Scorrete lacrime, disse il poliziotto [=Episodio temporale / Flow My Tears, the Policeman Said - it]
- Автор: Дик Филип Кайндред
- Год: 1998
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 8804449365
- Переводчик: Vittorio Curtoni
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Scorrete lacrime, disse il poliziotto [=Episodio temporale / Flow My Tears, the Policeman Said - it]». Краткое содержание книги:
— Forse è proprio chi dice di essere. — Alys aveva studiato i grotteschi appunti di McNulty. — Il soggetto è iscritto al Sindacato musicisti. Dice di essere un cantante. Forse un’impronta vocale sarebbe la…
— Vattene dal mio ufficio — le disse Buckman.
— Sto solo facendo delle ipotesi. Forse ha inciso quel nuovo successo pornoaudio, Sdraiati Mosè, che…
— Ti dico io cosa devi fare: vai a casa e guarda nello studio. In una busta di pergamena trasparente, nel cassetto centrale della mia scrivania d’acero. Troverai una copia in condizioni perfette, con un annullo leggerissimo, dell’unico esemplare di Dollaro Nero emesso dal Trans-Mississippi. L’ho comperato per la mia collezione, ma puoi tenerlo tu per la tua. Io mi procurerò un’altra rarità. Vai, prendi quel maledetto francobollo, mettilo nel tuo album e chiudilo nella tua cassaforte per l’eternità. Non dovrai più nemmeno guardarlo. Ti basterà averlo. E lasciami lavorare in pace. Affare fatto?
— Gesù. — Gli occhi di Alys si illuminarono. — Dove l’hai trovato?
— L’ho avuto da un prigioniero politico in viaggio per un campo di lavori forzati. L’ha barattato con la libertà. Mi è sembrato uno scambio equo. Non pare anche a te?
Alys disse: — Il più bel francobollo che sia mai stato emesso. In tutti i tempi.
— Lo vuoi?
— Sì. — Alys uscì dall’ufficio e infilò il corridoio. — Ci vediamo domani. Ma non sei tenuto a farmi un regalo simile per convincermi ad andarmene. Voglio tornare a casa e fare una doccia; cambiarmi d’abito e mettermi a letto per qualche ora. D’altra parte, se vuoi…
— Voglio — disse Buckman. E aggiunse tra sé: “Perché ho questa fottuta paura di te? Perché sono così spaventato da tutto ciò che ti riguarda, persino dalla tua voglia di andartene? Persino di quella ho paura!
“Perché?” si chiese, guardandola mentre si dirigeva verso il tubo di salita riservato ai prigionieri, al lato opposto dell’ufficio suite. “La conoscevo da bambina e ne avevo paura anche allora. Perché, in qualche modo che non sono in grado di comprendere, lei non agisce in base alle regole. Abbiamo tutti delle regole; differiscono tra loro, ma tutti ne seguiamo alcune. Per esempio, non uccidiamo un uomo che ci ha appena fatto un favore. Nemmeno in questo Stato di polizia. Persino noi osserviamo questa regola. E non distruggiamo deliberatamente degli oggetti che per noi sono preziosi. Ma Alys è capace di tornare a casa, trovare il Dollaro Nero e dargli fuoco con la sigaretta. Lo so, eppure gliel’ho regalato. Prego ancora che col tempo torni tra noi e ricominci a giocare a biglie come facciamo tutti.
“Ma non lo farà mai.
“E se le ho offerto il Dollaro Nero è solo perché speravo di allettarla, di cercare di farla ritornare a regole che noi possiamo capire. La sto corrompendo, ed è uno spreco di tempo, se non molto di più: lo so io e lo sa lei. Sì. Probabilmente darà fuoco al Dollaro Nero, il francobollo più bello mai emesso, una rarità filatelica che in vita mia non avevo mai trovato in vendita. Nemmeno alle aste. E stasera, quando tornerò a casa, mi farà vedere la cenere. Forse ne lascerà un angolo intatto, per dimostrarmi di averlo fatto veramente.
“E io le crederò. E avrò ancora più paura.”
Depresso, Buckman aprì il terzo cassetto della grande scrivania e inserì un nastro nel piccolo registratore che teneva lì. Le arie di Dowland per quattro voci… Restò ad ascoltare quella che gli piaceva più di tutte, fra le canzoni per liuto di Dowland.
