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Il lungo ritorno [Homegoing - it]

Электронная книга - «Il lungo ritorno [Homegoing - it]». Краткое содержание книги:

Sono gli Hakh’hli. Sono alieni. Si nutrono di carne umana. Il lungo viaggio nello spazio era alla fine. Sandy, l’umano cresciuto su un’astronave degli extraterrestri Hakh’hli, era pronto al ritorno sulla Terra. Gli alieni erano animati dalle migliori intenzioni.. Solo la scienza Hakh’hli poteva risolvere il problema di trasformare i pianeti. I terrestri avevano bisogno di quel contatto. Ma c’era da fidarsi?
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— Come un gambero? — si azzardò a proporre uno degli altri terrestri.

— Non so che cosa sia un “gambero” — si scusò Sandy. — In ogni caso, questi wafer sono composti da ciò che vi ho appena detto; tubero tritato mischiato con animali proteici. Sono molto buoni. Siete sicuri che non volete assaggiarne nemmeno un poco?

Il terrestre che aveva parlato per primo assunse un’espressione tentata e disgustata allo stesso tempo. Annusò il wafer con aria circospetta.

— Io ci starei attenta se fossi in te — disse la femmina umana che gli stava accanto.

— In effetti puzzano un po’ di pesce — assentì l’uomo di nome Boyle. — Ma lei li mangia, non è vero signor Washington?

— Li ho mangiati per tutta la vita.

La femmina umana scoppiò a ridere. — Be’, non si può dire che non goda di ottima salute — disse rimirandolo dalla testa ai piedi. — Anzi, forse è fin troppo ben nutrito.

Sandy si sentì compiaciuto. Era quasi certo di aver appena ricevuto un complimento. Non vi potevano essere dubbi riguardo al fatto che fosse decisamente più forte rispetto a qualsiasi terrestre (anzi, a qualsiasi altro terreste, si corresse) ed era quasi altrettanto sicuro del fatto che, agli occhi delle femmine umane, questo rappresentasse un grande vantaggio dal punto di vista della riproduzione. Si domandò con ansia quando avrebbe avuto l’occasione di mettersi alla prova. Non in quel momento, naturalmente. Sapeva bene che, come regola generale, gli esseri umani non compivano l’anfilassi in pubblico. Tuttavia, era certo che sarebbe avvenuto molto presto! — Come? — domandò, distaccandosi dalle sue fantasie erotiche.

— Le ho chiesto da dove prende le sue vitamine — ripeté una delle femmine umane.

— Vitamine?

— Sostanze chimiche indispensabili per il funzionamento del corpo umano, minerali e così via.

— Oh, non credo di saperne molto a proposito — rispose Sandy in tono di scusa. — Temo che dovrete domandarlo a Chiappa. Sono gli esperti nutrizionali che si occupano di certe cose; loro sanno esattamente ciò di cui abbiamo bisogno, e dosano di conseguenza il contenuto del nostro pasto principale. Esso contiene tutto ciò che è necessario per il nostro nutrimento giornaliero. Il latte con i biscotti invece è tutt’altra cosa, è solo ciò che voi definireste uno… “spuntino”, credo. — A quel punto fu costretto anche a spiegare in che cosa consistesse il “latte con i biscotti”. — Di solito lo prendiamo sei volte al giorno — disse — ma qui sulla Terra, dato che le giornate sono molto più lunghe, immagino che dovremmo prenderlo un po’ più spesso. Non so come ci comporteremo riguardo al pasto di mezzogiorno. Non so se vorranno fare più di un periodo di intontimento al giorno…

Detto questo, naturalmente, fu costretto a spiegare anche che cosa fosse il “periodo di intontimento”. L’uomo di nome Boyle emise un sospiro, prese il wafer, che aveva tenuto in mano fino a quel momento, lo avvolse in un fazzoletto e se lo infilò in tasca.

— Non le dispiace se me lo tengo, vero signor Washinton? — domandò. — Sono sicuro che i nostri esperti in chimica alimentare saranno entusiasti di poterlo studiare… Non è che magari mi potrebbe anche dare qualche altro avanzo del vostro pasto?

— Certo. Sempre ammesso che vi siano avanzi, intendo — disse Sandy con tono compiacente. — Penso che usciranno dalla navetta in circa… — Consultò il suo orologio da polso e compì una rapida conversione dal tempo hakh’hli a quello terrestre. — …in circa 47 minuti e mezzo del vostro tempo.

In quel momento Sandy sentì un forte frastuono proveniente dal cielo. La donna del gruppo, una femmina piccola dalla carnagione scura, alzò lo sguardo e poi si rivolse a Boyle. — Sta arrivando Marguery — disse.

