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I racconti inediti

Электронная книга - «I racconti inediti». Краткое содержание книги:

L’antologia di Jack Vance presenta al lettore i seguenti racconti di fantascienza: «ICABEM», «La selezione», «Il sifone plagiano», «Il fato del Phalid», «Il Tempio di Han», «Il figlio dell’albero» ed «I signori di Maxus».
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«Finché tiene occupata l’attenzione. Tre secondi sono il tempo critico. Tale è il tempo necessario per fare fluire la carica oltre i condensatori del relè.»

«Tu chi sei? Chi sta parlando?»

«La voce è l’unità automatica della Macchina del Pianeta.»

«E questa cos’è?» chiese Allixter perplesso.

Il messaggio venne ripetuto. Allixter ristette stupefatto e sgomento. «Allora se ho capito bene sei una specie di… robot?»

«Sì.»

Tre secondi passarono rapidamente. In fretta Allixter chiese: «Qual è la tua funzione? Cosa fai?»

«Quando la macchina in riparazione coordina gli impianti dislocati in tutto il mondo che accumulano energia dai soli, la funzione è di applicare tale energia agli usi designati.»

«Che sono?»

«Estrazione meccanica di metalli preziosi, scorificazione, affinazione, leghe e parti metalliche finite di macchinari, gestione di cisterne fotosintetiche producenti composti di fluorosilicio e fluoro-carbonio, combinazione e fabbricazione di articoli in Classificazione Zo, programmazione Ba-Diciannove tramite Pec-Venticinque. Quando i prodotti sono completi, vengono consegnati al pianeta padrone Plagigonstok attraverso il traduttore.»

Allixter colse nella spiegazione un accenno di schiarimento. «Allora credo di capire che questo pianeta è la colonia di un altro mondo? Plagi… Plagi… qualcosa. E i nativi, dove si inseriscono?»

«I nativi forniscono manodopera non specializzata e versatile dove necessario. Vengono pagati con prodotti di prima necessità.»

Allixter scoccò un’occhiata al cadavere. «Dove sono tutti i… come li chiami?»

«La domanda è inesatta.»

«Che tipo di uomo è quella creatura morta sul pavimento, di che razza?»

«È un Plag, un Signore dell’Universo.»

Allixter sbuffò. «Ce ne sono altri nelle vicinanze?»

«Ce ne sono dodici in condizioni simili a questo.»

Un brivido leggero corse lungo il collo di Allixter. «Cosa vuoi dire, condizioni simili?»

«Funzioni corporee interrotte per disorganizzazione dei centri mentali.»

«Morti?»

«Morti.»

«Tu li hai uccisi?»

«Le strumentazioni protettive li hanno uccisi.»

«Perché?»

«Il circuito inibitore non funziona. La macchina ha l’ordine fondamentale di non uccidere i Plag. Questo ordine è interrotto. Adesso la macchina uccide i Plag liberamente senza inibizioni, e distrugge casualmente gli impianti dei Plag.»

«Allora perché non uccidi i nativi?»

«Gli inibitori riguardanti gli autoctoni sono ancora attivi. La macchina protegge gli autoctoni. La macchina uccide forme di vita aliene che entrano in questa stanza, il centro mentale della macchina. Tu sopravvivi solo per caso; le unità di attenzione, togliendo energia ai monitor B-sub C, mettono in disparte gli sterminatori.»

Allixter fece una smorfia. «Da qualche parte c’è una grave svista.»

La macchina rimase in silenzio. Allixter aspettava una risposta. Un secondo… due secondi. Si rese conto con un po’ di urgenza che la macchina rispondeva solo alle domande, che i circuiti non erano regolati per scambiare due chiacchiere con dei passanti casuali.

Senza riflettere, disse: «Sì. No. Ho visto robot, e macchine calcolatrici, e meccanismi automatici, ma niente come te. Sei un bel pezzo di macchina, non trovi?»

«Sì.»

Un secondo… due secondi. La mente di Allixter era vuota.

«Ah. I Plag hanno costruito tutti questi macchinari?»

«I Plag hanno organizzato le parti fondamentali, consistenti nei segmenti di programmazione, ingegneria, meccanica, energia e operatività, e hanno delineato i fini ultimi desiderati. Gli elementi sussidiari sono stati concepiti dal segmento di programmazione, progettati dal segmento di ingegneria, costruiti nella fabbrica centrale. Ora l’intero pianeta è una rete di vari agenti che il segmento di programmazione considera utili.»

