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Il lungo ritorno [Homegoing - it]

Электронная книга - «Il lungo ritorno [Homegoing - it]». Краткое содержание книги:

Sono gli Hakh’hli. Sono alieni. Si nutrono di carne umana. Il lungo viaggio nello spazio era alla fine. Sandy, l’umano cresciuto su un’astronave degli extraterrestri Hakh’hli, era pronto al ritorno sulla Terra. Gli alieni erano animati dalle migliori intenzioni.. Solo la scienza Hakh’hli poteva risolvere il problema di trasformare i pianeti. I terrestri avevano bisogno di quel contatto. Ma c’era da fidarsi?
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— Si concesse ancora una pausa, nel corso della quale rivolse un grande sorriso in direzione della telecamera.

— E ora — disse — vi devo lasciare. Ma ci risentiremo presto. Sono sicuro che avremo modo di comunicare ancora molte volte, nel corso di questa nuova epoca di amicizia fra le nostre razze che abbiamo oggi aperto.

L’immagine scomparve dallo schermo. Marguery emise un sospiro e si raddrizzò sulla sua poltrona. — Sai — disse a Sandy in tono abbastanza casuale — trovo ancora difficile credere in tutto ciò.

— Credici — affermò Sandy con decisione. — Gli hakh’hli hanno un sacco di cose da darvi… Volevo dire, da darci.

Hamilton Boyle gli rivolse uno sguardo un po’ perplesso. — Ah, non ho dubbi in merito — disse. — Stavo solo chiedendomi: chissà cosa vorranno in cambio?

Non appena la trasmissione ebbe termine, i due hakh’hli si affrettarono a tornare all’albergo con i loro accompagnatori per il pasto principale. — E tu? — domandò Marguery a Sandy. — Hai fame? Vorresti magari bere qualcosa prima di pranzare?

Sandy ebbe un attimo di esitazione. Non perché fosse in dubbio su che cosa volesse fare, anzi, era più che sicuro di volere soprattutto rimanere solo con Marguery Darp, ma più che altro perché era un po’ incerto sulle modalità da seguire. — Vuoi dire andare a bere un milkshake? — domandò.

— In verità stavo pensando a un tipo di bevanda un po’ diversa — rispose Marguery con un sorriso. Detto questo, lo trascinò con sé fino al bar che si trovava in cima all’edificio.

Quando Sandy scoprì che “una bevanda un po’ diversa” significava in realtà una bevanda alcolica, rimase esterrefatto. — Ma l’alcol è un veleno, non è vero?-domandò.

— Be’, in effetti lo è — rispose Marguery. — Solo che è un veleno speciale. Aiuta a rilassarsi, sai? E inoltre bere qualcosa prima di mangiare stimola l’appetito. Senti, facciamo così; ti ordino una cosa leggera, vino bianco con gazzosa, con solo un pochino di vino. Va bene?

La parola “vino” era come una parola magica per Sandy. — Oh, sì! — disse con entusiasmo. Un bicchiere di vino sarebbe stato perfetto come introduzione alla sorpresa che aveva in serbo, pensò. Sandy sapeva bene che sulla Terra il vino era quasi sempre associato in qualche modo all’amore. Tuttavia, quando arrivò il suo bicchiere, Sandy lo assaggiò e alzò subito lo sguardo verso Marguery con un’espressione fra il sorpreso e il disgustato. — Sembra andato a male — disse.

— Non è andato a male — ribatté Marguery. — È fermentato. È così che si fa il vino, lasciando fermentare l’uva.

— È fermentato e andato a male non sono forse la stessa cosa? — domandò Sandy. Ma decise di non insistere più di tanto su quel punto. Era più che determinato a fare tutto ciò che facevano gli umani per procurarsi una femmina. Il secondo sorso non gli piacque certo più del primo, ma allo stesso tempo si rese conto che lo stava invadendo da una specie di strano calore. Decise che, dopotutto, poteva anche abituarsi a quel tipo di bevanda.

Infilò una mano in tasca con un sorriso per prendere la sua sorpresa, ma nel frattempo Marguery si era già alzata in piedi. — Andiamo fuori sul terrazzo — disse. — C’è una vista splendida.

Era vero. Sandy si guardò attorno, osservando la città di Dawson e la campagna che la circondava. La situazione era più che propizia per la presentazione della sua sorpresa. Sandy rimase in piedi mentre la sua accompagnatrice si sedeva su una panchina. — Marguery — disse — ti voglio dare una… ahi!

Si colpì il collo con uno schiaffo. Quando ritrasse la mano, scoprì che vi era una macchia di sangue fresco.

— Che cos’era? — domandò allarmato.

