La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
«Buone notizie. Darei quasi tutto per avere Galina, ma sono comunque buone notizie.» Rand toccò di nuovo l’elsa della spada e allentò la chiusura del fodero scuro. Sembrò un gesto meccanico. Galina, una Rossa, era stata a capo del gruppo di Sorelle che l’aveva fatto prigioniero, e se adesso Rand era calmo quando si parlava di lei, il giorno prima era stato furioso nello scoprire che era riuscita a fuggire. Anche ora la sua calma era fredda, e sembrava potesse nascondere una rabbia ribollente, e il suo odore faceva rabbrividire Perrin. «Pagheranno. Tutti loro.» Non era possibile dire se Rand si riferiva agli Shaido o alle Aes Sedai che erano fuggite. Forse a tutti e due.
Bera scosse il capo a disagio e Rand riportò lo sguardo su lei e Kiruna. «Mi avete giurato fedeltà ed ecco quanto mi fido di voi...» Sollevò una mano accostando pollice e indice per indicare quanto. «Le Aes Sedai capiscono sempre tutto meglio degli altri, o almeno ne sono convinte. Quindi confido nella vostra obbedienza, ma voglio che non facciate neppure il bagno senza il mio permesso. O quello delle Sapienti.»
Stavolta fu Bera ad avere l’espressione di una che era stata colpita nello stomaco. Gli occhi color nocciola passarono da Amys a Sorilea sorpresi e indignati, e Kiruna tremava per lo sforzo di non fare lo stesso. Le due Sapienti di limitano ad aggiustarsi lo scialle, ma ancora una volta avevano un odore identico. Disprezzo che emanavano a ondate, un disprezzo profondo. Perrin pensò che era un bene che le Aes Sedai non avessero il suo senso dell’olfatto, o altrimenti sarebbero state pronte a entrare in guerra proprio in quel momento. O forse sarebbero fuggite, accantonando la propria dignità. Era ciò che avrebbe fatto lui.
Rhuarc stava esaminando pigramente la punta di una delle lance. Questi erano affari delle Sapienti, e lui diceva sempre che non gli importava cosa facessero fino a quando tenevano il naso lontano dagli affari dei capiclan, ma Taim... Taim faceva finta che non gli importasse nulla della questione, se ne stava a braccia conserte e pareva distratto, osservava l’accampamento con espressione annoiata, ma emanava un odore complesso e strano. Perrin avrebbe detto che era divertito, senz’altro di un umore migliore di prima.
«Il giuramento che abbiamo prestato» disse Bera piantandosi le mani sui fianchi ampi «è sufficiente a legare chiunque tranne un Amico delle Tenebre.» L’inflessione che diede alla parola ‘giuramento’ fu gelida, quasi la stessa usata per ‘Amici delle Tenebre’. No, non le piaceva affatto ciò che avevano giurato. «Osi forse accusarci...»
«Se l’avessi pensato,» l’interruppe brusco Rand «adesso sareste in cammino verso la Torre Nera insieme a Taim. Avete giurato di obbedire, quindi obbedite!»
Bera esitò a lungo, poi in un istante divenne regale come tutte le Aes Sedai. Un’Aes Sedai poteva far sembrare sciatta una regina sul trono. Fece una piccola riverenza a Rand, chinando rigidamente il capo.
Kiruna stava facendo uno sforzo visibile per mantenere il controllo di sé, la calma che aveva raggiunto era fragile e precaria come la sua voce. «Quindi dobbiamo chiedere ‘permesso’ a queste ‘meritevoli’ Aiel per sapere se tu vuoi o meno essere guarito? So che Galina ti ha trattato molto duramente. So che sei coperto di frustate dalla testa ai piedi. Accetta la guarigione, per favore.» Anche quel ‘per favore’ era sembrato parte di un ordine.
Min si agitò. «Dovresti esserne grato come lo sono stata io, pastore. Non ti piace il dolore. Qualcuno deve pur farlo, altrimenti...» Min fece un sorriso malizioso, e tornò per un attimo la ragazza che Perrin ricordava prima che fosse rapita «...altrimenti non potrai sedere in sella.»
«I ragazzi e gli sciocchi» intervenne d’improvviso Nandera rivolgendosi a nessuno in particolare «talvolta sopportano un dolore che non dovrebbero come fosse una medaglia per il loro orgoglio. E la loro sciocchezza.»
