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Il lungo ritorno [Homegoing - it]

Электронная книга - «Il lungo ritorno [Homegoing - it]». Краткое содержание книги:

Sono gli Hakh’hli. Sono alieni. Si nutrono di carne umana. Il lungo viaggio nello spazio era alla fine. Sandy, l’umano cresciuto su un’astronave degli extraterrestri Hakh’hli, era pronto al ritorno sulla Terra. Gli alieni erano animati dalle migliori intenzioni.. Solo la scienza Hakh’hli poteva risolvere il problema di trasformare i pianeti. I terrestri avevano bisogno di quel contatto. Ma c’era da fidarsi?
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Sandy sorrise internamente. Evidentemente, a Marguery non piaceva l’idea che lui diventasse più alto di lei. Comunque fosse, aveva trovato le scarpe che gli piacevano. Ne prese due paia e marciò con convinzione verso la “cassa”, dove domandò alla commessa esterrefatta: — Ne avete della mia misura, per favore?

Fu Marguery che gli chiarì la situazione una volta per tutte. A quanto pareva, i terrestri di sesso maschile indossavano un tipo di scarpa, mentre quelli di sesso femminile ne indossavano un altro tipo. E naturalmente quelle con il tacco alto erano riservate alle femmine. A parte questo, le compere di Sandy si svolsero con grande facilità, non solo perché comprare cose sulla Terra veniva considerata una cosa normalissima, ma anche perché gli stessi commessi e sarti erano letteralmente entusiasti di offrire i loro servigi allo straniero proveniente dall’astronave aliena. L’intero negozio si fermò, e tutto il personale si dedicò alle richieste di Sandy. In quanto agli altri clienti, non sembrarono risentire molto di questa situazione; anzi, si affollavano tutti attorno a Sandy incuriositi, e alcuni uomini arrivarono persino fino al punto di sbirciare attraverso le tendine quando era nello spogliatoio. Sandy non percepì alcun tipo di ostilità da parte di tutta quella gente. Certo, erano molto curiosi, ma più che altro li trovava ospitali. Ospitali.

Finalmente, era a casa sua.

L’unica cosa che lo preoccupava realmente era il fatto che, con tutti quegli umani attorno a lui, e in particolare con tutte quelle femmine umane (nessuna così grande e gloriosa come Marguery Darp, ma tutte ugualmente e decisamente femmine), non riusciva a fare a meno di provare una certa eccitazione.

A un certo punto, una commessa che stava aiutando a prendere le misure dei suoi pantaloni divenne paonazza in volto, sorrise e scostò lo sguardo; diverse persone fra quelle radunate attorno a loro emisero risatine imbarazzate, e Sandy si rese conto con stupore che il suo stato di eccitazione sessuale era tale da risultare visibile attraverso i pantaloni. Che cosa doveva fare in un caso simile?

Fra gli hakh’hli, un’occasione del genere sarebbe stata senz’altro salutata con felicità ed entusiasmo. Qualsiasi femmina che si trovasse nei paraggi si sarebbe offerta subito di collaborare. Solo che non si trovava fra gli hakh’hli.

Nessuno degli svariati film a cui Sandy aveva avuto modo di assistere spiegava esattamente come si facesse ad ottenere le grazie di una femmina umana. Eppure, Sandy ne aveva studiati parecchi in maniera a dir poco assidua alla ricerca di indizi in proposito. Il problema non era il fatto che non esistessero dei protocolli definiti. Di fatto, i rituali dell’accoppiamento erano il soggetto principale della gran parte dei film terrestri, soprattutto di quelli in cui il ragazzo e la ragazza si cantavano canzoni d’amore a vicenda e ballavano al suono di un’orchestra invisibile. Tanto per fare un esempio, Sandy avrebbe potuto interpretare benissimo il ruolo di Fred Astaire quando, con un solo sguardo, si rendeva immediatamente conto del fatto che Ginger Rogers era l’unica donna al mondo che desiderasse e, dopo essere stato respinto con apparente disgusto, riusciva a sciogliere il cuore di ghiaccio di Ginger Rogers cantando a bassa voce nel suo orecchio, facendole ballare un valzer o un tango finché, nel finale, se la portava via a ritmo di tip tap verso, si presumeva, un letto. Solo che a Sandy non era ancora capitato di sentire quell’orchestra invisibile, e inoltre non sapeva ballare il tip tap.