Marguery gli ispezionò il palmo. — Una zanzara, credo — disse in tono rassicurante. — Sei stato sfortunato, perché di solito non ce ne sono molte così in alto. Comunque sia, ne abbiamo veramente tante in questi ultimi anni. Prima se le mangiavano gli uccelli, ma ora gli uccelli sono stati pressoché decimati, proprio come noi umani. Cosa stavi per dirmi prima?

Sandy si sedette, grattandosi il collo. — Solo che ho una cosa da darti — rispose con una smorfia di dolore. Aveva programmato una presentazione molto più aggraziata, ma in quel momento il collo gli prudeva un po’ troppo.

Marguery prese in mano il foglio e lo spiegò con aria incuriosita. Si trattava della poesia che Sandy aveva scritto per lei quel mattino:

— Mio Dio — disse Marguery alzando lo sguardo verso Sandy.

— Ti piace? — domandò Sandy in tono carico di aspettativa.

Marguery non rispose immediatamente. Lesse nuovamente la poesia con grande attenzione, quindi rivolse a Sandy uno sguardo perplesso. — E questa immagine dovrei essere io? — domandò.

— Ma no, Marguery — rispose Sandy con tono imbarazzato. — Non si tratta esattamente di una tua immagine. Le poesie hakh’hli sono così, e questa si limita a suggerire la tua immagine.

— Insomma, mi hai fatta come se assomigliassi a un uomo.

— Oh, no! Niente affatto! Non trovo assolutamente che tu assomigli a un uomo, cara Marguery. Ma se ti ho arrecato qualsiasi tipo di offesa…

Marguery scoppiò a ridere e gli appoggiò un dito sulle labbra. — Ma no, Sandy, non mi hai offesa per niente. Anzi, trovo che sia un gesto molto carino. Non credo che nessuno abbia mai scritto una poesia per me in precedenza. È solo che…

Sandy attese umilmente la conclusione della frase. — Sì?

Marguery si morse il labbro inferiore. — Il fatto è che… be’, forse avrei dovuto dirtelo prima ma… Vedi, io sono una donna sposata.

Sandy la fissò con espressione terrorizzata. — Oh, Marguery! — sussurrò.

Marguery assunse un’aria dispiaciuta. — Suvvia, Sandy, non prenderla così male.

— Oh, ma non posso farne a meno! Non avevo assolutamente idea che tu fossi una “donna sposata”. Potrai mai perdonarmi per questo?

— Oh, diavolo, Sandy! Certo che ti perdono! Non esiste nessuna legge che ti impedisca di provarci con qualcuno, anche se si tratta di una persona sposata. Soprattutto se non lo sapevi neanche. In realtà, devo ammettere che ne sono lusingata. Sai, una donna in genere apprezza di essere corteggiata.

— Grazie — disse Sandy con sincera gratitudine. — Prometto che non lo rifarò mai più. In fondo, ci sono un sacco di femmine urna… volevo dire, di altre donne attraenti con le quali posso, uh, “provarci”.

Ma Marguery non apparve per niente felice di quest’ultimo commento. Anzi, si produsse in una smorfia di evidente dispiacere. — Aspetta un attimo, Sandy — disse. — Tu sei un bel tipo. Mi piaci. Quindi, non c’è nessun motivo per il quale tu debba giungere a conclusioni affrettate.

— Ma che cosa intendi? — domandò Sandy.

— Sto solo dicendo che non c’è fretta. Che abbiamo un sacco di tempo a disposizione.

Sandy era perplesso. — Ma non hai appena detto che sei una donna sposata?

— Be’, lo sono — rispose Marguery asciutta. Prese in mano il suo bicchiere e ne bevve con aria pensierosa mentre Sandy la fissava confuso. — Il fatto è — aggiunse — che non sono molto coinvolta nel mio matrimonio. A dir la verità, non vedo Dave da almeno tre o quattro mesi.

— Dave? Sarebbe tuo “marito”?

Marguery ci rifletté sopra un istante prima di rispondere. — In effetti, sì. Solo che ormai si potrebbe quasi parlare al passato. Ascoltami bene — disse, appoggiando nuovamente il bicchiere sul tavolino. — Io e Dave ci siamo sposati sette anni fa, quando frequentavamo l’università. Lui era un giocatore di football, ma avrebbe anche potuto fare pallacanestro, perché è alto due metri e dieci. Non so se lo hai notato, ma io sono una donna di statura decisamente alta rispetto alla media, e di conseguenza non ci sono molti uomini a cui piace una come me. Uno potrebbe pensare che a quelli alti piacciono quelle alte, ma in realtà non è affatto così. Se vai a vedere le donne con cui stanno gli uomini di due metri, sono tutte piccoline di un metro e settanta al massimo.

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