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L'ascesa dell'Ombra

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L'ascesa dell'Ombra
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Egeanin, seduta a gambe incrociate con indosso la sottana di lino e le mani sulle ginocchia, sembrava incredula. Elayne sperava che Nynaeve non iniziasse una predica perché aveva liberato le braccia della donna.

Moghedien. Quella era la parte più terrificante. Una dei Reietti a Tanchico. Una dei Reietti che aveva usato il Potere con loro, facendogli rivelare tutto. Elayne non riusciva a rammentare l’accaduto. E. pensiero fu abbastanza per farle premere le mani sullo stomaco nauseato. «Non so se Moghedien» — Luce, davvero si è limitata a entrare qui e a farci...? — «sì sta nascondendo da Liandrin e le altre, Nynaeve. Sembrerebbe quanto Birgitte» — Luce, Birgitte che le dava consigli! — «ti ha detto di lei.»

«Qualunque cosa stia progettando Moghedien» rifletté Nynaeve con voce tesa «intendo spolparla fino all’osso.» Così dicendo ricadde contro la spalliera del letto intagliata con motivi floreali. «In ogni caso dobbiamo togliere loro il sigillo come anche la collana con i braccialetti.»

Elayne scosse il capo. «Come possono dei gioielli essere pericolosi per Rand? Ne sei sicura? Sono forse un qualche tipo di ter’angreal? Che aspetto avevano esattamente?»

«Assomigliavano a una collana con due braccialetti» scattò Nynaeve esasperata. «Due bracciali congiunti di un qualche metallo nero e una spessa collana che assomiglia a un collare nero...» Gli occhi scattarono su Egeanin, ma non più velocemente di Elayne.

Per nulla turbata la donna dai capelli neri si inginocchiò per sedersi sui talloni. «Non ho mai sentito parlare di un a’dam per uomini, o qualsiasi cosa come quella che hai descritto. Nessuno cerca di controllare un uomo che può incanalare.»

«Questo è esattamente lo scopo per cui sono stati creati» mormorò Elayne. Oh, Luce, immagino che speravo non esistesse, si disse. Almeno Nynaeve lo aveva trovato per prima e avevano una possibilità che non venisse usato contro Rand.

Nynaeve socchiuse gli occhi quando vide che le mani di Egeanin erano libere, ma non ne parlò. «Moghedien deve essere la sola a saperlo. Altrimenti non ha senso. Se riusciamo a trovare un modo per entrare nel palazzo possiamo prendere il sigillo e... l’altra cosa, qualsiasi essa sia. E se riusciamo a liberare anche Amathera, Liandrin e le sue amiche troveranno la Legione del Panarca e la Vigilanza Civile, forse anche i Manti Bianchi, addosso a loro. Non riusciranno a uscirne nemmeno incanalando! Il problema è entrare non viste.»

«Ci ho pensato» rispose Elayne «ma temo che gli uomini ci creeranno dei problemi al riguardo.»

«Lascia che me ne occupi io» sbuffò Nynaeve. «Io...» Dal corridoio provenne un clangore e il grido di un uomo, e velocemente come era iniziato, discese nuovamente il silenzio. Thom era di guardia là fuori.

Elayne scattò ad aprire la porta, abbracciando saidar mentre correva fuori, e Nynaeve scese dal letto subito appresso a lei. Anche Egeanin le seguì.

Thom si stava appena alzando da terra, con una mano sulla testa. Juilin con il bastone e Bayle Domon con il randello torreggiavano su un uomo con i capelli biondo chiaro che giaceva in terra svenuto.

Elayne andò subito da Thom, cercando gentilmente di tirarlo su. L’uomo la guardò con gratitudine, ma ostinatamente spinse lontano la mano della ragazza. «Sto abbastanza bene, bambina.» Bene? Gli stava spuntando un monte sulla tempia! «Questo tipo stava camminando per il corridoio e d’improvviso mi ha colpito alla testa. Credo che volesse rubarmi il denaro.» Già, solo quello. Colpito alla testa, e stava bene.

«E ci sarebbe riuscito» aggiunse Juilin «se non fossi venuto a controllare se Thom voleva il cambio.»

«Se non lo avessi deciso io» mormorò Domon. Per una volta la loro ostilità sembrava meno accanita.