— Bene — rispose Hamilton Boyle senza staccare gli occhi da Sandy. Boyle era un uomo alto e piuttosto magro. Per quanto Sandy non fosse in grado di giudicare l’età di un essere umano, era quasi certo che Boyle fosse uno dei meno giovani fra quelli che si trovavano attorno alla navetta hakh’hli. Doveva trattarsi di un uomo piuttosto serio, pensò Sandy, anche se sorrideva molto di frequente. — Signor Washington — disse Boyle. — Dobbiamo assolutamente parlare con i suoi… uh, amici, non appena sarà possibile. Stiamo facendo arrivare qui un aereo a decollo verticale, e speriamo che ci permetterete di portarvi tutti quanti in un luogo più confortevole per discutere con calma.

Sandy si ritrovò infastidito dall’avere contemporaneamente due domande diverse alle quali trovare una risposta. Così, decise di scartare “Che cos’è un aereo a decollo verticale?” in favore di: — Non capisco che cosa intenda con un luogo più confortevole, signor Boyle. Mi sembra che il luogo in cui ci troviamo sia sufficientemente confortevole. — Fu costretto ad alzare la voce poiché nel frattempo era apparso il velivolo e stava sfrecciando nel cielo nella loro direzione. Si fermò a mezz’aria, cambiando l’assetto degli alettoni e dei propulsori, quindi si abbassò lentamente verso il suolo. Il rumore era assordante, ma non si trattava di un elicottero; le ali del velivolo erano quasi simili a quelle del modulo di atterraggio hakh’hli.

L’assordante ruggito dei propulsori si arrestò di colpo. — Intendevo dire in una città — disse Boyle con tono persuasivo. — Qui non c’è nulla per voi, solo campi e montagne. Vorremmo avere la possibilità di darvi un benvenuto come si deve, in un luogo più civilizzato.

— Penso che dovremmo chiederlo a Polly — replicò Sandy, ma in realtà non stava più ascoltando. Lo sportello dell’aereo a decollo verticale, sulla cui fiancata vi era la stessa scritta, INTERSEC, si era appena aperto, e ne era uscita una femmina umana molto alta. La donna si avvicinò al gruppo con fare determinato, squadrando Sandy dalla testa ai piedi.

— Caspita — disse con tono di ammirazione. — Sei piuttosto grosso, eh?

— Anche tu lo sei — sussurrò Sandy alzando lo sguardo verso la donna. Non era massiccia e corpulenta come lui all’altezza della vita, ma era alta almeno almeno quanto gli altri uomini che si trovavano lì. Sandy si sentì sciogliere il cuore.

E fu così che Sandy incontrò Marguery Darp.

9

Il surriscaldamento dell’atmosfera della Terra dovuto alla continua immissione di biossido di carbonio era una realtà comprovata già verso la metà del ventesimo secolo; tuttavia, gli effetti di questo surriscaldamento iniziarono a diventare realmente tangibili solo verso l’inizio del ventunesimo secolo. Solo allora infatti si poté registrare un aumento della temperatura media annuale del globo di circa quattro gradi rispetto a quella registrata nel corso dei precedenti dieci-quindicimila anni. Nel frattempo, gli esseri umani hanno trovato un sacco di altre cosette ingegnose da fare alla loro aria. Hanno lacerato lo strato di ozono con l’uso di fluorocarburi, lo hanno appesantito con aerosol acidi, e ne hanno persino modificato il colore con i radionucleidi. Ciò nonostante, gli effetti più interessanti sono stati proprio quelli causati dal surriscaldamento dell’aria. All’equatore, le temperature sono rimaste più o meno uguali. Ai poli invece sono decisamente cambiate. L’acqua dei ghiacci che si sciolgono si riversa in fiumi delle dimensioni del Nilo dalle calotte dell’Antartide e della Groenlandia. Stranamente, le zone più temperate dell’emisfero settentrionale non si sono surriscaldate molto. Nel continente nordamericano si registrano temperature solo leggermente al di sopra della media, mentre in Europa fa addirittura più freddo di prima. L’Europa ha infatti sofferto gravemente del cambiamento delle correnti oceaniche dovuto al nuovo massiccio afflusso di acqua fredda dai poli. Essendo decisamente meno densa rispetto al resto della massa acquosa degli oceani terrestri, la nuova ondata di acqua fredda ha in sostanza arrestato quelle correnti di acqua calda che venivano sospinte regolarmente dai tropici verso l’Europa, moderando così gli inverni del Vecchio continente. L’Oceano Pacifico, al contrario, non viene più refrigerato dal ritorno di quelle stesse correnti. Questo fatto non ha prodotto grandi cambiamenti alle terre che si affacciano sull’Oceano Pacifico, ma in Europa sono cambiate molte cose rispetto a prima. Tanto per fare un esempio, città come Madrid e Montecarlo godono ora di un clima che una volta poteva essere associato a città come Chicago.

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