L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Non hai società, gli aveva detto Adelin quando Rand aveva suggerito che qualcun altro oltre le Fanciulle della Lancia poteva far parte della sua scorta. Ogni capo, che fosse di clan o setta, sarebbe stato accompagnato da uomini della società alla quale era appartenuto prima di diventare un capo. Tu non hai società, ma tua madre era una Fanciulla, fu la spiegazione. La donna bionda e le altre nove non avevano guardato Aviendha ad alcuni passi di distanza nell’ingresso del tetto di Lian, non avevano guardato attentamente. Per innumerevoli anni ogni Fanciulla che non voleva rinunciare alla lancia aveva affidato i propri bambini alle Sapienti affinché li consegnassero in custodia ad altre donne, senza sapere dove era stato mandato il bambino e nemmeno se fosse un maschio o una femmina. Adesso il figlio di una Fanciulla ha fatto ritorno e sappiamo chi è. Andremo ad Alcair Dal per il tuo onore, figlio di Shaiel, una Fanciulla dei Chumai Taardad, spiegò. Il viso della donna era così determinato — tutti i loro volti lo erano, incluso quello di Aviendha — che pensò si sarebbero offerte di danzare le lance se avesse rifiutato.
Quando accettò iniziarono nuovamente il rituale di ‘ricorda l’onore’, stavolta con una bevanda chiamata oosquai, ricavata dallo zemai, bevuta da una piccola tazza d’argento con ognuna di loro. Dieci Fanciulle, dieci piccole tazze. Quella bevanda sembrava acqua leggermente marrone, ne aveva quasi il sapore... ed era più forte di acquavite distillata due volte. Dopo il rituale non era stato in grado di camminare in linea retta e dovettero metterlo a letto, mentre rideva fin quasi a restare senza fiato, non importa quanto protestasse, per tutte loro che lo solleticavano. Tutte tranne Aviendha. Non che fosse andata via, era rimasta ad assistere alla scena inespressiva come una roccia. Quando Adelin e le altre finalmente lo infilarono sotto le coperte e se ne andarono, Aviendha si sedette vicino alla porta allargando le gonne ingombranti e lo guardò impassibile fino a quando lui si addormentò. Al suo risveglio Aviendha stava ancora lì a guardarlo. Si rifiutava di parlare delle Fanciulle, dell’oosquai o di qualsiasi parte della faccenda. Per quanto la riguardava sembrava non essere accaduto. Se anche le Fanciulle sarebbero state così reticenti non lo sapeva, come potevi chiedere a dieci donne guardandole in faccia perché ti avevano fatto ubriacare e giocato a toglierti gli abiti e metterti a letto?
Così tante differenze, poche che a suo parere avessero senso, senza sapere quale avrebbe potuto farti cadere e rovinare tutti i tuoi piani. Eppure non poteva permettersi di aspettare. Si guardò alle spalle. Quel che era fatto era fatto. E chi può dire cosa deve ancora accadere? si chiese.
Molto indietro i Taardad lo seguivano. Non solo i Taardad delle Nove Valli e i Jindo, ma anche i Miadi, le Quattro Pietre, i Chumai, le Acque Sanguinanti e altri, ampie colonne che circondavano i carri traballanti degli ambulanti e il gruppo delle Sapienti, che si snodavano per oltre tre chilometri nella caligine splendente, circondate da esploratori e staffette. Ogni giorno si erano aggregati nuovi elementi in risposta ai messaggeri che Rhuarc aveva inviato il primo giorno, qui cento uomini e Fanciulle, cento là, altri cento, cinquecento, secondo la grandezza di ogni setta e di quanto ogni fortezza aveva bisogno per essere sicura.
In lontananza a sudovest, un’altra banda si stava avvicinando di corsa sollevando polvere a ogni passo, forse apparteneva a qualche altro clan diretto ad Alcair Dal, ma non lo credeva. Solo due terzi delle sette erano rappresentate al momento, ma calcolava che dovevano esserci ben oltre quindicimila Aiel Taardad alle sue spalle. Un esercito in marcia che ancora cresceva. Quasi un intero clan che si recava a un incontro con i capi, violando ogni usanza.
Jeade’en salì su una collina e là davanti, in una lunga ampia vallata sottostante, c’era la fiera riunitasi per l’incontro e su una collina dietro di essa i campi dei capiclan e delle sette che erano già arrivati.