«Perché tutti quegli scoppi? Gli edifici che esplodono, i fianchi delle colline che sputano fuori fiamme?»

«Gli impianti che beneficiano i Plag vengono distrutti. Esistono agenti distruttivi. Precedentemente gli inibitori li controllavano. Adesso gli inibitori sono esclusi. Gli agenti distruttivi si attivano a caso.»

Allixter sogghignò. «Ai Plag non piacerà tutto questo, non credi?»

«Informazione accurata non disponibile.»

«Come faranno i Plag ad aggiustare la macchina?»

«Nessuna informazione. Appena i Plag arrivano vengono uccisi.»

«E come mai i nativi mi stavano aspettando alla cortina di entrata?»

«Informazione precisa non disponibile. Esiste la possibilità che abbiano inviato un messaggio su Plagigonstok richiedendo una squadra di servizio, e che aspettassero risposta.»

«Ah!» Allixter annuì sapientemente. «Da quanto tempo la macchina è guasta? E perché l’uomo di servizio Plag non l’ha riparata subito prima che peggiorasse?»

«Quando la macchina è guasta l’unità di manutenzione si muove lungo la guida fino al punto che interessa la rottura, e compie le necessarie sostituzioni. Il meccanico di servizio non ripara mai la macchina. È troppo complessa. In questo caso l’unità di manutenzione era guasta, e il meccanico era impegnato nella sua riparazione. Allora il circuito inibitore si è fuso. Gli ordini fondamentali si sono attivati, e gli sterminatori hanno ucciso il Plag.»

Allixter sospirò. Poi, ricordando che sospirare occupava del tempo, disse: «Come posso prolungare questo limite di tempo di tre secondi? Non posso restare qui per sempre a farti domande.»

«Puoi fornire dei problemi per tenere occupate le unità di attenzione, o meglio puoi riparare il circuito inibitore oppure l’unità di manutenzione.»

«E mentre sono al lavoro tu mi uccidi?»

«Sì.»

«Perché una gallina attraversa la strada?»

«Presumibilmente le motivazioni e le restrizioni relative all’eventuale azione raggiungono un equilibrio che consiglia il movimento piuttosto che la stasi.»

«Quando due e due fanno tre?»

La voce disse: «L’unità di attenzione sarà occupata con il problema per sei minuti. Questo è il tempo necessario per esaminare tutte le condizioni possibili secondo tutti i programmi matematici inseriti nel nucleo.»

Allixter guardò l’orologio. «Bene. Nel frattempo avrò modo di inventare qualcosa.»

Si rilassò, ammaccò la pellicola del casco per massaggiarsi la fronte. Sei minuti… avrebbe mai dormito di nuovo? E la vecchia vita sulla Terra! Con malinconia e nostalgia pensò al bardi Buck, nell’Hub, i volti familiari attorno all’ovale di noce, i grandi boccali di vetro con la spuma traboccante…

Si costrinse a ritornare al presente. A quanto pareva il suo futuro sarebbe stato dedicato a intrattenere quel robot planetario con enigmi, indovinelli, e passatempi matematici. Almeno, pensò Allixter con un ghigno acido, sapeva come bloccarla per più di tre secondi. La cosa da fare era trovare il guasto e riparare la macchina. Cosa diavolo non andava? Il circuito inibitore? L’unità di manutenzione? Erano entrambi guasti, una situazione spiacevole. Il sistema di riparazione serve a mantenere operativo il macchinario, ma non c’era niente per riparare il sistema di riparazione.

Andò a zonzo per la stanza, esaminò l’interno dove era stato rimosso il pannello dalla parete. Una complessità dopo l’altra, forme non familiari, conduttori e fili di circuiti stampati, ranghi su ranghi. Ci sarebbe voluto un mese di lavoro solo per tracciare un angolo del meccanismo.

Raccolse un attrezzo. Parola mia, pensò Allixter, qui c’è davvero un bell’equipaggiamento. Ora, se potessi brevettare questo arganetto tascabile, potrei guadagnare un milione tranquillamente. E questo cos’è? È una sega, perdiana. Non l’avrei mai creduto… Accidenti, potrei conficcare questo braccio per una iarda ovunque, e i denti trapasserebbero anche la lega più dura. Bravi, questi Plag.

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