«Non credo che il Car’a’carn» aggiunse Sulin secca, anche lei senza rivolgersi a nessuno «sia uno sciocco.»
Rand sorrise con affetto a Min e rivolse delle occhiatacce a Nandera e Sulin, ma quando sollevò di nuovo lo sguardo verso Kiruna i suoi occhi erano di nuovo di pietra. «Molto bene.» Mentre si incamminava, aggiunse: «Ma non da te.» Il volto della donna si irrigidì e parve pronto a spaccarsi. La bocca di Taim si distorse quasi in un sorriso, e l’uomo fece un passo verso Rand. Questi, però, senza distogliere lo sguardo da Kiruna, indicò un punto dietro di sé: «Da lei. Vieni qui, Alanna.»
Perrin rimase sorpreso. Rand aveva indicato Alanna senza nemmeno guardare. Quel gesto solleticò un ricordo in fondo alla sua mente, ma non riuscì a farlo tornare a galla. Parve colpire anche Taim. Il volto scuro dell’uomo divenne una maschera impassibile, eppure lo sguardo saettava fra Rand e Alanna, e il solo nome che Perrin riuscì a dare al suo odore era perplessità.
Anche Alanna rimase sorpresa. Per motivi ignoti era stata tesa da quando si era unita a Perrin nel cammino per raggiungere quel luogo, e la sua serenità era stata nel migliore dei casi un sottile strato di vernice. La donna si lisciò l’abito, lanciò un’occhiata di sfida a Kiruna e Bera e si mise davanti a Rand. Le altre due Sorelle la guardarono, come insegnanti che volessero essere sicure che un loro studente si comportasse bene pur non essendo convinte che ci sarebbe riuscito. Cosa che non aveva alcun senso. Una di quelle due donne poteva anche essere a capo del gruppo, ma Alanna era Aes Sedai, proprio come loro. La situazione accrebbe i sospetti di Perrin. Invischiarsi con le Aes Sedai era come guadare i torrenti nel Bosco del Fiume vicino alla Palude. Per quanto la superficie fosse calma le correnti potevano facilmente far perdere l’equilibrio. Qui, in questo posto, sembrava ci fossero delle correnti occulte in continuo movimento, e non si trattava solo delle Sorelle.
Con grande stupore di Perrin, Rand mise con delicatezza una mano sotto il mento di Alanna facendole sollevare il viso. Bera rimase col fiato sospeso e, per una volta, Perrin fu d’accordo con la Aes Sedai. Rand non sarebbe stato tanto audace nemmeno con una ragazza a un ballo giù a casa, e Alanna di certo non era una ragazza a un ballo. La reazione della donna fu altrettanto sorprendente: un rossore sulle guance e un odore d’incertezza. Secondo l’esperienza di Perrin, le Aes Sedai non arrossivano e non erano mai incerte.
«Guariscimi» disse Rand. Un ordine, non una richiesta. Il rossore sul volto di Alanna divenne ancora più intenso, e adesso nel suo odore c’era anche una sfumatura di rabbia. Le tremarono le mani quando le protese verso il capo di Rand.
Perrin si strofinò istintivamente il palmo della mano che era stato trafitto il giorno prima da una lancia Shaido. Kiruna gli aveva curato quella e altre ferite, e in passato altre Aes Sedai avevano effettuato la guarigione su di lui. Era come venire immersi a testa in giù in un lago gelato. Si rimaneva senza fiato, tremanti e scossi, con le gambe deboli. Di solito anche affamati. Eppure, il solo segno visibile della guarigione su Rand fu un leggero brivido.
«Come fai a sopportare il dolore?» sussurrò Alanna.
«Quindi hai finito» rispose Rand spostando le mani della donna e girandosi senza nemmeno ringraziarla. Sembrò sul punto di parlare, poi fece una pausa, quasi voltandosi in dietro per guardare verso i Pozzi di Dumai.
«Le abbiamo trovate tutte» disse Amys con dolcezza.
Rand annuì. Poi lo fece una seconda volta, con maggior energia. «È giunto il momento di partire. Sorilea, vorresti scegliere le Sapienti che prenderanno le prigioniere dagli Asha’man? E che faranno anche da accompagnatrici per Kiruna e... le altre mie fedeli seguaci.» Rand sorrise per un istante. «Non voglio che navighino nell’ignoranza.»