alla vostra nave. Gli consegnerete i documenti.
— Vi sta derubando, Ilse! — protestò Allsworth. — Non lo rivedrete mai più.
— Può darsi — ammise lei versandosi da bere.
— Allora perché lo fate?
— Perché mi diverte o, se preferite, chiamatela simpatia da parte di una donna bella e giovane per un uomo che da un pezzo non è più giovane.
Lane guardando gli occhi carichi d’anni, circondati da quei perfetti lineamenti artificiali, non riuscì a capire quale delle due ragioni era quella vera, ma non aveva alcuna importanza.
Ma adesso che aveva modo di comprare il carburante per la nave, era un particolare del tutto trascurabile.
16
Salpando da Deluros, Lane era ancora incerto sul da farsi. Cinquantamila crediti consentivano alla sua nave di viaggiare alla massima velocità per dieci anni, un secolo o per tutta l’eternità, se non doveva far manovra. Una volta in caduta libera bastava l’inerzia a mantenere a velocità costante la Deathmaker, ma tutte le volte che rallentava o accelerava o doveva cambiar rotta, consumava carburante. E anche col denaro che gli aveva dato Ilse Vescott, una volta che avesse cominciato sul serio a dar la caccia alla creatura, il consumo sarebbe sicuramente aumentato. Perciò, sebbene si fosse guadagnato un po’ di respiro, non aveva la certezza di raggiungere la creatura, Aveva dunque bisogno di altro denaro, ma non sapeva come procurarselo. Pensò di fare il pieno in una stazione di rifornimento spaziale con la minaccia delle armi ma scartò subito l’idea, perché avrebbe avuto alle calcagna tutta la polizia interplanetaria, e non aveva bisogno di quel genere di problema nella fase decisiva della caccia.
Cercò allora di trovare un’altra soluzione. Erano ormai passati molti anni da quando aveva assolto un impegno o firmato un contratto, per cui era poco probabile che riuscisse a ottenere un incarico, e del resto non aveva voglia di andare a caccia. Ci sarebbe voluto troppo tempo, posto che riuscisse a ottenere un incarico.
Aveva, è vero, cacciato anche animali protetti, illegalmente. Alcuni, come il Campanellino di Dedalus VII, o l’ultima specie di animali selvatici terrestri non ancora estinta — il dingo — venivano pagati profumatamente dai collezionisti privati, e lui era un cacciatore abilissimo. Ma anche se il compenso era allettante, restavano le stesse obiezioni per cui non intendeva andare a caccia degli altri animali, e prima di tutto c’era il fattore tempo. Inoltre era da tanto tempo fuori dal giro che ignorava quali fossero le specie a cui era proibito dare la caccia.
Carezzò per un momento l’idea di fare un raid sul pianeta fortezza di Braxton IV, dove la Democrazia coltivava il mionato, la droga più potente mai conosciuta, ma la scartò perché era troppo lontano. Inoltre anche se fosse riuscito laddove molti avevano fallito, lui aveva bisogno di denaro, non di mionato grezzo, che poi non avrebbe saputo a chi vendere; inoltre, esisteva sempre il rischio di attirare l’attenzione della polizia.
Si gingillò perfino con il progetto di tornare su Deluros VIII e rapire o derubare Ilse Vescott, ma scartò subito anche questo, non per motivi morali, ma perché le probabilità di successo erano troppo scarse.
Si scervellò per ore, e dopo aver scartato l’impossibile e l’improbabile, esaminò quel che restava. Lo fece con freddezza ed efficienza, valutando rischi e profitti, e i sistemi più validi da seguire.
Quand’ebbe finito sapeva esattamente cosa fare per riuscire ad avere carburante sufficiente per la caccia alla creatura spaziale. Non provava ripugnanza morale per quello che aveva deciso di fare, ma lo considerava soltanto una spiacevole necessità da affrontare e risolvere al più presto possibile.