“Il primo” rifletté Buckman “a scrivere un brano di musica ‘astratta’.” Tolse il nastro, inserì la prima cassetta dei brani per liuto, e rimase ad ascoltare la Lachrimae Antiquae Pavana. “Da questo” si disse “sono nati, col tempo, gli ultimi quartetti di Beethoven. E tutto il resto. Tranne Wagner.”
Detestava Wagner. Wagner e quelli come lui, per esempio Berlioz, avevano fatto tornare la musica indietro di tre secoli. Finché Karlheinz Stockhausen, con Gesang der Jünglinge, non l’aveva di nuovo aggiornata.
In piedi davanti alla scrivania, esaminò per un attimo la recente foto quadridimensionale di Jason Taverner, quella scattata da Katharine Nelson. “Che bell’uomo” pensò. “Di una bellezza quasi artefatta. Be’, è un cantante. Logico. Lavora nello show-business.”
Sfiorò la foto, la ascoltò che diceva: — E adesso, vacca miseria? — E sorrise. Poi, riprendendo ad ascoltare la Lachrimae Antiquae Pavana, pensò:
“Ho davvero il karma del poliziotto?” si chiese. “Con tutto il mio amore per la poesia e per la musica? Sì. Io sono un pol superbo perché non penso da pol. Non penso, per esempio, come un McNulty, che sarà sempre… com’è che si usava dire? un porco per tutta la vita. Io penso non come le persone che cerchiamo di arrestare, ma come le persone importanti che cerchiamo di arrestare. Come quest’uomo, questo Jason Taverner. Ho il sospetto, un’intuizione irrazionale ma fantastica, che si trovi ancora a Las Vegas. Lo intrappoleremo lì, e non dove pensa McNulty. Non altrove, come sarebbe più razionale, più logico.
“Io sono come Byron, che ha lottato per la libertà, che ha dato la vita per la Grecia. Solo che io non lotto per la libertà, ma per una società più giusta.
“È proprio vero? È per questo che faccio questo mestiere? Per avere ordine e armonia nel mondo? Regole. Sì. Le regole sono troppo importanti per me, ed è per questo che mi sento minacciato da Alys; è per questo che riesco ad affrontare tanti altri ostacoli, ma non lei.
“Grazie a Dio, non tutti sono come lei. Grazie a Dio, lei è un esemplare unico.”
Premette un pulsante del citofono interno. — Herb, vuoi venire qui, per favore?
Herbert Maime entrò in ufficio. Aveva tra le mani un fascio di stampate del computer. Pareva preoccupato.
— Vuoi fare una scommessa, Herb? — gli chiese Buckman. — Scommettiamo che Jason Taverner è ancora a Las Vegas?
— Perché si prende tanto a cuore una faccenducola così insignificante? — chiese Herb. — È roba al livello di McNulty, non al suo.
Buckman sedette alla scrivania e cominciò a giocare oziosamente con i colori evocati dai tasti del videotelefono; ricreò le bandiere di diverse nazioni scomparse. — Guarda cos’ha fatto quest’uomo. In qualche modo è riuscito a far sparire tutti i dati sul suo conto da ogni banca dati del pianeta e delle colonie lunari e marziane… McNulty ha provato anche là. Pensa per un attimo a cosa occorre per riuscire a tanto. Soldi? Somme enormi. Bustarelle astronomiche. Se Taverner ha speso cifre del genere, ha in ballo qualcosa di grosso. Potere personale? Stesse conclusioni. Ha un potere enorme e dobbiamo considerarlo una figura di primo piano. È quello che rappresenta a preoccuparmi di più. Penso che, da qualche parte sul pianeta, ci sia un gruppo che lo sostiene, ma non ho idea del perché, né dei loro obiettivi. D’accordo, azzerano tutti i dati che lo riguardano. Jason Taverner è l’uomo che non esiste. Ma, una volta fatto questo, cos’hanno concluso?
Herb rifletté.
— Non riesco a capire — continuò Buckman. — Non ha senso. Ma, se fanno una cosa del genere, deve significare qualcosa. Se no, non spenderebbero così tanto… — Ebbe uno scatto nervoso delle mani. — Qualunque sia stato il loro investimento. Soldi, tempo, potere: quel che è. Forse tutte e tre le cose.