I racconti inediti
- Автор: Вэнс Джек Холбрук
- Год: 1995
- Язык: итальянский
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «I racconti inediti». Краткое содержание книги:
Fissò il Plag morto, studiò la faccia, la cerniera, e poi, tirando indietro le labbra per il disgusto, perquisì il corpo.
Nelle tasche non c’era niente, tranne un paio di piccoli oggetti di metallo simili a chiavi e un taccuino rilegato in fibra scribacchiato con dell’inchiostro nero-verde. Nella borsa c’era qualche piccolo utensile.
Fischiettando piano, Allixter trovò l’articolazione a L, e ritornò all’unità di riparazione. «Robot.»
«Presente.»
«Questo circuito inibitore è saltato interamente, è totalmente inoperativo?»
«No.»
Allixter attese, ma il robot, avendo risposto alla domanda, non trovava ragione di parlarne diffusamente. Annuì saggiamente. «Non pensavo. Qualunque organismo con il tuo potere e la tua responsabilità dovrebbe avere tanti inibitori positivi quasi quante sono le possibilità di azione. Giusto?»
«Giusto.»
«Per esempio, l’inibitore che si oppone all’uccisione dei nativi è attivo. E così l’inibitore che ti impedisce di far saltare tutti i tuoi fusibili. E mi sembra che se davvero avessi una necessità impellente, avresti ben poca difficoltà a uccidermi. In altre parole il semplice eccitamento delle tue unità di attenzione non disturberebbe un inveterato impulso di uccidere un alieno presumibilmente ostile.»
Il robot chiese: «Quante volte desideri che i dispositivi di memoria vengano riempiti di numeri primi terminanti in uno uno uno e scaricati?»
«Il problema ti sta annoiando?»
«Concetto incomprensibile.»
«Bene… giusto per il piacere della novità, considera ogni piede quadrato del pianeta singolarmente, e calcola le possibilità che un meteorite di dieci libbre, con una variabilità di sei once per eccesso o per difetto, colpisca ogni piede quadrato nei prossimi dieci minuti.»
L’altoparlante rimase in silenzio, eccettuato un vago ronzio. Allixter continuò a perfezionare il disegno che stava prendendo forma nella sua mente. Era vasto, aveva una portata e implicazioni tanto grandiose che all’inizio lo trovò incredibile.
Allixter ritornò vicino al cadavere, guardò di nuovo la sua faccia immobile. Si rivolse all’altoparlante. «Quali sezioni dell’inibitore sono saltate?»
«Frammenti R otto sessantasei novantadue attraverso R nove undici novantuno.»
«E questi riguardano i Plag?»
«Sì.»
«A tal punto che senza l’inibitore che ti impedisce di danneggiare un Plag o una costruzione dei Plag, adesso è più che probabile, se non certo, che distruggerai ogni Plag sul pianeta?»
«Sì.»
Allixter meditò un momento. «Dov’è il teletrasporto spaziale in uscita?»
«Sul lato nord di questo edificio una porta di metallo giallo dà su un vasto magazzino. Sul retro della stanza c’è il terminale.»
«Qual è la posizione per Plagi… Plagi…» Allixter scosse la testa. «Il pianeta dei Plag?»
«Fase dieci, frequenze nove e tre.»
«In quali unità?»
«Unità Plag.»
«Traducile in unità Terrestri.»
«Fase otto punto quattro due, frequenze sette punto cinque otto e due punto cinque tre.»
Ha, pensò Allixter. Ci sarebbero state delle sorprese, molte sorprese, in alto loco. Se volevano buttare fumo negli occhi degli umani, dovevano scegliere qualcun altro, non Scotty Allixter. Ma c’era ancora un aspetto da prendere in considerazione. «Qual è la posizione sul quadrante per la stazione terrestre?»
L’altoparlante fece una serie di suoni stridenti.
«Descrivi la posizione in inglese.»
«Quadrante uno in cima, regolato sul simbolo somigliante a una B sdraiata sul lato piatto. Quadrante due, regolato sul simbolo somigliante a una N all’interno di un ovale. Quadrante tre, regolato sul simbolo consistente di due triangoli concentrici.»