Elayne ci mise solo un momento per capirne il motivo. Nynaeve ed Egwene erano in corridoio con indosso solo la camicia da notte. Juilin le guardava entrambe con un’approvazione che avrebbe creato dei problemi se Rendra se ne fosse accorta, ma almeno l’uomo cercava di non essere ovvio. Domon non faceva alcuno sforzo per nascondere il compiacimento nel guardare Egeanin. a braccia conserte, umettandosi disgustosamente le labbra mentre la squadrava.

Le altre due donne realizzarono velocemente, ma le loro reazioni furono differenti. Nynaeve, che indossava la sottile veste di seta bianca, rivolse al cacciatore di ladri uno sguardo impassibile e andò in camera, nascondendo il viso rosso dietro lo stipite della porta. Egeanin, la cui veste di lino era molto più lunga e spessa di quella di Nynaeve — Egeanin, fredda e calma quando era stata catturata, che combatteva come un Custode — sgranò gli occhi e divenne rossa, aprendo la bocca inorridita. Elayne fissò la scena divertita, mentre la donna seanchan gridava mortificata e saltava nella stanza.

Le altre porte si spalancarono rivelando le teste di alcune persone, che svanirono immediatamente con il rumore di porte sbattute alla vista di un uomo disteso in terra e altri in piedi intorno a lui. Il rumore di oggetti pesanti trascinati suggeriva che le persone si stavano barricando nelle stanze.

Molto dopo, Egeanin e Nynaeve, ancora rossa, si affacciarono. Elayne davvero non capiva. Era vero che la donna indossava la camicia da notte, ma la copriva altrettanto bene del vestito taraboniano di Elayne. Comunque Juilin e Domon non avevano il diritto di guardare. Li fissò con un’occhiata che avrebbe dovuto metterli subito a posto.

Sfortunatamente Domon era troppo preso a ridacchiare e a strofinarsi il labbro superiore per notarla. Almeno Juilin la vide, anche se sospirò pesantemente alla maniera degli uomini quando si considerano attaccati ingiustamente. Evitando gli occhi della donna si chinò per girare sulla schiena il tipo dai capelli chiari.

Conosco questo tizio» esclamò Juilin. «L’uomo che ha cercato di derubarmi. Almeno così penso» aggiunse più lentamente. «Non credo nelle coincidenze. A meno che il Drago Rinato non si trovi in città.»

Elayne scambiò un’occhiata con Nynaeve. Certamente lo straniero non era un inviato di Liandrin, l’Ajah Nera non avrebbe usato un uomo per sgattaiolare nel corridoio, non più di... Non più di quanto loro avrebbero potato assoldare dei teppisti. Elayne spostò lo sguardo su Egeanin interrogativa. Nynaeve fu più esigente.

«È un Seanchan» osservò Egeanin dopo un momento.

«Un tentativo di salvataggio?» mormorò asciutta Nynaeve, ma l’altra donna scosse il capo.

«Non dubito che mi stesse cercando, ma non credo fosse per salvarmi. Se sa — o anche solo sospetta — che ho liberato Bethamin vorrebbe... parlare con me.» Elayne credeva fosse qualcosa di più che parlare, pensiero confermato quando Egeanin aggiunse: «Credo sarebbe meglio se gli tagliaste la gola. Potrebbe cercare di causare dei guai anche a voi se vi crede mie amiche, o se scopre che siete Aes Sedai.» Il grosso contrabbandiere di Illian la guardò sconvolto e Juilin rimase a bocca aperta. Thom invece annuiva pensieroso.

«Non siamo qui per tagliare gole seanchan» concluse Nynaeve come se avrebbero potuto farlo in un secondo tempo. «Bayle, Juilin, mettetelo nel vicolo dietro alla locanda. Quando si sveglierà sarà fortunato se avrà ancora addosso la biancheria intima. Thom, trova Rendra e dille che vorremmo del tè forte servito nella camera dei fiori cadenti e chiedile se ha della corteccia di salice o di acem. Ti preparerò qualcosa per la testa.» I tre uomini la fissarono. «Be’, muovetevi!» scattò. «Dobbiamo fare dei piani!» Diede a malapena tempo a Elayne di rientrare prima di sbattere la porta e iniziare a infilarsi il vestito. Egeanin si mise il suo come se gli uomini stessero ancora a guardarla.

«Il sistema migliore è ignorarli, Egeanin» spiegò Elayne. Era strano dare consigli a qualcuna più grande di Nynaeve, ma per quanto la donna seanchan fosse competente sotto altri aspetti, chiaramente sapeva poco degli uomini. «Altrimenti li incoraggi. Non so perché,» ammise «ma succede. Eri decentemente coperta, davvero.»

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