Il lungo ritorno [Homegoing - it]
- Автор: Пол Фредерик
- Год: 1996
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Marco Pinna
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il lungo ritorno [Homegoing - it]». Краткое содержание книги:
— La tua critica è scorretta e niente affatto accurata — ribatté Chiappa con decisione. — L’autorizzazione ci è giunta direttamente da ChinTekki-tho in persona.
— Ma una cosa del genere non avrebbe mai dovuto accadere! — continuò Polly indignata. Poi però si ricompose, rivolgendosi agli esseri umani che si trovavano nello studio con un’amichevole lacrima. — Stavo semplicemente verificando la situazione con i miei compagni di coorte. È tutto pronto, e fra poco sarete in grado di ricevere il messaggio del nostro leader personale, l’Anziano ChinTekki-tho.
— Ne siamo onorati — disse Hamilton Boyle in tono cortese. — Anche se non abbiamo potuto fare a meno di domandarci per quale motivo gli hakh’hli della nave non abbiano deciso di trasmettere direttamente alle nostre stazioni riceventi terrestri, invece che passare attraverso la vostra navetta.
— Si è trattata senz’altro di una decisione dei Grandi Anziani — spiegò Polly — e sono certa che avevano i loro buoni motivi per prenderla. Se i Grandi Anziani prendono una decisione, hanno sempre degli ottimi motivi.
Nello schermo dello studio, l’immagine di Chiappa si voltò di scatto per ascoltare qualcosa, quindi si rivolse nuovamente nella loro direzione. — Ho appena ricevuto il segnale di avvertimento; manca un dodicesimo di dodicesimo all’inizio della trasmissione — disse. — ChinTekki-tho è pronto a parlare.
In quel momento l’immagine negli schermi dello studio cambiò; ora non si vedeva più l’interno del modulo di atterraggio, bensì l’immagine ricevuta dalle antenne della navetta.
La ricezione era pessima. Nonostante gli sforzi compiuti dai tecnici umani e hakh’hli, i due sistemi di trasmissione non sembravano essere molto compatibili, e il risultato era che l’immagine veniva continuamente offuscata da disturbi statici di tinte multicolori. Ciò nonostante, quando il volto sorridente di ChinTekki-tho apparve sullo schermo, Sandy riconobbe immediatamente il suo vecchio tutore.
— Salute a tutti — esordì ChinTekki-tho nel suo inglese corretto e preciso versando una lacrima di felicità. — È un grande onore per me essere il primo Anziano hakh’hli a rivolgersi direttamente ai nostri amici e fratelli, gli esseri umani del pianeta Terra. Come vi hanno già detto i nostri amici della prima spedizione, siamo venuti in pace e in amicizia. Come voi umani, anche noi hakh’hli abbiamo una tradizione secondo la quale l’ospite visitatore deve sempre portare qualcosa in dono ai suoi anfitrioni — (Sandy si produsse in una smorfia, poiché non aveva mai sentito parlare di quella tradizione in precedenza, ma Polly mimò un pizzicotto con i pollici, convincendolo a tacere) — ed è proprio per questo che vi abbiamo portato in dono un membro della vostra stessa razza, John William Washington, meglio conosciuto dai suoi amici hakh’hli con il nome Lisandro. Abbiamo deciso di riportarlo al suo pianeta nativo come prova delle nostre buone intenzioni. — A quel punto ChinTekki-tho sorrise e si protese in avanti, verso la telecamera. — Sei in buona salute, Lisandro? — domandò. — Sei felice di essere di nuovo fra la tua gente?
Sandy percepì lo sguardo penetrante di Polly su di sé. — È meraviglioso, ChinTekki-tho — disse subito in tono rispettoso. — Sono molto felice di essere qui.
Attese una risposta, ma l’Anziano si limitò a fissare lo schermo con espressione amabile. Naturalmente, pensò Sandy, la nave hakh’hli si trovava a una certa distanza dalla Terra, e di conseguenza anche un segnale che viaggiava alla velocità della luce avrebbe impiegato un certo tempo per essere trasmesso nei due sensi. Dopo qualche minuto, ChinTekki-tho agitò il capo con fare compiaciuto. — Mi fa molto piacere, Lisandro. Ma ora lasciate che passi ad altri argomenti. Noi hakh’hli abbiamo anche molti altri doni da offrire al popolo della Terra, quindi penso che sia il caso che mi dilunghi per spiegare la natura di alcuni di questi doni. Premetto innanzitutto che noi hakh’hli siamo perfettamente consapevoli di alcuni dei vostri problemi principali. Saremo quindi felici di mettere a vostra disposizione alcune tecniche specifiche per l’eliminazione di residui radioattivi e di altre sostanze inquinanti. Inoltre, possiamo anche fornirvi un metodo per produrre geneticamente nuove varietà vegetali da piantare nelle vostre foreste devastate al fine di sopperire più rapidamente allo squilibrio dovuto all’eccesso di biossido di carbonio.