Allixter si frugò in tasca in cerca di un foglio di carta, tirò fuori la bolla dai colori cangianti, la rimise via, trovò il taccuino, scrisse l’informazione, e lo infilò di nuovo nella borsa.
«Ora,» disse Allixter, «pensiamo al dispositivo inibitore. Voglio eliminare le particolari inibizioni che adesso sono saltate completamente e definitivamente. Qual è il modo più semplice?»
«Accanto al pannello c’è una serie di quadranti e uno stantuffo. Regola correttamente il quadrante, premi lo stantuffo. L’atto cancella il significato dai frammenti.»
«Bene,» disse Allixter. «Allora quando i circuiti verranno riparati saranno ancora vuoti?»
«Corretto.»
«Eccellente.» Allixter si diresse ai quadranti. «Adesso dimmi come trovo la posizione esatta.»
Il robot descrisse i simboli. Allixter regolò i quadranti, premette lo stantuffo, regolò i quadranti, premette, regolò i quadranti fino a che ebbe il polso indolenzito.
«Ora, quelle inibizioni sono definitivamente cancellate?»
«Sì.»
«E distruggerai ogni Plag che metterà piede sul pianeta?»
«La macchina non ha istruzioni contrarie. I Plag verranno annientati.»
«Come creo nuove inibizioni?»
«Connettiti a un frammento vacante, esprimi verbalmente l’ordine.»
«Connettimi con un frammento vacante.»
«Contatto effettuato.»
«È proibito uccidermi.»
«Il comando è in conflitto con l’ordine base. L’ordine è stato mantenuto dal circuito monitor.»
Allixter digrignò i denti contrariato. «Come diavolo faccio a tornare a casa, allora? Non appena ti lascio solo prenderai provvedimenti per uccidermi.»
«Il problema contiene variabili imprevedibili.»
«Grazie lo stesso,» disse Allixter. «In altre parole è meglio che lo risolva da solo. Okay… vediamo. Stai sempre lavorando a quel problema che ti ho dato?»
«Sì.»
«Quanto ti manca alla fine?»
«Sono approssimativamente a metà.»
«Sei veloce.»
«I calcoli di quel genere sono in gran parte automatici.»
«Hmm.» Allixter si massaggiò il mento attraverso la pellicola ad aria. «Contatto con un frammento inibitore vacante.»
«Contatto effettuato.»
«Non provocare la distruzione di alcuna installazione che potrebbe danneggiare i nativi o interferire con il loro sostentamento.»
«Istruzioni registrate.»
Allixter esitò, lanciò un’occhiata all’unità di riparazione mobile, la guardò dubbioso dall’alto in basso. «Se rimetto insieme questa macchina, riappenderà quel martello al suo posto?»
«Sì.»
Allixter fece una smorfia. «Bene… continuiamo.»
Sostituì il meccanismo dell’unità di riparazione secondo le istruzioni del robot, rimise a posto i pannelli di rivestimento. L’unità mobile rimase zitta e ferma. «Come la facciamo partire?» chiese Allixter.
«La scatola dei comandi sul retro è munita di un interruttore primario. Spostalo verso il basso.»
Allixter esitò. C’erano troppe possibilità imprevedibili. Astutamente, chiese: «Qual è il primo lavoro che affronterà l’unità di riparazione?»
«Sostituirà le sezioni danneggiate dei dispositivi di inibizione.»
«Ma adesso sono vuoti?»
«Sì.»
«E allora?»
«Lubrificherà il supporto KB quattrocento otto, che è caldo, e sostituirà un isolante surriscaldato nel Sistema di Risoluzione Paradossi.»
«Quando riappenderà il martello?»
«Tra diciotto punto nove minuti.»
«Hmm,» meditò Allixter. «È un tempo sufficiente per farmi uscire da questa stanza, ma altrimenti… Riuscirò a regolare il quadrante sul teletrasporto, e a lasciare il pianeta prima che avvenga qualche altra azione violenta?»