Poi vi erano quei film nei quali il ragazzo salvava la ragazza dai “nemici” nel corso di una “guerra”, oppure la salvava dai “gangster” o dai “terroristi”, e poi naturalmente andava a letto con lei. Solo che non vi era nessuna guerra in corso.

Infine, vi erano quelli ancora più espliciti, in cui il ragazzo e la ragazza entravano separatamente in un “single bar” (qualunque cosa fosse), lei si sedeva con una bevanda in mano e lui si avvicinava e le sedeva accanto. Poi si scambiavano dei commenti in codice. Il codice era abbastanza facile da decifrare, ma difficile da duplicare. Simili conversazioni avevano due livelli di significato ben distinti, e Sandy non era sicuro che le sue abilità linguistiche gli permettessero un simile livello di conversazione. Tuttavia, a quanto pareva, questo era il metodo più diretto di tutti, poiché non appena i due avevano ricevuto i rispettivi segnali di riconoscimento, si passava immediatamente alla fatidica domanda: “Casa tua o casa mia?”.

L’unico aspetto incoraggiante di quella situazione, pensò Sandy, era che lui in effetti aveva una casa, una camera d’albergo tutta sua… Ma dove si trovava il “single bar”, il luogo appropriato per fare il suggerimento? Fra l’altro, dove avrebbe trovato il tempo per fare una cosa del genere? Non appena gli sistemarono i primi indumenti (gli altri sarebbero stati consegnati il giorno seguente), Marguery lo trascinò via dal negozio.

— E Polly e Obie? — domandò Sandy guardandosi alle spalle, dove i due hakh’hli stavano ancora parlando con un gruppo di terrestri.

— Hanno i loro accompagnatori personali — rispose Marguery. — Naturalmente il popolo della Terra è interessato soprattutto a te, e per questo abbiamo organizzato un’intervista televisiva per te solo. Lo studio si trova a un solo isolato di distanza.

La donna lo trascinò con sé fino a un edificio molto diverso rispetto a quello del negozio. Si trattava di un caso quasi unico a Dawson, poiché tutti e dieci i piani dell’edificio si trovavano al di sopra del livello del suolo. Lo “studio” si trovava all’ultimo piano. — Questo è uno studio televisivo — lo informò Marguery. Gli rivolse uno sguardo compiacente. — Sei molto elegante — aggiunse.

— Davvero? — domandò Sandy con gratitudine. Quando passarono davanti a uno specchio, si fermò per ammirare i suoi nuovi abiti; un paio di pantaloncini beige, una camicia a maniche corte aperta davanti per mettere in mostra il suo petto, un paio di sandali e calzini al ginocchio con una banda rossa all’estremità. — Immagino che sia proprio così — dichiarò orgoglioso. — Cosa dobbiamo fare adesso?

— Dobbiamo entrare qui dentro — rispose Marguery conducendolo in un’ampia sala nella quale si trovavano una decina di persone munite di telecamere. Le telecamere erano tutte puntate su di lui.

Un uomo con un maglione a collo alto color blu scuro gli si avvicinò con la mano tesa. — Mi chiamo Wilfred Morgenstern — disse, contraendo appena il viso mentre Sandy si ricordava di non stringere troppo forte. — Sono l’intervistatore. Cosa ne direbbe di raccontarci tutta la sua storia, partendo dall’inizio?

Sandy si guardò attorno con aria perplessa, ma vide Marguery che annuiva con fare incoraggiante. — Be’ — iniziò — molti anni fa, quando la Terra era impegnata in una grande “guerra”, la nave hakh’hli è arrivata nel vostro sistema solare nel corso delle sue esplorazioni…

L’intervista fu piuttosto lunga, e quando fu terminata Marguery si avvicinò a Sandy e gli si rivolse in tono molto cordiale. — Vorresti andare a mangiare qualcosa prima di tornare all’albergo? — gli domandò. — Credo che sia stata una giornata molto lunga per te.

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