ChinTekki-tho lasciò scorrere una lacrima caritatevole lungo il suo volto e si concesse una pausa affinché gli umani registrassero appieno quanto aveva appena detto. — Inoltre — continuò — vi è anche la questione dell’energia. I propulsori principali della nostra nave sono in grado di produrre quantità enormi di energia, e sono felice di comunicarvi che siamo perfettamente in grado di trasformare questa energia in elettricità e di convogliarla con un raggio in qualsiasi punto del pianeta voi desideriate. Questo è un dono completamente gratuito. Non dovrete fare altro che costruire degli apparecchi ricevitori. Poi, vi è l’apparecchio che noi chiamiamo “acceleratore elettromagnetico”. Penso che il termine terrestre corrispondente possa essere “trampolino orbitale”. Grazie a questo dispositivo, sarete nuovamente in grado di lanciare i vostri satelliti nello spazio. Questi infatti potranno essere lanciati attraverso la fascia di relitti orbitanti a grande velocità, con un margine di rischio da un minimo di due a un massimo di cinque dodicesimi. Si tratta di un margine abbastanza basso da essere considerato accettabile, soprattutto perché le capsule non avranno bisogno di alcun tipo di propulsore o carburante; il loro costo di produzione e di esercizio sarà talmente basso da permettere un margine di anche sei dodicesimi o più.
Si concesse un’altra pausa, producendosi in un ampio sorriso. — Infine — disse — abbiamo una grande esperienza in diverse questioni scientifiche che i vostri scienziati forse non hanno ancora nemmeno affrontato. Dato che la nostra nave ha viaggiato molto e osservato molto, abbiamo anche una profonda conoscenza di molti sistemi solari distanti dal vostro. Ebbene, desideriamo mettere a vostra totale disposizione anche queste nozioni. Per provarlo, vorrei mostrarvi ora alcune immagini tratte dal nostro archivio astronomico.
A quel punto ChinTekki-tho scomparve dallo schermo e la sua immagine venne sostituita da una serie di fotografie. Purtroppo si trattava di immagini di pessima qualità, proprio per la differenza fra i sistemi di trasmissione umani e quelli hakh’hli, ma a prescindere da ciò nessun astronomo umano aveva mai visto immagini del genere.
A ogni cambio di immagine sullo schermo, la voce di ChinTekki-tho spiegava ciò che stavano vedendo. — Questa è la stella che voi chiamate Alfa Centauri fotografata a una distanza di non più di mille raggi. Qui vengono mostrati i planetoidi di Epsilon Eridani; come potete vedere, ve ne sono molti, solo che sono tutti piccoli e non posseggono atmosfere degne di interesse. Il nostro compagno Oberon comunque vi potrà dare ulteriori delucidazioni in merito. Ora stava vedendo immagini del vostro sole e della stessa Terra vista dalla nostra astronave in fase di avvicinamento.
Terminate le fotografie astronomiche, il volto sorridente di ChinTekki-tho riapparve immediatamente sullo schermo. — E questo è solo l’inizio, miei cari amici terrestri — disse. — Il mio caro pupillo, Oberon, è uno specialista in astronomia abilitato. — Nello studio televisivo, Oberon si guardò attorno agitando il capo in un gesto affermativo. — Ha portato con sé nel modulo di atterraggio una cellula di memoria contenente innumerevoli dati, e sulla grande nave ne ha a disposizione almeno diecimila volte tanti. Lui potrà fornirvi qualsiasi notizia o dato desideriate in campo astronomico. Inoltre, i nostri esperti negli altri campi saranno felici di istruire i vostri specialisti terrestri per quanto riguarda scienze e tecnologie a voi sconosciute. Noi hakh’hli vi offriamo tutto ciò come regalo in quanto vostri ospiti.