Sparsi fra le due o trecento tende basse, tutte ben spaziate, c’erano i padiglioni dello stesso materiale grigio marrone, abbastanza alti per starvi in piedi, con i beni in mostra su coperte all’ombra, stoviglie smaltate dai colori vivaci e tappeti anche più brillanti, e oggetti d’oro e d’argento. Prevalentemente artigianato aiel, ma c’erano anche cose che provenivano da oltre il deserto, inclusi forse seta e avorio dal lontano est. Non uno sembrava stesse commerciando, i pochi uomini e donne in vista sedevano sotto ai rispettivi padiglioni, normalmente da soli.
Dei cinque campi sparsi sulle alture attorno alla fiera, quattro sembravano altrettanto vuoti, solo alcune dozzine di uomini o Fanciulle che si muovevano fra le tende montate per almeno mille elementi.
Il quinto campo si estendeva su un territorio doppiamente vasto rispetto agli altri, con centinaia di persone in vista e probabilmente altrettante nelle tende.
Rhuarc trottò su per la collina alle spalle di Rand con i suoi dieci Aethan Dor, Scudi Rossi, seguito da Heirn con dieci Tain Shari, Vero Sangue e altri quaranta capisetta con le loro scorte per l’onore, tutti con lance e scudi, archi e faretre. Era una forza formidabile, più di quelli che avevano preso la Pietra di Tear. Alcuni degli Aiel nei campi e nei padiglioni guardavano la cima della collina. Non gli Aiel riuniti, sospettava Rand. Lui, un uomo a cavallo. Una scena insolita nella terra delle Tre Piegature. Ne avrebbe mostrate altre prima che fosse finita.
Lo sguardo di Rhuarc si soffermò sull’accampamento più grande, dove numerosi Aiel che indossavano il cadin’sor si muovevano fra le tende. Tutti guardavano nella loro direzione. «Shaido, a meno che non mi sbagli» osservò con calma. «Couladin. Non sei il solo ad aver infranto le usanze, Rand al’Thor.»
«Forse è un bene che lo abbia fatto.» Rand si tolse lo shoufa dal capo e lo infilò nella tasca della giacca sopra all’angreal, la statuetta di un uomo dal viso rotondo con una spada appoggiata sulle ginocchia. Il sole incominciò a scottargli sulla testa scoperta come a dimostrargli quanto lo proteggeva quel pezzo di tessuto. «Se fossimo giunti rispettando le usanze...» Gli Shaido si muovevano verso le montagne, lasciandosi alle spalle tende apparentemente vuote e causando una leggera agitazione negli altri accampamenti e nella fiera. Gli Aiel avevano smesso di fissare l’uomo a cavallo per guardare gli Shaido. «Saresti riuscito a entrare a forza in Alcair Dal due contro uno nel migliore dei casi, Rhuarc?»
«Non prima di notte» fu la lenta risposta del capoclan «nemmeno contro questi ladri di cani di Shaido. Questa è più di una violazione delle usanze! Anche gli Shaido dovrebbero avere più onore di così!»
Dei mormorii di furioso consenso si elevarono dagli altri Taardad sulla cima della collina. Tranne le Fanciulle che, per qualche motivo, si erano riunite attorno ad Aviendha in disparte, parlando seriamente fra loro. Rhuarc parlò con calma a uno dei suoi Scudi Rossi, un tipo con gli occhi verdi la cui faccia sembrava fosse stata usata per prendere a martellate le assi per un recinto e l’uomo discese dalla collina, correndo velocemente incontro agli altri Taardad che stavano arrivando.
«Te lo aspettavi?» chiese Rhuarc a Rand non appena lo Scudo Rosso si allontanò. «È per questo che hai convocato l’intero clan?»
«Non esattamente, Rhuarc.» Gli Shaido cominciarono a disporsi in file davanti a una stretta spaccatura fra le montagne e stavano calandosi i veli. «Ma non c’era nessun altro motivo per Couladin di andare via durante la notte se non per l’impazienza di essere altrove e dove era più probabile se non qui, per creare problemi? Gli altri sono già ad Alcair Dail? Perché?»
«L’opportunità presentata da una riunione dei capi non è da perdersi, Rand al’Thor. Ci saranno discussioni sulle dispute di confine, diritti di pascolo e una dozzina di altri argomenti. Acqua. Se si incontrano due Aiel di clan differenti parlano dell’acqua. Tre provenienti da tre clan, e parleranno di acqua e pascoli.»